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Sempre più italiani confidano nel welfare aziendale per avere coperture sanitarie

Scritto da Giuseppe Briganti Giuseppe Briganti il . Pubblicato in Salute

Osservatorio Sanità UniSalute: il 48% dei lavoratori si informa su le misure previste dal proprio contratto di lavoro.

Dentista, assistenza per la non autosufficienza, occhiali le prestazioni che gli italiani vorrebbero vedersi sempre garantite, anche una volta in pensione.

Bologna, 2 dicembre 2014

Nel contesto attuale in cui le dinamiche economiche, demografiche e sociali in corso evidenziano un crescente bisogno di forme di tutela, in particolare per la salute – ad integrazione e supporto di quelle offerte dal Servizio Sanitario Nazionale – non stupisce scoprire che quasi un italiano su due (48%) dichiari di essersi informato su quali misure integrative siano previste dal proprio contratto e che il 30% sappia che il proprio contratto di lavoro prevede una copertura per le prestazioni sanitarie (percentuale che sale al 37% tra gli uomini).

È quanto emerge dalla nuova indagine1dell’Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, attenta alle tematiche del welfare aziendale, che registra come sempre più lavoratori si informino e si interessino alle misure a supporto messe a disposizione dalle proprie aziende; in una precedente indagine UniSalute del 2011, infatti, ben il 72% degli intervistati dichiarava di non sapere se e quali misure integrative fossero previste nel proprio contratto. Segno di come, con il protrarsi della crisi, sempre più italiani siano consapevoli che possono contare su misure a supporto.

L’indagine 2014 registra come, riguardo il supporto alla salute, la polizza sanitaria (64%) sia il benefit maggiormente diffuso all’interno dei contratti di lavoro. Diffuse anche le convenzioni con palestre, piscine e centri benessere: le ricevono il 24% dei lavoratori. Al 19% degli intervistati la propria azienda mette a disposizione anche controlli periodici vista, udito e nei.

Questa la fotografia dell’esistente, ma quale copertura sanitaria i lavoratori vorrebbero fosse inclusa nei contratti di lavoro? Al 65% dei lavoratori piacerebbe una polizza specifica per le cure dentistiche. Il 44% sarebbe interessato a una copertura per le spese legate alla non autosufficienza e l’assistenza domiciliare mentre il 32% vorrebbe una copertura per le spese degli occhiali.

Gli italiani guardano con interesse i servizi e la sanità integrativa anche una volta usciti dal mondo del lavoro. Una volta andati in pensione vorrebbero continuare ad avere una copertura sanitaria (64%) e servizi dedicati per in caso di non autosufficienza, anche a domicilio (49%).

Il welfare integrativo è uno strumento molto apprezzato perché rappresenta un sostegno economico fondamentale, in particolare in periodo di crisi come quello che il nostro Paese sta attraversando. In questo contesto, le aziende sono sempre più consapevoli dell’importanza di misure di welfare aziendale per i propri dipendenti: si tratta infatti di soluzioni che, da una parte, aiutano la fidelizzazione degli stessi ed un clima più sereno all’interno dell’azienda e dall’altra permettono anche di ottenere vantaggi fiscali.

Tra i servizi offerti in ambito di welfare aziendale, quelli legati alla sanità integrativa sono tra i più apprezzati tanto da diffondersi sempre in più settori lavorativi: dal commercio al metalmeccanico, dagli artigiani ai trasporti, passando per settori quali l’edilizia, le telecomunicazioni, la distribuzione e i servizi ambientali.

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2014 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30), sesso ed area geografica.

2 L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo del welfare sanitario in azienda.

UniSalute è la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti. Si occupa esclusivamente di assicurazione per la salute in modo unico ed innovativo attraverso il lavoro di 580 persone, tra cui 45 medici presenti in azienda e un network qualificato di strutture sanitarie convenzionate direttamente presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.

Ogni cliente UniSalute ha dietro di sé la forza di 4,8 milioni di assicurati e di una “centrale di acquisto” che garantisce un controllo qualificato e costante della qualità: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. La rete di strutture sanitarie convenzionate è diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale e comprende ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia.

Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, UniSalute è leader nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria, delle Casse Professionali e delle Casse aziendali.

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Programmi di welfare aziendale e le reali esigenze del personale dipendente.

Scritto da thesubstitute il . Pubblicato in Aziende, Comunicati Stampa

Finalmente le Aziende stanno sempre più rendendosi conto di quanto sia importante il benessere dei propri dipendenti e di quanto questo impatti sui risultati e sulla produttività.

Un dipendente che ottiene dei benefit che gli possono facilitare la vita, li preferisce di gran lunga ad un aumento di stipendio risicato e, soprattutto, sul quale deve pagare le tasse. E a fronte di questa possibilità oggi sono i dipendenti che chiedono direttamente all’Azienda di poter usufruire di determinati servizi. Naturalmente, com’è logico che sia, sono quelli più pratici e più concreti che hanno il maggior gradimento: il servizio di pagamento multe e bollettini per esempio, oppure la ricerca degli artigiani o, ancora, il servizio di ritiro consegna capi per la tintoria e le piccole commissioni.

Sembrano cose banali, ma spesso, per non dire sempre, i dipendenti non hanno il tempo di uscire dall’ufficio per espletare quelle incombenze che purtroppo, vanno comunque fatte.

Attuare programmi di welfare aziendale significa quindi valutare quali possono essere le reali esigenze del personale dipendente e agire di conseguenza. Non è una cosa facile ed è per questo che The Substitute,  affianca l’azienda nelle prime fasi di esplorazione, attraverso la realizzazione di focus group, oppure di analisi del clima, o, ancora, attraverso dei propri questionari che i dipendenti dovranno compilare. A fronte dei risultati ottenuti The Substitute e l’Azienda saranno in grado di capire e decidere quali servizi offrire per facilitare la vita dei dipendenti.

Anche a livello costi, le azioni di Welfare aziendale non richiedono un impiego di grossi capitali –contrariamente a quanto si crede – perché The Substitute, nello stendere il preventivo , calibra le attività  in base al budget del cliente permettendogli  così di attivare programmi senza impegnare somme non previste.

Infine, non è necessario essere una grande azienda per poter offrire ai propri dipendenti la possibilità di conciliare vita privata e vita lavorativa, anche gli Studi Professionali o le aziende di medie dimensioni possono tranquillamente rivolgersi a The Substitute che sarà in grado di studiare la migliore soluzione per accontentare sia il lavoratore che l’Azienda.