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“Ci sto io”, la memoria di una madre arriva a Livorno

COMUNICATO STAMPA

Antonella De Rosa presenta il suo libro alla Biblioteca Labronica di Villa Fabbricotti

LIVORNO – Ci sono storie che nascono dalla fantasia e altre che, invece, arrivano dalla necessità di conservare ciò che il tempo rischia di portare via. È da questa esigenza che nasce Ci sto io – Tra le mani la memoria, nel cuore mia madre di Antonella De Rosa, un libro intimo e autobiografico che racconta il rapporto tra una figlia e sua madre attraverso ricordi, oggetti, luoghi, rituali quotidiani e una passione condivisa per il mondo delle bambole.

Il libro sarà presentato venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 17.30, presso la Biblioteca Labronica di Villa Fabbricotti a Livorno. A dialogare con l’autrice sarà Eleonora Belfiore, giornalista e blogger de La Kokeshi Blu per arte e cultura.

“Ci sto io” nasce dalla perdita della madre, ma non è semplicemente un libro sul lutto. È soprattutto un viaggio nella memoria e nel modo in cui una persona amata continua a essere presente attraverso ciò che ci ha lasciato: una frase, un profumo, un’abitudine, un oggetto, una ricetta, un gesto apparentemente insignificante.

Come ha raccontato l’autrice napoletana, il libro non nasce da un progetto editoriale preordinato, ma da una necessità interiore: dare una forma alle memorie perché le persone amate non scompaiano una seconda volta nel silenzio. Ed è proprio la memoria quotidiana a diventare uno dei fili conduttori della narrazione. A Livorno, Antonella De Rosa spera così di ritrovare quella parte di storia legata alla famiglia paterna, alla nonna Desdemona, al campione olimpico Oreste Puliti, valente schermidore, citato nell’opera e figlio del fratello della nonna paterna.

La cucina, gli odori, le parole dette quasi distrattamente, i piccoli rituali familiari restituiscono una dimensione corale senza tempo e universale.

Al centro del libro c’è anche quella frase che è alla base del  titolo e dell’opera stessa: “Ci sto io”.

«Non è soltanto una promessa di presenza, ma il riassunto di un legame», afferma Antonella De Rosa E oggi, dopo la morte della madre, quelle stesse parole diventano per lei una sorta di eredità: custodire la memoria, continuare a raccontare, mantenere vivo quel legame.

Un ruolo particolare nel libro è affidato alle bambole e alle Barbie, che potrebbero sembrare semplicemente un elemento legato al collezionismo e che invece diventano vere e proprie custodi della memoria. Antonella De Rosa e sua madre avevano condiviso per anni la passione per il collezionismo, partecipando a fiere e mercatini e cercando oggetti capaci di riportare alla luce epoche diverse della loro vita. La madre era interessata soprattutto alle bambole Furga degli anni Sessanta, mentre Antonella cercava le Barbie degli anni Settanta legate alla propria infanzia. Quella passione comune si trasformò in un’esperienza condivisa fatta di ricerche, cataloghi, incontri e scoperte. Per questo, nel libro, le bambole non sono soltanto oggetti: diventano fili che collegano generazioni diverse, frammenti di un passato che torna improvvisamente presente.

Significativo è proprio il ricordo di una bambola legata alla giovinezza della madre, ritrovata durante una fiera del collezionismo: un oggetto capace di riaprire una storia familiare e, insieme, restituire per un istante alla figlia la possibilità di condividere quella emozione con la madre.

Nelle pagine di “Ci sto io” entrano anche i luoghi dell’infanzia di Antonella De Rosa. Napoli, città natale dell’autrice, con i suoi luoghi, le tradizioni e i racconti familiari; Roma, città della madre, vissuta attraverso le visite alle zie e le passeggiate nel cuore della capitale.

Sono città reali, ma anche città della memoria, ricostruite attraverso i racconti familiari e attraverso lo sguardo di una bambina che osserva il mondo e ne conserva immagini, atmosfere e suggestioni.

È questo uno degli aspetti che rende il libro personale e, nello stesso tempo, riconoscibile: la storia di Antonella diventa progressivamente una storia più ampia, nella quale il lettore può ritrovare il proprio rapporto con i genitori, le proprie fotografie interiori, gli oggetti conservati dopo una perdita, le parole rimaste impresse nella memoria. Questa persistenza sarà dunque al centro dell’incontro livornese.

L’appuntamento di Livorno sarà la prima delle due presentazioni annunciate per il mese di ottobre. Dopo la Biblioteca Labronica di Villa Fabbricotti, Antonella De Rosa porterà infatti Ci sto io anche a Gaeta, dove il libro sarà presentato sabato 24 ottobre 2026 alle ore 16.00 presso la Biblioteca Comunale di Gaeta.

Due città diverse, dunque, unite dal filo della memoria e da un libro che parla di viaggio non soltanto in senso geografico, ma soprattutto interiore.

Come recita la locandina delle presentazioni: “Ogni viaggio ha una storia. Ogni storia ha la sua voce”.

E quella di Antonella De Rosa è la voce di una figlia che ha scelto di affidare alla scrittura il ricordo della propria madre, trasformando una vicenda profondamente personale in uno spazio nel quale altri possono riconoscersi.

Ci sto io – Tra le mani la memoria, nel cuore mia madre

 Venerdì 9 ottobre 2026

 Ore 17.30

 Biblioteca Labronica – Villa Fabbricotti, Livorno

Modera:

Eleonora Belfiore, giornalista e blogger de La Kokeshi Blu

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