Alle mostre di Spoleto Arte le incantevoli creazioni di Aida Abdullaeva

Le sontuose mura di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, saranno presto la cornice ospitante delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014. Nel novero degli artisti in esposizione ci sarà anche Aida Abdullaeva, pittrice cosmopolita di origine russa-uzbeca, che dal 1998 si è trasferita a vivere in Italia, sviluppando una ricerca con interessanti spunti d’ispirazione e significative tematiche trainanti.                                

Dapprima la sua attenzione si rivolge al mondo della ceramica artistica, nel cui ambito scopre anche l’innato talento pittorico. Conosce e frequenta i grandi maestri ceramisti della policromia, che le inculcano le basi fondamentali e le tecniche strumentali da applicare nella sua appassionata ricerca stilistica. Aida si avvicina al realismo figurativo, di matrice classica con una formula nuova e personalizzata di rivisitazione. Si concentra sulla sfera dell’universo femminile, che le permette di esprimere pienamente quella dimensione di sentimentale romanticismo congiunta all’accattivante sensualità, in un intreccio di misterioso intrigo. Le sue ammalianti creature femminili si stagliano sulle tela con prorompente vitalità e soave eleganza, per catturare l’occhio dell’osservatore e offrire visioni di coinvolgente atmosfera.

Tradizione e modernità sono un binomio vincente e Aida dimostra di saper miscelare con esperta cognizione gli aspetti e gli elementi caratteristici di entrambe le sfere, riproducendo immagini integrate da componenti originali per renderle uniche ed esclusive, mai banali, mai frutto di un pedissequo metodo copiativo. Inserisce e imprime sulle tele le confessioni più intime e gli stati d’animo più reconditi, in una alfabeto narrativo, che si basa sull’armonia dell’equilibrio rivelato dall’approfondita indagine spaziale e prospettica delle raffigurazioni.

Nella raffinatezza dei soggetti suggerisce all’osservatore un nuovo modo di ascoltare la propria voce interiore e di analizzare le passioni e i turbamenti. Nei dipinti l’emozione visiva, che prescinde dal fattore razionale, parla e comunica direttamente con l’istinto. Aida vuole prescindere dall’interpretazione letterale del narrato per trasportarci in un mondo dove estro creativo e fantasia dialogano vivacemente con lo spettatore, su un palcoscenico posto tra finzione e realtà.