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Italia Terapia Dolore, relazione al Parlamento

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Piccoli passi avanti ma ancora tante ombre, in Italia, in materia di cure palliative e terapia del dolore.

Terapia del dolore

Ad esempio, solo in 4 Regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Basilicata) e’ attiva la Rete pediatrica. E’ quanto emerge dalla Relazione al Parlamento (2012) sullo stato di attuazione della Legge 38 del 2010, inviata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin alle Camere.

Terapia dolore

“Il nostro Paese – si legge sul sito del ministero della Salute – ha intrapreso un percorso virtuoso in materia di cure palliative e terapia del dolore ma e’ ancora molto lunga la strada da
percorrere per il pieno raggiungimento degli obiettivi, specialmente nell’assistenza al paziente in eta’ pediatrica”.

Dalla relazione emerge che solo 11 Regioni su 21 (52%) hanno formalizzato l’atto di delibera della Rete pediatrica. Ma quel che e’ peggio e’ che solo 4 Regioni hanno dichiarato che la rete e’ attiva
(Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Basilicata).

Cinque regioni (23%) dichiarano che la rete non e’ ancora attiva ma in via di organizzazione (P.A. Trento, Marche, Puglia, Campania e Calabria) e due Regioni dichiarano che la rete non e’ ancora attiva e ancora non in fase di organizzazione (Valle d’Aosta e Piemonte).

FONTE: marcofilippini.it

Marco Filippini / Diclofenac, rischio cardiovascolare, nuove avvertenze AIFA

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Rischio cardiovascolare, nuove avvertenze Aifa. Sul sito di Marco Filippini, aggiornamento costante sulla terapia del dolore.

AIFA

Sulla questione del diclofenac, l’Italia si allinea all’Europa. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha infatti recepito le raccomandazioni del Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) – il comitato della European Medicines Agency (EMA) per la Farmacovigilanza – che di recente ha completato un’approfondita revisione a livello europeo sulla sicurezza cardiovascolare di questo FANS, ampiamente usato per il sollievo del dolore e dell’infiammazione in una vasta gamma di condizioni, tra cui le condizioni artritiche e i disordini acuti muscoloscheletrici.

Secondo il PRAC, l’impiego di diclofenac, somministrato per via sistemica, causerebbe “un aumento del rischio di trombosi arteriosa, simile a quello degli inibitori selettivi della COX-2”. Pertanto, avverte l’AIFA, la terapia a base di diclofenac è ora “controindicata in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia accertata, cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e malattie cerebrovascolari”.

Inoltre, prosegue l’Agenzia, è consigliabile che il trattamento “venga iniziato solamente in seguito a un’attenta valutazione dei pazienti per i fattori di rischio di eventi cardiovascolari (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito e fumo)” e che, comunque, per tutti i soggetti venga impiegata “la dose minima efficace per la durata di cura più breve possibile, necessaria a controllare i sintomi”.

Assieme al diclofenac, altre tre categorie farmacologiche hanno subìto limitazioni da parte del Committee: le soluzioni per infusione a base di amido idrossielitico, i medicinali con codeina (quando usati per alleviare il dolore nei bambini) e i farmaci orali e supposte a base di flupirtina.

FONTE: marcofilippini.it

Dolore Progetto Teseo per migliorare la qualità di vita dei pazienti

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Sito Marco Filippini, terapia del dolore, progetto Teseo, Totalmente dedicato ai medici di medicina generale per dare concreta attuazione alle Aggregazioni funzionali territoriali previste dalla legge 38/2010 e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Terapia del Dolore Progetto Teseo

Questo in sintesi il progetto Teseo: a partire da un primo intervento su 21 medici-formatori “con speciale interesse per le cure palliative” per arrivare a cascata al coinvolgimento di 335 colleghi sul territorio, con un’attività continuativa di audit.

