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Stormshield apre 40 nuove posizioni a sostegno della propria crescita

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Economia, Informatica, Internet, Tecnologia

Stormshield, leader europeo della sicurezza informatica e società interamente di proprietà di Airbus CyberSecurity ha aperto oltre 40 nuove posizioni per ampliare il proprio team di esperti in Francia e all’estero. Questo annuncio strategico è frutto della significativa crescita del produttore, che ha conseguito eccellenti risultati nel 2018.

Anche il 2018 è stato caratterizzato da numerose assunzioni, dovute all’accelerazione dell’attrattività del marchio, all’espansione verso nuovi mercati e alle continue attività di sviluppo dei prodotti, in particolare nel settore della sicurezza industriale. In un mercato del lavoro gravato dalla carenza di  esperti in sicurezza informatica, spesso anche difficili da reperire a fronte della rispettiva collocazione geografica, Stormshield ha potuto contare sulla motivazione degli attuali dipendenti, con il 15% delle assunzioni dovute alla cooptazione e alla presenza cospicua sia sul territorio francese (quattro sedi), sia a livello internazionale, fattore che consente all’azienda di assumere nuovi dipendenti ovunque si trovino. La società ha avviato il 2019 con oltre 300 dipendenti.

Stormshield produce soluzioni di sicurezza end-to-end che tutelano reti, terminali e dati. Queste soluzioni affidabili di nuova generazione, certificate ai massimi livelli, garantiscono la protezione delle informazioni strategiche e vengono impiegate in aziende di ogni dimensione in tutto il mondo.

Per dotarsi dei migliori esperti sul mercato, Stormshield offre condizioni di lavoro moderne all’interno di un’azienda rinomata per la sua esperienza. Stormshield è particolarmente attenta al processo di integrazione e evoluzione dei suoi dipendenti con programmi di mentoring e supporto. Sono stati compiuti diversi investimenti nello sviluppo professionale continuo e nella formazione dei team, per aiutarli a sviluppare le loro competenze. Oltre a reclutare esperti, il vendor punta anche all’assunzione di giovani professionisti altamente motivati intenzionati ad avviare la propria carriera presso Stormshield. Per sostenere questo tipo di approccio, Stormshield ha sviluppato numerose partnership con diverse università per consentire all’azienda di incontrare potenziali futuri dipendenti e condividere con loro la propria passione per l’industria informatica.

Sylvie Blondel, Human Resources Director presso Stormshield

Per il 2019, l’azienda ha aperto, tra le altre, le seguenti posizioni:

    • Business – Sales
    • Sales Manager MEA
    • Sales Manager South Germany
    • Pre-Sales Engineer
    • Software QA Engineer/Technician – SDS
    • R&D Engineer Development web Fullstack
    • QA Engineer – Stormshield Cloud Services
    • R&D ENGINEER- Web Developer fullstack javascript
    • Customer Support Technician
    • Trainer – Security Solutions

Sylvie Blondel, Human Resources Director presso Stormshield, afferma “Unirsi a Stormshield significa entrare a far parte della principale società di software francese, un vero protagonista della cybersecurity, godere quindi dell’opportunità di condividere le ambizioni e le competenze dell’azienda per una nobile causa: proteggere persone, infrastrutture e dati. Desideriamo reclutare candidati che condividano i nostri valori di impegno, fiducia e collaborazione e che daranno il massimo per svolgere al meglio i compiti loro assegnati. Per consentire a tutti di lavorare nelle migliori condizioni possibili, abbiamo implementato una struttura di lavoro flessibile che si rivolge a ciascun dipendente: orari flessibili, lavoro a distanza, un management disponibile, ecc. Questi aspetti ci aiutano a distinguerci e a renderci uno dei più interessanti datori di lavoro nel nostro settore.”

“Anche in Italia abbiamo chiuso il 2018 con un importante incremento del fatturato. Per far fronte a questa crescita abbiamo assunto a inizio anno un ulteriore Pre-Sales Engineer”, conferma l’Ing. Alberto Brera, Country Manager Italia di Stormshield.

Quando lo sviluppo professionale del singolo diventa il fattore chiave del successo collettivo: una sfida per l’HR.

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Opinioni / Editoriale

Le tensioni sul mercato del lavoro spingono il dipartimento delle risorse umane a reinventarsi implementando nuove metodologie per attirare e legare talenti all’azienda. In un mercato sempre più competitivo, gli operatori economici stanno investendo un numero considerevole di risorse per incrementare l’attrattività del loro brand quale datore di lavoro. In tutto questo emerge chiaramente una nuova priorità: il concetto di benessere e sviluppo professionale del singolo.

