Si è concluso questo sabato il corso di formazione organizzato da AITO – Associazione Italiana di Terapia Occupazionale, rivolto ai Terapisti Occupazionali, dal titolo “ Dalla Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) alla misura della disabilità (WHODAS 2.0)“. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Ordine TSRM-PSTRP di Modena e tenutasi presso la sede di Rubiera, ha rappresentato un momento formativo di grande rilevanza, in un contesto normativo e professionale in rapido cambiamento.
La formazione ha posto al centro l’analisi e l’utilizzo integrato dell’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) e del WHODAS 2.0 (strumento OMS per la misurazione della disabilità), nell’ottica di un aggiornamento coerente con il nuovo quadro normativo nazionale, delineato dal Decreto Legislativo 62/2024.
Fin dalle sue origini, la Terapia Occupazionale ha fatto propri modelli teorici centrati sull’occupazione, la partecipazione e il contesto di vita della persona. Modelli come il Canadian Model of Occupational Performance and Engagement (CMOP-E), il Model of Human Occupation (MOHO) e il Person–Environment–Occupation–Performance (PEOP) condividono con l’ICF l’approccio bio-psico-sociale alla disabilità, fondato su una visione globale del funzionamento umano. Questa convergenza teorico-metodologica tra i modelli TO e l’ICF è oggi sempre più rilevante e necessaria.
Il Terapista Occupazionale è inoltre da tempo abituato a utilizzare strumenti centrati sulla percezione soggettiva della persona rispetto alla propria partecipazione e qualità di vita, come la Canadian Occupational Performance Measure (COPM). Questi strumenti, noti come PROM (Patient-Reported Outcome Measures), si integrano perfettamente con la logica valutativa dell’ICF e con l’approccio del WHODAS, rafforzando il ruolo del Terapista occupazionale nella costruzione di profili di funzionamento personalizzati.
La giornata ha visto la partecipazione del Prof. Stefano Federici, docente di Psicologia generale all’Università degli Studi di Perugia e autorevole riferimento internazionale nell’ambito dell’ICF e del WHODAS 2.0. Il Prof. Federici ha contribuito in modo sostanziale all’adattamento italiano del WHODAS e ne promuove da anni un utilizzo rigoroso e scientificamente fondato in ambito clinico e riabilitativo. La sua presenza ha offerto ai partecipanti una visione ampia, aggiornata e fondata sulle evidenze, rafforzando la consapevolezza del valore dello strumento nei percorsi valutativi centrati sul funzionamento.
È emersa chiaramente la naturale familiarità del Terapista Occupazionale con il linguaggio dell’ICF, e la competenza nell’impiego del WHODAS quale strumento standardizzato per la valutazione del funzionamento in contesti clinici, educativi e sociali.
L’incontro ha anche offerto un approfondimento sul Decreto Legislativo 62/2024, che attua la Legge Delega 227/2021 in materia di disabilità. Il decreto introduce una nuova definizione di disabilità basata sull’ICF e riforma profondamente le modalità di accertamento e progettazione degli interventi. In particolare, l’articolo 4 stabilisce che la valutazione dello stato di disabilità avverrà attraverso una lettura del profilo di funzionamento della persona, anziché su percentuali di invalidità o classificazioni medico-centriche.
Questa trasformazione impone una multidimensionalità e interprofessionalità nella valutazione, valorizzando pienamente il contributo dei Terapisti Occupazionali. Essi, per formazione e approccio, sono tra i professionisti più preparati a rilevare performance, capacità, barriere e facilitatori nei diversi domini della vita quotidiana. Pertanto, risulta imprescindibile il loro coinvolgimento all’interno delle nuove commissioni multidisciplinari previste dal decreto.
Il corso ha evidenziato che la Terapia Occupazionale deve avere un ruolo attivo e strutturale nell’applicazione della riforma, sia nelle attività valutative che nella progettazione personalizzata degli interventi, in linea con i diritti e i bisogni delle persone con disabilità. Ha ribadito inoltre l’urgenza di includere i Terapisti Occupazionali nelle commissioni multidisciplinari previste dalla normativa, al fine di garantire una valutazione realmente centrata sulla persona e coerente con il modello bio-psico-sociale adottato. La partecipazione attiva dei Terapisti Occupazionali rappresenta una condizione necessaria per tradurre in pratica i principi del decreto e promuovere percorsi di presa in carico efficaci, personalizzati e rispettosi dei diritti delle persone con disabilità.
AITO – Associazione Italiana di Terapia Occupazionale conferma il proprio impegno nel promuovere la formazione, il riconoscimento e l’integrazione professionale dei Terapisti occupazionali nei processi valutativi e progettuali delineati dalla riforma, con l’obiettivo di contribuire a un sistema riabilitativo più giusto e partecipato.
Prossima occasione formativa per i soci AITO sarà il webinar sul ruolo chiave del terapista occupazionale nell’accertamento del risarcimento danni, con relatori Riccardo Vizzi e Marco Frigo, mercoledi 2 luglio alle ore 18:00.