Posts Tagged ‘sport estremi’

Assicurazioni: dal pedalò alla banana gonfiabile, ecco le polizze per l’estate

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Economia, Sport, Turismo

Avreste mai pensato che anche andare in pedalò comporti dei rischi? Dati alla mano pare di sì visto che, come evidenziato da un’analisi di Facile.it, oggi ci sono compagnie assicurative che vendono polizze anche per gli infortuni occorsi su uno dei più classici mezzi di “locomozione” estivi.
Quella contro i danni da pedalò è una delle casistiche che rientra nella più generale polizza legata alla pratica di attività sportive, anche estreme, durante le vacanze, ma come vedremo i casi sono tantissimi, alcuni oggettivamente difficili da immaginare.

«Le formule base giornaliere», spiega Lodovico Agnoli, responsabile new business di Facile.it «partono da cifre comprese fra poco meno di 15 o 30 euro al giorno a seconda che il viaggio sia in Italia o in altri Stati; le formule annuali hanno basi di partenza fra i 170 e i 280 euro, maggiore è il rischio, più alto è il premio».

Banana gonfiabile e racchettoni
Il concetto di sport estremo alle volte è decisamente relativo, ma quello di infortunio no. Ecco quindi che fra i prodotti offerti dalle assicurazioni c’è la polizza che tutela dai danni procurati a se stessi o ad altri durante i giochi in spiaggia –  racchettoni e tamburelli inclusi – o con mezzi di divertimento come la banana gonfiabile e la canoa. Per proteggersi, in questi casi, bastano appena 15 euro al giorno, 18 se vogliamo prevedere anche il rischio di avere necessità di cure riabilitative ex post.

Sport acquatici
Tra gli sport coperti dalle assicurazioni di cui stiamo parlando non potevano certo mancare quelli acquatici: nuoto, vela, surf, kitesurf o sci nautico, ma anche attività come il flyboard, il waterball, la pesca subacquea non professionale, le immersioni e lo snorkeling. La polizza copre eventuali infortuni subiti e, in caso di rottura della propria attrezzatura, rimborsa i costi sostenuti per noleggiare una strumentazione sostitutiva. Se è la compagnia aerea con cui viaggiate a smarrire l’attrezzatura sportiva (che sia acquatica o no), l’assicurazione rimborserà sia il valore degli oggetti persi, sia i costi per affittarne di nuovi.

Sport invernali…anche d’estate
Chi l’ha detto che si può sciare solo d’inverno? Se volete approfittare dell’estate per affrontare qualche pista innevata, la polizza interverrà nel caso in cui l’impianto, causa troppa, o troppo poca neve, fosse chiuso; non potrà far nulla contro le condizioni metereologiche avverse, ma almeno rimborserà i costi legati al mancato utilizzo delle strutture e le eventuali spese del vostro trasferimento verso un luogo alternativo. Molte le attività sportive coperte in caso di infortunio; sci, sci di fondo, snowboard, slitta con cani, racchette da neve, arrampicata e pattinaggio su ghiaccio, moto da neve, ma la lista è davvero lunga.

Sport aerei
Anche gli amanti degli sport aerei possono tutelarsi; tra le attività assicurabili ci sono, ad esempio, il parapendio, l’ultraleggero, lo skysurf, il deltaplano, il base jumping, il wingsuit, il volo a vela e molti altri.
«Attenzione al prezzo però», continua Agnoli «inserire la copertura degli sport aerei su una polizza annuale Italia, ad esempio, spesso fa più che raddoppiare l’importo del premio».

Per chi pratica gli sport estremi, c’è l’elisoccorso
Sembrava impensabile sino a qualche tempo fa, ma oggi anche chi vuole organizzare una vacanza all’insegna di uno sport estremo, può farlo in sicurezza…assicurativa. Numerose le discipline coperte: arrampicata, paracadutismo, bungee jumping, rafting, idrospeed, canyoning, sandboarding, snowkiting, solo per citarne alcune. In questo caso la polizza, oltre a coprire gli infortuni, rimborsa anche eventuali costi sostenuti per la ricerca dell’assicurato se disperso e, per fortuna, anche quelli relativi al suo salvataggio. Se necessario, in caso di incidenti in pista, l’assicurazione copre anche i costi d’intervento di mezzi speciali come slitte o elisoccorso. Attenti però, alcuni sport potrebbero richiedere un’estensione di garanzia.

