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La sofferenza come tabù nel nuovo libro del prof. Guido Giarelli

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata di Giudo Giarelli.

Si può vivere senza sofferenza? È possibile ricondurla nell’ambito di un discorso scientifico a partire dalla consapevolezza della comune “condizione umana” che la globalizzazione induce? Sono le domande a cui cerca di rispondere il saggio del sociologo e antropologo Guido Giarelli Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata.

Titolo: Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata

Autore: Guido Giarelli

Genere: Società e scienze sociali, Sociologia

Casa Editrice: Rubbettino Editore

Collana: #sociologie

Pagine: 624

Codice ISBN: 9788849853360

«[…] La nostra tesi è che la sofferenza abbia posto in questo periodo un problema nuovo per le società occidentali, che è quello della sua inaccettabilità: il rifiuto della sofferenza, la sua non accettazione, è nata da un’illusione che si è andata sempre più diffondendo, che ha considerato la sofferenza come un’esperienza eccezionale, qualcosa che in quanto tale non apparteneva costitutivamente alla condizione umana. Mentre in passato tutte le religioni e le filosofie hanno considerato, come abbiamo visto, quello della sofferenza un problema fondamentale cui offrire qualche tipo di risposta di senso, nelle società moderne prima e contemporanee poi, la sofferenza è divenuta un tabù, così come la vecchiaia, la malattia e la morte».

Viviamo in un tempo di grande sofferenza: non le sofferenze atroci prodotte dalle grandi tragedie del ’900, ma un malessere sociale diffuso che si esprime sotto forma di sofferenza talora esplicita e mediatizzata, talora impalpabile, silenziosa e occultata dai mass media. L’esodato ultracinquantenne espulso dal mercato del lavoro, il giovane disoccupato o inoccupato che ha già perso ogni speranza di trovare un impiego, il lavoratore sfruttato e ridotto a “fattore produttivo”, i migranti sottoposti ai lavori più umilianti e alle condizioni di vita più degradanti, gli anziani che sempre più vedono sfumare la possibilità di una vecchiaia sicura e di una pensione adeguata a causa del deterioramento costante dei sistemi di protezione sociale pubblica. «Nonostante tutte queste sofferenze, abbiamo perso la capacità di spiegarle e quindi di cercare di affrontarle per poterle eliminare, per quanto possibile. E l’abbiamo persa – spiega Giarelli – perché, al pari della malattia, della disabilità, della vecchiaia e della morte, abbiamo considerato la sofferenza qualcosa di sconveniente, impresentabile, inaccettabile, “pornografica” in qualche modo, in una società sempre più salutista e performativa nella quale la bellezza, la salute, la necessità di essere sempre prestanti e all’altezza delle situazioni è diventato un dovere, un obbligo sociale se si vuole essere “in”, per non rischiare di diventare “out”. È così che la sofferenza è divenuta un tabù, rispetto al quale non sappiamo più parlare, spiegare e agire: questo libro cerca di ridarci la parola, di superare l’afasia che caratterizza la nostra società su questo tema». Elaborando una tipologia fenomenologica della sofferenza analizzata sulla base di un modello connessionista, il volume esplora quindi il contributo che tre studiosi classici (Karl Marx, Emile Durkheim e Max Weber) e tre contemporanei (Hans Jonas, Irving K. Zola e Margaret Archer) possono offrire attraverso i concetti di alienazione, anomia, razionalizzazione, limite, vulnerabilità e riflessività fratturata per una comprensione delle cause profonde della sofferenza umana. Ad emergere è così quella “dimensione del negativo” che, spesso interpretata dalle diverse mitologie, filosofie e teodicee religiose come prova dell’esistenza del “male”, rappresenta in realtà una componente intrinseca della condizione umana che una “sociologia del negativo” critica e riflessiva può consentire di analizzare sulla base di nuove piste di ricerca ormai ineludibili nella società globalizzata. «Vivere senza sofferenza è stata la grande illusione della società occidentale contemporanea, figlia della nostra idea di progresso lineare, indefinito, senza limiti: è così che si arriva all’illusione dell’ospedale senza dolore, del mondo senza sofferenza. Oggi stiamo scoprendo che la realtà ha dei limiti, e lo stiamo facendo a nostre spese: cambiamenti climatici, disastri ambientali, effetto serra, ma anche l’illusione delle pratiche anti-invecchiamento, di un’eterna giovinezza, di usare la criogenesi per sconfiggere la morte. Lo sapevano bene le società precedenti: un tempo il limite era inscritto nell’impotenza tecnologica dell’uomo di fronte all’onnipotenza incontrollabile della natura. Oggi, la mutata natura dell’agire umano consiste proprio nelle nuove e crescenti conquiste tecnologiche che la nostra società ha saputo mettere in campo, ma che rischiano di rivoltarsi contro di noi. Dobbiamo allora ritrovare quel limite autoimponendocelo secondo quel “principio di responsabilità” di cui parla Hans Jonas, per cui non tutto ciò che si può fare si deve fare, se vogliamo evitare di creare aspettative irrealistiche che non ci portano da nessuna altra parte se non alla nostra autodistruzione. Ciò che dobbiamo riscoprire è una nuova “cultura del limite” adeguata alla tarda modernità in crisi che stiamo vivendo, senza alcuna deviazione luddista e anti-tecnologica (fondamentalmente reazionaria), ma che sappia però tener conto dell’esistenza di limiti biologici, psicologici, esistenziali, sociali ed ecologici con i quali ci confrontiamo quotidianamente: è ciò che chiamo la dimensione del “negativo”, che racchiude tutti questi limiti, e rappresenta una dimensione fondamentale e ineliminabile della condizione umana quanto quella del positivo, con la quale dobbiamo tornare a familiarizzare, nella piena consapevolezza di questa ambivalenza della condizione umana, per cui non c’è positivo senza negativo, felicità senza sofferenza, gioia senza dolore. Perché, come afferma Salvatore Natoli “Il negativo colpisce il positivo, ma il positivo lo precede e ne è la sua ineliminabile condizione”».

