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Geoplant celebra il momento d’oro dei piccoli frutti al Global Berry Congress

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende, Mercati

La Società agricola romagnola torna dall’edizione 2019 della kermesse dedicata ai piccoli frutti, superfood dei nostri giorni, forte di importanti occasioni di scambio e della rinnovata consapevolezza in materia di sostenibilità, ambiente e trasparenza dell’intera filiera.

Si è tenuto dal 25 al 27 marzo il Global Berry Congress, l’appuntamento annuale con uno dei più rosei segmenti del mercato frutticolo internazionale.

A prendere parte alla tre giorni, ospitata quest’anno dal World Trade Center di Rotterdam, 580 delegati da 50 paesi differenti, 48 relatori e più di 30 aziende espositrici, accomunati dalla sempre crescente specializzazione in uno dei comparti più attivi, dinamici e interessanti degli ultimi anni.

Tra le realtà convinte della centralità dei berries e della rapidità del loro incessante percorso di sviluppo non potevano mancare molti player di punta del mercato italiano, come la ravennate Geoplant Vivai – rappresentata per l’occasione dal responsabile del settore fragola Lucilla Danesi e dal tecnico-commerciale Michele Montanari – da anni impegnata nella ricerca destinata al miglioramento genetico delle piante di fragola, che le ha permesso di immettere apprezzatissime varietà di fragola nel circuito di vendita nazionale e internazionale, come Tea, Olympia, Fragolaurea, Asia e Malga.

Tra i temi centrali della manifestazione olandese, la stretta connessione tra piccoli frutti e salute. Grazie alle loro preziose proprietà – capaci di renderli ipocalorici, benefici per l’alto contenuto in polifenoli e antociani e al contempo estremamente gustosi – i berries hanno conquistato sempre maggiori fette di mercato raggiungendo tutte le fasce di consumatori, attratti dalla semplicità e dall’immediatezza del consumo, ma anche dallo speciale equilibrio organolettico reso possibile da note di dolcezza e di acidità ben calibrate. Molti gli studi ufficiali citati, a testimonianza del sempre crescente interesse degli acquirenti nei confronti di questo “superfood”, ormai apprezzato e ricercato da più di un terzo della popolazione italiana.

Altro elemento di confronto imprescindibile, centrale per la kermesse e per le aziende che come Geoplant credono al valore della sostenibilità, è stato rappresentato proprio dalla necessità di far correre l’innovazione nella direzione di una produzione e di politiche aziendali etiche ed ecologiche. Sotto i riflettori il monitoraggio della supply chain per un’offerta ottimale dei prodotti, il ricorso a imballaggi sostenibili e la valorizzazione degli aspetti nutrizionali.

Se è vero che la quota di famiglie che inseriscono nel proprio paniere fragole, mirtilli e lamponi è destinata a salire ulteriormente, è fondamentale che il vivaismo si adoperi per mantenere altissimo lo standard qualitativo e trasparente la tracciabilità delle cultivar offerte: è proprio questo che rende da anni Geoplant Vivai un punto di riferimento del comparto, capace di far corrispondere al dinamismo del mercato ortofrutticolo il costante innalzamento del livello organolettico e delle garanzie fitosanitarie, fondamentali per rimanere competitivi e soprattutto per proporre al cliente un prodotto unico sul mercato.

www.geoplantvivai.com

Psicoterapeuta Novara, Dottoressa Silvia Parisi: L’aborto spontaneo

Scritto da Dottoressa Silvia il . Pubblicato in Salute

La psicoterapeuta Novara, Dottoressa Silvia Parisi, ci parla dell’aborto spontaneo e delle conseguenze psicologiche nei pazienti.

