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Autofagia: Quanto Ci Tieni Alla Tua Salute?

Forse ti starai chiedendo cosa sia l’autofagia e questo articolo lo chiarirà e ti aiuterà a comprendere questo processo catabolico fondamentale per stare in salute a lungo.

L’autofagia è un meccanismo biologico di ringiovanimento cellulare che ti consente di sbarazzarti di tutti i “rifiuti” che si creano nel tuo corpo e che, se non eliminati o riciclati, finiscono per accumularsi e ostacolare le tue funzioni organiche.

Il compito dell’autofagia cellulare è permettere la sopravvivenzza delle cellule in situazioni di stress.

Probabilmente hai già sentito dell’associazione che spesso si fa tra autofagia e antinvecchiamento, e ti dico subito che è un collegamento concettuale basato su dati reali. Se sei disposto a iniziare un protocollo programmato di digiuno, non ti servirà molto tempo per “toccare con mano” gli effetti benefici del processo autofagico.

Autofagia: Che Cos’è?

L’autofagia è un complesso meccanismo catabolico che permette alle cellule, come dice lo stesso termine, di “nutrirsi di se stesse”.

In pratica, le cellule possono ricavare energia dagli elementi di scarto che si creano nel corpo quando si trovano in situazioni di stress, come può essere quella di non ricevere per un periordo protratto, il nutrimento di cui abbisognano dall’esterno.

Quando ti alimenti in modo regolare e costante, il corpo impiega tutta la sua attenzione per digerire il cibo ed estrarre gli elementi nutritivi per sorreggere le funzioni vitali. In questo constesto il processo autofagico resta ai minimi termini, perché l’organismo non è sollecitato ad andare a procurarsi quell’energia di cui, in questa situazione, ha già ampia disponibilità.

Il pericolo di questa condizione, è che tutti gli elementi di scarto che si producono come risultato delle varie funzioni organiche e reazioni chimiche che accadono nel corpo, si accumulino senza che nessuno si preoccupi di “gestirli”.

Autofagia E Digiuno Intermittente

Ecco perché, il digiuno intermittente, si pone come un ottimo innesco affinchè il processo ripulente e rigenerante dell’autofagia si metta in moto. Le cellule subiscono uno stress e devono “agire” per trovare quel “cibo” che ora non gli viene più “buttato tra i piedi”.

I buoni risultati, in questo senso, si ottengono con un digiuno che deve protrarsi per almeno 12/16 ore. Questo perché l’organismo prima di mettersi a cercare nuove soluzioni nutritive, deve consumare tutte le riserve di glicogeno.

Si è visto, d’altra parte, che il digiuno non dovrebbe dilungarsi oltre i due giorni consecutivi, perché si è notato che passate le 72 ore, gli effetti benefici del processo autofagico tendono a calare.

Quello che voglio dirti e sottolinearti è che se hai intenzione di avere un vita lunga e sana devi porre attenzione e conoscere bene il meccanismo dell’autofagia. Una conoscenza che potrebbe diventare davvero determinante, in questo senso.

La stimolazione di questo processo catabolico la potresti ottenere anche sposando i dettami alimentari della dieta chetogenica. Anche se, personalmente, non la ritengo la via maestra. O meglio, la straconsiglio solo se è pensata in abbinata al digiuno intermittente.

Fare delle pause prolungate tra i pasti è l’elemento chiave per scatenare l’operato dell’autofagia. Se poi aggiungiamo i cibi più nutrienti nei momenti in cui ci può nutrire al posto del solito cibo “spazzatura”, le probabilità di raggiungere più brevemente dei risultati straordinari è reale.

Le Fasi

L’autofagia, come ogni processo, si compone di diverse fasi:

  • raccolta
  • trasporto
  • riciclo

Prima si raccolgono gli scarti cellulari (rifiuti proteici, organelli danneggiati e tossine) attraverso la formazione di una struttura a doppia membrana chiamata fagoforo che gira per il corpo.

Poi questa struttura, completando il suo processo formativo. si chiude e intrappola il “raccolto” in un nuovo elemento che prende il nome di autofagosoma, che inizia il viaggio verso il lisosoma.

Infine proprio in con questo lisosoma, lo stomaco della cellula, l’autofagosoma si fonde e si dà inizio alla lisi, quel processo di degradazione che porterà al riciclo del materiale raccolto o alla sua definitiva eliminazione.

Un meccanismo, quindi, quello dell’autofagia, sia di ripulitura generale dalla spazzatura che, occupando sempre più spazio, andrebbe a ostacolare l’azione della cellula, sia di rigenerazione, in quanto, utilizzando gli scarti, si va a ricostruire o riparare i tessuti danneggiati.

Un processo “geniale” che la natura ci ha messo a disposizione. Un meccanismo naturale che sarebbe un delitto non sfruttarne tutte le potenzialità benefiche per la nostra salute fisica e mentale.

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