TRAMA. Un libro che si rivolge non soltanto agli specialisti, ma anche a chi voglia cercare di comprendere le cause dei diversi tipi di sofferenza, cercando per quanto possibile di eliminare le sofferenze inutili, specie quelle causate dall’uomo, come le sofferenze sociali che originano dal mancato rispetto della dignità umana; senza per questo illudersi di eliminarle completamente, dal momento che esse rappresentano una componente costitutiva della condizione umana, una forma di adattamento all’ambiente in cui ci è dato vivere.

BIOGRAFIA. Guido Giarelli, Ph.D. alla University College London, è professore associato di Sociologia generale presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro. Presso la medesima università è stato direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Sistemi sanitari e le Politiche di welfare (C.R.I.S.P.) dal 2006 al 2010 e del Master di II livello in “Management integrato dei servizi sociali e sanitari”; è attualmente direttore del Master di II livello in “Medicina integrata”. È stato research associate dell’Institute of African Studies dell’Università di Nairobi, adjunct associate professor della School of Health Sciences della Oakland University di Rochester (Michigan), visiting scholar alla New York Academy of Medicine e alla Harvard Medical School di Boston, visiting professor all’Università di Oviedo (Spagna), all’Escola de Saúde Pública do Ceará di Fortaleza (Brasile) e al Centre for Sociological Theory and Research on Health Division and Population Health della University College London. Fondatore e primo presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute (SISS) dal 2002 al 2005, segretario e poi membro del Consiglio scientifico della Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) dal 2005 al 2011, presidente della European Society for Health and Medical Sociology (ESHMS) per il mandato 2006-2010, è attualmente vice-Presidente del Consiglio direttivo del Research Committee 15 (Sociology of Health) dell’International Sociological Association (ISA). Dal 2004 è membro dell’Osservatorio sulle Medicine Non Convenzionali della Regione Emilia-Romagna.

