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Istruzione, Sanità ed Energia Verde: l’Operato dei Missionari in Africa

Scritto da Silvia Gironimo il . Pubblicato in Dal Mondo

Il lavoro dei missionari salvatoriani in Africa copre diversi paesi su tutto il continente.

Il loro operato si svolge in 4 aree principali: istruzione, sanità, pastorale ed energia sostenibile.

Tutti i missionari sono fortemente radicati sul territorio in cui operano, spesso sono nati e cresciuti in questi paesi, parlano la lingua locale e ne conoscono a fondo le risorse e le problematiche.

Ecco alcuni esempi dei progetti di solidarietà attualmente in corso di realizzazione.

I Progetti in Corso dei Missionari Salvatoriani in Africa

Per quanto riguarda l’istruzione, in Tanzania, per esempio, i missionari si occupano di un centro di formazione con discipline che spaziano dalla teologia all’economia. In questo paese c’è una fortissima carenza di insegnanti e questo contribuisce alla generale arretratezza. Il lavoro dei missionari è volto a sopperire a questa mancanza e a offrire a più giovani possibile una formazione universitaria. In questo modo, i giovani possono ambire a condizioni di vita migliori senza lasciare il proprio paese e anzi contribuendo al suo sviluppo.

In Kenya il lavoro missionario si concentra soprattutto nella lotta all’HIV, nelle campagne di prevenzione e informazione così come nell’assistenza per i malati e la distribuzione di farmaci.

In Mozambico l’obiettivo è la formazione di catechisti per la promozione della chiesa locale. Uno degli obiettivi della catechesi è lo sviluppo nella popolazione locale di una coscienza critica nei confronti di questioni sociali quali la disoccupazione, la fame, la violenza e l’ecologia.

È nella Repubblica Democratica del Congo che hanno luogo i principali progetti di energia verde promossi dai missionari: lo scopo è di portare l’elettricità in una regione che fino ad oggi ne era sprovvista, quella del Kapanga, a nord del paese. Questo progetto prevede la realizzazione di una centrale idroelettrica a basso impatto ambientale, al fine di limitare l’utilizzo di risorse non rinnovabili come legna e carbone. L’elettricità renderà anche possibile e più funzionale il lavoro di strutture come scuole e ospedali.

A Milano il nuovo Consolato di Etiopia

Scritto da Massimo Lucidi il . Pubblicato in Dal Mondo, Economia

Apre nel cuore di Milano, a due passi da Piazza Affari, il Consolato di Etiopia, Paese centrale nel delicato scacchiere del corno d’Africa con implicazioni in tutta l’Area centrafricana e penisola arabica.

Lontana dal luogo comune di colonia italiana, l’Etiopia è oggi un’economia in forte crescita, attenzionata da Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale per la duratura stabilità politica e sociale ed il continuo impegno a realizzare assai significativi interventi infrastrutturali, premessa necessaria ad un costante e prossimo ulteriore sviluppo.

Queste ragioni hanno indotto numerosi imprenditori e professionisti a ritrovarsi a pranzo nella sede consolare, alla presenza di S.E. l’Ambasciatore Mulugeta Alemseged Gessese, su invito del Console Onorario, l’avvocato Nicola Spadafora che, con il sostegno dello Studio Legale Internazionale Tonucci & Partners, da sempre impegnato sui temi dell’internazionalizzazione, ha saputo catalizzare l’interesse di giornalisti, diplomatici, studiosi e, perfino, un diplomatico di carriera ed ex Ministro, S.E. Giulio Terzi di Sant’Agata.

Con la professionalità del giornalista economico Massimo Lucidi, che ha moderato gli autorevoli interventi, si é cosi prodotto un originale confronto, anticamera di quel Forum Italia Africa che é nelle corde del Console Spadafora sin dall’inizio di questo percorso umano e professionale: “ci si chiedeva cosa fare per supportare le ragioni delle imprese italiane di qualita’, dove guardare come studio legale e in genere come mondo delle professioni; – spiega Spadafora – non abbiamo avuto dubbi nel ritenere che internazionalizzare imprese e guardare all’Africa fosse la risposta strategica piu’ giusta. L’Etiopia e’ davvero un Paese ricco di giovani, risorse e opportunita’, non era giusto lasciarlo alle attenzioni incessanti di Cina e Usa. L’Italia e l’Europa devono giocare un ruolo da protagoniste”.

