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L’importanza della sicurezza sul lavoro: la figura del RSPP

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende

La sicurezza sul lavoro è argomento di fondamentale importanza perché in tutti i luoghi di lavoro ci potrebbero essere pericoli e rischi che possono mettere in pericolo la salute e l’incolumità del lavoratore.

Lavorare in un ambiente sano è un diritto del lavoratore oltre ad essere previsto dalla legge; mettere quindi in sicurezza il luogo di lavoro non è solo un dovere morale ma anche un dovere legale.

Lavorare in sicurezza: diritto per ogni lavoratore

Questo punto non è solo un vantaggio per il lavoratore ma è anche un vantaggio per il Datore di Lavoro che non deve preoccuparsi dell’incolumità dei suoi dipendenti ed è inoltre un vantaggio anche per il dipendente stesso che lavorerà in un clima sereno diventando più efficiente ed ottimizzando così la sua produttività.

Per assolvere alla tutela del lavoratore e garantire la sicurezza sul luogo di lavoro è necessario che, all’interno di ogni azienda, vi sia un Responsabile della Sicurezza con la funzione di controllare che tutti gli ambienti di lavoro siano stati messi in sicurezza.

Si è sentito parlare tanto di tragedie successe sul luogo di lavoro, episodi che si sarebbero potuti evitare se il Datore di Lavoro avesse provveduto preventivamente ad inserire, all’interno dell’azienda, un valido responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

RSPP responsabile del servizio prevenzione e protezione

Quindi la figura che serve ad ogni azienda per contrastare il problema della sicurezza sul lavoro è il RSPP, un responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Questo responsabile, deve seguire un corso di formazione specifico, dopo il quale otterrà l’attestato che potrà confermarlo come figura abilitata alla sicurezza. Non è necessario che il RSSP sia una figura nuova da inserire in azienda, ma il Datore di Lavoro può decidere di essere lui stesso responsabile della sicurezza o, in caso contrario, può decidere di far fare il corso a un suo dipendente che dopo aver ottenuto l’attestato potrà occuparsi della sicurezza all’interno dell’azienda.

La figura del RSPP è obbligatoria ed è prevista dalla legge in qualunque attività, azienda o GDO, l’obbligatorietà deriva dal fatto che in ogni luogo di lavoro possono esserci dei rischi nei quali potrebbe incorrere il lavoratore.

I corsi RSPP Monza e Brianza però, sono gestiti in modo tale da creare dei percorsi ad hoc, in base al grado di rischio presente in ogni attività, naturalmente un’azienda edile avrà un grado di rischio maggiore rispetto a un negozio di abbigliamento ma in entrambi i casi è comunque necessario che un dipendente, o il Datore di Lavoro, ricopra la figura del RSPP.

RSPP e la responsabilità civile

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Industria

Le responsabilità civili e penali del RSPP costituiscono un importante tema di riflessione giuridica, connessa con la sempre maggiore importanza acquisita dalla figura del RSPP nell’organizzazione aziendale.

La responsabilità civile del RSPP

La responsabilità penale non esaurisce l’ambito delle responsabilità del RSPP il quale, con l’assunzione dell’incarico, assume anche degli obblighi nei confronti del Datore di Lavoro, specie se si tratta di RSPP esterno all’azienda o comunque di RSPP interno che, per tale ruolo, riceve una specifica retribuzione.

Se dunque dalla sua consulenza derivano danni a qualcuno, il RSPP li deve risarcire.

La responsabilità civile del RSPP può dunque classificarsi in due grandi famiglie: la responsabilità extracontrattuale (o “da fatto illecito” o “aquiliana”) e la responsabilità contrattuale.

Responsabilità extracontrattuale

La responsabilità extracontrattuale del RSPP trova fondamento in una delle norme più importanti dell’intero ordinamento giuridico che è contenuta nell’art. 2043 del Codice Civile: “Qualunque fatto, doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.

Nella sua semplicità questa disposizione è il cardine su cui si fonda la parte preponderante della responsabilità civile del RSPP: qualunque fatto “doloso o colposo” significa infatti qualsiasi azione, sia essa cosciente e volontaria, oppure semplicemente, non voluta, ma posta in essere per negligenza, imprudenza o imperizia, se cagiona un danno a qualcuno, obbliga al risarcimento.

