Da «Cubetto» al tetto del mondo: la storia di Emanuel Mendola, il talento molisano che ha conquistato l’oro mondiale con l’Italia
Dalle prime pattinate con la Kemarin ai successi giovanili con Civitavecchia, passando per le esperienze con Kraken Hockey Camaiore e Milano Quanta, fino alla maglia azzurra e alla conquista dell’oro mondiale Junior U19 in Paraguay. Il percorso di Emanuel Mendola, numero 17 della Nazionale italiana, è la storia di un ragazzo che ha trasformato un sogno d’infanzia in una realtà straordinaria, senza dimenticare le proprie radici, la propria squadra e la comunità che lo ha visto crescere.
Ci sono sogni che nascono quando si è ancora bambini. Sogni che accompagnano le prime esperienze, i primi allenamenti, le prime partite e che, con il passare degli anni, diventano obiettivi sempre più grandi. Sogni che richiedono sacrificio, dedizione, costanza e la capacità di continuare a credere in se stessi anche quando il traguardo sembra lontano.
Quello di Emanuel Mendola è uno di questi.
Per noi della Kemarin, Emanuel è ancora quel bambino che tutti ricordiamo affettuosamente come «Cubetto», quel piccolo atleta che, fin dai primi passi nel mondo dell’hockey inline, coltivava un desiderio preciso: arrivare in Nazionale, rappresentare l’Italia e, soprattutto, riuscire un giorno a conquistare l’oro mondiale.
Oggi quel sogno è diventato realtà.
Emanuel ha conquistato il titolo mondiale con la Nazionale italiana Junior U19 di hockey inline ai World Skate Games 2026, disputati ad Asunción, in Paraguay. Un risultato che segna una pagina straordinaria della sua giovane carriera e che riempie d’orgoglio non soltanto la sua famiglia e la società che lo ha visto crescere, ma anche Campomarino, il Molise e tutta la comunità hockeistica italiana.
Indossare la maglia azzurra con il numero 17 sulle spalle, scendere in campo rappresentando il proprio Paese e arrivare a conquistare il titolo mondiale significa raggiungere uno degli obiettivi più importanti che un giovane atleta possa immaginare. Per Emanuel, però, questo successo ha un significato ancora più profondo: rappresenta il punto d’arrivo di un percorso iniziato tanti anni fa e, allo stesso tempo, una nuova partenza.
Perché dietro quel numero, dietro quella maglia e dietro quella medaglia d’oro c’è una storia che merita di essere raccontata.
Dalla Kemarin, dove tutto è cominciato
Prima della Nazionale, prima dei grandi palcoscenici e delle competizioni internazionali, c’è la Kemarin.
È qui che Emanuel ha coltivato la propria passione per l’hockey inline, crescendo all’interno di una realtà sportiva che ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale nel suo percorso. Una società che, oltre a insegnare uno sport, contribuisce ogni giorno alla formazione di giovani atleti, trasmettendo valori come il rispetto, il sacrificio, il lavoro di squadra e la determinazione.
Chi lo conosce da quando era piccolo ricorda ancora «Cubetto», il bambino che sognava di arrivare lontano. Oggi, guardandolo vestire la maglia della Nazionale italiana e salire sul tetto del mondo, è impossibile non ripensare a quel percorso e a tutte le tappe che lo hanno accompagnato.
Ogni allenamento, ogni partita e ogni difficoltà hanno contribuito alla sua crescita. Ogni esperienza gli ha permesso di acquisire nuove competenze, di confrontarsi con avversari diversi e di comprendere sempre di più cosa significhi essere un atleta.
La Kemarin non è soltanto la società con cui Emanuel ha iniziato a giocare: è il luogo a cui rimane legata la sua storia sportiva, la realtà nella quale continua a riconoscersi e che oggi può celebrare uno dei risultati più importanti della propria attività.