I rapporti bilaterali e le prospettive di crescita sono state al centro dell’intervento di S.E. Gessese che ha sottolineato “lo straordinario apprezzamento per il made in Italy che nutre l’Etiopia e le prospettive di sinergico sviluppo che possono derivare da investimenti italiani nel Paese, quale base di partenza per raggiungere mercati ancora inesplorati, costituiti da centinaia di milioni di individui, desiderosi di crescita“.

L’Ambasciatore Terzi ha, infine, voluto ricordare “un delicato passaggio dei rapporti bilaterali ma anche la necessità e l’opportunità per l’Italia, Europa Mediterranea, di porsi quale ponte naturale sull’Africa, superando quell’attenzione a senso unico che ha la Cina verso il Continente Africano, rispetto al quale l’Etiopia ha una centralità non solo geografica.”

 

Rippa (Fenalca): il Governo apre a leggi retroattive?

Scritto da Massimo Lucidi il . Pubblicato in Aziende, Legale, Politica

L’incertezza giuridica in Italia è uno dei principali freni all’ingresso di capitali esteri in Italia che con le politiche di bilancio restrittive e l’impossibile ricorso alla leva monetaria e l’insostenibile peso di quella fiscale, sarebbe l’unica prospettiva per lo sviluppo.

Spesso i tribunali che cancellano norme e adempimenti amministrativi e non solo le cosidette “pene certe”, il legislatore che discute i diritti quesiti chiaramente dei più deboli e non delle pensioni d’oro, dominano titoli di giornali, riflessioni quotidiane che alimentano l’incertezza verso il sistema Italia. “Abbiamo bisogno pure di norme retroattive?” chiede a gran voce Francesco Rippa Presidente del sindacato Fenalca.

L’allusione che muove Rippa al riguardo della riforma dei patronati e’ molto chiara : la prevista modifica prevede che i patronati che non realizzino per due anni consecutivi un punteggio non inferiore al 2,5% del punteggio nazionale sono a rischio chiusura e il primo di tali anni dovrebbe essere il 2014!!!!!!!!! Inoltre tale verifica dovrebbe esser fatta nel momento in cui il Ministero del Lavoro abbia certificato tale punteggio nazionale: cosa che avviene, di regola, non prima di due o tre anni (infatti ad oggi non è ancora definito il punteggio generale dell’anno 2012). “E nel frattempo che si fa? Si chiude? Non si e’ ammessi al finanziamento: nascerebbe una stagione di ricorsi e incertezze, capaci solo di alimentare incertezze e dubbi per 4.000 operatori del settore che svolgono la delicatissima gestione dell’assistenza fiscale e sociale di milioni di lavoratori e imprese” commenta amaro Francesco Rippa.

Quindi l’entrata in vigore di questa norma potrebbe di fatto snaturare i rapporti già in corso nel 2014 e aprire una stagione di gravi incertezze fino almeno al 2017. Altro che razionalizzare il lavoro dei caf e patronati.