Una consulenza errata, superficiale, negligente; la mancata adozione di misure preventive di un rischio, la mancata informazione ai lavoratori ecc. sono tutte azioni che, laddove diventino causa o concausa di un danno, obbligano il RSPP a risarcire di tasca propria i soggetti lesi.

Va da sé che, anche in questo caso, le ipotesi più tipiche di responsabilità sorgono in occasione di infortuni sul lavoro e vanno di pari passo con la responsabilità penale.

Ma la responsabilità civile ha un’estensione che travalica i limiti della responsabilità penale e che può affermarsi anche quando, in ipotesi, il soggetto non sia più penalmente perseguibile (magari per prescrizione del reato): l’obbligo di risarcire il danno infatti, sopravvive anche alla prescrizione penale, se è stato adeguatamente azionato.

Si tratta insomma di una responsabilità che si rivolge a 360° a tutti i soggetti che, a causa della negligenza del RSPP possano lamentare dei danni, sia di natura patrimoniale (perdite nel patrimonio, mancato guadagno ecc.)  sia di natura non patrimoniale (danni qualificati come morali, alla salute, biologici, esistenziali, alla vita di relazione ecc.)

Non si limita infatti al risarcimento del danno direttamente subito dal soggetto infortunato, ma può estendersi anche (senza pretesa di esaustività):

  • al danno subito dagli enti previdenziali o assistenziali che – in ipotesi – potrebbero rivalersi nei confronti del Datore di Lavoro e, eventualmente, anche del RSPP negligente, per le somme pagate al lavoratore nell’ambito delle coperture assicurative obbligatorie per legge;
  • al danno patito dai congiunti del lavoratore infortunato iure proprio (danni patrimoniali e non patrimoniali subiti per accudire il congiunto) o iure hereditario (danni patrimoniali e non subiti dal lavoratore che poi, sempre a causa dell’evento occorso, muore);
  • danni alla salute pubblica o danni morali lamentati da enti locali, sindacati, associazioni di categoria in relazione a infortuni sul lavoro che determinino anche gravi lesioni dei diritti costituzionalmente garantiti

In questi casi il risarcimento è esteso a tutte le conseguenze legate i modo immediato e diretto all’evento, chiunque ne sia il titolare, purché questi dimostri (con prova a suo carico) che sussiste un danno e un nesso di causalità fra il danno e il comportamento del RSPP.

Responsabilità contrattuale.

L’affidamento da parte del Datore di Lavoro e l’accettazione da parte di un soggetto, dell’incarico di RSPP, si configura in genere come un contratto a prestazioni corrispettive in cui il nominato RSPP assume l’obbligo di svolgere i compiti propri a tale figura, a fronte di un compenso da parte del Datore di Lavoro.

Si tratta, evidentemente, di un contratto d’opera professionale, tanto più perché il RSPP, benché non iscritto in uno specifico albo, esercita essenzialmente un’attività lavorativa di carattere intellettuale consistente nella prestazione di consulenza, nella progettazione di misure di contrasto ai rischi lavoro correlati ecc.

Il RSPP, in quanto soggetto qualificato in virtù dei corsi di formazione sicurezza lavoro che ha frequentato e della formazione che ha ricevuto, è tenuto pertanto ad assolvere alle obbligazioni contrattuali legate al suo ruolo con la diligenza del buon professionista.

Ne consegue che, laddove il RSPP non svolga con la dovuta diligenza l’incarico che gli viene affidato, il Datore di Lavoro che subisca un danno può contestare l’inadempimento contrattuale e, eventualmente, protestare i danni che abbia subito.

Si pensi, ad esempio al caso di un Datore di Lavoro, non sufficientemente informato ed assistito dal proprio RSPP, che subisce una condanna ai sensi dell’art. 451 c.p. o che subisce una condanna per un reato contravvenzionale (proprio) o una sanzione amministrativa: se è infatti vero che la nomina del RSPP non esonera (quasi mai) da responsabilità il Datore di Lavoro, è altrettanto vero che se il Datore di Lavoro subisce delle perdite patrimoniali in relazione ad una consulenza erronea del RSPP (o di una consulenza omessa…) potrebbe rivolgere le proprie richieste risarcitorie nei confronti di quest’ultimo.