A tal proposito, i team delle risorse umane svolgono un ruolo essenziale. Già nel 2016 l’indagine Cegos aveva messo in evidenza una delle qualità che gli impiegati si aspettano dalle HR: il saper ascoltare (65%), ciò rende imperativa non solo la relazione con gli impiegati ma anche l’integrazione di una componente più “emozionale” in tale relazione.

L’obiettivo è quello di dar vita ad un’esperienza collaborativa genuina. Allo stesso modo in cui ci si cura della ´user experience´, bisognerebbe occuparsi della ´employee experience´, ossia di assicurarsi che i dipendenti possano vivere momenti speciali nell’azienda permettendo loro di sfruttare appieno il loro potenziale nel raggiungimento di un obiettivo comune.

Sylvie Blondel, Human Resources Director – Stormshield

“Una realtà genuina quindi, risultato di uno sforzo quotidiano, e non di una trovata marketing per attirare nuovi talenti”, spiega Sylvie Blondel, Stormshield HR Manager, che ricorda l’importanza di essere consapevoli che donne e uomini, quali individui e non solo come impiegati, sono la nuova risorsa chiave di ogni azienda responsabile e di successo. “È nostro compito, quale dipartimento HR, costruire le basi per il loro sviluppo professionale, individuale come collettivo” conclude Blondel.

Le tre colonne portanti dell’engagement degli impiegati

Presentare un progetto chiaro, condivisibile da tutti, che dia uno scopo allo staff.

Un sondaggio condotto da Deloitte su un campione di 2300 persone alla fine del 2017  conferma la rilevanza del bisogno di avere uno scopo (87% degli intervistati). Dare un senso al lavoro che si svolge è visto dalla maggioranza degli intervistati come un obiettivo comune, ma è importante non dimenticarne la ricaduta sul lavoro quotidiano del singolo. Per queste ragioni, il concetto di “brown-out” – ancora poco conosciuto da dirigenti e team HR – va preso sul serio.

Rispettare l’individualità, riconoscendo al singolo il diritto di essere sé stesso

È di vitale importanza che le aziende prendano in considerazione i fattori che motivano i propri impiegati al fine di creare le condizioni necessarie alla generazione di un tale coinvolgimento individuale, senza limitarsi a dettare un singolo approccio in maniera compulsiva, che sia l’innovazione, un sistema di conduzione manageriale aperto, l’implementazione volontaria dello smart working, o altro. Lo studio annuale “Family and Business” di Viavoice, pubblicato in ottobre 2017, offre ottimi spunti: il 68% degli intervistati considera particolarmente rilevante il problema dell’equilibrio tra lavoro e famiglia, indirizzabile primariamente riconsiderando gli orari lavorativi al fine di adattarli ai limiti del singolo. “Occuparsi degli altri” assume il suo pieno significato in questo contesto, diventando anche una compentenza critica di cui il dipartimento delle risorse umane deve essere dotato.

Rispettare gli impegni e mantenere una relazione a lungo termine con gli impiegati

Ancora una volta, lo studio Cegos evidenzia le aspettative degli impiegati nei confronti del reparto delle risorse umane: rispetto degli impegni (65%) e integrità morale (61%).

In pratica, quasi un’invocazione all’abilità dell’azienda di rispettare gli impegni presi in fase di assuzione, fornendo l’esperienza lavorativa paventata e adempiendo quindi al contratto morale con l’impiegato, rispettandone i valori decantati.

In generale, non ci sono studi che misurino la correlazione matematica tra il benessere e la prestazione lavorativa. Tuttavia, l’infelicità sul posto di lavoro e, in particolare, lo stress sono responsabili di oltre il 50% dei casi di assenteismo. Già questo dato dovrebbe attirare la nostra attenzione.

Quanto illustrato dimostra che le persone sono il fulcro della produttività aziendale. Senza voler dipingere un quadro troppo roseo della felicità sul posto di lavoro, dare agli impiegati l’opportunità di un’esperienza lavorativa che li porti “al livello successivo”, può fare una grande differenza, se sono circondati a lungo termine da team leali e entusiasti con cui collaborare a progetti condivisi a cui ognuno partecipa.

Tuttavia, questo non significa che gli impiegati debbano essere elevati al grado di re. Le esigenze di risorse umane e management devono essere inserite in quest’equazione, al fine di mantenere l’equilibrio tra gli interessi individuali e quelli collettivi, quindi una relazione favorevole ad uno sviluppo professionale individuale che contribuisca effettivamente alla prestazione collettiva.