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Silvia Tuccimei racconta il suo amore per l’Australia e la sua significativa esperienza nel continente

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Pittrice e scultrice, la rinomata artista lucchese Silvia Tuccimei, è stata intervistata per parlare della sua visione dell’arte, degli importanti traguardi ottenuti in Australia e dei grandi progetti futuri.

D: Se dovesse con una breve definizione inquadrarsi come artista contemporanea, come si definirebbe?

R: Operatore plastico, con valenze di trasmutatore di energie e pescatore onirico. Tenterò di spiegare che cosa sento in me di molto potente e che mi fa essere così appassionata e innamorata di questa pratica artistica. La parte più mutevole all’interno della mente, la psiche, partecipa all’elaborazione complessa da forme astratte a forme realmente osservabili. La plasticità del cervello di un artista si adopera proprio nell’intento di dar vita e forma alle idee, in un processo di trasformazione dell’energia sottile cioè immateriale, tracciando una passerella tra due mondi indipendenti e distinti tra di loro, apparentemente contradditori. È risaputo che il conscio è solo la parte emersa di un iceberg, il 10%, ma noi tutti abbiamo sempre a che fare con la parte sommersa, l’inconscio. L’inconscio collettivo fa parte anch’esso di quel 90% di materia misteriosa, propria della nostra specie, un vastissimo serbatoio a cui attingere, dove simboli e archetipi universali ci comunicano, attraverso la loro forma-pensiero, concetti profondi sulla nostra stessa natura. In questo senso, mi piace definirmi infatti “pescatore di sogni negli abissi” che rielabora l’energia del simbolo, per poi reintrodurlo sotto nuova forma nell’inconscio collettivo, in un tempo sospeso, come un viaggio sciamanico aldilà della nozione spaziotemporale.

D: Ci può raccontare della sua significativa esperienza fatta in Australia?

R: L Australia è un continente sconfinato e affascinante che mi attira enormemente. Son già 4 anni che vado regolarmente per trovare mio figlio Lucas che ha studiato a Sydney e che ora ci lavora, e per dei progetti artistici molto interessanti, tra i quali esperienze molto significative per la mia carriera internazionale. La Gallery V si occupa della mia arte, a Sydney, nel quartiere di Woolloomooloo. L’Istituto Culturale Italiano della città ha promosso una mia scultura monumentale dal nome evocativo “Passaggio segreto”, che vincendo il concorso internazionale è stata selezionata come “finalista” e poi esposta a “Sculpture by the Sea” nell’ottobre 2013. La scultura in questione è stata ricavata da una lamiera di acciaio inossidabile lunga 8 metri e curvata fino a rappresentare un immenso anello di una tonnellata, le cui superfici interne sono lucidate a specchio. Ho avuto un successo incredibile, sia dalla parte della critica che dal pubblico, e le foto fanno il giro del mondo, poiché la mostra è, dopo la Biennale di Sydney, l’evento artistico più aspettato e mediatizzato con più di 500.000 visitatori ogni anno! Questa opportunità mi ha fatto entrare a far parte di un “palmares” di prestigiosi scultori mondiali, selezionati dal concorso. A breve la scultura verrà collocata in permanenza in uno dei più grandi parchi di sculture al mondo, il Macquarie Sculptures Park di Sydney!

D: Quali altri importanti progetti sta mettendo in campo in Australia?

R: Ho imbastito una collaborazione con la città di Sydney per l’acquisto di una mia opera da collocare in uno spazio pubblico della città e si stanno definendo altre opportunità di mostre permanenti di sculture e quadri nelle hall di sedi di grandi compagnie nella city.

D: Un commento di confronto in parallelo tra mondo dell’arte italiano e australiano;

