Paolo Avanzi torna con “Piano Divagations”, un disco per solo pianoforte che conferma un ritmo creativo fuori dal comune. Composto da 18 brani, il lavoro arriverà il 26 ottobre 2026, a breve distanza dal precedente progetto dedicato alla canzone d’autore.
Una creatività senza limiti
L’elemento che colpisce di più, in questo nuovo passaggio, è la continuità del suo lavoro. “Piano Divagations” arriva infatti a pochi mesi dal precedente disco di canzoni d’autore e rende evidente una produzione che non conosce soste. Basta guardare al 2025, quando Paolo Avanzi aveva già pubblicato tre album come cantautore. Ora la prospettiva cambia, perché tutta la scena viene affidata al pianoforte, ma la spinta creativa resta identica, intensa e riconoscibile in ogni scelta.
L’ingresso nella musica strumentale, però, non ha nulla di inatteso per chi conosce da vicino il percorso dell’artista. Alle spalle ci sono gli studi giovanili al conservatorio, una formazione che riaffiora con naturalezza in questo progetto, e ci sono le sue esibizioni alla tastiera, che negli ultimi anni hanno accompagnato appuntamenti artistici e culturali. Più che una svolta improvvisa, questo album somiglia a una direzione coltivata nel tempo, rimasta in silenzio fino al momento in cui ha trovato una forma piena e autonoma.
Tra radici classiche e aperture contemporanee
Il retroterra musicale di Paolo Avanzi affonda nella lezione di Bach, Scarlatti e Mozart, per poi aprirsi a contatti con jazz e pop. È da questa doppia appartenenza che nasce il profilo sonoro dell’album, sospeso tra memoria e movimento. In alcuni brani il riferimento alla musica barocca affiora persino nei titoli, rendendo esplicita una matrice che non resta ornamentale, ma entra nel cuore della scrittura e ne determina l’orientamento espressivo con chiarezza.
In questo lavoro l’autore si concede il piacere di rileggere musiche di Bach insieme a temi personali, facendo passare ogni materiale attraverso una sensibilità jazzistica costruita su libere variazioni. La base classica assimilata negli anni di conservatorio non viene messa da parte, ma si intreccia con linguaggi legati al presente. È proprio in questo punto d’incontro che il disco trova la sua voce più autentica, un equilibrio mobile in cui disciplina e libertà convivono senza annullarsi.
Un profilo eclettico
Nei brani che compongono l’album, anche quando l’improvvisazione orienta il gesto musicale, resta evidente una precisa riconoscibilità. Ogni pagina possiede un carattere definito e invita a un ascolto vigile, capace di coglierne il disegno interno. In filigrana si avverte quel gusto per la ricerca e per la sperimentazione che accompagna da tempo l’attività di Avanzi. È la stessa tensione creativa che attraversa i diversi territori in cui si è misurato, dalla pittura alla scrittura, senza smarrire coerenza né profondità.
Il percorso di Paolo Avanzi supera da anni i confini di una sola disciplina. Di origini venete e residente a nord di Milano, è conosciuto come scrittore, pittore, attore, promoter culturale e radio-speaker. Come artista visivo ha realizzato circa mille opere pittoriche, esposte nell’arco di oltre vent’anni di attività, mentre sul versante editoriale conta una dozzina di pubblicazioni tra romanzi, poesie, saggi e testi teatrali. Il disco sarà presente sulle principali piattaforme e alcuni video musicali, realizzati dallo stesso autore, sono disponibili sul canale YouTube avanzidicultura.