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Dario Fo, la mostra curata da Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes alla Milano Art Gallery

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Da Venezia a Milano, la presentazione del 50° dell’opera più famosa di Dario Fo, Mistero Buffo, si sposterà alla Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a partire da giovedì 18 aprile. Alle 18 la mostra Dario Fo a cura del prof. Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes, manager di noti vip, verrà inaugurata qui al cospetto di un nutrito pubblico di interessati. Il direttore delle Milano Art Gallery Nugnes e il famoso fotografo Roberto Villa, amico del Premio Nobel e artefice degli scatti esclusivi riguardanti il giullare più rivoluzionario d’Italia, ne ripercorreranno vita e opere. Assieme all’assessore alla Partecipazione, Cittadinanza Attiva e Open Data Lorenzo Lipparini, l’esposizione darà spazio anche a un ristretto gruppo di artisti fino a giovedì 9 maggio. Presenti al taglio del nastro anche il console dell’Ecuador e quello di Panama.

L’esposizione dedicata al celebre attore e artista intende celebrare nell’anniversario di una delle sue più famose opere teatrali, il Mistero Buffo, la vita e la creatività di un uomo dalla mente brillante e anticonformista. E lo farà nella storica galleria milanese che da oltre cinquant’anni ospita esposizioni e incontri culturali dei più grandi artisti del panorama italiano ed europeo, tra cui proprio lo stesso Dario Fo, Gino De Dominicis, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Mario Schifano, Amanda Lear, Gillo Dorfles e molti altri. Qui si materializzeranno i ricordi legati all’ideatore del modello di teatro di narrazione e del grammelot, si brinderà a chi è riuscito a riempire gli stadi con uno dei suoi cavalli di battaglia, il Mistero Buffo per l’appunto, e a replicare migliaia di volte i suoi spettacoli.

Alla mostra Dario Fo si respirerà quella stessa energia che il Premio Nobel trasmetteva con le sue parole, aiutati anche dalle opere di artisti del panorama contemporaneo.

Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Alberoni e Renga presentano le foto di Elisa Fossati alla Milano Art Gallery

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Nella nota e storica Milano Art Gallery, nel cuore della città, la fotografa Elisa Fossati ha inaugurato la sua mostra fotografica We Are The World.

Professionista nel settore arte e cultura con un curriculum da invidia, vanta lavori per Sgarbi, Alberoni, Ricciarelli, collaborazioni con la Triennale, la Permanente, Palazzo Reale e addirittura con prestigiosi musei stranieri come il Moma di New York, il Museo Salvador Dalì, l’Ermitage di San Pietroburgo.

L’esposizione ha avuto come ospiti nientemeno che il grande sociologo Francesco Alberoni, il direttore dell’Ansa di Milano Vincenzo Di Vincenzo, il direttore della Triennale di fotografia Luigi Gattinara, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, Stefano Renga, manager di noti cantanti, il direttore delle Milano Art Gallery, Salvo Nugnes, manager di illustri personaggi e Gianni Ettore Marussi, già giornalista del Tgcom.

Le opere esposte sono frutto di scatti fatti in giro per il mondo, per i continenti. La particolarità della fotografa Elisa Fossati è di imprimere, all’interno dello scatto, dei pensieri sul luogo o sul soggetto immortalato.

Uno stile nuovo, tutto suo, che a quanto pare è piaciuto molto al pubblico e alla critica milanese che ne ha decretato il grande successo.