Nell’aborto spontaneo il suo impatto emotivo viene spesso minimizzato. Tuttavia la ricerca internazionale ha evidenziato che le risposte psicologiche dopo un aborto spontaneo, anche nelle fasi più precoci di gestazione, per quanto varie, sono frequentemente di sofferenza, stress e/o lutto, spesso difficile da elaborare, e possono svilupparsi in sintomi e/o quadri clinici, ascrivibili alle diagnosi del D.S.M IV , in particolare sintomi e disturbi depressivi o d’ansia.
Oltre che sulla salute psico-fisica della donna, questo evento può avere un impatto di sofferenza emotiva anche per il partner, seppure ancora meno riconosciuta ed espressa, e ci possono essere conseguenze nella relazione di coppia. Il possono essere effetti sulla gravidanza successiva, vissuta con maggior tensione per la riattivazione di reazione d’ansia o traumatiche. Ci possono essere interferenze nella relazione d’attaccamento con il figlio che nasce subito dopo, rischio del bambino “sostituto” o di attaccamento disorganizzato. Pertanto, la possibilità di prevenire o ridurre la sofferenza ulteriore, connessa questo evento già di per sé stressante, suggerisce la necessità di studiare le conseguenze psicologiche e psicopatologiche e di adottare appropriati interventi terapeutici.

Articolo scritto da: Dottoressa Silvia Parisi, psicoterapeuta a Novara

Psicoterapeuta Cuneo, Dott.ssa Silvia Parisi: La Terapia del Comportamento

Scritto da Dottoressa Silvia Parisi il . Pubblicato in Salute

La psicoterapeuta Cuneo, Dottoressa Silvia Parisi, ci parla degli sviluppi e della diffusione della psicoterapia cognitivo comportamentale.

La terapia del comportamento così si chiama perché si costituisce – negli anni 50 e 60- in duro conflitto con le psicoterapie tradizionali e a esse si contrappone fin nel nome: il comportamento è esso stesso dell’oggetto della terapia, non è il sintomo di qualche altro oggetto.
In altre parole, il trattamento rivolto in modo diretto ad alterare i repertori comportamentali del paziente, a differenza della psicoterapia tradizionale che sarebbe volta, in modo diretto, ad alterare l’organizzazione intrapsichica del soggetto e, come conseguenza indiretta, a modificare il suo comportamento. Le origini effettive della terapia del comportamento sono collocabili negli anni 60.
Gli anni 50 possono meglio se descritti come la stagione dei pionieri e dei primi albori. In quegli anni vanno ricordati tre nuclei che risulteranno storicamente determinanti, nuclei dispersi in tre diversi continenti. In Sudafrica son Wolpe, Lazarus e Rachman, i quali sviluppano modalità di decondizionamento/controcondizionamento delle reazioni emozionali sulla base di sperimentazione sull’animale nell’ambito del condizionamento pavloviano e della teoria dell’apprendimento di Hull. Wolpe, in particolare, mette a punto la tecnica di ” desensibilizzazione sistematica” ed espone risultati più che lusinghieri nel suo saggio Psycotherapy by Reciprocal Inhibition del 1958. Questo gruppo presso si disperde: Lazarus e Wolpe emigrano negli Stati Uniti, Rachman va a lavorare a Londra nell’istituto di Eysenck. A Londra, presso il Maudsley Hospital, Eysenck incoraggia allievi e collaboratori in una pratica terapeutica (molto più realistica) che si basa sui principi dell’apprendimento invece che sugli assunti tradizionali (psicodinamici). Negli Stati Uniti Skynner nella sua scuola studiano il condizionamento operante con pazienti psicotici profondamente regrediti. Sempre Skinner offre in Scienza e Comportamento una reinterpretazione della psicoterapia tradizionale come un’attività di carattere educativo, basata su involontari processi di condizionamento verbale e sociale che derivano dal rinforzo verbale sociale erogato dello psicoterapeuta-non direttivo e dallo psicoanalista.
Viene 60 vedono il primo sviluppo della terapia del comportamento e la sua prima diffusione (soprattutto) del mondo anglosassone. Il ritmo di crescita e assolutamente impressionante. Possiamo considerare come un indice di sensibilizzazione teorica e produttività scientifica il numero di pubblicazioni recensite negli Psychological Absract. Pur partendo praticamente da zero, la terapia del comportamento raggiunge in pochi anni i livelli che erano propri della terapia centrata sul cliente, e della psicanalisi.
Lungo ieri 60 gran parte dell’attenzione di clinici studiosi e volta a valutare l’effettiva efficacia delle tecniche comportamentali, in particolare della desensibilizzazione sistematica, e a sviluppare un armamentario clinico-terapeutico. All’inizio degli 70 la terapia del comportamento si è già imposta, in paesi come l’Inghilterra e negli Stati Uniti, come presenza di pieno diritto e di primo piano.

Articolo Scritto da: Dottoressa Silvia Parisi, psicoterapeuta a Cuneo.