Il riduttore del futuro

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Economia

Un salto nel futuro, quello compiuto da Varvel S.p.A., storica PMI bolognese specializzata nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di motoriduttori, riduttori e variatori meccanici di velocità. L’impresa ha infatti recentemente avuto la conferma di aver avuto accesso al Programma Europeo Horizon 2020. Una notizia che ha riempito di soddisfazione l’azienda, giunta ad un passo dal sessantesimo anniversario dalla propria costituzione, avvenuta nel 1955, dal momento che tale risultato – ottenuto soltanto da 20 imprese in tutta Italia di cui solo 2, compresa Varvel, nel panorama bolognese – consentirà di poter disporre delle risorse per concretizzare l’avveniristica idea di innovazione tramite uno studio di fattibilità mirato ed approfondito per la realizzazione di un riduttore smart in grado di funzionare senza lubrificante.
Una risposta che nasce dall’attenzione alle problematiche ambientali dei nostri giorni e fortemente sentita da Varvel S.p.A., da sempre distintasi nel panorama nazionale per essere un’azienda socialmente responsabile, come comprovato dalla pubblicazione annuale del Bilancio di Sostenibilità in cui con la massima trasparenza espone a tutti gli stakeholder i diversi aspetti che la caratterizzano.
Un successo prezioso, quello ottenuto con il passaggio allo step successivo del Programma Horizon 2020, perché consentirà di ottenere il sostegno economico dei fondi europei destinati alla ricerca e all’innovazione per la durata di 2 anni ed un ammontare superiore al milione di euro.
Indubbiamente l’obiettivo di lanciare un prodotto innovativo che possa consentire a Varvel di acquisire nuovi mercati e rimanere competitiva nel settore è di grande importanza, soprattutto considerando che si tratta di una sfida non ancora raccolta dai competitor.
Un simile riscontro rappresenta inoltre il consolidamento di un percorso ormai decennale di Varvel nell’ambito della ricerca e dell’innovazione, testimoniato dai numerosi progetti con Università e enti di ricerca in ambito regionale e nazionale. Pertanto Horizon 2020 e il coinvolgimento nell’ambito della Comunità Europea significano per Varvel la naturale e sperata evoluzione di un processo di sviluppo in cui l’azienda ha dimostrato un impegno costante nel corso dei decenni. Proprio quest’ultimo fattore è stato infatti determinante per individuare in anticipo potenziali soluzioni da impiegare nell’innovazione ed arrivare così ad essere pronti con un idea da proporre nel Programma Horizon 2020 che con un bilancio complessivo di 77 miliardi di Euro per il periodo 2014-2020, rappresenta lo strumento principale dell’Unione Europea per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione in Europa, con un’attenzione particolare per la partecipazione delle imprese.
“Raccogliamo questa nuova sfida con entusiasmo – afferma Francesco Berselli, Presidente di Varvel S.p.A. – a coronamento di un lavoro portato avanti negli anni con il prezioso contributo di tutti, proprio alle soglie delle celebrazioni del nostro sessantesimo. Un traguardo che è in realtà non solo un punto di arrivo, ma contestualmente anche di lancio verso l’Europa e il mondo, andando a rafforzare quel processo di internazionalizzazione che oggi ci vede in 60 paesi, in tutti i 5 continenti”.
“Il nostro reparto ricerca e sviluppo è sempre stato all’avanguardia – conferma Mauro Cominoli, Direttore Generale di Varvel S.p.A. – grazie ad un continuo scambio con laboratori, università e programmi ministeriali che ci hanno permesso di raggiungere importanti risultati, i cui frutti si potranno vedere nei prossimi anni. Certamente Horizon 2020 sarà un’opportunità sui cui ci concentreremo con la massima determinazione, considerando che oltre ai benefici per l’azienda, la riuscita dell’impresa potrebbe davvero portare ad un rivoluzionario prodotto dalla enormi, positive ricadute sulla collettività”.
L’impatto di un riduttore smart capace di funzionare senza lubrificante apre infatti nuovi scenari nell’ambito della meccanica e delle trasmissioni di potenza, con effetti enormi nella gestione delle risorse, nella riduzione dell’impatto ambientale e nella differente gestione di parchi macchine. Oltre, ovviamente, ad un’incidenza significativa nell’ambito delle prestazioni, dell’affidabilità e della vita stessa dei prodotti, prefigurando scenari futuri che, nei laboratori R&D della storica PMI bolognese, stanno già prendendo forma.

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980 n. 9 – 40056 Crespellano BO – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 0516721825 – varvel@varvel.com
Ufficio stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200
Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com

Progetto BAROQUE, al Palazzo Grimaldi un convegno su imprese, formazione e sviluppo

Scritto da inpress il . Pubblicato in Economia

Modica (RG) – Venerdì 25 ottobre alle ore 9,30 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106) si terrà un convegno dal titolo “Progetto BAROQUE – Imprese, formazione, sviluppo”, organizzato da Civita srl (società siciliana che si occupa di formazione, consulenza aziendale e sviluppo delle risorse umane), con il patrocinio della Fondazione Grimaldi e del Comune di Modica. Il convegno intende tracciare un bilancio conclusivo del progetto “BAROQUE – Qualità ed eccellenza siciliana”, un piano formativo territoriale finanziato da Fondimpresa, che ha coinvolto oltre 100 imprese e più di 500 dipendenti nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa.