Alberoni ha augurato il meglio alla talentuosa fotografa, certo che “farà molta strada”. Renga ha definito le sue fotografie delle “cartoline del cuore” capaci di ammaliare il visitatore, mentre Luigi Gattinara ha ritrovato nei colori degli scatti “quel bello di noi che vorremmo restasse immutato per sempre”. Salvo Nugnes ha concluso dicendo: «Elisa è una giramondo che guarda ogni paesaggio, palazzo, museo con lo sguardo inquieto di chi non è mai stanco di stupirsi. E con le sue immagini tiene vivo anche il nostro stupore rispetto alle bellezze che ci circondano». Per maggiori info visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Lezioni di vita e di fantasia all’opening del maestro Sambucco alla Milano Art Gallery

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I flash erano tutti dedicati al maestro Gino Maria Sambucco ieri, mercoledì 27 marzo, alla Milano Art Gallery. Per il fotografo delle Dolomiti, in via Alessi 11, era giunto infatti il momento di inaugurare la sua personale di fotografia Oltre alla realtà, la fantasia. Presentato dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, Gino Maria Sambucco ha tenuto una vera e propria lezione per i presenti. Ha così raggiunto il suo scopo, quello di divertire attraverso le sue immagini.

L’artista friulano, residente a Codroipo (UD), in esposizione fino al 10 aprile con le sue cime, in particolare quelle bellunesi, ha scelto per Oltre alla realtà, la fantasia la storica galleria di Milano. Le pareti della Milano Art Gallery vantano difatti oltre cinquant’anni di incontri artistico-culturali, su di loro sono state esibite le opere di grandi maestri italiani, tra cui Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Arnaldo Pomodoro, Gino De Dominicis, Fausto Pirandello e molti altri.

Si iscrivono in un tale contesto gli scatti di Gino Maria Sambucco, capaci di esaltare la natura alpina attraverso diverse angolazioni e un’esplosione di colori. Le sue, va ricordato, sono fotografie che comprendono sia il periodo che ha visto la fondazione del gruppo Mitici e Dolomitici che la sua fase di ricerca più recente, dedicata alle “pittografie”. Il raggio d’azione si allarga dunque ben oltre le sue amate montagne.

Nel corso del vernissage il maestro Sambucco ha voluto spiegare così la ragione della sua arte e della personale: «Alle mie immagini cerco di dare un senso ironico, positivo, mai negativo. Ecco, lo definirei giocoso. Vorrei poi che tutti quelli che verranno a visitare la mostra capissero questo scopo. Alla fine è un po’ come inventare delle barzellette e il mio desiderio rimane quello di far sorgere un sorriso, di far divertire attraverso la fantasia. Perché tutti potrebbero vedere quello che ho notato io o scorgere dei riferimenti storici oppure scoprire degli avvenimenti del futuro “leggendo” le mie foto».

Due chiacchiere col maestro Sambucco prima del vernissage alla Milano Art Gallery

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Un giorno ancora e la mostra fotografica Oltre alla realtà, la fantasia di Gino Maria Sambucco debutterà alla Milano Art Gallery in via Alessi 11, a Milano. Al vernissage il fotografo di fama internazionale Roberto Villa e il manager di volti noti Salvo Nugnes presenteranno l’ultimo lavoro del maestro Sambucco a partire dalle 18 di domani, mercoledì 27 febbraio. Noi di Milano Art Gallery non ci siamo trattenuti e abbiamo voluto strappare al nostro artista qualche informazione in anteprima.

Maestro Sambucco, il 27 marzo inaugurerà la sua personale Oltre alla realtà, la fantasia. Come si sente? Vuole rilasciarci qualche anticipazione su cosa troveremo alla Milano Art Gallery?

Certamente sono un po’ emozionato. Il titolo Oltre alla realtà, la fantasia anticipa cosa troveranno gli ospiti e i visitatori. Si tratta principalmente di scatti eseguiti con la mia macchina fotografica, una normalissima Sony che tengo sempre con me, e sono stati effettuati tutti da posizioni che si raggiungono facilmente in automobile, quindi alla portata di chiunque.

Il suo rapporto con la fotografia e la montagna si sviluppa già in età giovanile. Cos’è stato determinante per far sì che continuasse a coltivare questa sua passione?

