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Geoplant sperimenta un nuovo clone: la mela Fuji torna in pianura

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

L’azienda romagnola, impegnata nella continua innovazione in ambito frutticolo, non dimentica l’importanza del Made in Italy e sperimenta la coltivazione di un nuovo clone di Fuji.

Geoplant Vivai, società agricola specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico di piante da frutto, pone il suo operato sempre in direzione della valorizzazione del territorio. Infatti con l’inizio della raccolta in pianura delle apprezzatissime mele Fuji, Geoplant coglie i frutti della recente sperimentazione di un nuovo clone: si chiama KING® Fuji VW* dell’editore gruppo KIKU® già famoso per avere lanciato cloni di Fuji di grande successo come il KIKU® Fubrax* o il KIKU® 8 Brak*.

Questo nuovo clone si caratterizza per la colorazione del frutto slavata, ma allo stesso tempo molto intensa, probabilmente la più estesa fra i cloni esistenti. Questa caratteristica è agevolata dal fatto che si tratta di un clone a portamento Spur quindi a bassa vigoria (a differenza di tutti gli altri cloni che al contrario sono molto vigorosi) e ciò lo rende facilmente gestibile.
 Rispetto ai cloni esistenti, restano pressoché inalterate le altre caratteristiche tipiche della Fuji, ovvero la tipica tessitura della polpa, il sapore inconfondibile e una sensibilità a ticchiolatura che può risultare moderata o forte a seconda delle annate.

L’impianto di prova realizzato da Geoplant presso un produttore socio del gruppo Apofruit ha prodotto, solo per quest’anno, 415 quintali/ha in terza foglia con una pezzatura media superiore ai 75 mm. I portinnesti presenti nell’impianto sono due, 50% Pajam2 e 50% M9T337, ed entrambi hanno dimostrato eccezionali performance produttive e qualitative senza manifestare, fino ad ora, segni di alternanza produttiva.

Qualora questo clone confermasse quanto mostrato nelle ultime due annate potrebbe rappresentare un’ottima opportunità per rilanciare la coltivazione della Fuji in Pianura Padana che purtroppo risulta molto frenata da due caratteristiche negative che accomunano tutti i cloni presenti sul mercato fino ad oggi: l’alternanza produttiva e la scarsa colorazione dei frutti in particolare dalla 5-6a foglia in poi.

http://www.geoplantvivai.com

Dal passato al futuro… Geoplant lancia una proposta per il comparto pericolo

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

L’azienda vivaistica ravennate, in collaborazione con la Fondazione Navarra di Ferrara, offre una speranza per un settore mai così in difficoltà come quest’anno. Il ritorno ai portinnesti franchi può salvare l’Abate dagli esiti catastrofici dei cotogni

Si alza dal cuore della Romagna una speranza per il settore pericolo, quest’anno letteralmente messo in ginocchio dalle condizioni climatiche, dai parassiti e dai portinnesti classici del cotogno che hanno portato alla morte fino al 20% delle piante e una scarsità di frutti, spesso rovinati a terra, con picchi negativi anche del 50-70%.

Una speranza è stata però messa in luce lo scorso 27 agosto nell’area di Fusignano-Bagnacavallo (RA), dove la Fondazione Navarra di Ferrara, tra i più attivi e stimati centri di ricerca dell’Emilia-Romagna, ha comprovato in campo l’efficacia dei portinnesti franchi rispetto ai tradizionali cotogni. Si tratta di un ritorno al passato, ma che si proietta nel futuro, perché questa formula era stata progressivamente abbandonata a partire dagli anni ’90. Non da Geoplant Vivai, però! L’azienda vivaistica ravennate ha infatti continuato gli studi e le migliorie su questa tipologia di portinnesto, osservandone la valenza e incrementando i risultati. Tra questi, impianti produttivi con piante vigorose e non soggette a fenomeni clorotici, nel complesso meglio gestibili, frutti di aspetto bello e regolare, tipicamente calebassiforme e ben lontano dei frutti tozzi non graditi al pubblico moderno.

Grazie alle sperimentazioni presso alcune realtà del territorio, la Fondazione Navarra ha mostrato i riscontri effettivi dell’anno 2019, in assoluta controtendenza rispetto allo scenario corrente. Come confermato dal Dott. Michele Mariani, Responsabile dell’Area Frutticola e Coordinamento Attività Sperimentali la Fondazione quest’anno metterà a dimora un campo prova dove verrà messa a confronto la varietà Abate innestata su diversi portinnesti (franchi vs cotogni) per poi dare indicazioni più precise ai produttori supportati anche dai dati di raccolta in campagna, come rapidità di messa a frutto, calibri, pezzatura.

Una grande possibilità, dunque, per William e Abate, produzioni fondamentali del territorio regionale emiliano-romagnolo, note e apprezzate in tutto il mondo. A confermare l’importanza di questi risultati è Gianluca Pasi, tecnico di Geoplant Vivai:Non abbiamo mai smesso di guardare con interesse ai portinnesti franchi, convinti che la loro storicità fosse un punto di forza purché adeguandolo ai nostri tempi. Ricerca ed evoluzione sono la risposta a una crescente difficoltà dei cotogni che mai come quest’anno, hanno dimostrato tutta la loro debolezza. Grazie agli investimenti effettuati e i riscontri ottenuti, Geoplant può oggi porsi come referente referenziato e autorevole nel contrasto alla debacle del mondo pericolo e partner efficace nel rilancio di un settore strategico per il sistema agricolo regionale. L’esperienza maturata in questi anni e la collaborazione con realtà quale la Fondazione Navarra ci consentono di poter offrire una soluzione in grado di contribuire al rilancio di un settore determinante per l’economia del territorio”.

http://www.geoplantvivai.com/