Dai software chirurgici agli infermieri robot: il futuro della medicina digitale

Scritto da Sara Mohamed il . Pubblicato in Salute

In un futuro neanche troppo lontano le sale operatorie e le corsie degli ospedali saranno popolate da chirurghi robot e androidi capaci di imitare i comportamenti degli infermieri umani.

Recenti studi, infatti, hanno dimostrato quanto i robot finora utilizzati in campo medico siano  preziosi per cooperare con gli umani durante situazioni di stress elevato, ad esempio durante gli interventi chirurgici.

Gli scienziati sono convinti che presto umani e robot potranno lavorare insieme in sala operatoria, migliorando la sicurezza e il risultato finale dell’intervento. La robotica, col passare del tempo e lo sviluppo di tecnologie sempre più affinate, offrirà alle équipe operatorie un aiuto sempre più valido. A differenza degli umani, infatti, i robot non si stancano e sono in grado di compiere una serie infinita di precisi movimenti. Le competenze umane dalla sala operatoria, dicono gli analisti, non saranno comunque eliminate, ma integrate con quelle specifiche capacità che solo la tecnologia digitale riesce a garantire.

La digitalizzazione della tecnica medica e chirurgica ha fatto passi da gigante ottenendo risultati importanti. Senza guardare troppo avanti, un passaggio fondamentale in questo senso per il prossimo futuro è rappresentato dall’informatizzazione della check list operatoria, tramite appositi software come H2O che gestiscono digitalmente la procedura definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per ridurre i rischi e alzare il livello di sicurezza in sala operatoria, a vantaggio sia del paziente che della stessa struttura sanitaria. Questi software, insieme ad acceleratori lineari, chirurghi robot, infermieri digitali e protesi artificiali rappresentano il presente e il futuro della medicina.

L’impiego delle macchine in chirurgia è relativamente recente: le prime risalgono agli anni Ottanta del secolo scorso e venivano utilizzate negli interventi chirurgici agli occhi, grazie alla loro capacità di aumentare il livello di precisione e ridurre i traumi. Trentacinque anni dopo, i numeri hanno confermato la validità pressoché universale della chirurgia digitale, che riduce le percentuali di errore e permette di effettuare interventi sempre meno invasivi, con tempi di recupero più brevi. A tutto vantaggio dell’efficienza e dei costi delle strutture ospedaliere.
Soltanto in alcuni interventi specifici – ad esempio la rimozione del rene e il cancro rettale – le nuove tecnologie non hanno ancora mostrato significativi miglioramenti in termini di costi delle operazioni e tempi di intervento rispetto alla chirurgia tradizionale.

Nonostante, secondo gli analisti di settore, il ruolo del medico in carne ed ossa non è e non sarà in discussione, il futuro della medicina è hi-tech ed entro dieci anni vedere negli ospedali questi replicanti robot, capaci sia di operare, sia di effettuare le più comuni operazioni di corsia, come portare l’acqua ai pazienti e sistemare i letti, sarà la normalità.

I disturbi della menopausa, la sindrome genito-urinaria

Scritto da kristin il . Pubblicato in Salute

Per molte donne, nella fase della menopausa che segue la scomparsa del ciclo mestruale, si possono avvertire i sintomi del disturbo genito-urinario e della atrofia vulvovaginale.

Si tratta di disturbi determinati dal progressivo deterioramento delle cellule che costituiscono i tessuti vaginali e della vulva, i quali coinvolgono anche quelli della vescica e dell’uretra.
A causa della scomparsa degli ormoni, estrogeni e testosterone, nella menopausa l’organismo accusa alcuni sintomi a carico dell’apparato urinario e genitale.

  • Sintomi vaginali: irritazione, bruciore, perdite vaginali biancastre odorose.
  • Sintomi urinari: urgenza nella minzione, incontinenza, bruciori, infezioni con cistiti.
  • Sintomi sessuali: mancanza di lubrificazione vaginale e dolore durante i rapporti sessuali completi.

Per la cura di tali disturbi, Artemedica Tor Vergata propone un trattamento che utilizza l’innovativa tecnologia Vagy Combi.
Questo dispositivo di ultima generazione, supporta il trattamento della sindrome genito-urinaria abbinando l’elettroporazione e la radiofrequenza, e contrastando il rilassamento cutaneo.