In caso di responsabilità contrattuale opera solo fra i soggetti che sono parti del contratto (datore e RSPP) e il risarcimento trova una limitazione a quei danni essenzialmente patrimoniali che sono conseguenza prevedibile dell’inadempimento contrattuale, con la tendenziale esclusione di danni di natura non patrimoniale.

In questo caso, il Datore di Lavoro che avesse subito un danno avrebbe unicamente l’onere di dimostrare che si è verificato un danno e che lo stesso deriva da una difettosa consulenza del RSPP: incomberebbe invece su quest’ultimo dimostrare di aver adeguatamente prestato la propria attività di consulenza, ossia di aver correttamente adempiuto agli obblighi imposti dalla legge al suo ruolo.

Resta inteso, infine, che i due tipi di responsabilità potrebbero anche coesistere fra loro.

Mettiamo in chiaro le responsabilità degli RSPP

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Legale

Nel mondo del lavoro e in particolare nelle aziende italiane è sempre più importante garantire la sicurezza dei lavoratori. A questo scopo il D.Lgs. 81/2008 ha definito la figura dell’RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) all’interno della azienda , figura preposta alla gestione e all’organizzazione del sistema appartenente alla prevenzione e alla protezione dai rischi.

Ma questa mansione implica anche responsabilità che investono sia l’addetto RSPP che il datore di lavoro.

Scopriamo, con l’aiuto Riccardo P., esperto nella sicurezza sul lavoro e nella formazione dei lavoratori, quali siano i limiti e quale sia l’iter formativo di questa figura essenziale.

Domanda: Da chi viene nominato l’RSPP?

Riccardo: Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è un professionista esperto in sicurezza, può essere interno all’azienda oppure un professionista esterno, ma deve venir designato direttamente dal Datore di Lavoro per gestire tutta quella sfera di attività che rientrano nel servizio di prevenzione e protezione dai rischi (SPP).

Si tratta di un obbligo non delegabile che ha il Datore di Lavoro (secondo la normativa Datore di Lavoro, prevista dall’art. 17, comma 1, lettera B del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Esiste anche la possibilità, ma solo in alcune tipologie di aziende (individuate dall’art. 34 comma 1 ed allegato II del D. Lgs. 81/2008), che sia lo stesso Datore di Lavoro a ricoprire il ruolo dell’RSPP.

Domanda: Come si forma un RSPP in azienda?

Riccardo: Che si tratti dello stesso Datore di Lavoro, di un dipendente interno oppure di un consulente esterno, l’RSPP dovrà frequentare dei corsi di formazione Monza della durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti ed alle attività lavorative svolte.

Sono corsi formazione RSPP quinquennali suddivisi in differenti parti, i famosi moduli A,B e C, il primo è il corso di ingresso e gli altri aggiornamenti.

Domanda: Con chi collabora l’RSPP?

Riccardo: il preposto collabora strettamente, oltre con il Datore di Lavoro, anche con il Medico e il Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza.

Insieme, queste figure, sono chiamate a stilare il Documento per la Valutazione dei Rischi e, sempre assieme a queste figure, è chiamato anche a presenziare a riunioni periodiche indette dal Datore di Lavoro.

L’RSPP poi dovrà gestire l’insieme delle persone, dei sistemi e dei mezzi, esterni o interni all’azienda, finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dei rischi, come sancito dall’articolo 2 comma 1 lettera l del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Domanda: Quali mansioni dovrà svolgere, più in dettaglio, l’RSPP?

Riccardo: Anche qui la legislazione ci viene in aiuto, l’art 33, comma 1 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. stabilisce le mansioni del preposto all’interno dell’azienda.

Suo è il compito di individuare e valutare le fonti di rischio presenti sul posto di lavoro e, di conseguenza, individuare le possibili soluzioni, nel rispetto della normativa vigente e alla specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale. Una volta individuate le fonti di rischio sarà sua responsabilità elaborare le misure preventive e protettive ed assicurarsi che siano correttamente messe in atto.

Dovrà partecipare a consultazioni in merito alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, nonché alle riunioni con le altre figure chiave per la sicurezza a cui abbiamo accennato prima.

Dovrà fornire ai lavoratori le informazioni sui rischi e proporre i programmi di informazione e formazione destinati a questi ultimi sulle procedure di primo soccorso, antincendio ed evacuazione e fornire a ciascuno di loro informazioni specifiche sui rischi legati all’attività che svolge in azienda. Dovrà coordinare le attività dei suoi collaboratori, agli addetti del SPP e del Medico Competente.