Video di presentazione del saggio https://youtu.be/n5_wkFr-OrQ

Articolo Oggisud https://oggisud.it/cultura-e-spettacoli/presentato-il-libro-di-guido-giarelli-per-una-sociologia-del-negativo-nella-societa-globalizzata

Link di vendita http://www.store.rubbettinoeditore.it/societa-e-scienze-sociali/sociologia/sofferenza-e-condizione-umana.html

https://www.amazon.it/Sofferenza-condizione-sociologia-negativo-globalizzata/dp/884985336X

IL TACCUINO UFFICIO STAMPA

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Nel 2018 quelli che vogliono innamorarsi sono più numerosi di coloro che vogliono smettere di fumare

Scritto da Alessandra Moretti il . Pubblicato in Aziende

Il più grande rimpianto del 2017 è quello di aver viaggiato poco

Con l’arrivo del nuovo anno tutti si augurano – con fare ottimistico –  una nuova vita, ma esattamente come vorrebbero che fosse? ProntoPro l’ha chiesto a un panel di 5.000 utenti del sito ed è emerso che più di uno su dieci vuole trovare l’amore, mentre solo l’8% vuole smettere di fumare.

Popolo di aspiranti innamorati, che non è preoccupato dalla disoccupazione o dal carico fiscale, ma che mette al primo posto dei propri migliori auspici la forma fisica: la perdita di peso è infatti il buon proposito che accomuna il 40% degli utenti. E se ci si sta chiedendo come vorrebbero raggiungere tale obiettivo si consideri che il 30,91% ha dichiarato di voler mangiare in maniera più consapevole e sana, il 29,09% vorrebbe curare di più la propria immmagine e il 25,45% ha deciso di iscriversi in palestra.

Interessante scoprire che l’attenzione per la forma fisica è anche intergenerazionale: i giovani tra i 18 e i 25 anni sono i più motivati ad iscriversi in palestra, chi ha tra i 36 e i 45 anni vuole essere più attento all’alimentazione, mentre gli utenti che hanno tra i 46 e i 60 anni vogliono curare di più non solo il proprio corpo (11%), ma anche lo spirito (8%).

A proposito di obiettivi diversi a seconda delle diverse fasi della vita, dall’indagine è emerso anche che chi ha tra i 26 e i 35 anni si propone innanzitutto di risparmiare di più (15%) e in secondo luogo, a pari merito, di smettere di procrastinare e di passare più tempo in famiglia (9%). Solo gli over 60 esprimono il desiderio di leggere almeno un libro al mese (11%), secondo solo al desiderio di perdere peso (17%).

Numerosi sono anche coloro che sembrerebbero afflitti dalla sindrome di Wanderlust: il 31,82% dei rispondenti all’indagine ha dichiarato di voler viaggiare di più nel 2018 rispondendo ad un irresistibile desiderio di scoperta. A tal proposito, non è un caso che se il desiderio di viaggiare è secondo solo a quello di perdere peso, è allo stesso tempo primo tra i rimpianti del 2017: il 34,29% degli utenti ha dichiarato che il suo più grande rimpianto è quello di aver viaggiato poco.

Tra i più grandi rimorsi dell’anno appena concluso, emergono inoltre: il raggiungimento di meno propositi del previsto (29,52%), l’aver dedicato poco tempo a sè stessi (28,57%) e l’aver speso troppo (23,81%).

La sindrome di Kessler: la cruda realtà quotidiana nel nuovo video La prossima infezione

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Musica

Ad un anno dall’esordio la band romana si prepara all’uscita del secondo disco, anticipato dalla promozione del nuovo singolo-videoclip: uno spaccato crudo e diretto della macabra realtà che ci circonda.

Genere: indie rock / grunge / alternative rock / garage

Etichetta: Autoproduzione

Dopo l’anteprima esclusiva su Shiver Webzine, esce ufficialmente La prossima infezione, il nuovo video de La sindrome di Kessler.

La tematica affrontata nel video riguarda il rapporto umanità/disumanità, un gioco di specchi che serve a ricordarci come siamo e con chi abbiamo a che fare: noi stessi e i nostri simili, i contorti meccanismi sociali, gli input/obblighi offerti/imposti dalla modernità, la schiavitù tecnologica, spesso autoinflitta, orrori e meraviglie e tutto quanto possa far cadere in un vortice di disorientamento e annichilimento. Recinzioni e barriere da cui dobbiamo liberarci per ritrovare una più equilibrata dimensione umana, di cui, lentamente, pare ci stiamo dimenticando.

