Fisco, il taglio del cuneo da 8 miliardi deve essere solo un primo passo

Sugli italiani pesa un carico eccessivo da parte del Fisco, soprattutto se si vuole dare slancio alla ripresa. Il “cuneo fiscale” (ossia la somma delle imposte dirette, indirette e contributi previdenziali) che impatta sul costo del lavoro, va tagliato.
Secondo i dati del 2019 (ultimo anno per cui sono disponibili dati completi) l’Italia aveva una pressione fiscale pari al 42,6%. Quasi metà di quanto si guadagna, se lo prende lo Stato. Il guaio è che dopo alcuni anni di riduzione, dal 2019 ha ripreso a crescere.

I tagli al fisco

fisco e tasse italiaSul finire della scorsa settimana, dopo diversi giorni di riunioni tra il ministro dell’Economia e i responsabili economici dei partiti di maggioranza, si è arrivati a una intesa di massima che dovrebbe tagliare di circa 8 miliardi il carico del fisco sui cittadini.

La scelta

Sul tavolo della vigilia c’era un bel lotto di possibilità tra cui scegliere. Alla fine ha prevalso la linea che prevede circa 7 miliardi di tagli dell’Irpef e un po’ più di 1 miliardo di euro all’Irap.
La riduzione partirà dal 2022 e sarà strutturale, ma prima di vedere la luce dovrà passare al vaglio del governo e dei partiti della maggioranza. Si spera di fare in fretta, così da introdurla nella manovra da presentare in prima lettura al Senato.

Opzioni e scelte sui tagli

Per il taglio dell’IRPEF lo schema prevede la riduzione delle aliquote, che scenderanno da cinque a quattro. Verranno infatti eliminate le fasce del 38 e del 41% che saranno unificate nel 35%.
Sono state rimodulate anche detrazioni e no tax area. Sia per le prime (dovrebbe assorbire anche il bonus Renzi da 100 euro) che per le seconde è stata seguita una strategia opzioni binarie, ossia con due ipotesi sul tavolo.

Irap e detrazioni

Soprattutto riguardo all’Irap, si è lavorato per aiutare le imprese più piccole (dopo la chiusura di 300mila attività in 18 mesi) ed eliminarla per tutte le persone fisiche.
Riguardo alle detrazioni, va invece sottolinearo come Bankitalia di recente ha detto che siccome “i redditi da lavoro dipendente rappresentano poco più della metà del reddito complessivo dichiarato, l’obiettivo di ridurre il cuneo fiscale che grava su di essi sarebbe più efficacemente raggiungibile con la revisione di detrazioni e trattamento integrativo“.