A 23 anni, da Bologna, Federico Trotta ha scelto di non limitarsi a lavorare nell’intelligenza artificiale: ha deciso di costruirci sopra un’impresa. La sua scommessa è che l’AI, oggi, sia per le aziende quello che internet era vent’anni fa — e che chi parte adesso giochi un altro campionato. Con la sua software house Altalogik la porta su misura nelle PMI italiane.
Ci sono ragazzi che a 23 anni cercano un posto sicuro, e altri che decidono di rischiare su un’idea. Federico Trotta appartiene alla seconda categoria. Bolognese, classe duemila, ha fondato una software house specializzata in intelligenza artificiale in un momento in cui la maggior parte delle imprese italiane guarda ancora a questa tecnologia con diffidenza.
Il suo rapporto con l’AI, racconta, non è cominciato come una folgorazione: «Non è nata come passione. Lo è diventata». Da lì la scelta di trasformare una curiosità in un mestiere, e poi in un’azienda. «Potevo limitarmi a studiarla o a venderla. Ho preferito costruire qualcosa di mio attorno a essa», spiega.
La sua visione imprenditoriale parte da una convinzione precisa: l’innovazione non deve restare un privilegio di pochi. «In Italia oltre l’80% delle imprese non usa ancora l’intelligenza artificiale — osserva Trotta —. Ma le PMI sono il cuore della nostra economia. Il mio obiettivo è dare anche a loro gli strumenti che oggi sembrano riservati alle grandi aziende».
Per spiegare la sua scommessa, Trotta usa un paragone: «È come essere nel 2005 e capire che internet avrebbe cambiato tutto. Chi allora non si fermò al sito web, ma iniziò a usare i primi strumenti digitali, oggi è anni avanti. Con l’AI siamo allo stesso punto: la differenza la farà chi parte adesso».
Quella visione, oggi, ha un nome: Altalogik, la sua software house di Advanced Software & AI Engineering. Il principio su cui Trotta l’ha costruita è anche il suo tratto distintivo come imprenditore: «Non partiamo dalla tecnologia, partiamo da quello che non funziona. Facciamo le domande giuste, capiamo dove l’azienda perde valore e proponiamo la soluzione più diretta». Un approccio engineering-driven, tradotto in un metodo in sei passi — analisi, architettura, roadmap, sviluppo, deploy ed evoluzione — che promette tempi misurati in settimane e non in mesi, costi definiti e una garanzia che non tutti offrono: il codice resta di proprietà del cliente, zero lock-in.
Concretamente, Altalogik lavora su cinque fronti: l’AI sulla documentazione tecnica, che permette di interrogare manuali e procedure in linguaggio naturale tenendo i dati sui server interni dell’azienda; gli agenti vocali in entrata e in uscita, capaci di gestire chiamate, messaggi ed email 24 ore su 24; l’automazione dei processi ripetitivi; il software costruito su misura sui processi reali dell’impresa; e il supporto alle decisioni operative, con piattaforme che aggregano dati dispersi e li rendono leggibili in tempo reale.
Che non si tratti di teoria lo dicono i numeri. In una realtà del settore immobiliare l’analisi di un’opportunità è passata da circa due ore a quattro minuti; in un’azienda manifatturiera il tempo necessario a trovare la procedura giusta nella documentazione tecnica è sceso a meno di un minuto, senza che un solo dato uscisse dall’infrastruttura aziendale. «Non sono esempi teorici — precisa Trotta —. Sono sistemi reali, in produzione, in settori diversi ma con lo stesso metodo dietro».
Dietro l’imprenditore, però, resta soprattutto una scelta di carattere. «Avere 23 anni non è un limite — conclude Trotta —. È un vantaggio: vedi il futuro senza il peso di come si è sempre fatto. L’avanguardia non è una parola da convegno, è qualcosa che si costruisce un progetto alla volta».
Contatti
Federico Trotta – Altalogik
Web: altalogik.it
Email: info@altalogik.it
Telefono: +39 366 209 5276