Così recita la canzone nel suo incipit: “Ed ora che hai scoperto che è tutta una finzione, ammirerai la posa di un’altra recinzione?”

Interpretato da Mark Zao – protagonista estremo e distorto che incarna la “folle voracità” del presente facendosi simbolo del rutilante mondo in cui viviamo – questo videoclip, crudo e diretto come solo la realtà sa essere, consolida ormai la collaborazione e l’amicizia con il regista Idio, siglando il terzo lavoro consecutivo con la band dal 2015.

La sindrome di Kessler è tornata dal vivo a Roma il 14 gennaio in una data split con la band capitolina La salamandra presso il locale Defrag.

Band:

Antonio Buomprisco: Voce-chitarra
Canio Giordano: Chitarra-voce
Sancio: Basso
Luca Mucciolo: Batteria

Credits

Regia, fotografia, montaggio: Idio
Sceneggiatura: Idio e Lsdk
Protagonista: Mark Zao

Contatti:

Mail: lsdkessler@gmail.com
Fb: La sindrome di kessler
YouTube: La sindrome di Kessler
www.facebook.com/BlobAgency
antipop.project@gmail.com

Illuxit Onoranze Funebri: servizi moderni al passo con la società d’oggi

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Aziende

Le onoranze funebri Illuxit costituiscono una realtà affermata e ben strutturata nell’ambito, che opera con competenza ed esperienza dal 1979 ed è in continua crescita anche attraverso la capillare rete di sedi in franchising, che si stanno ampiamente diffondendo sul territorio.

Abbiamo chiesto all’amministratore generale dell’azienda, il dottor Gaetano Carbonara di illustrarci alcuni dei servizi di innovativa ideazione, che sono stati pensati per rispondere al meglio alle trasformazioni sociali avvenute negli anni e alle diverse esigenze clientelari da gestire nell’epoca moderna “Tra le richieste che riceviamo di frequente vorrei menzionare quelle per i funerali di animali. Ben sapendo, che i nostri amici a quattro zampe sono diventati sempre più importanti nella nostra vita e dunque anche il momento dell’ultimo addio a loro dedicato deve essere fatto nel giusto modo. Noi possiamo gestire in totus riti per animali di tutte le razze”.

E aggiunge “Altro nostro servizio speciale riguarda il supporto di assistenza psicologica, quando è necessario fornire un concreto ed efficace aiuto psicologico altamente professionale e qualificato. Noi possiamo garantire la prestazione di un equipe di medici referenziati, che collaborano con noi per garantire la loro presenza nel momento doloroso di difficile sopportazione e dare sollievo alle sofferenze”.

In merito al disbrigo dei documenti e delle procedure burocratiche per la successione e la pensione spiega “Molto importante è per noi occuparci di tutte le varie pratiche, che gli eredi si trovano costretti ad espletare dopo la morte del defunto, per non perdere i beni e i diritti ereditari, così come quelli riferiti alle pensioni”.

SoleVista Occhiali: Dalla moda all’arte per sponsorizzare le mostre a “Spoleto Arte”

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Aziende

La rinomata società leader nel settore “SoleVista Occhiali” spicca nella partnership commerciale alle attesissime mostre di “Spoleto Arte” curate dal Professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio, nello storico contesto di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato, centro nevralgico di Spoleto. Nel novero degli illustri personaggi in esposizione ci sono nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, Max Laudadio, José Dalì e molti altri artisti importanti del panorama attuale.

“SoleVista Occhiali” si pone come azienda ottica altamente specializzata, al passo con i tempi e le continue evoluzioni legate alla moda, alle nuove originali tendenze e alle più svariate ed eterogenee esigenze del mercato nazionale e internazionale. Offre qualità garantita, consolidata competenza in materia, ampia gamma di scelta per rispondere a qualunque specifica preferenza della corposa clientela, con un target di costi assai vantaggioso nel rapporto qualità-prezzo, che soddisfa anche l’elemento di competitività e concorrenzialità.

Un team di esperti professionisti, capitanati dal presidente Stefano Di Bella, è pronto a fornire un servizio studiato nei minimi dettagli e personalizzato al meglio. Il trattamento ad personam permette di diversificare la formula applicata e modularla, adeguandola volta per volta, per dare il massimo supporto ad ogni singolo cliente e soddisfarlo pienamente.