Da studente, quando le giornate erano belle e terse, salivo sul Castello di Udine e sul balcone della scala nord del palazzo trovavo ad aspettarmi la piastra metallica che indica direzione e nomi di tutti i monti che si vedono: il Tricorno ad Est, tutto il Nord fino al Monte Grappa ad Ovest. Mi piaceva ricordare i nomi e le forme per poi riconoscerne le cime anche dalle varie località del Friuli che frequentavo andando a giocare le partite con l’Associazione Calcio Codroipo.

Nella mostra sono presenti anche delle pittografie. Vuole parlarci di questa sua ultima sperimentazione?

Da alcuni anni con la nuova macchina fotografica ho la possibilità di usare le nuove funzioni che permettono di avere immagini in bianco e nero o che registrano solo un colore. Tra queste nuove operazioni c’è anche la possibilità di scattare foto color seppia o con colori più marcati, altre posterizzate, che permettono di destreggiarsi coi toni, con aloni più o meno a fuoco che danno la possibilità di avere immagini astratte ma ricavate dalla realtà. Tutti questi scatti io li ho chiamati “pittografie”.

Perché associa alla fotografia, in alcuni suoi lavori, la parola scritta?

In tanti miei lavori associo piccole frasi per aiutare chi osserva a capire che cosa vedo io nell’immagine o quali storie il paesaggio ci racconta, quelle che forse ancora non conosciamo.

Che cosa ritiene sia indispensabile per la fotografia oggi?

Oggi i giovani fotografano tutto e fanno bene, poi sono sempre ben informati per poter avere a disposizione tutte le novità che la tecnologia sforna in modo inarrestabile, perciò tutto è documentato. Per fare delle fotografie che diano soddisfazione ritengo che sia indispensabile amare la natura, avere un buon bagaglio culturale e tanto buon gusto per saper raccontare e spiegare più cose con uno scatto.

Per i suoi scatti deve passare diverso tempo a contatto con la natura. È cambiato qualcosa, nel corso degli anni, nel suo modo di osservare il territorio che la circonda? È cambiato il territorio stesso?

Negli anni il territorio è molto cambiato in pianura e collina perché ci sono sempre più cemento, tralicci, asfalto, viadotti, gallerie e ponti. Le colture sono diverse, gli animali sono calati, gli uccellini sono diminuiti e gli insetti arrivano a ondate. Quello che ho notato con rammarico è che borghi e casali vecchi o stanno crollando abbandonati o sono abitati abusivamente: mancando una vera manutenzione, una cultura che si assuma la responsabilità di preservare la bellezza e la particolarità, tutto è lasciato al degrado.

Ormai collabora con Spoleto Arte da diverso tempo e tra pochi giorni varcherà la soglia della storica Milano Art Gallery. Come ha avuto modo di conoscere il direttore Salvo Nugnes?

Col titolo Mitici e Dolomitici negli ultimi anni mi sono deciso a partecipare a qualche mostra fotografica cominciando dalla mia Codroipo, poi Padova, Pordenone, Lignano, Jesolo e, a Vicenza, la signora Lina Zenere mi ha indicato Spoleto Arte per esporre qualche mio lavoro a Spoleto e a Cortina. Quindi sono andato a Bassano del Grappa, negli uffici di Spoleto Arte, a portare le opere per le due mostre, e lì ho conosciuto il direttore Salvo Nugnes e i suoi collaboratori. Ho da subito notato la loro professionalità, tanto che successivamente ho esposto con loro anche a Venezia e a Sanremo. Qualche mese fa inoltre il direttore Salvo Nugnes mi ha fatto visita a Codroipo, alla mia bioforneria, e mi ha proposto questa personale alla Milano Art Gallery.

Che obiettivo si pone con questa personale?

Con questa personale mi prendo una bella soddisfazione.

C’è un messaggio che vuole lanciare a chi verrà a visitare la sua mostra?

Io auguro a chi vedrà queste opere di potersi divertire “leggendo” le montagne.

