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Autotrasporto: via libera all’aumento delle deduzioni forfettarie

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La questione deduzioni forfettarie, causa di malcontenti e minacce di sciopero nei mesi precedenti, pare destinata ad avere un epilogo positivo per l’autotrasporto italiano. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture – Danilo Toninelli – ha annunciato nei giorni scorsi lo stanziamento nel Decreto Fiscale di 26,4 milioni di euro per aumentare la quota delle deduzioni forfettarie delle spese non documentate per i viaggi fuori dal Comune, scesa precedentemente da 51 a 38 euro e pronta a superare la soglia dei 40 euro.

Altro tema di fondamentale importanza al quale il ministro Toninelli sta lavorando è quello della riduzione delle accise. Ma questi sono anche i giorni in cui inizia l’iter di voto in Parlamento della Legge di Bilancio. Il testo della manovra prevede incentivi alla rottamazione e al rinnovo del parco mezzi, ma anche misure volte a rifinanziare gli interventi sia in favore del trasporto intermodale, che a beneficio della riduzione compensata dei pedaggi autostradali per gli autotrasportatori.

Provvedimenti che, in caso di risorse insufficienti, troveranno certamente applicazione nel 2019. L’impegno del Mit non si sofferma solo sugli aspetti fiscali e finanziari, poiché sono stati aperti alcuni Tavoli di lavoro su vari dossier atti a individuare dei criteri per il rispetto delle regole sociali per trasporti internazionali che transitano in Italia, nonché misure sugli indivisibili per i trasporti eccezionali.

Insomma, questi provvedimenti dimostrano la massima attenzione dell’attuale Governo alle richieste del trasporto su gomma e del trasporto bisarca e un impegno che al momento non può essere messo in discussione.

Fermo autotrasporto italiano: tutto rinviato a settembre!

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Gli italiani e i milioni di turisti stranieri in Italia in questo periodo possono tirare un sospiro di sollievo: l’autotrasporto italiano ha deciso di revocare lo sciopero previsto per i giorni 6-9 agosto indetto inizialmente dalle principali associazioni di categoria per la questione deduzioni forfettarie e per la scarsa disponibilità del Governo a sedersi a un tavolo di concertazione.

Scongiurato quindi il rischio del mancato approvvigionamento dei beni di prima necessità in questo periodo particolarmente affollato per le nostre località turistiche ma attenzione: tutto è stato rinviato all’ultima settimana di settembre. A sbloccare la situazione di stallo è stato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Toninelli, che si è impegnato a incontrare in prima persona i rappresentanti del comparto a settembre per discutere delle tante problematiche che affliggono soprattutto le piccole e medie imprese.

Il tema principale, come detto, riguarda gli importi delle deduzioni forfettarie relative ai redditi 2017: l’obiettivo è riportare gli attuali 38 euro ogni giorno ai 51 euro degli anni scorsi, e per questo l’impegno del Governo sarà quello di reperire risorse aggiuntive prima della scadenza del termine di pagamento delle tasse fissato al 20 agosto 2018. Ma le questioni sulla quale bisognerà discutere sono molteplici e tutte ugualmente importanti, a partire dalle accise sul gasolio per le quali si chiede una riduzione ragionevole al fine di garantire competitività alle imprese italiane del trasporto merci su gomma e dello stesso trasporto auto.

In sostanza, l’iniziativa delle associazioni di categoria di posticipare il fermo nazionale può essere considerata una tregua tra le parti ma che somiglia molto a una sorta di ultimatum per il Governo, al quale è stato affidato il non facile compito di stabilire regole precise in grado di rilanciare un comparto fondamentale per il bene della nostra economia: in caso contrario, i camionisti saranno pronti a incrociare le braccia con notevoli disagi per milioni di cittadini.

Autotrasporto, ad agosto proclamato nuovo sciopero nazionale

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Nuovo fermo per l’autotrasporto italiano: proclamato per agosto un nuovo sciopero nazionale dei servizi trasporto su gomma conto terzi. Ad annunciarlo sono state le associazioni di categoria Confartigianato Trasporti e Unatras per i giorni dal 6 al 9 agosto. La comunicazione, inviata regolarmente alla Commissione di Garanzia degli scioperi nei servizi pubblici essenziali (CGSSE), ha ricevuto il sostegno anche delle altre sigle, ovvero Assotir, CNA FITA, FIAP, SNA Casartigiani e UNITAI.

Una decisione univoca, motivata soprattutto da ragioni di carattere fiscale, perché a far scatenare il “casus belli” è stata l’impossibilità di fruire delle deduzioni forfetarie per le spese non documentate in occasione della dichiarazione dei redditi per l’anno 2017. In effetti, nonostante sia ampiamente scaduto il termine per la denuncia dei redditi 2018, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora provveduto a pubblicare gli importi delle deduzioni, costringendo le imprese a rimandare il pagamento delle tasse.