Domanda: Quali sono le responsabilità penali che potrebbe trovarsi a fronteggiare?

Riccardo: non vi è uno specifico sistema di responsabilità penali per l’RSPP, ma questo non significa che non possa incorrervi in caso di reati gravi o di imperizia.

Insieme al Datore di Lavoro infatti, risponde per ogni incidente o infortunio che sia riconducibile ad una situazione pericolosa che avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare (Cass. Pen. Sez. IV 27.01.2011 n. 2814).

Questo per ricordarci sempre che la sicurezza sul posto di lavoro non è un gioco o uno scherzo ma una precisa responsabilità che non può essere presa sottogamba per assicurarci luoghi di lavoro sicuri e adeguati ad una concezione moderna dell’impiego.

Formazione RSPP e responsabilità penale

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Istruzione

Come accennato il D.Lgs. 81/08 non prevede specifiche sanzioni penali per l’RSPP: non vi è dunque uno specifico sistema di pene (per delitti: reclusione/multa; per contravvenzioni: arresto/ammenda) che vada a sanzionare il comportamento di un RSPP che non svolge adeguatamente il suo compito.

Il che non significa che il RSPP non possa incorrere in una responsabilità penale, anche per reati piuttosto gravi.

Il RSPP infatti risponde, insieme al datore di lavoro, “per il verificarsi di un infortunio ogni qual volta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare” (Cass. Pen. Sez. IV 27.01.2011 n. 2814).

Tale impostazione non era immediatamente chiara al momento dell’emanazione del D.Lgs. 626/94, mentre il quadro normativo attuale (D.Lgs 81/08 s.m.i) prevede che il datore di lavoro sia e rimanga titolare della posizione di garanzia e, di conseguenza, il responsabile – salvi i casi che si diranno – in caso d’infortunio sul lavoro.

E’, infatti, il datore di lavoro che ha l’obbligo di compiere la valutazione dei rischi e di elaborare il documento contenente le misure di prevenzione e protezione (che, si rammenta, contiene sia l’individuazione delle potenziali fonti di rischio, sia la specificazione delle contromisure adottate in azienda per far fronte a tali rischi).

Tali attività sono svolte con l’ausilio di un consulente specializzato e professionalmente competente: il RSPP formato in materia di sicurezza sul lavoro.

Sia la valutazione dei rischi, sia la redazione del DVR, pertanto, fanno capo al datore di lavoro che, nel caso le ometta, è perseguito penalmente in prima persona (art. 55 D.Lgs. 81/08): a prima vista pertanto nessuna sanzione penale diretta investe il RSPP sulle cui responsabilità il D.Lgs. 81/08 sostanzialmente tace.

Tuttavia, il fatto, che la normativa di settore escluda la sanzionabilità penale o amministrativa di eventuali comportamenti inosservanti dei membri del servizio di prevenzione e protezione, non significa che questi componenti possano e debbano ritenersi in ogni caso totalmente esonerati da qualsiasi responsabilità penale e civile derivante da attività svolte nell’ambito dell’incarico ricevuto.

Infatti, occorre distinguere nettamente il piano delle responsabilità prevenzionali (di cui, in genere, non risponde penalmente il RSPP), derivanti dalla violazione di norme di puro pericolo, da quello di responsabilità per reati colposi di evento, quando cioè si siano verificati infortuni sul lavoro o tecnopatie. (Cass. Pen. Sez. IV n. 2814 del 27 gennaio 2011).

In definitiva vi è corresponsabilità del RSPP con il datore di lavoro per la verificazione di un evento lesivo tutte le volte che l’inosservanza dei compiti di prevenzione attribuiti al RSPP dalla legge si configura come una delle concause dell’evento lesivo.

Pertanto, qualora il datore di lavoro non adotti una doverosa misura di prevenzione a causa di un errato suggerimento o di una mancata segnalazione circa una situazione di rischio da parte del RSPP, che abbia agito con imperizia, imprudenza o inosservanza di leggi e discipline, quest’ultimo sarà chiamato a rispondere dell’evento dannoso derivatone, essendo a lui ascrivibile a titolo di colpa professionale.