Per chi pratica gli sport tradizionali…ci sono le stampelle
Non c’è bisogno di fare acrobazie per rischiare di farsi male e anzi, spesso, sono proprio gli sport più “tradizionali” ad essere fonte di infortuni. Ragione per cui le compagnie assicurative coprono anche chi vuole dedicare l’estate ad un’attività fisica meno estrema; che si tratti di golf, ciclismo, tennis o corsa, pensa a tutto l’assicurazione, anche ai costi per eventuali stampelle. Se invece siete tra quelli che preferiscono rilassarsi in riva a un fiume e dedicarsi alla pesca in superficie, niente paura; la polizza copre anche nel caso in cui vi infilzaste l’amo nel dito.

Non solo RC
Oltre alla responsabilità civile, queste polizze coprono le spese sostenute dell’assicurato per le prestazioni sanitarie urgenti necessarie a seguito dell’infortunio. Rientrano tra le spese rimborsate, ad esempio, gli interventi medici, il ricovero e i farmaci che, se non disponibili in loco, verranno recuperati e spediti dall’assicurazione. E ancora, i costi per il trasferimento dell’assicurato in strutture ospedaliere idonee, il rimpatrio anticipato dell’assicurato e di un accompagnatore. Se invece l’infortunio richiede un prolungamento del soggiorno, la compagnia coprirà i costi per il pernottamento extra.
Come sempre, per evitare brutte sorprese, è importante fare attenzione a franchigie, limitazioni ed esclusioni; queste polizze, ad esempio, non coprono se l’infortunio è occorso durante un’attività agonistica, competizioni ufficiali, private e allenamenti.
E se pensate di fare il giro del mondo in mongolfiera, state tranquilli…anche quello è protetto.

Tesori sepolti, il mare e il suo museo nascosto

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Ambiente, Dal Mondo

Stufette a carbone, mestoli, un cannone, le stive delle navi, strutture di gru… Partendo dal panfilo di Rothschild alla nave da carico di paraffina, un intero museo nascosto si cela sotto i mari della Liguria.

In quelle acque si possono contare più di un centinaio di relitti censiti ad oggi, entro i 130 m di profondità, almeno una sessantina ancora da visionare e studiare.

Si ipotizza siano almeno quattrocento i monumenti nascosti oltre i 400 metri di profondità. L’avventura delle avventure, il classico Eden per un sommozzatore: vivere l’incontro con Marcella, un’antica corvetta antisommergibile UJ2210 affondata nel 44 davanti a Deiva Marina a 65 metri. La particolarità di questo relitto è la sua posizione verticale, tanto da dare l’impressione che stia navigando verso il cielo.

Tutti gli amanti di questo tipo di avventure hanno un nemico/alleato: i pescatori, normalmente sono loro a dare, dopo molte insistenze, le informazioni sull’esatta posizione dei relitti e i loro tesori, ma spesso, con le loro reti incagliate nelle strutture, costituiscono un pericolo grandissimo per tutte le esplorazioni subacquee. Ecco perché, se non ci accontentiamo di vivere l’avventura di visitare un relitto tramite qualche film o documentario, durante qualche festival specializzato o sul nostro comodo divano di casa, è sempre consigliabile immergersi con istruttori o guide esperte che conoscano bene l’ambiente che andiamo ad esplorare.

La Liguria per il nostro Paese è un vero Bengodi parlando di relitti esplorabili: a Capo Mele, circa a 90 metri troviamo il Ravenna, una nave passeggeri della prima guerra mondiale, adibita al trasporto militare, ancora.

Sempre in quelle acque è sepolto l’Umberto I, un transatlantico di lusso adattato ad incrociatore sempre durante la grande guerra, si possono ancora vedere sala macchine e caldaie; il Città di Sassari invece è particolarissimo perché circondato dal carbone della caldaia e che con l’affondamento si è disperso in mare tutto intorno al relitto ed ora diventato pietra, sedimenti molto particolari che oggi costituiscono un autentico spettacolo.

Un altro relitto illustre è ovviamente il Transilvania, mai esplorato, a 300 metri di profondità, durante il suo affondamento morirono 311 uomini.

Si potrebbe continuare questo elenco ancora a lungo, tantissimi sono i relitti sotto le nostre acque che, con il loro carico di tesori e storia sepolti, attraggono studiosi e appassionati alimentando anche i documentari cinematografici per appassionati di mare e avventura, i festival specializzati con la missione di raccontarci avventura e mare come l’Ocean Film Festival Italia, traggono a piene mani da questi reliquiari mai dimenticati sotto le nostre acque.

Il kayak appassiona gli italiani ma come praticarlo in sicurezza?