L’elettroporazione consente di veicolare l’acido ialuronico o prodotti ad azione idratante nella zona interessata, aumentando la permeabilità e tonificando i tessuti genitali.
La radiofrequenza somministra calore nella zona interessata, determinando un innalzamento del potenziale energetico delle membrane cellulari.

Per i mesi di Febbraio e Marzo 2017

TRATTAMENTO VAGY COMBI

in promozione al costo di 70 euro per seduta

L’offerta prevede anche una prima visita gratuita, comprensiva di:

  • counselling
  • valutazione del VHI (Vaginal Health Index) e del numero di sedute necessarie
  • eventuale prescrizione di esami propedeutici come pap test e tampone vaginale (esclusi).

Per informazioni e prenotazioni sulla visita e il trattamento Vagy Combi per la sindrome genito-urinaria, chiama il poliambulatorio presso i numeri 06 72 32 045 – 366 43 01 471 oppure scrivi a segreteria@artemedicatorvergata.it

Dieta Dukan: vantaggi e svantaggi. Cosa ne pensano gli italiani?

Scritto da RemigioLordi il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

In questi ultimi anni si sente spesso parlare della dieta Dukan. Ma in realtà di cosa si tratta? Si tratta di una dieta dimagrante che a detta di molti sembra apportare grandi benefici al corpo, uno di questi è sicuramente la perdita dei chili di troppo.

Dieta Dukan: in cosa consiste?

La dieta Dukan prevede 4 fasi, ovvero:

  • la prima definita di attacco: in pratica dai 3 ai 10 giorni si possono mangiare tutti gli alimenti ad alto contenuto proteico: carni rosse, uova, pesce, prosciutto sgrassato, pesce, latte magro, crostacei, ecc…
  • la seconda fase è definita di “crociera”: ai cibi consentiti al primo periodo si possono aggiungere in questo ciclo anche alcuni tipi di verdure e legumi
  • la terza fase è chiamata “di consolidamento” (la più importante): per evitare l’effetto yo-yo ossia il ritorno dei chili persi, bisogna cercare di mantenere il peso forma ottenuto nella fase di “crociera”. Per fare questo occorre avere la consapevolezza che non si può eccedere con gli alimenti. Dal punto di vista psicologico, questa fase è la più dura, ma una volta superata, non sarà difficile mantenere il peso forma. Verranno dunque, introdotti sia alimenti previsti nella fase di “crociera” ovvero ravanelli, asparagi, spinaci, piselli, porri, funghi, cetrioli, pomodori, cavoli e sia i carboidrati come pasta, riso, patate, polenta, pane integrale e una piccola quantità di formaggio al giorno. Durante la fase di consolidamento si può aggiungere la frutta 1 volta al giorno e due volte alla settimana è permessa una cena appetitosa e gustosa
  • l’ultima fase è quella della “stabilizzazione”: qui si torna nuovamente ad un regime alimentare normale, cercando di consumare una volta alla settimana soltanto proteine

Dieta Dukan: ma cosa ne pensano gli italiani?

Dimagrire è il sogno un po’ di tutti ed infatti sono moltissime le persone che ancora oggi, nonostante svariati dibattiti decidono di seguire tale regime alimentare. E’ un enorme successo in Francia, ma anche qui in Italia ha riscosso una buona notorietà. Tuttavia molti dietologi la sconsigliano per il semplice fatto che con il tempo può arrecare danni all’organismo poiché si tratta di un regime alimentare poco corretto.

Dieta Dukan: funziona realmente?

Sono in molti a domandarselo se veramente tale dieta funzioni o meno. Di sicuro i risultati ci sono, ne è la dimostrazione la principessa Kate Middleton che in prossimità della nozze aveva deciso di seguire tale dieta eliminando molti chili.

Dieta Dukan: quanto è sicura?

Questo regime alimentare è stato appurato che funziona realmente, poiché aiuta ad eliminare anche il grasso di deposito, tuttavia per poter essere applicato in modo corretto bisogna essere seguiti da medici specializzati nel settore, altrimenti il rischio è quello di incorrere in danni permanenti.

