Traduzione asseverata: di cosa si tratta?

Scritto da LauraMusig il . Pubblicato in Economia

La traduzione asseverata -o giurata- è quel tipo di traduzione che viene richiesta quando è necessario conferire un valore legale alla traduzione stessa, e certificare ufficialmente, anche in altri Paesi, che il testo tradotto corrisponda esattamente all’originale. Di solito la si richiede per documenti quali gli atti di un processo o perizie, ma anche per patenti di guida all’estero, certificati per matrimonio, contratti, diplomi, validi per iscrizioni alle Università etc. In questo caso, quindi, il traduttore si reca in tribunale e presta giuramento sulla veridicità della traduzione eseguita.

E’ bene sottolineare che c’è differenza tra traduzione asseverata e traduzione legalizzata: la prima, infatti, non è stata necessariamente resa legale, ma solo sottoscritta a verbale. Dal momento però che l’asseverazione consiste in un atto pubblico svolto alla presenza di un Cancelliere, per far sì che si passi dall’ asseverazione alla legalizzazione bisogna attestare la qualità giuridica del Cancelliere, soprattutto se la traduzione dovrà raggiungere un Paese estero.

Se si presentano documenti in Stati aderenti alla Convenzione de L’Aja bisognerà apporre la postilla Apostille invece della legalizzazione. L’Apostille non è altro che un timbro che dichiara come autentico il documento presentato e legittima l’Autorità rilasciante.

La traduzione asseverata non presenta una scadenza come documento ed è quindi sempre valida. Essa può essere svolta da qualsiasi traduttore che già eserciti questa professione, purché maggiorenne. Il traduttore può lavorare su documenti originali –opzione preferibile- ma anche su copie conformi o copie semplici.  Per quanto riguarda la tempistica, infine, i lavori dovrebbero mantenersi sui 2 giorni lavorativi ogni 3 pagine da tradurre in una lingua europea, mentre per lingue extraeuropee si conteggia qualche giorno in più.

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