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Sport

In Italia si diffonde come un febbre la passione per il kayak. Questa disciplina sportiva, sempre stata di nicchia, negli ultimi anni si sta diffondendo a macchia d’olio sia a livello agonistico che amatoriale conquistando nuovi appassionati.

Sport, agonismo e immersione nella natura

Sempre più spesso il kayak viene usato da chi, di tanto in tanto, vuole staccare completamente la spina e ricaricare spirito e mente, immergendosi in ambienti bellissimi dominati dalla natura e dalla tranquillità, proprio questo è uno degli ingredienti principali che spingono ad avvicinarsi a questi disciplina: la comunione fra uomo e natura attraverso l’esplorazione di corsi d’acqua o tratti di mare.

Il kayak è uno sport davvero completo e adatto a ogni tipo di appassionato. Uomini, donne, bambini o anziani, gli unici requisiti indispensabili sono la buona salute e saper nuotare. Essendo uno sport a 360 gradi. Ovviamente è consigliabile iniziare rivolgendosi a una scuola così da imparare la corretta tecnica e non incorrere in problemi legati a strappi per una postura non corretta o a movimenti scorretti nella pagaiata.

Lo sforzo fisico richiesto è molto intenso per tutti i muscoli del tronco ma anche delle gambe, di conseguenza tutto il fisico è stimolato allo sviluppo di massa muscolare e all’irrobustimento delle ossa e, trattandosi di uno sport aerobico, cuore e sistema cardiocircolatorio traggono grandi benefici.

La disciplina sportiva del kayak però non è solo benefica per il corpo, ma anche per lo spirito: gli effetti positivi delle endorfine prodotte durante l’attività fisica vengono potenziati dal piacere del contatto diretto con luoghi naturali incontaminati.

Avvertenze per gli sportivi

Ovviamente, come tutte le attività sportive, il kayak non va preso sottogamba: bisogna avvicinarsi e praticare la disciplina con umiltà, rivolgendosi a chi ha maggiore esperienza.

L’attrezzatura deve essere sempre controllata e all’altezza del compito: infatti, in caso scegliate un percorso più rischioso come una discesa su un fiume con rocce e rapide, un’attrezzatura adeguata può salvarvi ed evitarvi una brutta avventura.

Un altro fattore da non trascurare è legato all’ambiente: come abbiamo già detto i percorsi per il kayak possono variare da una tranquilla navigazione su un lago ad un’emozionante discesa di un fiume o torrente, con rapide e ostacoli a scoglio o restringimenti del letto, ovviamente, in questo caso, consigliamo il cimento solo ad atleti estremamente preparati.

Infine, come ultimo accorgimento, non dimentichiamo mentre esploriamo specchi d’acqua con il nostro kayak bisogna sempre avere rispetto della natura che ci circonda, imparando a conoscerla e rispettarla senza sfidarla oltre alle proprie capacità e possibilità.

Differenze fra Kayak e Canoa

Parlando di sport viene spesso fatta confusione fra canoa e kayak. Pur avendo dei punti in comune, si tratta in effetti di discipline differenti: tra le due specialità variano innanzitutto la struttura dell’imbarcazione, la stessa pagaia e la posizione del canoista.

In kayak si sta seduti con le gambe su un poggiapiedi e le mani impugnano una pagaia a due palette, la pagaiata è alternata, nella canoa invece ci si trova in ginocchio e si rema da un solo lato con una pagaia a pala singola.

Sport estremi e psicologia: cosa ci porta ad avventurarci al limite?

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Sport

Negli ultimi anni tutti i media si stanno concentrando sempre di più sui cosiddetti sport estremi: le pratiche sportive che portano l’uomo in diretta concorrenza con i propri limiti.

Questi sono diventati un vero e proprio fenomeno di costume, attività che catalizzano la curiosità della maggior parte degli spettatori.

In particolare gli sport acquatici, una curiosità coltivata e accresciuta anche da documentari e film, importanti rassegne cinematografiche basate su film di avventura negli oceani anche a livello mondiale stanno crescendo sempre più di importanza, basando la loro programmazione su film dedicati a kayak, surf, vela, fauna e natura marina, il tutto associato a immagini spettacolari di eccezionali avventure in ambienti grandiosi e incontaminati.

Tanto interesse popolare ha portato queste fenomenologie sportive ad essere oggetto di studi mirati anche in ambito sociale e comportamentale.