Aglea Salus e Dottori.it siglano un accordo per la tutela della salute e la diffusione della cultura della prevenzione sanitaria in Italia

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Salute

La società Generale di Mutuo Soccorso Aglea Salus e Dottori.it (https://www.dottori.it), il più grande portale online di prenotazione visite specialistiche e accertamenti diagnostici, hanno siglato un accordo per la tutela della salute e la diffusione della cultura della prevenzione sanitaria in Italia.

Obiettivo della partnership è offrire agli Associati Aglea Salus la possibilità di accedere al network degli specialisti di Dottori.it, che conta oltre 40.000 medici, con un sistema di prenotazione utile, comodo e soprattutto gratuito; al contempo, l’intesa permetterà agli utenti registrati sul portale di sottoscrivere una copertura sanitaria particolarmente vantaggiosa, che consentirà loro di usufruire di 1 o 2 prestazioni gratuite sul network Dottori.it, riducendo così i costi della spesa “out of pocket” sostenuta dalle famiglie.

“Da oggi anche coloro che si rivolgono al web per la ricerca di uno specialista potranno usufruire di un servizio di assistenza che risponde alla consapevolezza dell’importanza di tornare ad investire sulla qualità della vita, sulla persona e sulle sue esigenze in fatto di salute e benessere – ha dichiarato Filippo Buono, Presidente di Aglea Salus.In questa partnership con Dottori.it si fondono i nostri comuni principi, votati alla diffusione di una cultura di tutela della salute attraverso la prevenzione sanitaria e di un corretto stile di vita”.

Si conferma così la strada intrapresa da Aglea Salus nella ricerca di procedure virtuose, finalizzate a favorire programmi di prevenzione come primo e più importante passo di tutela della propria salute, semplificando l’accesso ai piani assistenziali con le soluzioni tecnologicamente innovative di Dottori.it, che vanno a implementare il set dei servizi già disponibili per gli Associati.

Intraprendere questa collaborazione costituisce un valore aggiunto per i nostri utenti e per gli Associati della mutua – commenta Paolo Bernini, CEO di Dottori.it.La convenzione è frutto di una visione condivisa fin da subito con Aglea Salus per ciò che concerne i valori legati alla solidarietà e alla mutualità. È da sempre nostra cura diffondere la cultura della prevenzione e della tutela della salute perché si tratta di un diritto imprescindibile da tutelare”.

Web e salute, per il 52% dei medici italiani il rapporto con i pazienti è migliorato con la diffusione di internet

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Internet, Salute

Se oltre il 49% della popolazione* ammette di utilizzare spesso internet come un vero e proprio oracolo della salute, per i medici specialisti italiani il “dottor Web” non rappresenta un problema, anzi. L’ultima indagine di Dottori.it (https://www.dottori.it), portale leader in Italia per la prenotazione online di specialisti, rivela che per il 52% dei medici specialisti italiani con la diffusione di internet il rapporto con i pazienti è migliorato.

Dalle risposte ottenute da un panel di 2.000 professionisti iscritti al sito soltanto il 9% degli intervistati ha accusato il web di aver peggiorato, rispetto al passato, la relazione con gli ammalati, mentre per il 39% non ci sono stati cambiamenti. Guardando all’area geografica in cui operano gli specialisti che hanno risposto al sondaggio, chi ha visto migliorare maggiormente il suo rapporto con i pazienti, dopo la diffusione di internet, sono i medici che lavorano al Sud e nelle Isole: fra loro la percentuale sale al 56%.

Il rapporto medico specialista-paziente, con internet, è diventato più interattivo per il 52% degli specialisti, mentre è più personalizzato per il 15%. L’8% ha dichiarato di avere una relazione più approfondita con chi ha in cura.

Con il web il paziente è cambiato

Osservando con gli occhi di uno specialista, come sono cambiati i pazienti dalla diffusione del web? Secondo il 45% dei medici chi richiede la loro consulenza è più attivo nella ricerca di un dottore che sia specializzato proprio nel trattamento della sua patologia.

Tante luci, ma anche qualche ombra: il 39% dei professionisti dichiara di ricevere pazienti più allarmati da ciò che hanno letto sul web circa i loro sintomi. La fiducia riposta in ciò che si trova su internet porta il 38% degli specialisti intervistati a notare come ci siano sempre più persone portate all’autodiagnosi e più suscettibili e influenzabili dalle storie lette in rete (per il 34% dei rispondenti). Il sondaggio ha confermato come il web abbia un importantissimo ruolo all’interno della prevenzione, tanto che per il 34% degli specialisti i pazienti italiani sono diventati più attenti a questi temi proprio grazie a internet.