R: Riallacciandomi al concetto di come l’arte possa essere lo specchio della nostra salute mentale, psichica e spirituale, trovo che in Australia c’è un intenso e potente scambio di energie tra i vari interlocutori del mondo dell’arte e il gran pubblico. Trovo inoltre che ci sia molto entusiasmo nella ricerca di nuove forme d’espressione plastica e la loro fruibilità negli spazi pubblici. Il grande pubblico attende ogni manifestazione artistica con fervore e curiosità, per questo direi che ci si aspetta dall’arte di ritrovare una parte fanciullesca e meravigliosa di sé. Questo fermento, che crea un particolare dinamismo sostenitore della ricerca artistica, e una burocrazia leggera facilitano la logistica e la realizzazione di progetti innovanti. Un aspetto molto importante è il legame invisibile che gli australiani hanno sviluppato in poche generazioni con il popolo indigeno, con la cultura aborigena e con un rapporto di preservazione quasi sacra con l’ambiente naturale, qualcosa che io stessa ho sentito come una vibrazione potente che ha rivoluzionato la mia pittura. L’energia del colore e del movimento, che amo creare nelle mie tele, è diventata quasi un’evidenza che si è imposta e che circola a partire dal quadro, ma che si espande in tutte le direzioni. Anche le forme, che vengono al mio spirito e che diventano sculture monumentali, canalizzano quelle energie psichiche in una visione caleidoscopica della realtà o in giochi di specchi e riflessi che moltiplicano lo spazio e includono lo spettatore e l’ambiente circostante come una materia plastica fino a creare passerelle invisibili tra mondi paralleli. Nelle mie ultime sculture  sono riuscita a sposare l’acciaio specchiante e la pittura, affinché il materiale e la frequenza, o lunghezza d’onda del colore, si smaterializzi fino a suggerire il concetto al quale mi sono avvicinata, cioè che tutto sia solo vibrazione… la Tatwaa della quale già parlavano antichissimi testi. In Italia il discorso è differente, in un paese di artisti e poeti e attorniarti da opere d’arte che il mondo ci invidia, malgrado un elevato gusto, una profonda cultura storica e una notevole ricerca artistica contemporanea, lo spazio dato alla ricerca mi sembra rallentato da una burocrazia un po’ pesante e inadeguata, fenomeno che è comune a tutta l’Europa purtroppo che si riflette anche nella consistenza, nei colori e nelle forme d’arte attuali, tutte imperniate di pessimismo oscurantista e millenarista, come se il nostro inconscio collettivo fosse nella morsa dolorosa di sensi di colpa e di autodistruzione. Certamente anche quest’aspetto dell’arte è degno d’interesse e magico, come se il fascino della fine inesorabile fosse la sola vera ragione e il senso delle nostre vite. Per me questa nozione è un riflesso di come la nostra cultura giudeo-cristiana ancora ci condizioni.

D: Si avvicina l’Expo, ha già pensato a una creazione appositamente dedicata a questo evento di portata mondiale?

R: Si certamente si chiama “Il nuovo mondo”: una scultura di 8 metri con una collocazione straordinaria, che non posso rivelare ancora!

D: Attualmente, a cosa sta lavorando?

R: A nuovi progetti con la città di Lucca, alla ricerca di forme sempre più complesse nella realizzazione e nella ricerca di nuove formule matematiche…! Come una delle mie ultime che ho esposto durante la Biennale d’Architettura a Venezia, nello scorso Ottobre, che ne è un esempio: un nastro di Moebius di acciaio e lacche epoxy, rielaborato e reso ancora più paradossale nella sua forma e nel concetto da essa evocato, infatti, il suo titolo “Orgasmo cosmico” estasi senza fine. E’ stato scelto da me come una provocazione per rafforzare la critica alla nostra società edonistica che privilegia con ostentazione la ricerca del piacere a quella della felicità.

“Spoleto incontra Venezia”: Presentati i suggestivi lavori scultorei di Francesco Siclari

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In occasione dell’attesissima grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” sarà possibile visionare gli interessanti lavori scultorei realizzati da Francesco Siclari. L’evento, curato da Vittorio Sgarbi con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, è fissato dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, nella splendida cornice veneziana dello storico Palazzo Rota Ivancich a pochi passi da Piazza San Marco, con l’esposizione straordinaria di esponenti di pregio come Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì.

Siclari è conosciuto e apprezzato anche come talentuoso pittore. Fin da bambino si cimenta con il disegno, poi passa alla china, alla tempera, all’acquerello e infine ai colori ad olio. Nell’approccio con la scultura conserva e mantiene intatta quella feconda vena di lirismo aulico, che ha da sempre pervaso la sua poliedrica produzione, dimostrando di mantenersi saldamente ancorato ad un’ispirazione sostenuta dalla spiccata sensibilità interiore, che ne guida la mano e l’azione esecutoria, collocando le sue opere in una formula di realismo attraversato dal magico incanto emozionale.