Ad oggi si sono approfonditi gli aspetti motivazionali che spingono a seguire documentari e spettacoli e naturalmente ad esercitare tali sport seguendo la fascinazione che li accompagna, sono stati fatti studi sui processi psicofisiologici di valutazione dei rischi e sono ormai note le esigenze e le abitudini di preparazione mentale. Tutte queste conoscenze concorrono a limitare i rischi legati alla passione per questi sport estremi favorendo una maggiore sicurezza e prevenzione di situazioni infauste.

Le ragioni dell’attrazione verso sfide adrenaliniche in luoghi come mari e oceani sono legate al desiderio di mettersi psicologicamente alla prova e stimolare i propri limiti portandoli sempre un po’ più avanti, siano esse la sfida del vento sopra le onde in una gara di surf o l’esplorazione delle profondità marine in cerca di nuovi orizzonti in un’immersione subacquea.

Queste imprese permettono di vivere sensazioni ignote sia fisicamente che psicologicamente e, la sfida vittoriosa su elementi naturali aumenta l’autostima.

Una certa attenzione va mantenuta in alcuni casi dove possono emergere sfumature diverse da quelle sopra espresse, più legate a tendenze distruttive e a un deficit nella valutazione dei rischi: una falsa sensazione di onnipotenza nella sfida alle proprie capacità può essere disastrosa. In questi casi ci si può trovare di fronte a una sopravvalutazione di se e delle proprie capacità oppure a una svalutazione dei rischi in modo più o meno consapevole rischiando quindi seriamente la vita.

Da notare comunque che la maggior parte degli appassionati di sport estremi non sono mossi da tendenze distruttive ma come detto dal desiderio di provare sensazioni nuove.

Uno dei primi aspetti che esercita grande fascino è il brivido, e il piacere dato dall’adrenalina che entra in circolo, studi dimostrano che la visione di documenti e programmi così come la pratica degli sport estremi comporta l’aumento della secrezione di adrenalina, visto che viene stimolato la nostra capacità di “combatti o fuggi” che attiva i meccanismi di sopravvivenza in risposta ad uno stress, per far fronte all’evento attraverso i cambiamenti neurofisiologici ormai molto noti.

Come detto, comunque, questo tipo di sensazioni sono attivabili sia con la pratica ma anche semplicemente con la visione di situazioni adrenaliniche, si tratta infatti di uno stato fisiologico che può essere indotto, ecco dunque il motivo del coinvolgimento che ci offrono documentari e riprese cinematografiche di queste attività.

Adrenalina senza limiti con First Line

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Sport

In sella a una mountain bike, lungo sentieri di montagna e terreni sterrati, oppure lanciati in discese che tolgono il respiro, adrenalina e avventura allo stato puro sono garantite. Non mancano però i rischi e gli imprevisti lungo il percorso: passerelle basculanti, scivolate, buche, cadute, non sono certo una rarità. Anche il professionista più audace di downhill o freeride non può perciò fare a meno della specifica attrezzatura. Insieme alla speciale mountain bike super ammortizzata e con freni a disco, casco integrale, pettorina con paraschiena, guanti rinforzati, si rivelano indispensabili anche le protezioni per le ginocchia.

L’immancabile allenamento, fondamentale per la pratica di questo sport che richiede grande concentrazione, insieme ad un pizzico di follia, soprattutto nelle competizioni sportive, deve infatti essere accompagnato da adeguati strumenti a tutela degli atleti. La pratica del downhill sottopone infatti braccia e gambe a molti contraccolpi e sollecitazioni che possono comportare rischi elevati per il ginocchio, come fastidiose distorsioni.
First Line ha pensato agli appassionati di questi sport estremi, importando e distribuendo una linea di ginocchiere con materiali di prima qualità e altamente performanti. Per i professionisti che vogliono provare il brivido su due ruote, First Line consiglia CTi Custom Made, ossia il modello personalizzato per chi si misura in gare o competizioni. Realizzato su misura, in fibra di carbonio, kevlar e snodo in acciaio multicentrico, protegge il ginocchio e l’area rotulea dagli urti violenti e dalle cadute. Questa linea è utilizzata principalmente da quegli atleti che vogliono ottenere altissime prestazioni, anche a seguito di un infortunio. I più temerari potranno così lanciarsi lungo discese mozzafiato fino a raggiungere gli 80 Km/h.

Non solo in montagna, o sull’Appennino, ma anche in città. Arriva infatti anche in Italia l’urban downhill che porta i professionisti di questi sport a misurarsi nel centro delle città attraverso vicoli, piazze e scalinate, garantendo così uno spettacolo di adrenalina allo stato puro.

