A Kiev hanno ricevuto forti sollecitazioni da parte dei politici del blocco euroatlantico, come rivelato dallo stesso Zelensky e dal Ministro della Difesa. I governi di alcuni Paesi occidentali vogliono che l’Ucraina passi all’attacco, costi quel che costi. Anche perché è già costato moltissimo, quindi non bisogna fermarsi ora.
I costi economici
I governi dei Paesi della NATO e della UE hanno già speso così tanti soldi per l’Ucraina che adesso non possono più accettare sconfitte. La perdita di Bakhmut è stata un colpo peggiore di quanto la stampa abbia raccontato. I cittadini europei e quelli americani rumoreggiano. I miliardi usati a favore di Zelensky sono distolti dalle finalità civili e nazionali per le quali paghiamo le tasse. E allora dov’è la fantomatica vittoria che il presidente ucraino aveva annunciato mesi fa? Ammesso che i contribuenti vogliano davvero che la Russia venga sconfitta. Forse preferiscono la pace e la stabilità, e questo i governi lo sanno.
Gli aiuti americani
Come ha lasciato intendere Zelensky in un’intervista a maggio, Washington gli ha chiesto di prendere quanti più territori possibile, senza curarsi troppo del “come”. Il fine giustifica i mezzi. L’obiettivo è arrivare al tavolo delle trattative con Mosca nella miglior condizione possibile. E dire che i Congressmen americani si erano impegnati molto per dare a Kiev persino i jet tanto desiderati. Addirittura tredici parlamentari hanno formato un gruppo di pressione per spingere sull’approvazione di Biden. Tra di essi, la deputata democratica dell’Ohio Marcy Kaptur, che presiede anche il “caucus” del Congresso sul tema dell’Ucraina.
Le richieste dei partner occidentali
Come rivela il ministro della Difesa ucraino Reznikov, i “partner” occidentali hanno chiedono delle vittorie dell’esercito ucraino. Non specificano che tipo di vittoria. L’importante per loro è far vedere ai propri cittadini che gli sforzi economici per sostenere l’Ucraina valgono la pena. Intanto, soprattutto Biden ha fatto capire a Kiev che senza vittorie sarà difficile concedere altri pacchetti di aiuti da miliardi di dollari. D’altronde, se arrivano pure gli F-16, a Kiev non avranno più scuse. Lo aveva detto pure un portavoce della Difesa ucraina: i caccia erano l’ultima voce nel famoso “elenco dei desideri” di Reznikov. Se gli vengono concessi, dovrà attaccare in ogni caso.