Terapia del dolore

Presentato in occasione di Impact 2013 e promosso da Simg. «Essere seguiti da un medico specificatamente formato sul dolore – dichiara Pierangelo Lora Aprile, segretario scientifico, responsabile area dolore e cure palliative della Simg e referente scientifico del progetto Teseo – permette al paziente di essere sottoposto a un accurato esame clinico dedicato e a un percorso terapeutico finalizzato verso obiettivi con lui condivisi».

I risultati sono incoraggianti ma partiamo di numeri piccolissimi: le visite cliniche specifiche
per il dolore, che prima del progetto non rientravano nella pratica clinica del Mmg, hanno portato a diagnosticare e a tipizzare il dolore per 3.820 pazienti (pari all’1,2% del totale), somministrando una terapia appropriata.

In circa la metà dei pazienti è stato diagnosticato un dolore di tipo infiammatorio, in un terzo di tipo meccanico strutturale e in 1 paziente su 5 è stato identificato un dolore neuropatico. Solo il 28% è malato oncologico, mentre gli altri sono affetti da altre patologie, in primis di natura cardiovascolare (16%).

Fonte Impact 2013

FONTE: marcofilippini.it

Terapia del dolore, le cifre della non prescrizione

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Terapia del dolore, le cifre della non prescrizione. Sul sito di Marco Filippini, per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.

Terapia del dolore

Acquistate nel 2012 57,4 milioni di confezioni di farmaci contro il dolore senza ricetta. Questa classe terapeutica è seconda per importanza in termini di spesa e val circa 437 milioni di euro.

Gli antinfiammatori e gli analgesici generali (tra cui spiccano Paracetamolo, Ibuprofene e Diclofenac) rappresentano il 48,6% del mercato, i farmaci contro i dolori muscolari il 39,6%.

I medicinali per i dolori muscolari costituiscono un volume di affari pari a 217,7 milioni di € mentre la spesa per gli analgesici senza prescrizione ammonta a 174,7 milioni di €.

Una cifra enorme soprattutto se messa a paragone di farmaci analgesici con prescrizione: questi farmaci sono molto più efficaci, vengono prescritti dal medico con cognizione di causa e non devono essere pagati di tasca propria (e in ogni caso il mercato che vale meno di 90 milioni di €).

FONTE: marcofilippini.it

Cura del Dolore, Marco Filippini, necessitiamo di cure più appropriate

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Terapia del dolore, sul sito di Marco Filippini. Quasi 5 a 1 il rapporto tra la spesa annua di farmaci antinfiammatori non steroidei e quella sostenuta per gli oppioidi forti e deboli descritto dal Ministero della Salute in occasione di Impact 2013. Il congresso multidisciplinare che ha riunito Istituzioni ed esperti impegnati nella lotta al dolore, la scorsa settimana a Firenze.

Terapia del dolore

Diverse le proposte operative emerse per migliorare l’appropriatezza terapeutica e garantire ai cittadini cure adeguate su tutto il territorio nazionale in linea con quanto stabilito dalla Legge 38/2010. Puntare su una maggiore presa di coscienza dei cittadini e su impegno, sensibilità e concreta volontà degli operatori sanitari. Questi in sintesi i messaggi chiave dell’incontro.

In Italia la spesa annua per antinfiammatori è pari a 518 milioni di euro, con un consumo medio procapite di 8,55 euro, a fronte di 139 milioni per gli oppioidi suddivisi tra 89 per i forti (1,48 euro pro capite) e 50 per i deboli (0,83 euro pro capite). Il consumo di FANS si mantiene dunque elevato nel nostro Paese e la loro associazione con i gastroprotettori, il cui consumo è in costante aumento, determina un notevole impatto economico sulla spesa sanitaria.

