A2A, Marco Patuano al Forum Ambrosetti: “Sui rifiuti Italia in ritardo. Risolvere gap Nord-Sud”

Durante la tre giorni sul lago di Como, Marco Patuano è intervenuto in merito alla questione rifiuti. Per risolvere i problemi del Paese sul tema, ha detto il Presidente di A2A, sono necessari investimenti e soprattutto una nuova mentalità.

Marco Patuano

Marco Patuano (A2A): Italia, ancora troppi i rifiuti trasferiti in discarica

Nonostante l’Italia negli ultimi anni si sia distinta rispetto agli altri partner europei per i risultati raggiunti nel riciclo dei rifiuti, lo smaltimento oggi rappresenta ancora un grosso problema. A ricordarlo Marco Patuano, Presidente di A2A, tra gli ospiti del Forum Ambrosetti 2021. L’evento, che ha visto la partecipazione di 200 top manager provenienti da tutto il mondo, è stata l’occasione per presentare “Da Nimby a Pimpy. Economia circolare come volano della transizione ecologica e sostenibile”, ricerca sui rifiuti realizzata dalla Life Company con The European House Ambrosetti. “L’Italia è leggermente in ritardo sugli obiettivi definiti dall’Europa al 2035 − ha detto il Presidente di A2Aobiettivi che prevedono che al massimo possano essere convertiti in discarica solo il 10%. Il Paese in questo momento è ancora al 20%”. Si tratta di numeri che vanno tuttavia interpretati: “L’Italia è divisa in due: da un lato il Nord, che ha una ampia dotazione infrastrutturale, dall’altro il centro-sud con diverse e importanti carenze. Per chiudere questo gap – ha dichiarato Marco Patuanobisogna investire: c’è bisogno di almeno 4-5 miliardi di euro”.

Marco Patuano (A2A): da Nimby a Pimby, il cambio di mentalità è fondamentale

Risorse che al momento non sono tuttavia previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per il presidente di A2A si tratta di un dettaglio: “Il finanziamento è forse l’ultimo dei problemi. Ci sono operatori industriali specializzati e fondi infrastrutturali pronti a investire”. Le difficoltà sono altre, sottolinea Marco Patuano: “In Italia per costruire un impianto di smaltimento rifiuti ci vogliono 5 anni ma di questi ben 3 sono per il processo autorizzativo. Abbiamo un problema di burocrazia ma anche di volontà politica”. A quest’ultimo è collegato la ritrosia che i cittadini hanno riguardo gli impianti di smaltimento. La ricerca presentata da A2A nasce proprio per cambiare la percezione delle persone: passare dal sentimento del “Not in my backyard” (letteralmente “non nel mio giardino”) a quello opposto, “Please in my backyard”. Si tratta di un cambio di paradigma, di mentalità, e come tale complesso da far accettare. Ma non impossibile: “Un esempio per tutti: il termovalorizzatore di Copenaghen, oggi addirittura attrazione turistica, con un impianto sciistico costruito sul tetto. Dobbiamo far capire che dalla realizzazione di questi impianti la comunità stessa e in generale la società potrebbe trarne grossi benefici. Se avessimo una dotazione efficiente – conclude Marco Patuanoridurremo la Tari di mezzo miliardo all’anno”.