L’occhiale da indossare viene metaforicamente concepito in “Stile sartoriale” come fosse un abito perfettamente cucito addosso, con impeccabile funzionalità. Non a caso il motto aziendale testimonial è “Per vedere da un altro punto di vista” proprio per interpretare la finalità innovativa e non standardizzata dei prodotti proposti e l’azione progettuale e realizzativa ben mirata.

Il manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes: “ Con Promoter Web abbiamo conquistato un’ampia fascia di mercato: società di professionisti di settore e numerosi artisti si affidano al nostro servizio”

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Aziende, Cultura

L’ Agenzia Promoter, fondata 25 anni fa dal manager agente dei vip Salvo Nugnes, spicca tra le società storiche specializzate in eventi e comunicazione e si pone in costante crescita ed espansione, per rispondere sempre meglio alle esigenze e richieste di mercato. Con le sue tre sedi dislocate a Milano, Roma e Bassano del Grappa copre a largo raggio d’azione il territorio nazionale ed estero, offrendo una gamma completa di servizi a 360°, personalizzati e su misura per soddisfare il vasto bacino di utenti, composto da un target assai eterogeneo di fruitori.

Le molteplici attività svolte e i campi d’applicazione operativa spaziano dal management artistico di personalità illustri del panorama attuale, all’organizzazione di mostre espositive e prestigiose iniziative culturali; dal coordinamento della promozione tramite un ufficio stampa preposto all’elaborazione e diffusione capillare di comunicati, articoli, interviste e materiale pubblicitario inerente, alla ricerca di nuovi volti per la tv e talenti dello spettacolo, del cinema, del teatro, della musica attraverso casting mirati e funzionali.

Uno dei principali comparti sviluppati all’interno dell’ Agenzia Promoter è Promoter Web, azienda ideata per stare al passo con il trasformismo multimediale, una realtà strutturale ben articolata nel circuito della comunicazione informatica, dei siti web professionali, della grafica e fotografia, realizzati con una metodologia progettuale e strumentale garantita e di elevata qualità.

Salvo Nugnes compiaciuto degli ottimi riscontri spiega “Con Promoter Web abbiamo conquistato un’ampia fascia di mercato: società di professionisti di settore, imprenditori, commercianti, artigiani e anche numerosi artisti si affidano al nostro servizio. Svolgiamo un’attenta e accurata analisi di studio sul cliente per inquadrarlo nelle sue connotazioni e caratteristiche distintive e supportarlo concretamente nelle scelta della soluzione più conformante e appropriata alle sue specifiche necessità e preferenze. Gestiamo il progetto fatto ad hoc in tutte le fasi di lavorazione. Il cliente viene accompagnato da un team di esperti professionisti, capace di creare siti idonei per ogni piattaforma e campagne di comunicazione mirate ed efficaci per ogni particolare situazione”.

JO O SOI DI UDIN

Scritto da Associazione culturale ETRARTE il . Pubblicato in Cultura, Italia, Musica, Viaggi

Una nuova iniziativa dell’associazione ETRARTE in collaborazione con Radio Onde Furlane. Dal 18 gennaio ogni sabato in onda dalle ore 16:30

Farvi viaggiare sotto casa”, questo l’obiettivo di una nuova iniziativa 2014 targata ETRARTE. Dal 18 gennaio ogni sabato una nuova trasmissione radiofonica dal titolo “Jo o soi di Udin” accompagnerà gli ascoltatori attraverso i quartieri e le strade della città di Udine, per scoprire il miscuglio di cultura friulana e tradizioni ad essa lontane che la caratterizzano.