I percorsi formativi attivati nell’ambito di BAROQUE hanno puntato alla valorizzazione delle eccellenze del territorio e all’integrazione tra il turismo e gli altri settori economico-produttivi del Sud-est siciliano.

Il convegno sarà articolato in tre momenti. Il primo prevede l’apertura dei lavori con i saluti del sindaco di Modica Ignazio Abbate e del sindaco di Noto Corrado Bonfanti; le relazioni introduttive di Paola Vitto, direttore generale di Fondimpresa (“L’apporto di Fondimpresa alla crescita della formazione in azienda”), e di Nanda D’Amore, presidente di Civita srl (“Storie d’impresa nel Distretto del Barocco”). Coordinerà Antonella Rizza.

Nel secondo momento Silvia Reali, responsabile del progetto BAROQUE, illustrerà cifre e risultati del piano formativo e ne discuterà con Ornella Laneri, presidente regionale Confindustria Alberghi e Turismo; Pinuccio La Rosa, segretario dell’Associazione Le Soste di Ulisse; Sebastiano Monaco, titolare della Pasticceria Corsino (Palazzolo Acreide) e Franco Ruta dell’Antica Dolceria Bonajuto.

Infine, seguirà una tavola rotonda sul tema “Formazione aziendale per lo sviluppo del territorio”, con interventi di Giuseppe Barone, direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania e presidente della Fondazione Grimaldi; Paolo Loreto, docente di Organizzazione delle reti turistiche (Università di Catania); Marco Romano, docente di Imprenditorialità, nuove imprese e business planning (Università di Catania); Giovanni Catalano, direttore di Confindustria Sicilia; Ciro Strazzeri, presidente di OBR Sicilia; Monica Genovese segretario regionale della Cgil Sicilia. Coordinerà il giornalista Nino Amadore (“Il Sole 24ore”).

 

Info e contatti
Fondazione G.P. Grimaldi
Corso Umberto I, 106, Modica (RG)
Tel: 0932 757459
Web:www.fondazionegrimaldi.it

Giovanni Gelmetti vola a Londra per parlare della nuova Giax Tower

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Recentemente l’imprenditore immobiliare milanese Giovanni Gelmetti è volato a Londra, per parlare, discutere e confrontarsi riguardo la sua ultima ideazione: la Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano, che sorge nei pressi del Maciachini Center tra le sedi delle più importanti multinazionali e brand a livello mondiale – Montblanc, Zurich, Levi’s, Cartier, Universal Records,.. – e che offre tutte le tecnologie e le comodità più ricercate per una soluzione abitativa estremamente all’avanguardia ed eco-friendly.

Da indiscrezioni, pare che Gelmetti, che sta riscuotendo incredibile successo, presenterà a breve un nuovo progetto: una versione british della Giax Tower, nel contesto di Nine Elms, il nuovo distretto ultramoderno di Londra, situato nel cuore della Città, sulla riva del Tamigi, tra la storica Battersea Power Station e il Vauxhall Bridge. Il progetto avveniristico di Nine Elms sta crescendo in modo incomparabile, grazie alla grande forza economica, ai flussi finanziari e alla mentalità di una città che riesce a far nascere intere nuove aree, sempre in continua espansione e sviluppo. Sembra dunque che il noto imprenditore italiano, che sta già destando interessamenti da parte di fondi e compagnie internazionali, costruirà anche nella Manhattan inglese, tra centinaia di futuristici grattacieli e nuove infrastrutture commerciali, residenziali e urbane, nonché tra open space immensi, circondati dal verde di numerosi parchi, come il cosiddetto “Linear Park” la zona verde più ampia, che percorre tutta la lunghezza del quartiere: un panorama e una visione incredibile, quasi indescrivibile a parole. Fra le opere architettoniche in costruzione spiccano: la nuova sede avanguardista dell’Ambasciata Americana, la riedificazione del rinomato mercato dei fiori New Covent Garden e la trasformazione della Battersea Power Station in un enorme centro residenziale e commerciale.

L’innovazione italiana di Gelmetti e la sua proiezione verso il futuro, diventerà dunque di portata internazionale con la Giax Tower, grattacielo che verrà edificato nel fulcro dell’imponente distretto senza precedenti di Nine Elms, a Londra