Claudio Descalzi, AD di Eni: l’intervista a “Cinque Minuti”

Tra Europa e Africa “ci sono molte complementarietà”, osserva l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi intervistato su RaiUno: “Noi abbiamo molto da dare e nel momento in cui cresce l’Africa cresciamo anche noi”.

Claudio Descalzi

Eni, Claudio Descalzi a “Cinque Minuti”: nel momento in cui cresce l’Africa cresciamo anche noi

L’AD Claudio Descalzi, intervistato a “Cinque Minuti” lo scorso 29 gennaio, ha parlato del Piano Mattei sottolineandone il valore dell’approccio: “Non c’è l’obiettivo di andare a prendere qualcosa ma c’è quello di andare a dare qualcosa e dando a loro riceviamo anche noi”. Tra Europa e Africa, ha aggiunto l’AD, “ci sono molte complementarietà, loro hanno tantissima energia, tantissimo territorio, noi non abbiamo energia ma abbiamo un grande mercato”. Si guarda quindi in ottica di sviluppo a uno scambio vicendevole: “Noi abbiamo molto da dare e nel momento in cui cresce l’Africa cresciamo anche noi”. Entrando più nel dettaglio, l’AD di Eni ha spiegato che “il 90% del gas che produciamo lo lasciamo là, per il mercato domestico”: una scelta “legata alla creazione del valore”. La cosa migliore sarebbe esportarlo, ha evidenziato Claudio Descalzi, perché “si corrono meno rischi e c’è un profitto maggiore”. Ma “avendo noi molti investimenti, investendo nei Paesi africani ci prendiamo un rischio, partecipiamo alla crescita di un grande continente. Dando energia a chi non ce l’ha ci ha fatto assumere un posizionamento diverso dando valore alla nostra presenza”.

Claudio Descalzi: il mondo dell’energia oggi tra sfide e opportunità nell’intervista a “Cinque Minuti”

L’AD di Eni Claudio Descalzi è stato poi invitato a fare il punto sullo scenario energetico attuale, in particolare in relazione alle sfide legate alla sicurezza energetica e alla transizione. “Arriverà il momento in cui vivremo di energie diverse dal petrolio, dal carbone e anche dal gas perché è in atto una trasformazione tecnologica”, ha spiegato l’AD di Eni sottolineando che non si potrà rimpiazzarle tutte con le rinnovabili. Tuttavia “l’economia circolare da una parte, la fusione nucleare che è energia pulita e viene dall’idrogeno” aiuteranno sicuramente in quest’ottica. “Ma i tempi non sono immediati”: Eni guarda da anni in questa direzione, come ha rimarcato anche di recente Claudio Descalzi in occasione della visita di John Kerry, inviato speciale presidenziale degli Stati Uniti per il Clima, presso la sede di Commonwealth Fusion Systems (Cfs), lo spin-off del Massachusetts Institute of Technology (Mit) a Devens, Massachusetts. È qui che Eni insieme a Cfs sta lavorando per arrivare alla commercializzazione di centrali elettriche a fusione. L’energia da fusione infatti non genera emissioni di gas serra ed è costante e affidabile, peculiarità che la rendono una fonte estremamente interessante per l’industria energetica anche a fronte del processo di fusione nucleare che è virtualmente inesauribile.