Il programma, firmato da Federica Manaigo in collaborazione con Paolo Ermano e realizzato con il contributo del Comune di Udine – Assessorato al Decentramento, darà voce per otto settimane ai “nuovi abitanti” della città. Un appuntamento dedicato a scoprire le trasformazioni della città, con lo sguardo puntato anche al resto del mondo; un confronto fra abitudini e nuovi modi di vivere accompagnato da un sottofondo di world-music. Le puntate, in onda sabato alle ore 16:30 e in replica lunedì alle ore 14:00, sulle frequenze dei 90.00 e 90.20 (in Carnia), oltre che in streaming sul sito www.ondefurlane.eu, saranno caricate anche sul blog dedicato al progetto joosoidiudin.tumblr.com

Secondo i dati Istat 2012, i residenti stranieri a Udine sono 14 mila, ovvero oltre il 10% della popolazione. Radio Onde Furlane, che già si era rivolta ai migranti con trasmissioni come Colôrs e Tam Tam, metterà di nuovo i nuovi-friulani davanti al microfono. In ogni puntata interverranno infatti due ospiti che parleranno agli ascoltatori della città e della regione vista dal loro punto di osservazione.

Jo o soi di Udin – Un progetto a cura dell’Associazione culturale Etrarte in partnership con Radio Onde Furlane

dal18 gennaio ogni sabato alle ore 16:30

(in replica lunedì alle ore 14:00)

Grattacieli Milano: Giovanni Gelmetti esprime il suo parere sul bullismo giovanile

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Italia, Opinioni / Editoriale

1) E’ informato dell’intervista rilasciata da Lapo Elkann sugli abusi sessuali subiti in gioventù? Cosa ne pensa di questa confessione così spinosa verso l’opinione pubblica?

Si, l’ho letto su internet e mi dispiace per ciò che gli è successo. Trovo sia stato molto intelligente e coraggioso a portare la testimonianza di una sua esperienza così forte e negativa, che ha caratterizzato la sua vita.

2) Ritiene che in qualche modo la crisi economica globale abbia acutizzato i problemi di disagio psichico e comportamentale di tipo violento?

Credo di si, perché sono convinto che le crisi in generale portano tutto all’eccesso, dunque anche gli stati d’animo, le emozioni, le azioni e le reazioni di ognuno di noi.

3) Il fenomeno dilagante del bullismo è un segnale di predisposizione alla violenza collettiva fin da giovani?

Credo sia un problema che ci sia sempre stato. Probabilmente tutto parte da delle fragilità caratteriali di singoli che si aggregano in compagnie, in “branchi”.

4) La carente educazione ai valori portanti e i messaggi mediatici distorti possono creare dei potenziali modelli violenti e pericolosi da emulare?

Certamente, sono convinto di ciò.

5) Quali possono essere le misure di efficace prevenzione per combattere violenza e perversioni sociali?

Secondo la mia opinione è fondamentale che ogni essere umano riesca ad appassionarsi a qualche cosa, che sia uno sport o una vocazione, che non ha niente a che fare con il successo. È una ricetta importantissima, il fatto che ognuno riesca a fare ciò che gli piace veramente. Dovrebbe essere insegnato e coltivato già dai primi anni, quando i bambini, intorno ai 4/5 anni, iniziano ad andare all’asilo e poi a scuola.

6) Cosa pensa del programma anti violenza a New York di Rudolf Giuliani? Potrebbe essere adatto anche in Italia come programma risolutivo?

Il programma di Rudolf Giuliani a New York, è stato applicato in un contesto di regole che qua in Italia non ci sono. Se ci fossero le stesse regole e le stesse leggi, un altro Rudolf Giuliani del Bel Paese, potrebbe ottenere gli stessi risultati, in quanto il programma è una medicina che da gli stessi risultati, solo se coesistono le stesse regole e le stesse caratteristiche.

7) Il nuovo modello di disciplina comportamentale degli hooligan inglesi può essere un esempio di rieducazione sociale ben mirata?

Da quando è accaduta la famosa strage dell’Heysel durante un’importantissima partita della Coppa UEFA, tra Juventus e Liverpool, dove l’atto di violenza degli hooligan ha causato numerosissimi morti e feriti, di sicuro l’Inghilterra ha iniziato ad applicare una delle loro grandi capacità: l’educare. Hanno dovuto e potuto attuare questo tipo di programma di rieducazione che, come dicevo anche prima, è un ottimo esempio, ma che funziona solo con le loro leggi, le loro regole e nel loro contesto.