Le prime soddisfazioni e l’esperienza con Civitavecchia
Il percorso di Emanuel non si è sviluppato in un’unica squadra o in una sola categoria. La sua crescita è stata accompagnata da esperienze sportive differenti, occasioni che gli hanno permesso di confrontarsi con nuovi contesti e di continuare a migliorarsi.
Tra le tappe significative figura l’esperienza con Civitavecchia, con cui ha conquistato un campionato nazionale Under 18, un risultato riportato anche nella ricostruzione giornalistica dedicata alla crescita della Kemarin e dei suoi atleti.
Un successo importante nella sua formazione, che testimonia come il percorso di un giovane giocatore possa svilupparsi attraverso la collaborazione tra società, il confronto con realtà differenti e la possibilità di misurarsi con livelli di competizione sempre più impegnativi.
Per un atleta giovane, queste esperienze rappresentano molto più di una medaglia o di un titolo. Sono occasioni per imparare a gestire la pressione, assumersi nuove responsabilità, adattarsi a differenti sistemi di gioco e crescere sia sul piano tecnico sia su quello personale.
La strada verso il mondiale non si costruisce in una sola stagione. È fatta di tappe successive, di opportunità da cogliere e di esperienze che contribuiscono a formare il giocatore e la persona.
Una stagione da protagonista con la Kemarin
Il legame con la società molisana è rimasto centrale anche durante le stagioni in cui Emanuel ha iniziato a distinguersi per i propri risultati individuali.
Nel campionato 2024/25, tra Serie C e Coppa Italia, ha disputato 17 incontri, mettendo a segno 52 gol e servendo 13 assist. Numeri che raccontano una stagione di grande produttività offensiva e che hanno contribuito a consolidare il suo ruolo all’interno della squadra.
La crescita è proseguita nella stagione 2025/26, quando Emanuel è diventato uno dei punti di riferimento della Kemarin Mediolanum in Serie B, ricoprendo il ruolo di capitano e distinguendosi come capocannoniere del campionato.
I dati pubblicati in occasione della sua conferma per la stagione successiva riportano 59 gol e 17 assist in 18 incontri.
Un rendimento che testimonia la sua capacità di incidere sulle partite, di contribuire alla manovra offensiva e di assumersi responsabilità importanti nonostante la giovane età.
Essere capitano significa anche rappresentare un gruppo, condividere gli obiettivi della squadra e assumersi responsabilità nei momenti più difficili. Per la Kemarin, Emanuel è diventato non soltanto un riferimento tecnico, ma anche un atleta attorno al quale costruire ambizioni e prospettive.
Il suo percorso dimostra come il talento, quando viene accompagnato dal lavoro quotidiano, possa trasformarsi in risultati concreti. Ma dimostra anche quanto sia importante conservare un legame con la propria società, continuando a portare con sé i valori e l’esperienza maturati nel luogo in cui tutto è cominciato.
Milano Quanta e Kraken Hockey Camaiore: nuove sfide, nuovi livelli
La crescita di Emanuel lo ha portato a confrontarsi anche con realtà di alto livello dell’hockey inline italiano.
Nel corso della stagione 2025/26 ha vissuto esperienze con il Kraken Hockey Camaiore in Serie A e Under 20 e con il Milano Quanta nella categoria Élite.
Si tratta di contesti competitivi differenti, nei quali il confronto con atleti di maggiore esperienza e con ritmi di gioco elevati rappresenta un’importante opportunità di crescita.
Con Milano Quanta ha preso parte al percorso che ha portato la società alla conquista della Coppa Italia Élite 2025/26, aggiungendo al proprio bagaglio sportivo un’esperienza legata a una competizione di vertice nazionale.
Parallelamente, le esperienze con il Kraken Hockey Camaiore gli hanno consentito di confrontarsi con il livello della Serie A e con l’attività Under 20.
Per un giovane giocatore, misurarsi con categorie differenti significa imparare ad adattarsi, leggere il gioco con maggiore rapidità, affrontare avversari con caratteristiche diverse e migliorare la propria capacità di contribuire alla squadra.
