Esce “L’Analfabetismo del Cuore” di Margherita Iavarone: il grido necessario su una generazione senza voce emotiva L’ANALFABETISMO DEL CUORE

Un libro urgente per un’epidemia che nessuno vuole vedere

Dopo una vita intera dedicata alla psicoterapia e all’ascolto delle nuove generazioni, Margherita Iavarone, 88 anni, pubblica un’opera destinata a scuotere coscienze e istituzioni.
“L’Analfabetismo del Cuore” non è solo un saggio: è una denuncia sociale, una diagnosi culturale e un invito al cambiamento.

L’Autrice identifica la radice di molti mali contemporanei—bullismo, disturbi alimentari, violenza, femminicidio, isolamento emotivo—nella stessa, devastante ferita:
la mancanza di educazione emotiva.

Una piaga che nasce in famiglia, si aggrava a scuola e sfocia in una società che non sa più ascoltare né sé stessa né i propri figli.

Tre assi narrativi per raccontare un’urgenza nazionale

Il libro si sviluppa attraverso tre direttrici fondamentali:

  1. Il Grido Silenzioso – L’impatto dell’analfabetismo emotivo sulla crescita: bambini incapaci di nominare ciò che provano, adolescenti schiacciati da ansia, rabbia e solitudine.

  2. L’Ambiente Scolastico – La scuola come luogo di bullismo, isolamento e incomprensione, priva degli strumenti per insegnare empatia e autoregolazione.

  3. Allevare il Cuore – La responsabilità genitoriale in un’epoca di “fast-parenting” che confonde amore con beni materiali, lasciando i figli affamati di ascolto.

Una proposta rivoluzionaria: lo psicologo in ogni classe

Iavarone lancia un appello chiaro e coraggioso allo Stato:
introdurre l’educazione emotiva come materia obbligatoria fin dalla scuola primaria, con la presenza strutturale di uno psicologo in ogni classe.

Una riforma che, secondo l’Autrice, potrebbe prevenire devianze, alleggerire il peso delle carceri, ridurre la violenza di genere e costruire una società più empatica e resiliente.

Un libro che non accusa: sveglia. E indica la via.

“L’Analfabetismo del Cuore” è un’opera che commuove e al tempo stesso scuote.
Scritta in prosa e poesia, intreccia esperienza clinica e visione sociale, senza mai perdere di vista un messaggio fondamentale:
la speranza esiste, ma va coltivata nell’infanzia.

È un libro per genitori, insegnanti, psicologi, educatori, e per chiunque creda che la salute emotiva sia la base di una società migliore.