Ma questa non è l’unica motivazione che ha spinto il comparto a proclamare lo sciopero nazionale, perché le associazioni di categoria denunciano una certa indifferenza nei loro confronti da parte del governo, più volte invitato formalmente a riceverle senza mai avere un riscontro. Ci sono poi ancora questioni pendenti come la ripubblicazione dei costi minimi di sicurezza e il rispetto dei tempi di pagamento.

La decisione di fermare i servizi di autotrasporto merci per conto terzi ad agosto, che riguarda ovviamente anche il trasporto bisarca, avrà sicuramente conseguenze pesanti per i cittadini italiani ma anche per i tanti turisti in visita nel nostro Paese, considerata la particolarità e l’importanza del periodo dal punto di vista economico.

Canter Eco Hybrid: la nuova frontiera del trasporto su gomma

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Sostenibilità economica e quella ambientale: due tematiche strettamente correlate e sulle quali si concentrano le maggiori aspettative dell’autotrasporto mondiale. Se da un lato permane il problema costi, particolarmente elevati in Italia soprattutto a causa dei prezzi alla pompa, dall’altro la lotta all’inquinamento continua ma senza rivoluzioni clamorose. Da qui nasce la necessità di pensare ad un trasporto più pulito e meno oneroso, e quindi a mezzi in grado di rispettare entrambi i criteri.

A questo ci sta pensando la casa di produzione giapponese FUSO (gruppo Daimler), che ha lanciato sul mercato CANTER ECO HYBRID, il tir con massa complessiva da 3,5 a 8,55T a trasmissione ibrida diesel-elettrica in grado di far risparmiare fino al 23% di carburante e già presente sulle strade europee. Questo camion compatto, simile a un veicolo industriale ma con caratteristiche di uno commerciale, è dotato di partenza a trazione interamente elettrica e cambio automatico a doppia frizione Duonic, ma soprattutto di un tecnologico motore diesel a quattro cilindri da 3 litri di 110 kW (150 CV) che lavora alternativamente a un motore elettrico in grado di erogare una potenza di 40 kW accompagnato da un pacco batterie agli ioni di litio da 2 kWh.

Questo camion è anche sinonimo di comodità, merito di sedili ergonomici dell’abitacolo e al volante regolabile, e agilità, grazie a una cabina larga da 1,7 a 2 metri che consente manovre agevoli anche nel centro città.

Canter Eco Hybrid è insomma la nuova frontiera del trasporto su gomma ma anche un progetto concreto di innovazione tecnologica al servizio della mobilità intelligente, estendibile anche a mezzi con massa complessiva più elevata come quelli adibiti al trasporto auto con bisarca.

Autotrasporto transnazionale: Italia e Svizzera siglano accordo

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Italia e Svizzera sempre più vicine in materia di autotrasporto: è stato siglato nei giorni scorsi a Roma un importante accordo di collaborazione tra due rinomate associazioni di categoria, ovvero ASTAG – associazione elvetica dei trasportatori stradali merci e viaggiatori – e la nostra TrasportoUnito – associazione delle piccole-medie imprese di trasporto merci e viaggiatori.

L’accordo sancisce una collaborazione totale sulle tematiche relative alla progettualità e altre forme di collaborazione transnazionale e di filiera, ma si sofferma anche sulle relazioni con le istituzioni nazionali e internazionali. Altro punto rilevante è quello relativo alla formazione, perché l’intesa prevede un progetto per l’istituzione di un soggetto di alta formazione con funzioni giuridico-operative, che si avvale delle professionalità esistenti nei due Paesi.

L’accordo, sottoscritto dal presidente Astag Ticino – Alessio Sala – e dal segretario generale TrasportUnito – Maurizio Longo – rappresenta anche una possibilità concreta di dialogo tra Italia e Svizzera anche in tema infrastrutture e logistica, considerando l’importanza degli scambi commerciali tra entrambi in termini di trasporto.

Ricordiamo infine che il patto, al quale anche il settore trasporto auto con bisarca guarda con particolare attenzione, è stato raggiunto dopo il perfezionamento di un altro molto importante dal punto di vista economico, ovvero l’accordo Lugano-Genova sui trasporti finalizzato alla creazione di un corridoio logistico tra il Nord e il Sud dell’Europa.

Costi autotrasporto: conto salato per i camionisti italiani

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Oltre 1,2 miliardi di euro in più all’anno: è questo il conto spese pagato complessivamente dall’autotrasporto italiano. A fornirci il quadro della situazione è l’associazione di rappresentanza TRASPORTOUNITO, dopo un’accurata analisi effettuata sulla base dei costi principali sostenuti dagli operatori di settore.