Alla base del problema, la prescrizione non appropriata, che diventa ancor più pericolosa nei pazienti anziani. “Uno dei problemi più importanti nella cura del dolore – ha evidenziato Marco Trabucchi, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria – è sicuramente rappresentato dalle persone che hanno perso memoria del dolore fisico e non sono in grado di descrivere tipo, localizzazione, durata e gravità della loro sofferenza. Circa 1-1,5 milioni di cittadini sopra i 65 anni che soffrono di demenza senile. Di questi, circa il 70-80% ha problemi di dolore nel corso della vita; a loro quindi si deve rivolgere l’attenzione della medicina, perché la sofferenza venga diagnosticata e poi lenita con adeguati trattamenti. Spesso ciò non avviene e le persone con demenza devono soffrire ingiustamente. Abbiamo il dovere di porre in atto metodologie diagnostiche innovative, efficaci anche in assenza di una sintomatologia riferita: in chi ha perso la memoria ogni volta il dolore si presenta come un evento nuovo, drammatico e inspiegabile, che induce angoscia”.

Da Impact Firenze Giugno 2013

FONTE: marcofilippini.it

Centro Ustioni Meyer: “realtà virtuale” terapia del dolore nei bambini ustionati

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Terapia del dolore. Ambiente glaciale quello dell’ Antartide, con le mani afferra palle da neve e davanti a lui ci sono solo igloo e pinguini da colpire. Il bambino prende la mira e lancia preciso una palla a un abitante dei ghiacci. E’ il nuovo “antidoto” al dolore fisico dei bambini che arriva al Centro ustioni dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze grazie a un sistema di “realtà virtuale”.

Terapia del dolore

L’innovativo progetto del Servizio terapia del dolore è diventato realtà grazie alla donazione di Atcrup, l’Associazione Toscana per la cura e la riabilitazione delle ustioni pediatriche, che ha consegnato un casco, un laptop e un software di realtà virtuale.

Si tratta di un’innovativa tecnica psicologica per il trattamento del dolore con una procedura basata sulla distrazione.

”La realtà virtuale – spiega Andrea Messeri, responsabile della terapia del dolore – è attualmente oggetto di uno studio coordinato dal servizio di terapia del dolore e condotto all’interno del Centro ustioni del Meyer dove se ne sta valutando l’efficacia nella riduzione del dolore durante il cambio del bendaggio, una delle procedure più dolorose a cui il paziente ustionato è sottoposto.

da Ansa 27 Giugno 2013

FONTE: marcofilippini.it

Antinfiammatori non steroidei e dolore, Marco Filippini, attenti all’uso prolungato

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Marco Filippini, terapia del dolore, un nuovo studio olandese osservazionale recentemente discusso al congresso annuale della European League Against Rheumatism (EULAR) a Madrid, indica che un paziente su otto di quelli a rischio di sviluppare un grave evento avverso da farmaco, prende antinfiammatori non steroidei (FANS) da banco spesso per combattere dolori muscolo-scheletrici.

Di questi pazienti ad alto rischio che prendono FANS OTC, oltre uno terzo li ha presi per più di 7 giorni e il 3% ha superato la dose massima giornaliera raccomandata.

La ricerca è stata condotta su 385 pazienti adulti di quattro medici di medicina generale olandesi e aveva l’obiettivo di valutare la prevalenza dell’uso dei FANS OTC nella popolazione generale (120 pazienti) e nei pazienti ad alto rischio di sviluppare eventi avversi gravi (265 pazienti) da FANS.

Dolore

I pazienti sono stati considerati ad alto rischio di un evento avverso grave da FANS da banco se avevano una storia di ulcera peptica o un’ulcera come complicanza, oppure avevano avuto un infarto miocardio, un ictus o soffrivano di scompenso cardiaco, se avevano più di 70 anni, una velocità di filtrazione glomerulare inferiore a 30 ml/l o presentavano una combinazione di due o più dei seguenti fattori: l’uso di un anticoagulante, aspirina, corticosteroidi o inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina; età tra i 60 anni e i 70 anni, una storia di artrite reumatoide grave o di diabete mellito.