Milano Art Gallery: Elisa Fossati risponde alle nostre domande sulla sua personale

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We Are The World, la mostra fotografica di Elisa Fossati, inaugurerà venerdì 29 marzo alla Milano Art Gallery. In via Ampère 102, alle 18, la personale verrà presentata da un incredibile parterre di ospiti illustri, tra cui spiccano i nomi del noto sociologo Francesco Alberoni, dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, del manager di personaggi illustri del calibro del prof. Vittorio Sgarbi e dell’indimenticabile Margherita Hack, Salvo Nugnes, di Luigi Gattinara, direttore della Triennale di fotografia, e di Stefano Renga, manager di Francesco Renga. La lista sarebbe ancora lunga e noi di Milano Art Gallery non possiamo permetterci di arrivare all’imperdibile appuntamento impreparati. Per questo abbiamo incontrato Elisa Fossati per toglierci qualche curiosità.

  1. Venerdì 29 febbraio inaugurerà la sua prima personale fotografica alla Milano Art Gallery dal titolo We Are The World. Come mai ha scelto una frase così impegnativa ed evocativa?

Penso che il titolo della mostra rappresenti appieno le fotografie esposte in quanto si tratta di immagini scattate nei numerosi viaggi che ho effettuato in giro per il mondo. Sono infatti raffigurati differenti Stati e diverse città italiane e straniere, da Milano a Roma, da Montecarlo a Londra, da Parigi a San Pietroburgo, da New York a Miami, da Gerusalemme a Budapest, e altre ancora.

  1. Cosa troveranno in mostra i visitatori?

I visitatori troveranno una sorta di diario di viaggio. Vivranno, attraverso i miei scatti, i posti visitati.

  1. Nelle foto sono presenti anche delle frasi: qual è la ragione di questo connubio immagine-parola?

Ho voluto lasciare su ogni immagine un mio segno, un pensiero sul monumento immortalato, la mia impressione sulla città o semplicemente una frase che l’immagine mi ha ispirato. Nonostante gli scatti siano immediati da comprendere, ho deciso di offrire un elemento in più al visitatore, per entrare maggiormente in sintonia e in dialogo con le mie fotografie.

  1. Qual è il suo rapporto con le varie città e con la fotografia?

Ogni città che ho visitato mi ha lasciato un bagaglio di ricordi ed esperienze che in qualche modo hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia formazione. Ma penso che questo valga per chiunque: questo tipo di esperienze ti aiuta a formarti e ad affrontare il mondo. La fotografia, in questo caso, è un modo per non dimenticare quanto visto, per fissare su carta quegli attimi vissuti.

  1. Un ultimo pensiero su Milano e sulla Milano Art Gallery. Che cosa pensa di questa galleria e delle possibilità che offre a una giovane artista una città come Milano?

Milano è la mia città ed è sicuramente il posto più indicato per chiunque voglia farsi vedere ed emergere, per le numerose opportunità che offre.

È un onore avere la possibilità di esporre le mie opere alla Milano Art Gallery, una galleria storica nel centro della città che ha accolto, in quasi cinquant’anni di attività, le creazioni di personalità del calibro di Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Mario Schifano e Gino De Dominicis. Al contempo, però, dà anche la possibilità agli artisti emergenti di esprimere al massimo il loro estro e la loro creatività.

Per me è un grande privilegio poter accostare il mio nome a un posto che esprime storia, cultura e arte.

Milano Art Gallery inaugura la personale fotografica di Elisa Fossati

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Inaugura il prossimo venerdì 29 marzo alla Milano Art Gallery la mostra fotografica della giovane e intraprendente Elisa Fossati. Alle 18 in via Ampère 102 (MI), in zona Piazzale Loreto, sarà tagliato il nastro della personale dal titolo We Are The World. L’esposizione verrà presentata dal grande sociologo Francesco Alberoni, dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, dal direttore della Triennale di fotografia Luigi Gattinara e dal manager di noti vip Salvo Nugnes. Tra gli altri ospiti illustri si leggono anche i nomi di Stefano Renga, manager di Francesco Renga, Patrick di Striscia La Notizia e del Grande Fratello e la communication manager Daniela Testori.