La possibilità di giocare in più contesti ha arricchito il percorso di Emanuel, permettendogli di mettere alla prova le proprie qualità e di accumulare esperienze che hanno accompagnato la sua crescita verso l’obiettivo più grande: vestire la maglia della Nazionale italiana.
Eppure, nonostante le nuove esperienze e le opportunità lontano da casa, il legame con la Kemarin è rimasto un elemento distintivo della sua storia.
La società molisana continua a rappresentare le sue radici sportive, il luogo in cui il suo talento ha iniziato a esprimersi e la realtà che oggi può guardare con orgoglio al percorso compiuto dal proprio atleta.
La convocazione in Nazionale: il sogno diventa realtà
Nel settembre 2026 è arrivata la convocazione nella Nazionale italiana Junior maschile di hockey inline per i World Skate Games di Asunción, in Paraguay.
Il commissario tecnico Luca Rigoni, con l’allenatore di categoria Andrea Bellini, ha selezionato Emanuel tra gli atleti chiamati a rappresentare l’Italia nella competizione iridata.
Per il giovane giocatore della Kemarin si è trattato di un passaggio fondamentale: la possibilità di entrare a far parte del gruppo azzurro, prepararsi con i migliori giovani del panorama nazionale e affrontare una competizione internazionale di altissimo livello.
Prima della partenza, il traguardo è stato celebrato anche a Campomarino, dove Emanuel è stato ricevuto nella Casa Comunale dal sindaco Enzo Norante, dal consigliere delegato allo Sport Di Marco e dal consigliere Francesco Colitti.
Un momento che ha sottolineato il valore della convocazione per l’intera comunità e il significato di vedere un giovane del territorio rappresentare l’Italia in una manifestazione mondiale.
La maglia azzurra, per Emanuel, ha rappresentato molto più di un riconoscimento sportivo. È stata la realizzazione di un desiderio coltivato fin da bambino, la conferma di un percorso costruito attraverso il lavoro e l’opportunità di portare con sé la propria storia, il proprio territorio e i colori della società che lo ha accompagnato.
Il mondiale in Paraguay: gol, assist e il trionfo azzurro
Ai World Skate Games 2026, Emanuel ha potuto trasformare il sogno della convocazione in un’esperienza concreta sul campo.
Durante il torneo, l’Italia Junior ha affrontato avversarie provenienti da diversi Paesi, dimostrando la propria competitività e avanzando nelle fasi della manifestazione.
Nella vittoria per 13-1 contro il Messico, Emanuel ha servito l’assist per il gol di Lorenzo Mariani che ha fissato il risultato finale.
Nella partita vinta 17-2 contro la Corea del Sud, ha trovato anche la via della rete, realizzando il gol del 13-2 su assist di Mattia Guerriero.
L’Italia ha quindi proseguito il proprio cammino nella fase a eliminazione diretta. Nei quarti di finale ha superato Chinese Taipei per 5-0 e, nella successiva sfida contro la Slovacchia, ha conquistato la finale con una vittoria per 4-3 ai tempi supplementari.
Risultati che raccontano il percorso di una squadra capace di affrontare momenti difficili, reagire alle avversità e continuare a lottare per il proprio obiettivo.
Per Emanuel, ogni partita ha rappresentato un’occasione per vivere da protagonista un’esperienza che fino a poco tempo prima apparteneva ai suoi sogni.
E poi è arrivato il traguardo più grande: la conquista dell’oro mondiale Junior U19 con la Nazionale italiana.
Il titolo rappresenta il punto più alto di questo percorso e una soddisfazione che va oltre il risultato sportivo. È il coronamento di un sogno personale, ma anche il simbolo di tutto ciò che può nascere dalla passione, dal lavoro e dalla volontà di migliorarsi giorno dopo giorno.
Per chi lo ha visto crescere, sapere che quel bambino è arrivato a conquistare un titolo mondiale con l’Italia significa rivivere anni di ricordi, sacrifici e speranze.
