Carlo Spinelli (IdD), Pride 2023 se la discriminazione arriva dalle istituzioni…

Il responsabile nazionale per la Politica Interna del movimento presieduto dal noto giornalista romano Antonello De Pierro critica aspramente la decisione della regione Lazio di togliere il patrocinio al Roma Pride 2023 considerandola un’occasione persa per la destra di dare un taglio netto con il passato e di dare un segnale importante di inclusione
Roma 06 giugno 2023: La regione Lazio toglie il patrocinio al Roma Pride 2023 di sabato 10 giugno; discriminazione? Motivazione politiche? Veramente la vera ragione sta nel fatto che tra le varie rivendicazioni c’è quella dell’utero in affitto, o è solo una scusante per tirarsi fuori? Domande che si pone anche il responsabile per la Politica Interna del movimento Italia dei Diritti Carlo Spinelli:” A cinque giorni dall’evento la regione Lazio revoca il patrocinio al Roma Pride 2023 motivazione ufficiale, la regione non può appoggiare una manifestazione che tra le altre cose è contro la proposta di legge che vuole vietare l’utero in affitto. Sinceramente mi sembra un pò debole come scusa anche perchè, se leggiamo il documento politico della manifestazione, ci accorgiamo che ci sono motivazioni molto serie ed importanti che riguardano l’inclusione, la genitorialità, le unioni familiari, il trattamento sanitario ecc. Essere gay, lesbica, trans, bisex al giorno d’oggi è ancora visto come una sorta di depravazione, un dare sfogo in maniera perversa ai propri istinti sessuali e viene trascurato che in realtà sono degli esseri umani che hanno attrazione per persone dello stesso sesso, che si sentono prigionieri in un corpo che non rispecchia il loro essere interiore e che hanno il diritto di vivere una vita normale senza essere continuamente scherniti, derisi, additati come figli del demonio, discriminati. E se la discriminazione parte dalle istituzioni- prosegue Spinelli – sarà dura per loro riuscire ad integrarsi in questa società che non riesce a progredire mentalmente, a stare al passo con i tempi, a capire che ci sono nuove realtà sociali che vanno prese in considerazione e incluse nel sistema. Finchè si continuerà a dare voce ai vari Adinolfi che pensano in maniera superficiale che il cambio di sesso sia una moda, non si riuscirà a far capire a chi ancora non riesce a vedere con occhi diversi dal disprezzo gay, lesbiche e transgender che in fondo sono solo persone che vogliono vivere la loro sessualità in maniera libera, per come la sentono, e amare per come si sentono ed affrontare la vita serenamente in un corpo che meglio rispecchia il proprio genere avendo per compagno o compagna la persona che sentono di amare indipendentemente dal sesso. Manifestare con orgoglio la propria sessualità, rivendicare con forza i propri diritti non va precluso ma incentivato e la destra italiana e la regione Lazio togliendo il patrocinio alla manifestazione, hanno perso un’occasione importante per dare un taglio netto con il passato e finchè candidature a sindaco di un comune italiano come quella di Andrea Paola Iannotti a Campodimele, faranno notizia e clamore come se a candidarsi fosse stato un alieno – conclude Spinelli – non potremmo mai dire di essere un popolo civile che include e non discrimina”.
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