Barboncini toy

INFORMAZIONI SUI BARBONCINI TOY

Le origini della razza barbone, da cui chiaramente deriva la taglia piccola definita anche barboncino e classificata poi in varie taglie come: barboncino medio, barboncino nano e barboncino toy, sono da ricercarsi in Francia.

La razza dei barboncini prende il nome da una caratteristica peculiare del cane, ossia quella di essere un abilissimo nuotatore dotato di fiuto eccezionale. Il barboncino nella lingua francese si chiama “caniche” e questo nome è derivato dall’uso che si faceva del barboncino per la caccia alle anatre. Infatti, si pensa che la parola “caniche” derivi appunto da “canard” (anatra) o un’altra tesi è quella che attribuisce l’origine del nome alla parola “chien canne” ossia cane da canna.

Anche nella lingua tedesca il nome barboncino ha significato analogo. Viene tradotto con “pudel” che significa letteralmente lanciarsi in acqua.

Attualmente il barbone e quindi i barboncini sono classificati come cani da compagnia e dato il loro carattere molto vivace ed affettuoso i barboncini sono davvero ottimi cuccioli per la compagnia.

Le origini della razza dei cani barboncini è stata per lungo tempo contesa tra la Germania e la Francia che poi ha avuto la meglio. Secondo la teoria francese i barboncini discendono da una razza di cane d’acqua esistente ancora oggi e chiamata “barbet”.

La Federazione Cinofila Internazionale nel 1936 ha riconosciuto lo standard della razza.

Le prime comparse dei barboncini risalgono all’iconografia del Medioevo in cui era già riprodotto. Più tardi anche la regina Anna d’Inghilterra ebbe modo di conoscere ed apprezzare i barboncini per le loro capacità fisiche ed intellettuali. Rimase infatti molto sorpresa nel vedere alcuni esemplari della razza barbone rimanere in equilibrio e roteare sulle zampette posteriori.

Queste caratteristiche di estrema intelligenza e prestanza fisica permisero ai barboncini una rapida diffusione ed agli inizi dell’ottocento iniziò l’impiego della razza nei primi circhi francesi.

I primi esemplari di razza allevati erano di colore albicocca e grigi.

Il barboncino divenne il principale animale da compagnia entrando in tutti i salotti della nobiltà dell’epoca e diventando di moda.

Le caratteristiche di agilità, intelligenza e morfologia hanno consentito ai barboncini di essere impiegati in varie situazioni tra cui la caccia, la ricerca di tartufi (i barboncini hanno fiuto eccezionale) e perfino in guerra.

Infatti, una delle acconciature attualmente più in voga è fatta risalire all’epoca in cui i barboncini avevano largo impiego nella caccia e nella ricerca di tartufi, visto che viene rasato il pelo della parte posteriore per agevolare i movimenti natatori e la corsa, mentre viene lasciato lungo il pelo nella parte anteriore del barboncino per proteggere dalle intemperie gli organi vitali.

Per i più curiosi che desiderano ulteriori informazioni sulla razza del barbone riportiamo di seguito delle informazioni tratte da wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Barbone_(cane) che narrano di alcuni barboncini diventati celebri nel corso della storia.

Una delle prime testimonianze scritte riguardo al barbone in Germania ci viene riportata da Eliot Warburton[5][6] riguardo al Principe Rupert del Palatinato, nipote di Carlo I d’Inghilterra: il principe fu fatto prigioniero durante la battaglia di Lemgo nel 1638 e fu confinato a Linz fino al 1641. Durante questo periodo Lord Arundel, ambasciatore inglese a Vienna, consegnò un barbone di nome Boy al principe. Alla fine di questo racconto, Warburton aggiungeva aridamente: È curioso osservare questo uomo audace e irrequieto mentre si diverte ad insegnare a un cane quella disciplina che lui non potrebbe mai imparare. Il barbone fu il fedele compagno del principe Rupert del Palatinatofino alla morte del cane durante la battaglia di Marston Moor.

Durante le guerre Napoleoniche furono molti i casi di barboni-soldato che accompagnarono gli eserciti nelle campagne europee. Le fonti disponibili ci indicano:

•    Barbuche: apparteneva ad un orfano (Petit Jean) che fu preso sotto la protezione del Sergente Fougasse. Durante la campagna italiana il suo primo padrone morì; Barbuche perse una zampa anteriore cercando di difenderlo. Il barbone passò il resto della vita con il Sergente Fougasse.[7]

•    Moustache: probabilmente il più famoso, si tratta di un barbone nero, mascotte del 40º Reggimento di Fanteria di Linea francese (40ème Régiment d’Infanterie de Ligne), che prese parte attiva durante la campagna austriaca. Era presente a Marengo e gli fu riconosciuto il merito di aver scoperto una spia austriaca salvando il distaccamento della sua compagnia da un attacco a sorpresa. Ad Austerlitz si rese protagonista di un altro avvenimento: un portabandiera francese fu ferito a morte e circondato dai nemici; egli, morente, tentò di proteggere la bandiera napoleonica avvolgendosela intorno al corpo. Moustache non poteva fare niente per il giovane soldato, ma riuscì a salvare ciò per cui aveva dato la vita: riuscì infatti a riportare la bandiera dietro alle linee amiche. Il barbone fu così premiato con una medaglia d’onore; fu inoltre iscritto nel libro del reggimento come soldato a tutti gli effetti, avendo diritto alle razioni e ad una paga. Fu stroncato da una palla di cannone spagnola in occasione dell’assedio di Badajoz, l’11 marzo 1812, all’età di 12 anni.[8]