È un artista molto prolifico, che negli anni si è dedicato alacremente a un’attività densa di approfondimenti, stimolazioni visive e contenutistiche, restando sempre fedele alla propria linea di condotta, che consiste nell’individuazione di un filone di verismo attento alla dimensione della realtà, ma tradotto e riconducibile a un’autentica narrazione poetica, che lo influenza. È sostenuto da una tecnica formale ad alto livello, possiede strumenti espressivi ineccepibili, che nascono da un’istintiva e innata capacità elaborativa e da una padronanza acquisita e consolidata dall’esperienza teorica e pratica, oltre che dagli insegnamenti appresi dai maestri, che l’hanno preceduto. Si rende fautore di rappresentazioni realistiche, dalla massa materica corposa e densa, dai volumi pieni e ben marcati, che nel contempo offrono il plus valore di prestarsi ad un’eterogenea interpretazione personale e soggettiva.

Applica con fermezza il proposito di infondere verità e veridicità alle sue visioni, nella scrupolosa e doviziosa esecuzione dai risultati eccellenti, pur contornandole di emozioni e percezioni sprigionate dall’ego più intimo e profondo, che gli consente di condividere con l’osservatore quei sentimenti reconditi, quel senso di fantasia onirica, quel gusto per la dimensione di afflato romantico, che riempiono le sue creazioni di energia vitale, di calore umano, di vivace positività.

Per chi vuole ammirare sculture mitologiche, “Spoleto Arte” espone le opere di Luigi Galligani

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Lo scultore senese Luigi Galligani ha portato in esposizione all’interno di “Spoleto Arte” alcuni pezzi di sorprendente e rara bellezza, conquistandosi ovazioni di complimento da parte del corposo gruppo di visitatori. Le mostre di “Spoleto Arte” con la curatela del critico Vittorio Sgarbi si trovano nella stupenda struttura di Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, dal 27 Giugno al 24 Luglio. L’organizzazione è gestita dal manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte.

Ascoltando le significative riflessioni di Sgarbi in merito all’artista si colgono frasi importanti, tra cui “Una piena maturità nello spirito ludico e quasi neo-decò ha raggiunto Galligani. I suoi bronzi sono composti e spiritosi, annunciano presenze favolose come sirene e divinità, opime e accoglienti. La sua forma attualizza il gusto degli anni trenta del ‘900, con convinzione e ironia”.

Galligani spiega “Io pulisco le mie figure dai connotati, che la storia occasionalmente conferisce loro, le decontestualizzo di proposito e le pongo in una situazione metastorica: la situazione del mito. Le mie opere sono il frutto di un lungo lavoro di pulizia etica dell’immagine, in modo da restituirla all’osservatore in una veste insolitamente semplice, senza oratorie altisonanti o urlate, né superficiali cornici di contorno”.

Il raffinato contesto “Spoleto Arte” accoglie nel Palazzo Leti Sansi le sculture di Ruggero Marrani

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Il pregiato allestimento delle mostre di “Spoleto Arte” curate dal critico Vittorio Sgarbi presso lo storico Palazzo Leti Sansi, nella centralissima Piazza del Mercato a Spoleto, si svolgerà dal 27 Giugno al 24 Luglio, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Tra i nomi di spicco selezionati per l’esposizione lo scultore Ruggero Marrani porterà alcune suggestive opere ispirate dall’influsso futurista.

Marrani conduce la formazione accademica sotto la guida di Gerardo Dottori, pittore perugino, affermato protagonista della seconda generazione del futurismo. I suoi primi lavori sono creazioni su tela, caratterizzate da uno spessore materico molto accentuato, che si concretizzerà nel passaggio da bidimensionalità a tridimensionalità. Da inizio anni Novanta decide di abbandonare il percorso pittorico e dedicarsi esclusivamente alla scultura. Si rivolge soprattutto al settore della ceramica policroma. In seguito, riprende gli studi cartografici e realizza le prime “Aerosculture” sintesi di processi e procedimenti, sia fisici sia mentali, sulle quali spiega “Ho effettuato la mia ricerca partendo dall’attenta osservazione cartacea di città o agglomerati urbani, che l’uomo ha costruito durante i secoli, da quelle micenee, greche e romane, alle planimetrie Nazca in Perù, fino alle città medioevali e rinascimentali”. E aggiunge “Nella realizzazione di ogni opera, partendo dalla forma perimetrale della base in legno, lo studio del progetto segue uno schema geometrico dinamico, che dà la forma alla terracotta per creare un -unicum- tra base d’appoggio e scultura”.