Il 22% dei medici ha denunciato una maggiore inclinazione al fai da te in tema salute da parte del paziente 2.0. La fiducia nello specialista rimane tuttavia indiscussa e solo per il 13% dei professionisti questa è scemata a causa dell’uso del web. Contrariamente a quanto si possa pensare, però, internet non ha reso i pazienti più aperti nel parlare di tematiche sensibili: soltanto l’8% dei medici ha notato una maggiore disinvoltura verso problemi “imbarazzanti”.

«La discussione sul ruolo del web nel mondo della salute viene spesso affrontata dal punto di vista dei pazienti e raramente da quello dei medici – sostiene Paolo Bernini, CEO di Dottori.itPer questo abbiamo pensato di chiedere agli specialisti quali ripercussioni avesse avuto la diffusione di internet sulla loro professione. Potrebbero sorprendere scoprire che sono over 60 gli specialisti che reputano il rapporto con i pazienti 2.0 più interattivo; in realtà, dalla crescita del nostro portale, notiamo come la fascia d’età di un medico, così come di un paziente, non sia più la discriminante dell’uso della tecnologia offerta dal sito».

Qardio lancia la campagna “Mantieniti sano nel modo più Smart”: scopri come monitorare la salute in modo intelligente, semplice e affidabile

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness, Salute, Tecnologia

Qardio, Inc., pluripremiata azienda nata nel 2012 dall’idea di due imprenditori italiani – Marco Peluso and Rosario Iannella – con l’obiettivo di innovare il settore healthcare con dispositivi digitali semplici, affidabili e alla portata di tutti, annuncia oggi la campagna “Mantieniti sano nel modo più Smart”, volta a promuovere una maggior conoscenza e consapevolezza relativamente a questi device dal design curato nei minimi dettagli e dalle tecnologie mediche allo stato dell’arte.

Tale campagna – che inizia oggi 19 maggio e si conclude il 20 giugno – si inserisce all’interno del lancio ufficiale dei prodotti Qardio nei più importanti retailer italiani, tra cui Euronics, Unieuro e Expert. Non solo; i prodotti Qardio sono disponibili anche presso gli Apple Store, Amazon e in diverse farmacie aderenti.

Durante il periodo della campagna, centinaia di punti vendita sparsi in tutta Italia, applicheranno prezzi speciali e, in molti di essi, ci sarà la possibilità di toccare con mano e provare i prodotti Qardio – in particolare QardioArm (sarà venduto a 99.99 Euro invece che 129.99 euro), una fascia che monitora in tutta semplicità la pressione arteriosa e trasmette i dati sanitari via wireless al proprio smartphone, e QardioBase (sarà venduto a 129.99 euro invece che 149.99 euro), una bilancia smart dal design estremamente elegante e dotata di varie funzioni di body analizer – supportati da membri dello staff pronti a dimostrazioni pratiche e a rispondere a qualsiasi dubbio o richiesta.

 “Siamo molto contenti di poter annunciare questa iniziativa, che ha lo scopo di avvicinare i consumatori italiani a un mercato in costante crescita, ma del quale forse ancora non tutti ne conoscono le potenzialità. Siamo sempre più attenti alla nostra salute e avere a portata di mano uno strumento che la possa analizzare e monitorare in modo sicuro, semplice e affidabile rappresenta un grosso passo avanti.

Qardio si muove in questa direzione, offrendo prodotti innovativi che permettono di avere accesso alle più avanzate tecnologie mediche ad un prezzo assolutamente ragionevole. I nostri device, inoltre, si inseriscono perfettamente nello stile di vita odierno, essendo compatti, leggeri, affidabili e accattivanti nel design”, dichiara Alexis Zervoglos, Chief Business Officer di Qardio.

Lo scopo di Qardio è quello di rivoluzionare il mercato healthcare con la progettazione e introduzione di soluzioni smart capaci di combinare funzionalità e tecnologie allo stato dell’arte, con una user experience semplice, ma completa e affidabile.

I dispositivi Qardio aiutano chiunque voglia tenere sotto controllo la propria salute a raccogliere dati medici in modo semplice e senza alcuno sforzo per poi comunicarli via smartphone al proprio dottore o farmacista.

