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Festival Morsanese 2026: la ventesima edizione celebra gli anni Sessanta con Mal

Grande partecipazione a Morsano al Tagliamento per la ventesima edizione, non consecutiva, del Festival Morsanese. Diciannove cantanti del territorio, musica interamente dal vivo, mostre a tema e la partecipazione straordinaria di Mal hanno accompagnato una serata dedicata ai grandi successi degli anni Sessanta.

Sabato 12 settembre si è svolta a Morsano al Tagliamento la ventesima edizione del Festival Morsanese, manifestazione nata nel 1965 e tornata negli ultimi anni a essere uno degli appuntamenti più partecipati della comunità locale.

L’edizione 2026, intitolata “Morsano Canta gli anni ’60”, è stata organizzata dalla Cooperativa Esibirsi, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Insegnare Musica, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio del Comune di Morsano al Tagliamento.

Al centro della serata la musica che ha caratterizzato uno dei decenni più importanti della storia della canzone italiana e internazionale.

Sul palco si sono alternati 19 cantanti morsanesi, accompagnati rigorosamente dal vivo dai Bagliori di Luce, band che ha inoltre arricchito il programma con alcuni medley dedicati ad altri grandi brani simbolo del periodo.

Un Festival aperto alla comunità, non una competizione

Una delle caratteristiche del Festival Morsanese è quella di non essere una gara musicale.

La manifestazione nasce infatti come occasione di incontro e condivisione tra gli abitanti del territorio, mantenendo due semplici regole: possono partecipare soltanto persone originarie di Morsano al Tagliamento o attualmente residenti nel Comune e tutte le esibizioni devono prevedere musica completamente dal vivo.

Nel corso delle diverse edizioni sono state numerose le generazioni che si sono alternate sul palco, facendo del Festival una vera tradizione locale.

Una storia iniziata più di sessant’anni fa

Il primo Festival Morsanese venne organizzato nel 1965, con l’obiettivo iniziale di avvicinare i bambini all’arte del canto.

Dopo quattro edizioni la manifestazione si interruppe, per riprendere nel 1991 grazie a un gruppo spontaneo di volontari, alcuni dei quali avevano partecipato alle prime edizioni proprio da bambini.

Il nuovo corso aprì il palco a persone di tutte le età, ottenendo negli anni un importante riscontro di pubblico.

Dal 1991 al 2013 vennero realizzate 13 edizioni non consecutive, prima di una nuova interruzione.

Nel 2024 la Cooperativa Esibirsi ha rilanciato il Festival con il tema “Morsano Canta Battisti”, seguito nel 2025 da “Morsano Canta Sanremo”.

La scelta degli anni Sessanta per il 2026 ha voluto quindi creare un collegamento diretto con le origini stesse della manifestazione.

«L’idea di dedicare il tema agli anni ’60 è nata con l’intento di ricordare il periodo in cui il Festival Morsanese è nato – spiegano Lucio Bot, Giuliano Biasin e Luigi Buggio, amministratori di Esibirsi e Insegnare Musica –. Parliamo inoltre di un periodo che ci ha regalato grandi capolavori tuttora ascoltati e cantati e che continuano a essere reinterpretati anche dagli artisti contemporanei».

Mal ospite speciale della ventesima edizione

Ospite d’eccezione della serata è stato Mal, artista particolarmente rappresentativo proprio della musica degli anni Sessanta e Settanta.

Il cantante ha proposto al pubblico “Pensiero d’amore” e un pot-pourri di alcuni dei suoi brani più conosciuti, contribuendo a ricreare sul palco l’atmosfera musicale del periodo celebrato dall’edizione 2026.

I protagonisti sul palco

Il Festival si è aperto con i Bagliori di Luce insieme a Lucio Bot.

A seguire si sono esibiti Francesca Gaiardo con Il ballo del mattone di Rita Pavone, Endia Biason con Ma che freddo fa di Nada, Federica Vicentini con Shout di Lulu, Andrea Nadalin con Ho difeso il mio amore dei Nomadi, Elena Ellero e Piero Gnesutta con Senza fine, Michela Gaiardo con Chariot di Betty Curtis ed Eva Nadalin con Se telefonando di Mina.

Sul palco anche Lucio Bot con 7 e 40 di Lucio Battisti, Giulia Innocente con Can’t Help Falling in Love di Elvis Presley, Marco Carbonera con Meraviglioso di Domenico Modugno, Fulvia Loretti con Sono bugiarda di Caterina Caselli e Anna Gardiman con Città vuota di Mina.

La seconda parte della serata ha visto protagonisti Laura Vicentini con Cuore di Rita Pavone, Serena Antoniali con Pregherò di Adriano Celentano, Rachele Sorgon con Una ragione di più di Ornella Vanoni, Luca Vittor con Se bruciasse la città di Massimo Ranieri e Manola Simonato con C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones di Gianni Morandi.

Tra un’esibizione e l’altra, i Bagliori di Luce hanno proposto alcuni medley di grandi successi degli anni Sessanta, completando il percorso musicale della serata con altri brani rappresentativi del decennio.

Il Festival si è concluso con un finale corale sulle note di “Hey Jude” dei Beatles, che ha riunito sul palco tutti i protagonisti.

Musica, fotografia e oggetti d’epoca

La serata non si è limitata alle esibizioni musicali.

A fare da cornice alla manifestazione è stata infatti allestita una mostra fotografica dedicata alle precedenti edizioni del Festival Morsanese, dalle origini fino agli anni più recenti.

Il pubblico ha inoltre potuto visitare una piccola esposizione di radio e televisioni degli anni Sessanta messe a disposizione dal collezionista Romano Biasin.

A completare l’ambientazione anche due automobili simbolo dell’epoca, una Fiat 500 e una Bianchina, messe a disposizione dall’Officina Bianchi.

Nel corso della serata sono saliti sul palco per un saluto istituzionale anche il sindaco Elena Maiolla e il consigliere regionale Markus Maurmair, accompagnati dall’amministratore della Cooperativa Esibirsi Giuliano Biasin.

La ventesima edizione ha così confermato il Festival Morsanese come un appuntamento capace di unire musica dal vivo, memoria, partecipazione popolare e storia del territorio, riportando per una sera Morsano al Tagliamento nell’atmosfera degli anni Sessanta.

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