Alla fine degli anni Novanta è ispirato dalle steli azteche, nascono i “Totem” sculture in ceramica a tutto tondo, con strutture dinamiche e “verticistiche”. Attraverso le “Aerosculture” e i “Totem” lo spettatore viene coinvolto, ma solo passivamente. Da qui la nascita delle “Aerosculture interattive e sonore” sulle quali commenta “Sono strutture, che consentono il coinvolgimento diretto e attivo del fruitore, che può agire e intervenire sull’opera, ruotandola, spostandola, muovendola e anche suonandola. Queste nuove soluzioni artistiche stimolano l’azione dell’osservatore, che può modificare l’aspetto formale, lasciando però intatta la caratteristica strutturale”. E prosegue “La mia parola d’ordine è vietato non toccare. Infatti, per uno sculture creare con le mani è assolutamente normale, ma anche lo spettatore per poter comprendere deve -sentire e vedere- attraverso il tatto. Con il tatto è possibile concretizzare la realtà e si possono percepire emozioni e sensazioni, che la vista da sola non potrebbe completamente soddisfare. Perciò, ho inventato queste opere di stimolo sensoriale e acustico”.

Luigi Galligani , straordinaria mostra organizzata dal manager Salvo Nugnes presso la storica “Milano Art Gallery”

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Il rinomato artista contemporaneo Luigi Galligani sarà ospite dell’esclusiva galleria milanese “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 con una prestigiosa mostra dal titolo “Mitologia contemporanea” che si terrà dal 19 settembre al 2 ottobre 2013, con inaugurazione in data giovedì 19 settembre alle ore 18.30. Organizzatore e promotore dell’importante esposizione è il manager Salvo Nugnes direttore di Promoter Arte e agente di nomi di spicco.

Nell’espressione artistica di Galligani la cornice simbolica delle opere, intesa come primaria fonte d’ispirazione è il mondo ideale appartenente all’arcaica tradizione mitologica e leggendaria con un virtuale recupero del passato nel presente e viceversa, cogliendo al meglio la sublime qualità dell’arte greca della “mirabile semplicità e quiete grandezza” e reinterpretandola con proprio stile, unico ed inconfondibile.

I materiali utilizzati per le sculture sono molteplici: marmo, bronzo, terracotta, resine, ceramica, tutti lavorati artigianalmente e con abile manualità tecnica frutto dell’esperienza maturata nelle accademie di Firenze e Carrara con i preziosi insegnamenti del maestro Floriano Bodini. Nelle rappresentazioni pittoriche e nei disegni emerge un realismo onirico, che riporta in vita ancestrali memorie di epoche lontane avvolte da magiche atmosfere misteriose.

Le figure predilette sono sensuali sirene, veneri pensose, dei e sibille, sfingi, meduse carnosissime e seducenti, che delineano il recupero del concetto di mito e la sua personificazione attuale in un racconto allegorico ricco e sontuoso, ma estremamente semplice e fluido nel poter essere carpito dall’occhio attento dell’osservatore.

Il processo formativo dell’immagine rielaborata da Galligani unisce moderno e antico per suggerire un’acuta riflessione sulle eterne vicende terrene e sulle intriganti contraddizioni esistenziali della nostra quotidiana umanità in un messaggio di accorata testimonianza e solida coerenza da lui perpetrato con radicata convinzione talvolta accompagnata da vivace ironia.

INTERVISTATO IL NOTO ARTISTA LUIGI GALLIGANI IN OCCASIONE DELLA SUA STRAORDINARIA MOSTRA PERSONALE ALLA MILANO ART GALLERY

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In occasione della personale del rinomato artista toscano contemporaneo Luigi Galligani il cui vernissage è previsto per Giovedì 19 Settembre 2013 alle ore 18.30, presso la prestigiosa Milano Art Gallery in via G. Alessi 11 a Milano, l’artista rilascia un’intervista dove racconta la sua passione e il suo approccio verso l’arte.

1. Come concepisce l’arte?

Ho un visione figurativa, sono affascinato dal mito mediterraneo, la storia, il mito, sono il mio filo conduttore dal quale traggo spunto per raccontare i miei pensieri e i drammi di oggi. Nel 2000 ho iniziato a lavorare ad un nuovo progetto e cioè creare un nuovo umanesimo, dove l’uomo torni ad esser al centro, la prima opera di questo progetto è Le Tre Grazie.

