Grande evento al Carcere di Bollate a Milano che terrà un straordinario incontro con Cristiano De André in conferenza autobiografica affiancato dal manager Salvo Nugnes

Continua con grandi ospiti il calendario delle iniziative a scopo benefico solidale per i detenuti, all’interno del Carcere di Bollate a Milano, con una presenza d’eccezione, il cantautore musicista Cristiano De André, che terrà una conferenza in stile autobiografico dal titolo “De André’ si racconta tra musica e parole” in data Venerdì 11 Luglio 2014. Ad affiancarlo in qualità di relatore sarà il manager Salvo Nugnes, organizzatore dell’evento, che rientra nel corposo programma del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” da lui ideato, per rendere la cultura accessibile a tutti. Nel novero degli illustri personaggi si sono avvicendati nomi di spicco, tra cui Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Margaret Mazzantini, Toni Capuozzo, Corrado Augias, Vittorio Sgarbi, Umberto Veronesi, Roberto Gervaso, Paolo Crepet, Piero Chiambretti, Katia Ricciarelli, Silvana Giacobini, l’indimenticabile Margherita Hack e molti altri.

De André nell’occasione farà ascoltare alcuni pezzi celebri, accompagnandosi con la chitarra e racconterà il suo percorso nel mondo della musica, la sua recente esperienza sanremese di merito successo, gli aneddoti del suo rapporto con il padre, il mitico Fabrizio De André.

Sulla tournée “De André canta De André” spiega “La tournée per me è stata come una terapia. Mi ha fatto fare pace con certi vecchi fantasmi del passato. Cantare le canzoni di mio padre è stato un po’ come sentirmi lui, quasi un esorcismo”.

Sul nuovo disco dichiara “È un disco, che mi corrisponde completamente, perché dentro ci sono io, le mie convinzioni più intime, il mio modo di essere anarchico, ma anche uno sguardo sulla nostra società e verso la politica. Invito a non essere silenziosi, a farsi sentire, a prendere coraggio e a fare delle scelta precise. Ognuno di noi dovrebbe cercare di tirare fuori la sua anima e di combattere per dare senso e per colorare il proprio cielo. L’importante è non restare in silenzio a farsi governare dai primi che passano. Credo sia ora di tirare fuori la grinta e di non delegare più nessuno”.