Scatti provenienti dai quattro angoli del mondo, ricordi di città e paesaggi incontrati nel corso dei viaggi di svago e di lavoro: nelle fotografie di Elisa Fossati si ha una visione di quanto vasto e vario sia il nostro pianeta. L’insieme dei più disparati punti di vista, con visuali dall’alto, dal basso, di scorcio o prese tradizionalmente, mettendo a fuoco l’oggetto al centro della composizione, ci permette di sentirci parte di un tutto in continuo cambiamento. Sentirsi piccoli, scoprirsi per un attimo padroni di un istante sono solo due delle tante sensazioni che queste foto faranno provare. E se ciò è possibile, c’è un perché.

Elisa Fossati è riuscita infatti a conciliare nella fotografia due sue grandi passioni, quella del viaggio e quella per l’arte. L’unione delle due ha portato alla realizzazione di We Are The World, una mostra che mette nuovamente uomo e spazio in contatto in tempo reale. I frammenti di memoria vengono così convogliati in cornici paesaggistiche, in skyline, in architetture signorili, lasciando la possibilità di trovarci per un istante a provare la meraviglia di chi vede tutto per la prima volta.

Con un trascorso alla Triennale di Milano, Elisa Fossati collabora già da qualche anno con Spoleto Arte a cura di Sgarbi, organizzando e allestendo mostre di livello internazionale sia in Italia che all’estero. Ora è finalmente giunto il momento per lei di inaugurare la prima personale, e lo farà in una galleria d’arte il cui nome vanta oltre cinquant’anni di storia di illustri dibattiti culturali ed esposizioni artistiche.

We Are The World resterà accessibile gratuitamente al pubblico fino al 12 aprile, visitabile tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Le foto di Gino Maria Sambucco alla storica Milano Art Gallery

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Alla storica Milano Art Gallery gli incontri avvengono in rapida successione. Infatti, a chiusura dell’esposizione L’Arte delle Donne, aprirà la mostra fotografica di Gino Maria Sambucco, Oltre alla realtà, la fantasia. L’imperdibile appuntamento verrà inaugurato alle ore 18 di mercoledì 27 marzo. L’esposizione verrà presentata in via Alessi 11 dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal manager di noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo Salvo Nugnes.

Si passa così da uno sfondo dalle tematiche femminili a  una mostra che ha a cuore il rapporto uomo-natura e, in particolar modo, il ruolo che la mente ha nell’interpretazione di ciò che si osserva. Lo sa bene l’artista Gino Maria Sambucco, grande appassionato di fotografia e cinema, ma soprattutto di montagna.

L’imprenditore di Codroipo (UD) ha coniato il titolo Mitici e Dolomitici, con il quale nel 2017 presenta al pubblico la sua prima personale. Fonda in seguito l’omonimo gruppo fotografico e oggi sperimenta una nuova via dell’immagine, le pittografie, spaziando oltre le sue amate vette.

Scrive su queste ultime l’artista Vanni De Conti: «Alcune sembrano poesie, altre preghiere sommesse, altre ancora un canto, il canto del colore. Queste pittografie, atmosfere magiche del digitale, danno sensazioni che non si trovano neanche in pittura. Questa fotografia è un’altra cosa: qui si apre un pittorialismo nuovo, impensabile a fine Ottocento e inizio Novecento. Il digitale ha aperto una porta sull’anima e Sambucco ha colto questa dimensione impalpabile, incodificabile, che lascia immaginare, sognare, fantasticare».

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 10 aprile e sarà visitabile tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a info@milanoartgallery.it.