Ma non bisogna per forza essere rider esperti per praticare downhill. Per chi desidera infatti avvicinarsi a questa disciplina e trascorrere un pomeriggio diverso dal solito immerso nella natura, divertendosi ma in sicurezza, First Line propone il modello CTi OTs, distribuito in 5 taglie e realizzato con i medesimi materiali del modello personalizzato ma a costi più contenuti.

Divertimento, adrenalina e sicurezza sempre garantiti, con le ginocchiere First Line!

First Line  www.ginocchiere.com  – 3357012767  info@first-line.itUfficio stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com Addetta stampa Francesca Scoto press@borderlineagency.com

In prima linea nella protezione

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Salute, Sport

Per chi pratica attività fisica, specialmente con la sempre maggiore diffusione di sport “estremi”, proteggersi è diventato un vero must. First Line leader nella distribuzione e commercializzazione in Italia dei prodotti legati alla salvaguardia del proprio corpo, con una attenzione particolare rivolta alle protezioni del ginocchio e del polso, promuove il concetto di cultura della protezione, declinato in un’ampia gamma di tutori dalle prestazioni avanzate e innovative.

Le ginocchiere CTi, tra i prodotti più apprezzati e venduti nel mondo, realizzate con materiali di prima qualità e personalizzate su misura, sono concepite per sportivi di ogni tipologia, dai professionisti agli appassionati che non possono o non vogliono rinunciare alla pratica della propria disciplina preferita, ma anche per coloro che hanno subito traumi o infortuni a livello articolare. La linea CTi si rivela inoltre un fondamentale supporto nel post-operatorio e come prevenzione da eventuali nuovi traumi durante competizioni o gare sportive.

Tecnologia e alte prestazioni hanno reso le ginocchiere CTi parte integrante e insostituibile nell’attrezzatura di piloti di moto cross ed enduro, Trial, Motard, ma anche per i praticanti di discipline quali downhill, running, skate, boxe, hockey, sci e freeride, snowboard, surf, kitesurf, football americano, rugby, solo per citare alcune delle categorie più note. Non mancano inoltre prodotti realizzati per chi si dedica ad attività a basso impatto fisico, ma pur sempre a rischio traumatico, come il trekking, trail running o una corsetta nel parco sotto casa.

Nella linea di ginocchiere distribuita da First Line si distinguono, in particolare quattro tipologie di prodotto: le performanti ginocchiere CTi Custom Made e OTS, il tutore Trainer e lo stabilizzatore di rotula Patella Stabilizer.

CTi Custom Made è il modello disegnato per professionisti che si misurano in gare e competizioni sportive. Realizzato su misura, in fibra di carbonio, protegge il ginocchio e l’area rotulea dagli urti violenti, garantendo la massima stabilità e protezione. Grazie allo snodo multicentrico Accutrac, brevettato da Ossur, che ha reso le ginocchiere CTi famose nel mondo, è possibile riprodurre il movimento del ginocchio con la possibilità di controllare la flessione e l’estensione. Questa linea è utilizzata principalmente da professionisti che vogliono ottenere altissime prestazioni, anche a seguito di un infortunio, come dimostrato dai numerosi campioni internazionali che dopo l’adozione ne sono anche diventati testimonial ed estimatori, come si può osservare sul sito aziendale (www.ginocchiere.com). Persino Hollywood non è rimasta indifferente al fascino di CTi, che compare nel “cast” del film Money Ball (2011), con protagonista Brad Pitt.

Il modello OTS (dall’acronimo inglese Off The Shelf, ovvero “pronto all’uso”), è la versione standard del CTi. Particolarmente indicato per amatori e i dilettanti, garantisce le medesime prestazioni della versione CTi Custom Made, ad un prezzo più contenuto.

Trainer è il tutore dinamico, leggero e flessibile raccomandato negli sport a basso impatto fisico, durevole e resistente, assicura un sostegno straordinario durante passeggiate e trekking.

Infine il modello Patella Stabilizer, indicato per diverse patologie legate alla rotula, ne garantisce la stabilità durante tutto l’arco del movimento della gamba.

First Line offre un’assistenza personalizzata su tutti i prodotti acquistati per ottenere la massima soddisfazione del cliente. Fornisce anche un programma di revisione periodica grazie al quale sarà possibile sostituire, in tempi veloci, i pezzi rotti o usurati. E per tutto il 2013 First Line porterà avanti una interessante campagna promozionale: i clienti che già possiedono una ginocchiere OTS potranno infatti passare al modello CTi personalizzato a condizioni particolarmente vantaggiose.

First Line  www.ginocchiere.com  – 3357012767  info@first-line.it

Ufficio stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200

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