I possibili effetti collaterali gravi sono sanguinamenti gastrointestinali, ulcera peptica, ipertensione e peggioramento dell’insufficienza cardiaca. “I FANS tendono ad essere considerati dai pazienti come antidolorifici innocui. Tuttavia, in realtà, anche quelli da banco possono causare una serie di effetti collaterali spiacevoli” ha detto l’autore principale dello studio Aafke Koffeman del Dipartimento di Medicina Generale dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam. “Nella maggior parte dei casi, è probabile che ciò sia dovuto a una non conoscenza di questi possibili effetti indesiderati, piuttosto che a un ignorare deliberatamente i rischi e le controindicazioni” ha ipotizzato l’autore. “ Questi nuovi dati evidenziano l’importanza degli operatori sanitari nell’informare i loro pazienti dei rischi insiti nell’assunzione dei FANS OTC, in particolare nei casi in cui una nuova diagnosi o un aumento della prescrizione aumenta il rischio individuale”. E ancora: “ai pazienti ad alto rischio con disturbi muscoloscheletrici dolorosi si dovrebbero consigliare antidolorifici alternativi più sicuri” ha concluso Koffeman.

Due precedenti studi osservazionali olandesi hanno dimostrato che all’incirca il 5% di tutti i ricoveri ospedalieri non programmati è associato a eventi avversi da farmaci, di cui il 40-46% sono potenzialmente prevenibili.

Nella popolazione ad alto rischio, oltre il 30% degli utilizzatori di FANS da banco ha preso gli antinfiammatori per più di 7 giorni, così come più del 20% dei pazienti della popolazione generale.

Inoltre, i FANS OTC sono stati utilizzati a un dosaggio superiore alla dose massima giornaliera raccomandata rispettivamente al 3% e del 9% dei pazienti.

A. Koffeman, et al. Use Of Over-The-Counter Non-Steroidal Anti-Inflammatory Drugs In The General Population And In Patients With A High Risk Of Adverse Drug Events. EULAR 2013; abstract OP0202-PC.

FONTE: marcofilippini.it

Terapia dolore: Artrite reumatoide, attenti a quale antinfiammatorio

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Dolore artrite reumatoide, altra pubblicazione, a poco più di 15 giorni di distanza, sull’uso degli antinfiammatori non steroidei. Pubblicato su Annals of Rheumatic Diseases uno studio osservazionale che dimostra come, in pazienti affetti da artrite reumatoide (AR), il rischio CV associato all’impiego di questa classe di farmaci sia modesto e significativamente ridotto rispetto ai soggetti non affetti da questa condizione. Sul sito di Marco Filippini, per il raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.

Dolore artrite reumatoide

I risultati di questo studio che, pur non avendo la forza dell’evidenza delle metanalisi, ha fotografato cosa succede in un set di pazienti reale, suggeriscono una valutazione dell’opportunità di prescrivere questi farmaci in base al rapporto rischio-beneficio per il singolo paziente, anziché la messa al bando totale di questa opportunità terapeutica sulla base esclusiva del rischio di sviluppare severi outcomes CV.

Gli autori del lavoro hanno messo a punto uno studio volto ad esaminare la questione, valutando l’incidenza di eventi avversi cardiovascolari in una coorte nazionale non selezionata di pazienti affetti da AR in relazione al loro impiego di FANS nel periodo 1997-2009.

A tal scopo hanno messo a confronto i dati relativi all’outcome sopramenzionato provenienti da 17.320 pazienti e quelli provenienti da 69.280 controlli, incrociati in base all’età e al sesso. I risultati hanno documentato in un tempo mediano di 4,9 anni il verificarsi di 6.283 AEs CV. In particolare, il rischio CV associato con l’impiego di FANS era significativamente più basso nei pazienti affetti da AR rispetto ai controlli.

Lo studio, inoltre, ha mostrato che, mentre l’impiego di rofecoxib e di diclofenac è risultato associato ad un aumento del rischio CV in pazienti con AR , al contrario non è stato documentato un incremento significativo del rischio a seguito dell’impiego di FANS differenti in questo set di pazienti.