2. Quando e come nasce la vocazione per l’arte scultorea? E per l’arte pittorica?

Negli anni 70.. dapprima come disegnatore e scultore solo in seguito mi sono dedicato anche alla pittura.

3. Quali sono le sue principali fonti di ispirazione?

Il paesaggio marino è la fonte di ispirazione delle mie figure. Il mare è visto anche come paesaggio astratto e metafisico, come mondo che riemerge. Figure femminili, mitologiche, sirene, Afrodite, Minerva, divinità che racchiudono in se tematiche psicologiche a me care e comunque sempre attuali. Altre figure: Bacco e Arianna, Tritone… alcune sono figure insidiose in sé, altre avvertono insidie.

4. Ci sono delle tecniche strumentali e delle linee guida che utilizza sia nella pittura che nella scultura?

Parto dal disegno, che devo realizzare e concludere in completa solitudine. Sono poi un modellatore di materiali di tutti i materiali che si prestano ad esser modellati: argilla, gesso, cera , bronzo. Per quanto riguarda la tecnica pittorica, quella che prediligo è l’olio.

5. Un commento sulla sua prestigiosa mostra personale alla storica galleria milanese “Milano Art Gallery” che inaugura il 19 settembre?

Sono molto lieto di poter esporre le mie opere in questa sede così prestigiosa.

6. Ha già fatto altre esposizioni a Milano? Le piace come contenitore artistico culturale?

Sì non sarebbe la prima volta che espongo a Milano. Nel 1991 ho esposto alla Galleria Cortina, tre anni fa al Circolo della Stampa dove mi è stato conferito il Premio per La Scultura, e due anni fa alla Galleria Schubert.

Ritengo comunque che gli spazi della Milano Art Gallery siano molto belli e si confacciano alle mie opere soprattutto con i soffitti a volta che danno movimento all’insieme, ora sono impegnato con una mostra a Marina di Pietrasanta alla Franco Mare Beach Club, fino al 10 settembre. Alcune opere esposte in questa mostra poi saranno presenti a Milano con l’aggiunta di qualche altra.

7. Come è avvenuto il contatto con l’organizzatore della mostra il noto manager Salvo Nugnes agente di tanti personaggi ed artisti di spicco?

Tramite una comune conoscenza con il prof. Sgarbi che è stata lo spunto per conoscerci poi mi è stata fatta la proposta.

Salvo Nugnes organizza la mostra personale di Luigi Galligani alla storica “Milano Art Gallery”

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Lo storico contesto della “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 a Milano ospita la ricca mostra personale “La poesia del mito” di Luigi Galligani, che inaugura giovedì 19 settembre alle ore 18.30. L’esposizione è organizzata dal noto manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte e durerà fino al 2 ottobre 2013.

Galligani è un artista a tutto tondo, scultore e pittore di notevole livello, che ha esposto in Italia e all’estero ricevendo ovunque encomi ad elogio e ha numerosi collezionisti estimatori delle sue pregiate creazioni. In mostra porterà un’ampia produzione di opere tra sculture e quadri ispirati al tema dell’antica mitologia leggendaria trasportato e attualizzato in chiave moderna con una rivisitazione davvero suggestiva, che offre all’osservatore un linguaggio poetico di forte sentimento espressivo.

Il rapporto di Galligani con il mito si può definire un rapporto “essenzializzato” che sintetizza una costante e serena ricerca stilistica di forme d’arte armoniose, dotate di gentile e dolce fisicità e limpida grazia nella loro concretezza strutturale, come un inno al culto della bellezza nel suo massimo splendore.

Il suo linguaggio così intensamente profondo è da vero poeta del mito. Per lui l’arte non è imitazione, bensì illusione e contemplazione. È il piacere di uno spirito, che penetra nel mistero della natura scoprendone l’anima celata. È l’esaltante missione dell’uomo, che cerca di capire l’universo e rivelarne i reconditi segreti, ispirandosi alle parole pronunciate dai sommi maestri “Dio si manifesta a noi attraverso la vita dell’universo e il pensiero umano. La prima manifestazione si chiama natura, la seconda arte”.

Agenzia Promoter: grande attesa per Luigi Galligani che espone alla “Milano Art Gallery” le sue originali forme d’arte ispirate ai miti leggendari

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Luigi Galligani ha scelto la storica cornice della “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 a Milano, per allestire un’interessante mostra personale dal titolo “La poesia del mito” dal 19 settembre al 2 ottobre 2013, che inaugura  giovedì 19 settembre alle ore 18.30. L’organizzazione è del manager Salvo Nugnes direttore diAgenzia Promoter e Promoter Arte.