Promoter Web lancia il nuovo sito della talentuosa pittrice Alessandra Turolli

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Comunicati Stampa, Internet

L’affermata azienda Promoter Web lancia il nuovo sito internet della talentuosa pittrice Alessandra Turolli, con un aggiornamento e un rinnovamento globale di immediato impatto.

Il manager Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Web e Agenzia Promoter dice “Con il team dei nostri esperti, ho studiato accuratamente la soluzione di restyling ottimale per questo sito, individuandone le caratteristiche più consone per valorizzare al meglio le creazioni artistiche di Alessandra Turolli nel suo interessante percorso evolutivo e per renderlo completo ed esaustivo in tutte le sue componenti strutturali, ma anche di semplice e funzionale fruibilità nell’accesso e nella consultazione di esse da parte dei fruitori. Il risultato è davvero soddisfacente e senza dubbio sarà di considerevole supporto per la visibilità e il ritorno d’immagine della talentuosa Alessandra”.

Recentemente la Turolli ha allestito una ricca mostra espositiva di dipinti intitolata “Panta Rei” in una delle principali gallerie storiche milanesi, la “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 con l’organizzazione di Salvo Nugnes, ottenendo grande consenso e ampio gradimento di pubblico e di critica. È stato realizzato un apposito catalogo d’arte contenente importanti testi di riflessioni critiche, tra cui quello di Alberto Artioli soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Milano. Artioli sostiene “Nell’anamnesi visiva e percettiva, la Turolli raccoglie le suggestioni plurisensoriali del mondo esterno, per donarle alla materia sulla quale agisce e con la quale interagisce, per controllare e modulare la forza e l’energia che sprigiona da essa. In questo nobile atto di creazione le opere risplendono di luce propria, colmano l’inesauribile vuoto spirituale della materia e lo caricano di significato, sfiorando le porte dell’infinito e scoprendo la qualità del segno in una ricerca dell’essenza, che si trasforma in un viaggio, consentendo all’osservatore di allargare i propri orizzonti e traguardi“.

7 MARZO – CONFERENZA DI FRANCESCO ALBERONI “IERI, OGGI, DOMANI. LA DONNA, LA FAMIGLIA, LA SOCIETÀ” A BELLUNO CON L’AGENTE SALVO NUGNES E MARCELLA DE PRA

Scritto da AgenziaPromoter il . Pubblicato in Comunicati Stampa

Si terrà Giovedì 7 Marzo 2013, alle ore 18.00, presso il Centro Congressi Giovanni XXIII di Belluno, la conferenza, ad ingresso libero, del Prof. Francesco Alberoni dal titolo “Ieri, oggi, domani. La donna, la famiglia, la società” con la Dott.ssa Marcella De Pra, responsabile dello Spazio Incontro ULSS 1 Belluno e relatrice dell’incontro con il noto professore, coordinato da Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter.

Il rinomato sociologo, apprezzato in tutto il mondo, come esperto conoscitore dei movimenti collettivi e dei sentimenti amorosi, nonché per l’indiscusso contributo dei suoi saggi ad elevato contenuto pedagogico, in occasione della sua lectio magistralis, analizzerà i concetti di donna, famiglia e società e le loro evoluzioni nel corso degli anni. Dall’emancipazione femminile alla discriminazione sessuale, dall’amore puro alla fine di un rapporto, dalla famiglia patriarcale alle coppie di fatto, al rapporto genitori-figli.

C’è tanta gente che si preoccupa della crisi della famiglia, della crisi del matrimonio, delle conseguenze che esse hanno sui figli, ma ho l’impressione che ci si dimentichi che oggi la famiglia e fondata e tenuta insieme da un solo fattore: l’amore di chi ha liberamente deciso di sposarsi o di convivere” afferma Alberoni e continua “Un tempo no, un tempo ci si doveva sposare, la ragazza che non lo faceva diventava una zitella, il matrimonio era un sacramento inviolabile, sostenuto dalle famiglie, l’adulterio punito dalla legge. I due sposi erano tenuti insieme da questi vincoli istituzionali, da queste ferree proibizioni. Oggi i giovani che decidono di sposarsi o di andare a convivere lo fanno solo perché si amano e pensano che il loro amore durerà anche in seguito”.