Nel complesso, – concludono gli autori – le nostre scoperte sono in linea con la raccomandazione generale sull’impiego della più bassa dose possibile di FANS per il minor tempo possibile, benché il rischio CV complessivo associato alla maggior parte dei FANS sia stato modesto nei pazienti con AR.E’auspicabile che una scelta informata del FANS da utilizzare in pazienti con osteoartrite o AR (ibuprofene, naprossene e celecoxib) possa avvenire in futuro sulla base dei risultati che saranno disponibili al completamento di trial clinici dimensionati per rispondere a questa esigenza”.

Lindhardsen J et al. Non-steroidal anti-inflammatory drugs and risk of cardiovascular disease in patients with rheumatoid arthritis: a nationwide cohort study. Ann Rheum Dis

FONTE: Marcofilippini.it

Dolore alla Schiena: indagine su fattori predittivi

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Terapia del dolore, dolore alla schiena, indagine sui fattori predittivi. Sul sito di Marco Filippini, informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti per il raggiungimento degli standard europei sulla terapia del dolore.

Filippini Dolore Alla Schiena

Un finanziamento da 6 milioni di euro è stato vinto nelle scorse settimane da uno dei principali gruppi di ricerca italiani nel campo della terapia del dolore, guidato da Massimo Allegri, ricercatore della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo – Università degli Studi di Pavia e a cui partecipa anche Guido Fanelli, dell’Università di Parma.

Scopo della ricerca è l’individuazione dei fattori predittivi, sinora mai indagati, del mal di schiena.

L’idea principale, è infatti quella di identificare marcatori nel sangue che possano dire a priori chi è a rischio di avere mal di schiena e discriminare il tipo di terapia.

L’Università di Parma, nella persona di Guido Fanelli, ha giocato un ruolo attivo nell’elaborazione e nella partecipazione a questo ambizioso progetto, ottenendo 500.000 euro per lo svolgimento della
complessa attività prevista.

A Parma in particolare, mediante particolari tecniche invasive, si cercherà di determinare sia come il mal di schiena possa manifestarsi nei soggetti a rischio, sia come possa essere trattato. Il mal di schiena rappresenta una delle cause più importanti di dolore lombare nella società moderna
e a esso sono associati importanti costi sociali e clinici.

FONTE: marcofilippini.it

Dolore Post Operatorio e Antidepressivi uno studio francese su Marco Filippini

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Salute

Secondo uno studio francese la somministrazione di antidepressivi prima e dopo un intervento di bypass coronarico potrebbe ridurre il dolore post-operatorio. Sul sito di Marco Filippini le ricerche più recenti per raggiungere gli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.

Somministrare un antidepressivo per 2-3 settimane prima di intervento di bypass coronarico e continuarla fino a 6 mesi dopo l’intervento chirurgico potrebbe accelerare il recupero della stato di salute mentale e ridurre il dolore post-operatorio. Queste le conclusioni di uno studio francese chiamato MOTIV-CABG pubblicato su Annals of Thoracic Surgery.

Dolore

Sono stati 361 i pazienti con angina stabile, destinati a bypass coronarico ad essere inclusi nello studio. I risultati hanno mostrato che il trattamento con escitalopram non influenzava la mortalità o l’incidenza di complicanze dopo intervento di bypass coronarico, ma era in grado di migliorare la salute mentale del paziente.

Inoltre, il punteggio relativo alla qualità di vita per quanto riguarda la dimensione “dolore” è risultato essere migliore nel gruppo trattato con l’SSRI rispetto al placebo nei pazienti già depressi prima dell’operazione.

Chocron S et al. Antidepressant Therapy in Patients Undergoing Coronary Artery …Ann Thorac Surg 2013;95:1609-1618.

FONTE: marcofilippini.it