I dati raccolti dimostrano che per ogni veicolo industriale che trasporta merci in conto terzi, i costi sono aumentati a 4.092 euro su base annua, segnando un notevole incremento. Ad aver subito i maggiori rincari i costi del gasolio (+6% rispetto all’estate 2017) e i già noti pedaggi autostradali (con un aumento medio del 2,74%); ma non mancano anche le spese sostenute dalle imprese per il personale dipendente e gli adempimenti amministrativi.

Ma a penalizzare fortemente gli autotrasportatori sono i tempi di riscossione dei pagamenti per i servizi resi, che solitamente avvengono almeno a 90 giorni dall’emissioni delle fatture, e soprattutto la difficoltà ad ottenerli, con la conseguenza di trovarsi costretti ad adire le vie legali e dunque di subire ulteriori esborsi economici: le spese legali sono infatti aumentate del 60%.

La preoccupazione principale per le imprese del trasporto su gomma e per il trasporto con bisarca è quella di trovarsi di fronte ad una situazione di insostenibilità finanziaria, non supportata da un quadro normativo ben definito in grado di garantire una maggiore efficienza organizzativa del comparto, anche dal punto di vista lavorativo.

L’Austria “blinda” il Brennero ai tir stranieri: l’autotrasporto italiano non ci sta

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Dopo i veti imposti all’Ue per difendere i propri confini dai flussi migratori, l’Austria fa arrabbiare l’autotrasporto internazionale con la decisione di imporre limiti al transito dei Tir al Brennero per 25 giorni in tutto il 2018.

Un provvedimento alquanto illiberale, già applicato nelle scorse settimane, che consente il passaggio di massimo 300 veicoli industriali l’ora, e bocciato all’unisono dalle associazioni di categoria italiane, le quali hanno chiesto al nostro Governo e al Ministero dei Trasporti provvedimenti urgenti affinché questo divieto venga subito rimosso.

In effetti, il corridoio del Brennero rappresenta incontrovertibilmente uno snodo fondamentale non solo per il trasporto su gomma, ma soprattutto per l’intero export italiano. Coma ha ricordato Anita, una delle più importanti associazioni del settore in Italia a mobilitarsi, il 70% delle merci esportate dall’Italia passa attraverso le Alpi, delle quali ben 47 milioni di tonnellate di merci transitano proprio dal Brennero.

È facile intuire che, oltre ad essere un’azione in deroga ai principi comunitari della libera circolazione di merci e persone, quella austriaca è una decisione che ha delle ripercussioni pesanti per il nostro Paese sotto il profilo economico, che non può essere giustificata da mere ragioni di carattere ambientale. All’iniziativa di Anita si sono aggiunte anche quelle di altre importanti sigle di categoria, tra cui Assotir, Fiap, Cna Fita e Confartigianato Trasporti. Certo, gli attuali scenari politici italiani, con le evidenti difficoltà a far partire un nuovo esecutivo, non sono confortanti da questo punto di vista.

Ma i limiti di circolazione dei camion al Brennero sembra essere penalizzanti soprattutto per il trasporto bisarca e il settore automobilistico, per via dei notevoli ritardi nelle consegne causate dai ritardi.

Costi minimi autotrasporto, la Consulta dichiara la loro legittimità

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Uno dei temi più controversi e dibattuti nell’ambito del trasporto su gomma e del trasporto bisarca riguarda i cosidetti costi minimi e la loro liceità. Ad entrare nel merito della questione è stata ancora una volta la Corte Costituzionale, che con sentenza n. 47 del 2 Marzo 2018 ne ha definitivamente sancito la loro legittimità e conformità alla Costituzione Italiana.

Previsti dall’art. 83-bis del D.L. n. 112 del 2008 a tutela degli operatori del settore, i corrispettivi minimi sono sempre stati considerati da una parte consistente della committenza uno strumento di forte limitazione alla libertà economica privata, nonché dalla stessa Corte di Giustizia Europea, al punto da essere abrogati in via definitiva nel 2014 con la L. 190.

La decisione della Consulta rimette tutto in gioco, sottolineandone la loro conformità nei confronti del dettato della nostra Costituzione e dello stesso diritto comunitario. La sentenza emessa lo scorso 2 marzo, infatti, stabilisce che i costi minimi non solo non limitano il principio di libertà negoziale di iniziativa economica delle parti, non compromettendo in alcun modo la trasparenza del mercato e la concorrenza leale, ma rappresentano anche un valido strumento di salvaguardia dei livelli di sicurezza nella circolazione stradale in quanto evitano lo sfruttamento eccessivo delle risorse umane e dei materiali da parte delle imprese di trasporto.