“Il primo dispositivo Qardio l’ho pensato e realizzato pensando a mio padre, che vive a Napoli”, commenta Marco Peluso, CEO di Qardio. “Importare le soluzioni Qardio anche in Italia è sempre stato un nostro obiettivo e, con questa campagna nazionale, siamo felici di offrire a tutti i nostri concittadini il privilegio di poter scoprire e beneficiare di questi prodotti smart dedicati alla salute, affinchè tutti possano monitorare facilmente i propri valori e avere un feedback immediato, ovunque e in qualsiasi momento”.

La campagna prevede che chiunque possa avere l’opportunità di provare QardioArm e QardioBase, verificare la loro facilità d’uso e le loro potenzialità, nonchè di ricevere informazioni dettagliate circa l’importanza di monitorare con regolarità la propria salute. Non da ultimo, durante la campagna, che si svolgerà dal 19 maggio al 20 giugno 2016, QardioArm e QardioBase saranno venduti – sia online che nei negozi – a un prezzo speciale.

QardioArm a 99.99 Euro (invece che 129.99 euro) e QardioBase a 129.99 euro (invece che 149.99 euro).

Per maggiori informazioni, visitate: www.getqardio.com

Aceto di mele, valido aiuto per controllo peso e cellulite

Scritto da Marco Franceschi il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

Uno dei nostri principali problemi nel tenere sotto controllo la linea riguarda la quantità e qualità dei grassi che ingeriamo con  l’alimentazione. Finché la qualità dei nutrienti è elevata e il nostro organismo funziona regolarmente, i grassi che mangiamo si trasformano in energia che utilizziamo durante la giornata per lavoro, sport e vita in generale. Quando questo meccanismo si inceppa, vuoi perché la qualità degli alimenti è molto scarsa (ingeriamo quindi molecole non necessarie o peggio ancora dannose per l’organismo), vuoi
perché il nostro metabolismo rallenta, ecco che i grassi si accumulano nel sangue creando tre situazioni dannose e pericolose:
● si formano cuscinetti di grasso antiestetici
● si rischia un innalzamento pericoloso dei livelli di colesterolo LDL, detto anche colesterolo cattivo
● si concretizza un progressivo accumularsi di scorie tossine nell’organismo che sono alla base dei fenomeni della cellulite, della perdita di tono e lucentezza della pelle e di molti altri effetti secondari comunque dannosi.

La Natura ci assiste per contrastare questa serie di fenomeni negativi con l’aceto di mele, che si può trovare in forma pura liquida o, per chi non gradisce il suo sapore non certamente delicato e invitante, in capsule sotto forma di integratore.

Alla base di questo prodotto naturale ci sono le virtù salutari della mela che per trasformarsi in aceto o anche in integratore deve essere di qualità eccellente, matura e proveniente da coltivazioni biologiche. L’aceto di mele è considerato tra i più potenti divoratori di grassi in eccesso nel nostro organismo, oltre che a procurare un’adeguata stimolazione del metabolismo.

Ma come funziona nello specifico? La cosa più importante quando si hanno dei cuscinetti di grasso localizzati in vari punti del corpo è fare in modo che essi siano svuotati, che il grasso sia poi trasportato dal sangue nei muscoli e che qui venga bruciato e trasformato in energia.

Questo è ciò che avviene grazie all’azione dell’aceto di mele.

Non solo: oltre a questa azione sulle cellule adipose esistenti, l’aceto di mele impedisce anche il proliferare di nuove cellule di grasso.
E’ quindi un ottimo alleato per tutti coloro che mangiano spesso fuori casa o che difficilmente riescono a evitare le tentazioni di una cucina ricca e gustosa.

Oltre agli effetti sul grasso e sul metabolismo in generale, l’aceto di mele presenta ulteriori benefici per il nostro organismo:
● ha una buona efficacia depurativa stimolando l’organismo a liberarsi da scorie e tossine
● ha un’azione riequilibrante sulla flora intestinale e aiuta a contrastare la stitichezza regolarizzando l’intestino

L’ideale è acquistarlo sotto forma di integratore in modo di avere la comodità e la praticità di portarlo con sé durante la giornata e poterlo assumere nelle dosi consigliate prima o durante i pasti principali.