In linea generale risulta essere un fenomeno sintomatologico complesso e piuttosto diffuso (in Italia si contano più di 10 milioni di casi), nello specifico trattasi invece di un disturbo d’ansia. Stiamo riferendoci al panico, ovvero ad uno stato di paura estrema che raggiunge il suo apice nel giro di pochi minuti, per poi svanire. Solitamente il suddetto disturbo esordisce in tarda adolescenza o nella prima età adulta, colpisce soprattutto le donne e non è da considerarsi pericoloso.
10 minuti di sintomi
Se c’è una cosa che caratterizza il panico, quella è l’insorgenza improvvisa di diversi sintomi, come: la sudorazione, il dolore o fastidio al petto, la paura di morire, la sensazione di soffocamento, i tremori fini o le grandi scosse alle braccia e alle gambe, la costante tachicardia, le sensazioni di sbandamento, la nausea, le vampate, i brividi, la paura di perdere il controllo o di impazzire, l’ipertensione (o anche l’ipotensione), la sensazione di irrealtà e tanti sintomi ancora. I sentori appena menzionati raggiungono il culmine in circa 10 minuti e, solitamente, scompaiono poco dopo. L’unica cosa che resta è la paura, una forte paura da parte del soggetto di rivivere un altro attacco di panico.
Il panico NON nuoce gravemente alla salute
Se è vero che trattasi di un disturbo particolarmente diffuso e veri sono i suoi molteplici sintomi, è altrettanto vero che il panico non nuoce gravemente alla salute. In altre parole, seppur spiacevole come fenomeno, esso non compromette le funzioni vitali delle persone. Basti pensare addirittura che esso, spesso, non viene nemmeno riconosciuto e (pertanto) nemmeno curato; gran parte dei soggetti , infatti, guarisce senza dover ricorrere a terapie specifiche. Tuttavia, anche se in minima parte, esistono casi di attacchi di panico talmente gravi da causare depressione ed incidere sul vivere quotidiano.
Panico: ignote le cause, note le cure
Depressione o no, stabilire la gravità del panico è competenza del medico e dipende da più variabili. In linea generale, la psicoterapia cognitivo- comportamentale si è mostrata essere la soluzione ideale; il trattamento da essa proposta consiste nell’impegno “attivo” da parte del paziente e del terapeuta che punta alla comprensione del problema, nonché alla condivisione di obiettivi realmente concretizzabili. In alcuni casi, la cura del panico prevede anche il ricorso ad alcuni farmaci (antidepressivi compresi).
Se da un lato note sono le cure, dall’altro ignote sono le cause. Tuttavia, diversi studi scientifici asseriscono che l’esordio del panico può dipendere da fattori prettamente fisiologici e psicologici. Soprattutto, sotto il profilo psicologico eventuali attacchi di panico vengono considerati come la “risposta” a determinati contesti o momenti di stress (si pensi all’interruzione di un’importante relazione).
Anche i Vip soffrono di panico
Il panico (e i disturbi d’ansia in generale) si manifesta solitamente quando il sistema d’ansia non funziona adeguatamente o quando è particolarmente sopraffatto dagli eventi. E questo lo sanno bene anche loro, ovvero alcuni personaggi del mondo dello spettacolo. Alle prese con il disturbo psichiatrico, tra i 10 milioni di casi di cui abbiamo fatto accenno pocanzi, scopriamo nomi come Martina Stella, Alessandro Gassman, Mietta, Giovanni Allevi, Asia Argento, Dario Vergassola, Carlo Verdone e Violante Placido.