Inoltre, essendo basati su costi incomprimibili ed essenziali, essi lasciano alle parti una maggiore autonomia negoziale rispetto alle tariffe a forcella, non ostacolando l’accesso all’attività di trasporto per conto terzi: è quanto stabilisce proprio l’art. 83-bis del D.L. 112/2008. Articolo che tutto il mondo dell’autotrasporto chiede a gran voce di ripristinare quanto prima, a cominciare dal presidente di Confartigianato Trasporti – Amedeo Genedani – che ha richiesto la ripubblicazione immediata dei costi minimi sul sito ufficiale del Ministero dei Trasporti.

Trasporti e logistica, nasce ufficialmente il Partenariato

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Studiare e definire strategie di intervento per il settore della logistica e dei trasporti a sostegno dell’attività di governo, allo scopo di ridare slancio ad un comparto fondamentale per la vita economica e sociale del Paese, e al quale il trasporto bisarca contribuisce in maniera notevole. È questa, in sintesi, la mission del Partenariato per la Logistica e i Trasporti, il nuovo organismo presieduto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il cui compito è quello di affiancare lo stesso ministero attraverso attività di analisi, monitoraggio e consulenza per la definizione di politiche mirate a favorire crescita e competitività.

Il Partenariato non consiste tuttavia in un organismo unilaterale, in quanto si avvarrà della partecipazione di diversi soggetti, a cominciare da quelli di natura istituzionale con i dicasteri di Economia e Finanze, Lavoro, Sviluppo Economico, Interno e Ambiente. Importante sarà anche il contributo della Conferenza Stato-Regioni, dell’Agenzia delle Dogane e del Dipartimento delle Politiche europee, in modo che le scelte strategiche adottate siano condivise anche a livello locale nel rispetto dei vincoli comunitari.

A confrontarsi con il nuovo organismo ci saranno anche le parti sociali, rappresentate dal Presidente del Comitato Centrale per l’Albo Autotrasportatori, dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto e da un membro della Struttura Tecnica di missione del ministero. All’appello, non potevano mancare ovviamente i rappresentanti di categoria della logistica e trasporto merci, tra i quali Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori), Assoporti e Assoaeroporti, Anas e le Ferrovie dello Stato con la società RFI (Rete Ferroviaria Italiana).

Insomma, il Partenariato per la logistica e i trasporti, nato seguendo il modello della vecchia Consulta dell’autotrasporto “rottamata” nel 2012, non è altro che un tavolo di confronto tra le diverse parti interessate allo stesso settore, chiamate a convergere sulle decisioni da adottare in tema di sviluppo economico, competitività, innovazione e sostenibilità dal punto di vista ambientale.

Autotrasporto, il settore lancia un appello alla politica per la crescita

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Economia

A pochi giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo e con la campagna elettorale entrata ormai nel vivo, si fa più acceso il confronto tra i diversi schieramenti politici sui programmi e gli impegni da assumere al governo. Diverse infatti sono le priorità a cui chi sarà chiamato a governare dovrà dare risposte concrete, in virtù delle esigenze reali dei cittadini italiani. Ma se il periodo pre-elettorale si contraddistingue da sempre per le promesse e i buoni propositi, c’è chi invece lancia un appello serio alle forze politiche a confrontarsi su temi importanti: l’autotrasporto.

È proprio questo quello che hanno fatto le associazioni aderenti a Unatras – l’Unione Nazionale delle Associazioni Autotrasporto Merci – invitando tutti i partiti che ambiscono a governare ad esaminare e discutere insieme alcune loro proposte finalizzate a rilanciare l’intero settore. Si tratta di un vero e proprio programma suddiviso in cinque punti, ciascuno dei quali contenente misure e azioni volte a conferire alle imprese italiane maggiore competitività attraverso un impulso alla crescita.

Punti che toccano tematiche importanti e che sono ancora in attesa di risposte: dalle annose questioni della concorrenza sleale e dumping sociale, alle necessità di predisporre di risorse strutturali per sostenere lo sviluppo del comparto e di attuare un processo di snellimento burocratico. Altrettanto importante è anche la richiesta di rivedere i meccanismi del mercato del lavoro del settore allo scopo di favorire l’inserimento di giovani autisti.

Una simile iniziativa è stata presa anche da Anita – l’associazione autotrasportatori di Confindustria – che chiama l’attenzione della politica italiana anche su altri punti importanti come innovazione, sostenibilità e trasporto intermodale, sottolineando ancora una volta l’importanza strategica della logistica per la vita economica di questo Paese.