Dai software chirurgici agli infermieri robot: il futuro della medicina digitale

In un futuro neanche troppo lontano le sale operatorie e le corsie degli ospedali saranno popolate da chirurghi robot e androidi capaci di imitare i comportamenti degli infermieri umani.

Recenti studi, infatti, hanno dimostrato quanto i robot finora utilizzati in campo medico siano  preziosi per cooperare con gli umani durante situazioni di stress elevato, ad esempio durante gli interventi chirurgici.

Gli scienziati sono convinti che presto umani e robot potranno lavorare insieme in sala operatoria, migliorando la sicurezza e il risultato finale dell’intervento. La robotica, col passare del tempo e lo sviluppo di tecnologie sempre più affinate, offrirà alle équipe operatorie un aiuto sempre più valido. A differenza degli umani, infatti, i robot non si stancano e sono in grado di compiere una serie infinita di precisi movimenti. Le competenze umane dalla sala operatoria, dicono gli analisti, non saranno comunque eliminate, ma integrate con quelle specifiche capacità che solo la tecnologia digitale riesce a garantire.

La digitalizzazione della tecnica medica e chirurgica ha fatto passi da gigante ottenendo risultati importanti. Senza guardare troppo avanti, un passaggio fondamentale in questo senso per il prossimo futuro è rappresentato dall’informatizzazione della check list operatoria, tramite appositi software come H2O che gestiscono digitalmente la procedura definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per ridurre i rischi e alzare il livello di sicurezza in sala operatoria, a vantaggio sia del paziente che della stessa struttura sanitaria. Questi software, insieme ad acceleratori lineari, chirurghi robot, infermieri digitali e protesi artificiali rappresentano il presente e il futuro della medicina.

L’impiego delle macchine in chirurgia è relativamente recente: le prime risalgono agli anni Ottanta del secolo scorso e venivano utilizzate negli interventi chirurgici agli occhi, grazie alla loro capacità di aumentare il livello di precisione e ridurre i traumi. Trentacinque anni dopo, i numeri hanno confermato la validità pressoché universale della chirurgia digitale, che riduce le percentuali di errore e permette di effettuare interventi sempre meno invasivi, con tempi di recupero più brevi. A tutto vantaggio dell’efficienza e dei costi delle strutture ospedaliere.
Soltanto in alcuni interventi specifici – ad esempio la rimozione del rene e il cancro rettale – le nuove tecnologie non hanno ancora mostrato significativi miglioramenti in termini di costi delle operazioni e tempi di intervento rispetto alla chirurgia tradizionale.

Nonostante, secondo gli analisti di settore, il ruolo del medico in carne ed ossa non è e non sarà in discussione, il futuro della medicina è hi-tech ed entro dieci anni vedere negli ospedali questi replicanti robot, capaci sia di operare, sia di effettuare le più comuni operazioni di corsia, come portare l’acqua ai pazienti e sistemare i letti, sarà la normalità.