In certi casi, qualora tale colpa professionale sia tale da non poter essere riconosciuta dal datore di lavoro (ad es. il RSPP consiglia una di adottare una misura che sembra sufficiente ad eliminare il rischio, ma che poi non si rivela tale), la colpa del RSPP addirittura può assumere un carattere esclusivo dovendosi presumere, nel sistema elaborato dal legislatore, che alla segnalazione avrebbe fatto seguito l’adozione, da parte del datore di lavoro, delle necessarie iniziative idonee a neutralizzare detta situazione (cfr. Cass. Pen Sez. IV 20.08.2010 n. 32195; Vass. Pen Sez. IV 27.09.2012 n. 37334.; Cass. Pen. Sez. IV 15.01.2010 n. 1834).

La formazione RSPP e la sua designazione da parte del datore di lavoro, pertanto, anche se obbligatoria, non equivale a una delega di funzioni.

Il ruolo del RSPP rimane comunque un “ruolo tecnico di staff, di natura consultiva e propositiva” e la sua individuazione non è assolutamente idonea ai fini dell’esenzione del datore di lavoro da responsabilità per la violazione della normativa antinfortunistica.

Unica eccezione è il caso in cui un soggetto che rivesta la qualifica di RSPP riceva anche la delega di alcune funzioni: in questo caso diventando l’alter ego del datore di lavoro, il RSPP viene ad assumerne, rispetto a quelle stesse funzioni, gli stessi oneri e le stesse responsabilità.

Due elementi, in ogni caso, devono essere presenti e sono sempre essenziali per affermare la responsabilità del RSPP:

– la colpa: ossia la negligenza, imprudenza o imperizia del RSPP nell’analisi dei rischi e nell’individuazione delle misure idonee per eliminarli/prevenirli

– il nesso causale tra la condotta negligente, imprudente o imperita del RSPP e l’evento infortunistico.

Se manca l’uno o l’altro di questi elementi non vi è naturalmente responsabilità.

RSPP: la figura di riferimento della sicurezza in azienda

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e l’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP) sono figure le cui funzioni sono disciplinate dal D.Lgs 81/2008.

La prima introduzione di queste figure nel mercato del lavoro italiano risale al 1994 quando vennero recepite alcune direttive europee riguardanti la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Si tratta di esperti in sicurezza, protezione e prevenzione designati dal Datore di Lavoro per la gestione e il coordinamento in sinergia con RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) e con MC (Medico Competente) delle attività riguardanti il Servizio di Prevenzione e Protezione dei Rischi (SPP).

L’ RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione Protezione) è uno degli obblighi non delegabili del Datore di Lavoro.

Questa figura collabora con il Datore di Lavoro, il Medico Competente e l’RLS nella realizzazione del documento di Valutazione dei Rischi (VdR). L’RSPP partecipa assieme agli altri attori precedentemente indicati a riunioni periodiche annuali indette dal Datore di Lavoro.

Questa figura può essere ricoperta da personale interno all’azienda oppure da consulenti esterni.

L’obbligatorietà della nomina di un RSPP interno o esterno è definito dall’art. 31 del D.Lgs 81/2008.

In alcune tipologie di aziende definite dall’ art. 34 il Datore di Lavoro può invece svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi.

L’ RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione Protezione) è deputato ad attività di consulenza e opera con uno status di neutralità nei confronti dei lavoratori e del Datore di Lavoro.

La legge non prevede sanzioni per questa figura, tuttavia egli è responsabile del reato di evento nel caso in cui eventuali infortuni si verifichino a causa di una non corretta consulenza fornita.

Il medico competente, l’ RLS e l’RSPP sono responsabili nel conseguimento degli obiettivi previsti dal Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS), con uno spirito di miglioramento progressivo del livello di sicurezza e salute: essi concorrono alla programmazione di piani, programmi e procedure.

Per quanto riguarda le competenze e i requisiti professionali richiesti dalla figura di RSPP sono individuabili nell’art. 32 del D.Lgs 81/2008.

Per poter ricoprire questo ruolo, l’interessato deve essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola superiore, possedere attestato di frequentazione dei corsi di formazione denominati generalmente modulo A, modulo B e modulo C in corso di validità, attestati che possono essere conseguiti presso istituti di formazione come Gruppo Errepi srl a Lissone.

I corsi RSPP sono quindi costituiti da: un modulo A che costituisce il corso di base per lo svolgimento della funzione di RSPP e di ASPP, è credito formativo permanente, non necessita di aggiornamento, ha una durata di 28 ore ed è propedeutico allo svolgimento dei moduli B e C.