Inaugura Pro Biennale di Vittorio Sgarbi a Venezia il 5 maggio

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Si prevedono giorni di fermento, quelli che vedranno Venezia impegnata artisticamente ai primi di maggio. Oltre all’attesa Biennale d’Arte, infatti, la città lagunare ospiterà la Pro Biennale, organizzata da Spoleto Arte, presentata da Vittorio Sgarbi.

Prevista per domenica 5 maggio l’alzata del sipario in due sedi distinte. Ecco un assaggio di quello che si andrà a vivere in questa giornata: i riflettori si accenderanno alle 13 allo Spoleto Pavilion in Calle dei Cerchieri 1270. La sede, ubicata in Campo San Barnaba, nel sestiere di Dorsoduro, si trova a pochi passi dal Museo Leonardo da Vinci.

Tuttavia il vernissage proseguirà ufficialmente dalle 15 alla Scuola Grande di San Teodoro (San Marco 4810), vicino al Ponte di Rialto. Il culmine dell’evento si avrà con l’arrivo del noto critico d’arte, Vittorio Sgarbi, qui per presentare la kermesse assieme all’ideatore e organizzatore dell’evento Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, e a molti altri ospiti illustri, come Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e Beppe Convertini, conduttore e attore. La giornata si concluderà poi con un momento conviviale al ristorante “Le Maschere” Starhotels, a pochi metri dalla Scuola.

Numerose altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo aderiranno alla Pro Biennale offrendo il loro prezioso contributo. Tra queste si citano il soprano Katia Ricciarelli e l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, già presenti nelle scorse edizioni. Contribuiranno alla splendida realizzazione della mostra anche la giornalista Antonietta Di Vizia della RAI, il direttore d’orchestra del Teatro La Fenice Silvia Casarin Rizzolo, la communication manager Daniela Testori e il fotografo di fama internazionale Roberto Villa. Ma la scaletta di ospiti è ancora lunga e interessante. Continua infatti con diversi nomi, tra cui spiccano la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori che il 18 maggio, proprio alla Scuola Grande, terranno la conferenza Genio e follia nell’arte. Mons. Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa, e Valerio Favero, vicepresidente del Museo Canova, chiudono il ricco parterre di vip. Senza dimenticare l’intervista agli artisti in esposizione da parte di Patrick di Striscia La Notizia.

In un contesto così ampio come quello della Biennale, Pro Biennale si presenta come una finestra sull’arte contemporanea che, a detta del professore, «è espressione di individualità, di libertà individuale, quindi ognuno è re di se stesso. C’è una regalità individuale di cui  l’arte è l’espressione più diretta e perciò è il modo più alto in cui uno può affermare quello che ha dentro o di esprimersi, quindi è un diritto importante ed è l’unica identità dell’arte in questo momento, dovunque si esprima nel mondo e dunque anche in Italia» e, scendendo nel dettaglio, a maggior ragione a Venezia.

Fino al 27 maggio la Scuola Grande di San Teodoro resterà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18, mentre lo Spoleto Pavilion dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a org@spoletoarte.it.

Maria Rita Parsi commuove la Milano Art Gallery per la mostra L’arte delle donne

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8 marzo, festa della donna, Milano Art Gallery, arte senza confini. Bastano poche cose per rendere una giornata memorabile come quella di venerdì 8 marzo. Se poi a presentarla c’è la nota scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi l’evento diventa un’occasione di dialogo profondo. In via Alessi 11, alla Milano Art Gallery è stata inaugurata con queste premesse la mostra L’arte delle donne. Organizzata dal manager di noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo Salvo Nugnes, l’esposizione ha visto partecipi anche il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e mons. Mapelli, arcivescovo primate della Chiesa Cristiana Antica e Apostolica di ispirazione ortodossa.

