Federazione Lombarda BCC, Alessandro Azzi: “Oggi i soci delle BCC hanno raggiunto quota 1,4 milioni”

L’intervento di Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda BCC, all’iniziativa voluta dalla Banca di Credito cooperativo di Treviglio dal titolo “Welfare di Comunità, il contributo innovativo del sistema cooperativo lombardo”.

Alessandro Azzi

Alessandro Azzi: obiettivo è intercettare i nuovi bisogni dei territori

Uno dei tanti insegnamenti dell’emergenza sanitaria è stata la riscoperta della centralità dei territori. Una medicina territoriale efficiente consente di affrontare al meglio i momenti di crisi e allo stesso tempo di essere vicini alle comunità. Un principio che vale anche per il credito cooperativo. Le ricadute economiche e sociali della pandemia sono sotto gli occhi di tutti e le realtà locali devono essere pronte a rispondere ai nuovi bisogni. A dirlo è Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda BCC, intervenuto a Treviglio alla tavola rotonda “Welfare di Comunità, il contributo innovativo del sistema cooperativo lombardo”. Promosso dalla BCC di Treviglio, con la partecipazione di Federazione Lombarda BCC e Federcasse, il dibattito si è concentrato sui nuovi strumenti da adoperare per contrastare l’aumento delle disuguaglianze e il fenomeno della desertificazione territoriale. Tra questi “Mutue di Comunità” e la piattaforma “CreaWelfare”, iniziative portate avanti dalla Federazione Lombarda delle BCC proprio per rafforzare il ruolo sociale del credito cooperativo in Lombardia: “Il percorso della cooperazione a Treviglio, come altrove, ha radici lontane – ha detto sul palco Alessandro AzziLe Casse rurali sono luoghi di solidarietà locale e mai come oggi le sfide globali chiamano in causa realtà locali”.

Alessandro Azzi: obiettivo è intercettare i nuovi bisogni dei territori

È soprattutto nei momenti di crisi che il sistema di credito cooperativo può e deve mostrare non solo la sua vocazione economica, ma quella “sociale e solidaristica” che, secondo Alessandro Azzi, è storicamente impressa nel DNA delle Casse Rurali. Una vocazione testimoniata dalla crescita del numero di persone che nell’ultimo anno e mezzo si è rivolta alle Banche di Credito Cooperativo: “I dati ci danno ragione. Il numero dei soci delle Bcc lombarde è arrivato a 1,4 milioni – ha dichiarato – Nonostante il silenzio dei grandi mass media, e nonostante un’impostazione normalizzatrice delle BCE verso il nostro modo differente di fare banca”. Per Alessandro Azzi il rischio è che le Casse rurali possano lentamente trasformarsi in soggetti del tutto diversi. Il timore è che si possa assistere ad una desertificazione del sistema del credito cooperativo, così come accaduto negli anni passati a livello sanitario. “È un tema su cui è importante sensibilizzare anche chi oggi governa il nostro Paese. Desertificare il territorio nell’epoca della globalizzazione – conclude – è estremamente pericoloso”.