L’orgoglio di Campomarino, del Molise e della Kemarin
La storia di Emanuel Mendola è anche una storia di appartenenza.
Il suo percorso porta il nome di Campomarino e del Molise su un palcoscenico internazionale, dimostrando che anche da una realtà territoriale raccolta possono emergere atleti capaci di raggiungere obiettivi di altissimo livello.
La Kemarin, che lo ha accompagnato fin dai primi passi nell’hockey inline, vive questo successo come un risultato che coinvolge l’intera comunità sportiva.
Per un’associazione, vedere un proprio atleta arrivare in Nazionale e conquistare l’oro mondiale significa riconoscere il valore del lavoro svolto negli anni e l’importanza di creare un ambiente nel quale i giovani possano crescere, imparare e inseguire i propri sogni.
Dietro ogni atleta ci sono persone che dedicano tempo ed energie allo sport, compagni che condividono il campo, allenatori che accompagnano la crescita e famiglie che sostengono ogni passo del percorso.
Ci sono anche le società sportive, che attraverso il lavoro quotidiano contribuiscono alla formazione dei ragazzi e permettono loro di scoprire le proprie capacità.
Per questo il risultato di Emanuel non appartiene soltanto a lui. È motivo di orgoglio per la Kemarin, per i suoi compagni, per la famiglia, per Campomarino e per tutti coloro che hanno creduto nel suo percorso.
È anche una testimonianza del valore dell’hockey inline italiano e del contributo che le società del territorio possono offrire alla crescita dei giovani atleti.
Da «Cubetto» al numero 17: un sogno che appartiene a tutti
A volte basta fermarsi un momento e guardare indietro per rendersi conto di quanta strada sia stata percorsa.
Noi ricordiamo Emanuel bambino, quando il sogno della Nazionale e dell’oro mondiale sembrava ancora lontano. Lo ricordiamo crescere, allenarsi, affrontare le difficoltà e continuare a lavorare per diventare il giocatore che desiderava essere.
Oggi quel bambino è diventato un campione del mondo.
Non è soltanto una questione di medaglie, gol o risultati. È la dimostrazione di quanto possano essere importanti la costanza, la determinazione e la capacità di credere nei propri obiettivi.
Caduta dopo caduta, passaggio dopo passaggio, gol dopo gol, azione dopo azione, allenamento dopo allenamento: ogni momento ha contribuito a costruire la strada che lo ha portato fin qui.
Per noi della Kemarin, questo successo è molto più di un semplice traguardo sportivo. È la realizzazione di un sogno che abbiamo visto nascere e crescere insieme a lui. È la soddisfazione di vedere un ragazzo della nostra famiglia sportiva arrivare così lontano, senza dimenticare da dove è partito.
Emanuel ha dimostrato che i sogni non si realizzano soltanto desiderandoli, ma lavorando ogni giorno per renderli possibili. La sua storia può essere un esempio per tutti i bambini e i ragazzi che oggi iniziano a pattinare, che affrontano i primi allenamenti e che immaginano un giorno di indossare una maglia importante.
A loro, la sua esperienza ricorda che ogni percorso comincia da un primo passo e che nessun obiettivo è raggiungibile senza impegno, pazienza e passione.
Oggi la Kemarin celebra il suo atleta, il ragazzo che è diventato e il cammino che lo ha condotto fino al titolo mondiale.
Da quel bambino che chiamavamo «Cubetto» al numero 17 che ha conquistato l’oro mondiale con la maglia azzurra: questo è il tuo sogno, Emanuel, ma è anche un po’ il nostro.
La Kemarin è orgogliosa di te. Campomarino è orgogliosa di te. Il Molise è orgoglioso di te.
E noi continueremo a fare il tifo per te, con lo stesso affetto con cui ti abbiamo visto crescere, sapendo che questa medaglia d’oro non rappresenta soltanto la fine di un sogno, ma l’inizio di tante nuove possibilità.
Complimenti, campione del mondo. La tua storia è anche la nostra storia.