•    Mohiloff: era il cane del Duca di Enghien, che Napoleone fece arrestare temendo un complotto a suo danno: gli fu detto di prepararsi per un lungo viaggio, ed egli chiese di portare con sé il suo cane. Il permesso gli fu accordato, e quando il Duca fu fucilato a tradimento, il suo cane dovette essere portato via con la forza.[9]

•    Mouton: fu un barbone trovato in Spagna da un reggimento francese nel 1808. Seguì l’esercito in Germania e partecipò alla battaglia di Aspern-Essling e di Wagraml’anno successivo. Tornò in Spagna nel 1810 e ripartì per la Russia, ma si perse in Sassonia nel 1810. Riuscì a riconoscere uno scaglione del suo reggimento e lo seguì fino a Mosca. Le zampe congelate, morì subito dopo aver attraversato la Beresina, in un estremo atto di difesa del granatiere che lo stava portando in spalla da due cosacchi a cavallo.[10]

•    Moffino: si perse nella confusione durante la battaglia della Beresina, ma seguì le tracce dell’esercito napoleonico per molte migliaia di miglia fino a ricongiungersi col suo padrone a Milano, un anno più tardi.[11]

•    Magrita: un cane-infermiere che seguiva gli Zuavi della Guardia Imperiale portando legato al collo un sacco con i bendaggi da offrire a chi era stato ferito.[12]

•    Thoutou: era la mascotte di un reggimento di Zuavi; il cane fu protagonista delle cattura di spie nemiche.[13]

Un famoso barboncino fu Atma, il cane del filosofo Arthur Schopenhauer. In realtà i cani con questo nome furono due: il primo Atma morì nel 1850; lo stesso anno Schopenhauer ne comprò un altro, Butz, che poi chiamò Brahmā (nome della suprema divinità induista) e nuovamente Atma (anima del mondo in sanscrito). Il cane seguiva dovunque il filosofo (che cambiò persino casa nel 1859, dopo un litigio con un vicino a causa dell’animale), anche al ristorante, e il padrone usava parlare con lui chiamandolo “signore”. Quando Schopenhauer morì, nel 1860, lasciò precise disposizioni alla domestica perché provvedesse al barbone (morto qualche anno dopo, ma la data precisa non è nota).[14]

I barboni furono molto utilizzati come cani-soldato durante la seconda guerra mondiale, tanto che negli USA fu indetta una campagna per il reclutamento di quadrupedi per l’esercito; sul manifesto compariva proprio l’immagine di due barboni.

Il barboncino ha caratteristiche morfologiche che lo rendono unico ed inconfondibile come ad esempio il pelo riccioluto e l’andatura molto elegante. Un’altra caratteristica molto importante del pelo dei barboncini è che, a differenza di altre razze canine,  non esiste il sottopelo e ciò significa che non fanno la muta. Quindi il pelo non cade mai, anzi, continua a crescere. Taluni hanno affibbiato ai barboncini il nomignolo di cane pecora. Bisogna inoltre sottolineare che il pelo del barboncino oltre ad essere molto morbido è anche ipoallergenico e questa caratteristica rende il barboncino una razza perfetta per la vita domestica.

Esistono diversi colori per il barboncino, quelli ammessi secondo lo standard della razza sono i seguenti: nero, grigio, bianco, marrone, albicocca e rosso fulvo. Questi ultimi due colori da qualche anno sono stati raggruppati nella più ampia descrizione di fulvo.

Esistono standard molto precisi anche per la taglia dei barboni che possono essere definiti così:

–    Barbone grande mole dai 45 ai 60 cm al garrese

–    Barbone medio dai 35 ai 45 cm al garrese

–    Barbone (barboncino) nano dai 28 ai 35 cm

–    Barbone (barboncino) toy dai 24 ai 18 cm al garrese

Si fa notare che per i barboncini toy è prevista una tolleranza di -1 cm.

Nel corso del tempo sono state create anche taglie più piccole del barboncino toy definite appunto mini toy o tea cup. Queste ultime razze non sono ancora classificate nei vari standard e pertanto non hanno diritto a pedigree ENCI essendo dei sottotaglia.

I barboni o barboncini in tutte le taglie devono conservare un corpo ben proporzionato ed un’andatura saltellante.

Il carattere dei barboncini è eccezionale.

Essi sono brillanti, estremamente intelligenti ed altrettanto affettuosi. I barboncini sono considerati come la seconda razza più intelligente al mondo. Sono molto docili e giocherelloni e questa caratteristica del loro carattere rende il barboncino un cane adatto anche ai bambini.

Sono inoltre molto astuti e detestano la solitudine.

Essendo il barboncino un cane di aspetto molto gradevole, dal carattere piacevole e simpatico è molto adatto per essere eletto come cane da compagnia soprattutto nella taglia toy.

In caso di adozione di un barboncino toy bisogna però selezionare con estrema cura ed attenzione l’allevamento che lo pone in vendita. Spesso infatti cuccioli di barboncino venduti per toy rivelano essere in realtà dei barboncini nani o addirittura medi. Talvolta ad un attento esame si scopre che non sono esemplari di pura razza ma derivati da razze che somigliano molto al barboncino.

L’allevamento di barboncini toy silver, neri, red EYES TO LOVE offre meravigliosi esemplari ed ha in vendita cuccioli di barboncino molto belli e di pura razza. Per altre informazioni vi invitiamo a visitare il sito dell’allevamento di barboncini, riconosciuto da ENCI,  Eyes To Love  www.eyestolove.it

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