Crisi demografica e pensioni: il ruolo del private banking secondo Banca Generali

Con le attuali condizioni del mercato del lavoro molti italiani rischiano pensioni sempre più basse. Il private banking potrebbe rappresentare una via d’uscita al problema: ne parla Banca Generali sul blog “Protezione&Risparmio”.

Private banking, Banca Generali: invecchiamento della popolazione graverà sulla spesa per le pensioni

L’Italia è un Paese anziano che rischia di invecchiare ulteriormente. A dirlo sono le ultime proiezioni dell’ISTAT: l’Istituto prevede che nel 2065 un terzo degli italiani avrà più di 65 anni. Al quadro si aggiunge poi un altro dato negativo, quello del calo delle nascite, trend accelerato dall’emergenza Covid-19. Fenomeni che avranno dirette conseguenze sulla spesa destinata alle pensioni, che già nel 2020 ha toccato un record storico (17% del PIL). Rischio demografico ed effetti sul sistema pensionistico sono i temi trattati da “Protezione&Risparmio”, il blog di Banca Generali dedicato al mondo del private banking e all’educazione finanziaria. In futuro, scrive l’Istituto, le nuove generazioni di lavoratori italiani dovranno prepararsi a subire le conseguenze non solo dell’invecchiamento della popolazione, ma anche del passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo avviato prima con la Riforma Dini e poi nel 2011 con la Riforma Fornero. Sistema che, spiega Banca Generali, oggi cozza con le condizioni del mercato del lavoro: “I giovani italiani trovano un’occupazione stabile molto tardi e affrontano spesso lunghi periodi di disoccupazione, versando così pochi contributi nel corso della carriera”. I più fortunati potranno puntare ad una pensione equivalente al 65-70% degli ultimi stipendi percepiti, mentre la maggioranza rischia di non andare oltre il 50%. Uno scenario in cui il private banking si fa sempre più spazio come metodo alternativo.

Private banking, un supporto alla previdenza complementare

Costruire una pensione di scorta è oggi una delle azioni preventive più efficaci per affrontare gli importi sempre più bassi degli assegni Inps. Essenziale, secondo Banca Generali, affidarsi ai servizi di private banking. Grazie al supporto di consulenti finanziari esperti, tutti coloro che desiderano una rendita alternativa per la terza età possono ottenere una pianificazione finanziaria adeguata. Diversi gli strumenti consigliati: i principali al momento sono i fondi pensione e le polizze della previdenza complementare. Nello specifico, chi aderisce ai fondi versa periodicamente una parte del proprio reddito (i dipendenti possono ad esempio destinare la quota annuale di Tfr), che verrà investita dai gestori sui mercati finanziari. Ogni fondo ha un suo grado di esposizione al rischio: chi punta a rendimenti stabili ma più bassi sceglierà un fondo che investe in obbligazioni o titoli di stato; mentre chi desidera maggiori opportunità di guadagno potrà scegliere tra i fondi specializzati in azioni. Nel futuro, il contributo degli strumenti di private banking e della previdenza complementare diventerà sempre più necessario. Una previsione condivisa anche da Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale dell’Università Cattolica di Milano e autore del volume “Crisi demografica”: “L’Italia è una delle nazioni in cui l’inverno demografico è il più accentuato – ha detto l’esperto – se gli attuali trend non verranno invertiti, inevitabilmente si andrà incontro a criticità irrimediabili”.