Alberto Cavaliere: l’Urlando furioso e altre rime dall’Avanti! — Lyriks, 2026

Le rime giornalistiche/
di Alberto Cavaliere:/
le belle, le umoristiche,/
che leggere è un piacere/
su calcio e su ciclismo,/
di grande virtuosismo,/
capacità analitica,/
su attualità e politica,/
notizie di costume;/
or tutte in un volume:/
le rime che anni tanti/
fa apparver sull’Avanti!/
Sol lì, nessun perciò/
può dire: «Io già ce l’ho!»/
E trovan, gli acquirenti,/
ai versi anche i commenti,/
nonché vi van L’URLANDO/
FURIOSO pur trovando./
Il qual cos’è? Un poema/
che un’epoca ha per tema:/
quell’epoca fascista/
che fu oltremodo trista/
ed anche le mondiali/
due guerre micidiali./
Che irride ovverosia,/
con vivida ironia,/
Benito Mussolini/
ed Hitler ed affini/
più ancor guerrafondai./
Vedete come assai/
sia un libro, questo, il quale/
risulterà attuale,/
che farsene può frutto,/
e dunque, insomma, tutto/
considerato e visto,/
ch’è degno dell’acquisto!/

Copertina Urlando furioso e altre rime dall'Avanti! di Alberto Cavaliere

(componimenti mai finora apparsi in volume, qui per la prima volta raccolti e ordinati per tematica e per anno di pubblicazione. Con commento storico-metrico-letterario e note copiosissime ai testi a cura di Gerimio Aderi), Lyriks, 2026.

https://www.lyriks.it/prodotto/lurlando-furioso-e-altre-rime-dallavanti/

Prima ancora che autore di più e più volumi di rime, Alberto Cavaliere (1897-1967), l’uomo che sembrava poterne fare presto e bene su qualunque argomento, il “Cavaliere Errante“, il “poeta maledetto“, lo G.O. Venale, come amava anche firmarsi, era un seguitissimo ed apprezzato collaboratore di svariati periodici, scrivendo, in rima ovviamente, sullo sport (il ciclismo, il calcio — campionato e nazionale —), sulla politica, sulla cronaca di tutti i giorni (le notizie più singolari) e su ogni altro spunto che l’attualità o i colleghi potevano fornirgli.

Nei 49 componimenti contenuti in questa raccolta, apparsi sulle colonne dell’Avanti! dal 1947 al 1955, mai prima d’ora raccolti assieme in volume, e di lunghezza variabile, dalla semplice sestina (16 di argomento politico) a tutto un poema satirico in ottave in XV canti di 8 stanze ognuno (l’Urlando furioso), lo vediamo rimare le imprese di Bartali al tour de France, di Hugo Koblet al Giro d’Italia, della nazionale italiana di calcio nell’allora da poco edificato Stadio Olimpico ecc.

Lo vediamo mettere alla berlina la già allora (prima dell’avvento della televisione) onnipresente e fastidiosa pubblicità (solo radiofonica all’epoca), invitare i lettori ad abbonarsi all’Avanti! in decasillabi di stampo manzoniano, ricordare Gandhi assassinato, il prete-ladro don Cippico (uno dei più grandi scandali del 1948), stigmatizzare, sempre in modo leggero e ironico, le ingerenze del Vaticano nelle elezioni del 1953 e molto altro ancora.

Insomma, ripercorriamo, attraverso le sue rime di eccellentissima fattura, pagine e pagine di storia contemporanea, ma col sorriso sulle labbra che pochi come Cavaliere sapevano suscitare.

Menzione particolare merita il già accennato poema satirico in ottave de l’Urlando furioso, che apre il volume (in cui già nel titolo che richiama quello dell’Ariosto è chiaro l’intento dissacrante)

Ma poi, cos’è L’Urlando — furioso? Beh, un poema/
che mostra, come al solito, — l’abilità sua estrema/
e elenca del Fascismo — gli avvenimenti chiave,/
con versi endecasillabi, — li narra, ed in ottave;/
racconta come ascende — Benito Mussolini/
e quindi come in basso — poi dopo che rovini;/
da Piazza San Sepolcro — insino a quel Piazzale/
Loreto in cui ne appesero — la spoglia sua mortale;/
e infine nell’epilogo — di quegli indegni fatti/
Fa pur, l’autore, accenno — all’amnistia Togliatti!/

Una appassionante e divertente cavalcata, costellata di giochi di parole, attraverso 30 anni di fascismo e fascisterie; da quando Mussolini ancora non era direttore dell’Avanti!

L’armi, i gerarchi ed i commendatori,
Le scortesie, l’audaci imprese io canto,
Per rinfrescar la mente a quei signori
Che, accesi di nostalgico rimpianto,
Van sospirando nuovi dittatori,
Sul tipo di colui che si diè vanto
Di distrugger l’Italia in un baleno
E c’impiegò trent’anni o poco meno

Urlando furioso; canto I, stanza 1

all’indulto nei riguardi delle camicie nere nel 1946.

Non vi dirò che il venticinque aprile,
Con doppio gioco, tutti gli italiani,
Compreso il più balordo e il più servile,
Divengono d’un tratto partigiani:
Né come, un anno dopo, il vecchio stile
Ritorni a imperversar fra quegli insani,
E una bella amnistia delle galere
Schiuda le porte alle camicie nere.

Urlando furioso; canto XV, stanza 7

E sono, soprattutto, ― i versi, succitati, /
vedete, pari a quelli ― dei massimi tra i vati; /
in tutto compartecipi ― di quelle qualità /
che tanto tutti ammirano ― in quei poeti là./
In Dante, nell’Ariosto, ― nel Tasso e nel Goldoni,/
e in altri molti… sono, ― insomma, versi buoni!/
Di Alberto Cavaliere, ― simpliciter et sic,/
i versi che a portata ― son vostra, or or, d’un clic./

Gerimio Aderi