L’inaugurazione si è confermata quale evento pensato per le donne, oltre che sulle e con le donne. Donne che in comune sono artiste e non solo. La kermesse si è voluta rivolgere anche ad artisti che si ispirano al mondo femminile. Tutto ciò che riguarda l’universo femminile è diventato motivo di discussione attraverso le opere esposte alla Milano Art Gallery e l’intervento di Maria Rita Parsi, a tratti commovente.

Rimarranno esposte alla Milano Art Gallery fino al 27 marzo le opere di talentuosi artisti contemporanei come: Anna Actis Caporale, Ametista Arnaldi, Stefano Balzano, Alda Boscaro, Teresa Carcasio, Loredana Caretti, Maria Cavaggioni, Felice Cremesini, Marina Crisafio, Daniela Da Riva, Francesca D’Alessio, Antonio D’Amico, Lina De Demo, Gloria De Marco, Maria Pia Di Prossimo, Mirta Diminić, Jacqueline Domin, Sonia Fiacchini, Grazia Foti, Francesca Gabriele, Gabriella Galli, Rosangela Giusti, Sonia Lamia, Gabriella Legno, Pietro Lembo, Gorizio Lo Mastro, Fabiana Macaluso, Giovanna Magugliani, Rosa Maria Marongiu, Rita Monaco, Irma Mores, Marisa Muzi, Päivyt Niemeläinen, Roberta Pagnoni, Sara Pezzoni, Daniela Poduti Riganelli, Giulia Quaranta Provenzano, Maria Grazia Ruggiu, Liliana Scocco, Laila Scorcelletti, Caterina Spatafora, Luciano Tonello, Anna Trzuskolas, Milena Vegnaduzzo e Lucietta Visciglia.

Milano Art Gallery alla vigilia dell’8 marzo brinda all’arte di Gabriella Ventavoli

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In via Ampère 102, la Milano Art Gallery si è tinta di rosa con l’inaugurazione della personale di Gabriella Ventavoli. L’artista ha presentato ieri sera, giovedì 7 marzo, la sua ultima serie di teleri intitolata La donna e l’arte contro ogni forma di violenza davanti a un pubblico attento. Attenti anche gli ospiti, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e l’arcivescovo primate della Chiesa Cristiana Antica e Apostolica di ispirazione ortodossa, mons. Giovanni Climaco Mapelli arrivati per brindare al brillante futuro della pittrice impegnata nel far emergere tematiche sociali e ambientali attuali attraverso i suoi lavori. Presentata dal manager della cultura Salvo Nugnes, organizzatore dell’evento, la mostra ha inoltre goduto dei preziosi interventi di Villa e Mapelli.

Parte di una lunga narrazione di immagini, iniziata diversi anni fa, La donna e l’arte contro ogni forma di violenza continua il filone che ha visto Gabriella Ventavoli affrontare con il suo inconfondibile stile le morti bianche, le stragi sulle strade e molto altro. Riprende e approfondisce il discorso sulla figura femminile, passando dalla musa Calliope a Malala, fino a Les Demoiselles d’Avignon. A Picasso vuole rispondere con la sua versione e visione della donna: le fanciulle da lei rappresentate sono forti, fiere di essere se stesse.

Così facendo l’artista lancia il suo messaggio, che è in fin dei conti una speranza. Gabriella Ventavoli guarda a un futuro dallo sguardo ampio e amorevole, in cui la femminilità ben si inserisce per le sue caratteristiche vicine alla forza creatrice della natura. Ispirandosi alla la scienziata Vandana Shiva ‒ un’attivista e ambientalista indiana che da anni si batte per la salvaguardia della diversità biologica e culturale contro le alchimie biotecnologiche delle multinazionali agroalimentari ‒ l’artista pone l’accento sull’arte, in particolare quella ispirata al mondo femminile, per proporre una soluzione al degrado ambientale e sociale in cui viviamo.

L’esposizione resterà accessibile al pubblico fino a giovedì 28 marzo. La galleria è aperta tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19.