Gli argomenti del modulo A sono: i fondamenti della normativa, i soggetti della prevenzione ed altro, prende in considerazione anche i concetti come rischio biologico, chimico, fisico, elettrico, da rumore, da vibrazioni, da sovraccarico biomeccanico, da agenti cancerogeni e mutageni oppure inquinanti e altre tipologie di rischio.

Il modulo B è un corso maggiormente specializzato ed articolato in alcuni settori definiti che considerano il rischio in base alla classificazione ATECO  (Attività Economiche).

Esso non è propedeutico al modulo C, i settori in cui si differenzia sono nove riguardanti: industria, agricoltura, pesca, estrazione minerali, industria chimica, sanità e servizi sociali, pubblica amministrazione, attività artigianali ecc.

La durata varia a seconda del macro settore di riferimento per la propria attività (da 12 a 68 ore).

Il modulo C infine è di specializzazione per le sole funzioni di RSPP, la durata del corso è di 24 ore e costituisce, come il modulo A, un credito formativo permanente (non necessita quindi di ulteriori aggiornamenti) e riguarda la prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e psico-sociale, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali.

Euro Safety presenta un programma integrato per la sicurezza sul lavoro

Scritto da Jhon il . Pubblicato in Aziende, Istruzione

La sicurezza sul lavoro comporta aspetti complessi, tanto per i datori di lavoro quanto per i dipendenti. Quando, all’interno di un’organizzazione, diventa difficile anche gestire un sistema di prevenzione dei rischi complesso, Euro Safety rappresenta una soluzione positiva.

Euro Safety offre una soluzione di gestione di rischi tutto compreso, adatta a diversi settori e aziende. In realtà, la società gode di un vantaggio competitivo perché offre servizi di gestione della sicurezza sul lavoro che utilizzano diversi parametri. Per esempio, Euro Safety organizza corsi per la sicurezza sul lavoro a Bologna. In questo modo, i lavoratori, i manager e i dirigenti coinvolti in uno specifico settore diventano consapevoli dei rischi connessi alla propria attività. Infine, i dipendenti acquisiscono delle conoscenze pratiche che permettono loro di prevenire i rischi sul lavoro. In seguito a questo addestramento intensivo, imparano a gestire meglio eventuali incidenti. Analogamente, la società aiuta inoltre le organizzazioni nella preparazione e nell’organizzazione dei vari documenti relativi alla sicurezza sul lavoro, quali il documento di valutazione dei rischi (DVR) e il documento di valutazione dei rischi interferenziali(DUVRI)nella zona di Bologna. Inoltre, qualsiasi organizzazione può rivolgersi direttamente a Euro Safety per efficienti servizi di gestione della prevenzione dei rischi.

La finalità principale di Euro Safety è ridurre l’incidenza dei rischi sul lavoro e salvaguardare gli interessi di datori di lavoro e dipendenti. Perciò, Euro Safety offre un servizio di implementazione del Decreto Legislativo vigente in materia orientato a piccole e medie industrie, uffici, negozi, professionisti e artigiani nella provincia di Bologna.

L’approccio professionale, l’esperienza operativa e la disponibilità nei confronti del cliente di Euro Safety hanno contribuito alla fidelizzazione da parte della società di diverse aziende e attività in tutta la zona di Bologna. La società ha aiutato i propri i clienti a ridurre con successo l’incidenza di incidenti sul lavoro e ad assicurare la sicurezza dei lavoratori anche nel caso di incidenti banali.

Vale la pena di menzionare che Euro Safety ha surclassato i suoi concorrenti nel conquistarsi una consolidata posizione come RSPP a Bologna in base al Decreto 81/08.

Per saperne di più, visita http://www.eurosafety.it/

Informazioni su EuroSafety

Azienda fondata con l’obiettivo della promozione della sicurezza sui luoghi di lavoro, EuroSafety ha fornito consulenze sulla sicurezza sul lavoro e corsi di formazione sin dall’inizio della propria attività. L’azienda implementa inoltre il Decreto Legislativo 81/08 (ex 626/94) in base alle esigenze di organizzazioni con dimensioni e profili diversi. Euro Safety fornisce inoltre formazione per la sicurezza sul lavoro e offre un supporto nell’applicazione della documentazione per la gestione dei rischi.