Luigi Galligani ha scelto la storica cornice della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, per allestire un’interessante mostra personale dal titolo “La poesia del mito” dal 15 al 30 settembre 2013, che inaugura domenica 15 settembre alle ore 18.30. L’organizzazione è del manager Salvo Nugnes direttore di Agenzia Promoter e Promoter Arte.

L’esposizione si ispira alla suggestiva tradizione mitologica e leggendaria con un’ampia gamma di opere, sculture e quadri di straordinaria valenza, che delineano un tracciato metaforico di significati, di arcaiche simbologie rievocate da Galligani come un mosaico di ricordi pregressi, che riaffiorano nel presente e i cui tasselli variegati e multiformi si fondono tra loro.

Nel rapporto con la classicità il tema del mito sfugge per sua stessa definizione alla mera cronaca delle cose e delle vicende umane e questa sua connotazione distintiva lo rende sempre attuale e moderno, poiché incide o coincide con la storia contemporanea, ne evoca un’eco, un riflesso, un parallelismo, un confronto.

Il talentuoso artista toscano attraverso una speciale visione di sintesi, di fusione, di mescolanza riunisce la spontaneità all’esperienza, il romanticismo sentimentale al classicismo con la più tranquilla naturalezza. È consapevole di elaborare una dimensione immaginaria nella quale l’ispirazione trae dalla materia la propria forza di capacità espressiva e dalla fantasia poetica la propria linfa ed energia.

Galligani gode di fama internazionale e si colloca in primo piano tra i protagonisti dell’arte dimostrando solidità formale, pertinenza tecnica e una viscerale passione verso il culto del bello, declinato con delicato lirismo in tutto il suo percorso evolutivo.

È un cammino spirituale il suo, un canto per la natura, la vita, l’amore universale, che significa riuscire a mantenersi in equilibrio nell’oggi conservando il senso di stupore e meraviglia per il mondo come visto attraverso lo sguardo puro e ingenuo di un bambino.

Milano Art Gallery: attesissima mostra del rinomato artista Luigi Galligani organizzata dal manager Salvo Nugnes

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Il rinomato artista contemporaneo Luigi Galligani sarà ospite dell’esclusiva galleria milanese “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 con una prestigiosa mostra dal titolo “La poesia del mito” che si terrà dal 19 settembre al 2 ottobre 2013, con inaugurazione in data giovedì 19 settembre alle ore 18.30. Organizzatore e promotore dell’importante esposizione è il manager Salvo Nugnes direttore di Promoter Arte e agente di nomi di spicco.

Nell’espressione artistica di Galligani la cornice simbolica delle opere, intesa come primaria fonte d’ispirazione è il mondo ideale appartenente all’arcaica tradizione mitologica e leggendaria con un virtuale recupero del passato nel presente e viceversa, cogliendo al meglio la sublime qualità dell’arte greca della “mirabile semplicità e quiete grandezza” e reinterpretandola con proprio stile, unico ed inconfondibile.

I materiali utilizzati per le sculture sono molteplici: marmo, bronzo, terracotta, resine, ceramica, tutti lavorati artigianalmente e con abile manualità tecnica frutto dell’esperienza maturata nelle accademie di Firenze e Carrara con i preziosi insegnamenti del maestro Floriano Bodini. Nelle rappresentazioni pittoriche e nei disegni emerge un realismo onirico, che riporta in vita ancestrali memorie di epoche lontane avvolte da magiche atmosfere misteriose.

Le figure predilette sono sensuali sirene, veneri pensose, dei e sibille, sfingi, meduse carnosissime e seducenti, che delineano il recupero del concetto di mito e la sua personificazione attuale in un racconto allegorico ricco e sontuoso, ma estremamente semplice e fluido nel poter essere carpito dall’occhio attento dell’osservatore.

Il processo formativo dell’immagine rielaborata da Galligani unisce moderno e antico per suggerire un’acuta riflessione sulle eterne vicende terrene e sulle intriganti contraddizioni esistenziali della nostra quotidiana umanità in un messaggio di accorata testimonianza e solida coerenza da lui perpetrato con radicata convinzione talvolta accompagnata da vivace ironia.