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Milano Art Gallery e l’International Art Prize Frida Kahlo

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

“Hanno pensato che fossi una surrealista, ma non lo ero. Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà” affermava Frida Kahlo. A quest’artista, emblema di un fare arte unico e intenso, di una femminilità tanto sofferta quanto vissuta liberamente, Milano Art Gallery dedica un premio. Un appuntamento di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi. L’International Art Prize Frida Kahlo verrà assegnato a tutti quegli artisti meritevoli che avranno l’onore di esporre nella storica galleria, da cinquant’anni centro della vita culturale e artistica milanese. L’inaugurazione della mostra avrà luogo alle 18 di venerdì 14 febbraio in via Alessi 11, a Milano. Le opere resteranno esposte qui e nella sede in via Ampère 102 (sita in zona piazzale Loreto) fino al 6 marzo.

Presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, il riconoscimento è validato da una giuria di esperti. Oltre alla giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», al fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, al già citato Salvo Nugnes, troviamo anche l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, e Flavia Sagnelli, presidente dell’associazione WE Women Empowerment.

La rassegna, inoltre, avrà l’opportunità di festeggiare per tre motivi. Il primo, ovviamente, per via dell’apertura dell’esposizione e della premiazione ufficiale, il secondo per il giorno stesso (San Valentino), e il terzo in occasione del compleanno di José Dalì. Una festa inclusiva insomma, che vuole dar voce alla creatività di diversi artisti per valorizzarli maggiormente sul piano nazionale e internazionale. Un momento di convivialità per ricordarsi che l’arte è impegno e comunicazione, un “luogo” in cui ritrovarsi con se stessi e con gli altri per godere della bellezza di cui la creatività è da sempre principale portavoce.

La mostra resterà aperta fino al 6 marzo 2020, visitabile tutti i giorni gratuitamente dalle 14.30 alle 19, ad eccezione della domenica. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere ad artfactory.eventi@gmail.com oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Milano Art Gallery: Silvana Landolfi inaugura la personale tra il consenso del pubblico

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

MILANO. Le più sublimi forme d’arte si sono incontrate sabato 11 gennaio alla Milano Art Gallery in via Ampère 102. La personale dell’artista Silvana Landolfi, intitolata Evoluzione Porcellana, ha trovato immediatamente un forte riscontro favorevole di pubblico e critica. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, dal fotografo Roberto Villa, amico di Dario Fo e di Pier Paolo Pasolini, dalla presidente di WE Women Empowerment Flavia Sagnelli, la mostra ha avuto inoltre un intermezzo musicale. Grazie al liutaio Michele Sangineto (che si è detto “benevolmente impressionato”), la galleria milanese si è colorata, oltre che delle raffinate opere di Silvana Landolfi, anche di suoni antichi. La musica, eseguita – è il caso di dirlo – ad arte, ha così trovato risonanza nelle creazioni in vetro e porcellana, nonché nei presenti, originando quello che è stato un momento magico, un preludio alla comprensione dei lavori dell’artista.

Nelle creazioni di Silvana Landolfi infatti esiste, insita, la volontà di far incontrare gli opposti e di generare con loro e attorno a loro un’armonia di forme e cromie. Astratto e figurativo si ritrovano pertanto attraverso la materia, comunicando al visitatore sensazioni di leggerezza e di eleganza. E, come ha affermato lo stesso Salvo Nugnes, nelle opere predomina una grazia che scaturisce dalla stessa artista, la quale è capace di comunicare il suo pensiero dandogli una forma, plasmandolo e dimostrando così ciò che veramente è. La “bella percezione” che si avverte fin da subito mettendo piede nella sede espositiva, come notato da Sangineto, accompagna l’osservatore di quadro in quadro, di scacchiera in scacchiera, di linea in colore, sedimentandosi poi nell’animo per mettere radici di leggerezza.

La mostra, a ingresso libero, è visitabile fino al 25 gennaio. Aperta da lunedì a sabato dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it o visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Milano Art Gallery: la personale Evoluzione porcellana di Silvana Landolfi presentata da Nugnes e Villa

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Artista rinomata, Silvana Landolfi giunge a Milano per la sua personale Evoluzione porcellana. A partire da sabato 11 gennaio infatti le sue opere verranno esposte presso la  Milano Art Gallery, in via Ampère 102. Presentata dal curatore di mostre ed eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la rassegna vuole fare il punto sull’ultima produzione di Silvana Landolfi, decisamente interessante. E anche il suo percorso artistico è altrettanto degno di attenzione.

L’artista, originaria di Esperia e residente a Roma, laureata in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, a partire dagli anni Ottanta integra all’architettura e alla scenografia studi modulari della scultura contemporanea. Dieci anni dopo l’incontro con la pittura su porcellana al terzo fuoco risulta decisivo per la svolta che ne determinerà fortemente lo stile. La padronanza acquisita le consente così di fungere da ponte tra la pittura su ceramica e i principi plastici accademici. Le due cose si integrano al punto da divenire una sola cosa. La versatilità di Silvana Landolfi si riflette nei suoi lavori, dove alla pittura al terzo fuoco, lavorata con scavo e rilievo, si aggiungono anche altri materiali. Come afferma lei stessa in un’intervista rilasciata il 22 ottobre 2018 per la serie “L’Artista si racconta”: «La porcellana per me è diventata un mezzo alla pari del plexiglass, dell’acciaio o del vetro. Come elemento principale c’è la porcellana, che però si è fusa con gli altri materiali. È, sì, centrale, ma è quasi un tutt’uno con il resto». La porcellana dunque è il nucleo da cui partire, da cui si originano gli oggetti di Silvana Landolfi. Il suo stile inconfondibile trova poi maggiore forza espressiva nell’inserimento di una decorazione classica, nell’uso della prospettiva e, infine, nell’astrazione, nella frammentazione dei punti di vista. Alla base di tutto, come lei stessa afferma, c’è la progettazione, un’idea precisa che conferisce all’opera un’eleganza e una leggerezza insuperabili.

Il suo è un lavoro che si sviluppa nel tempo, pertanto si parla di evoluzione stilistica, una crescita che abbraccia più campi e consiste nella compenetrazione di spazio e materia, in un’elaborazione pittorica che non è solo decorativa ma anche metaforica.

Scrive così Luigi Gattinara, direttore della Triennale di Fotografia: «Le opere dell’artista Landolfi sono un raro esempio di come materiali diversi e così sofisticati possono convivere in un’armonica composizione. Come tessere di un mosaico sovrappongono la luce alla rotondità delle forme, la preziosità dei materiali all’essenzialità acuta di certe geometrie. Leggerezza è ciò che trapela da questi innesti in un dialogo similare a vetrate rinascimentali, maestose e al tempo stesso evanescenti. La conoscenza approfondita della materia si coniuga qui perfettamente con i soggetti onirici cari all’artista».

La mostra è a ingresso libero, visitabile fino a sabato 25 gennaio dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it o visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Dario Fo e l’arte contemporanea: la mostra antologica a cura di Sgarbi e Nugnes al Micro di Roma

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Dario Fo, una delle menti più brillanti e uno dei personaggi più controversi del Novecento. A lui è dedicata la prossima mostra antologica a cura di Vittorio Sgarbi e di Salvo Nugnes che darà largo spazio anche all’arte contemporanea. L’inaugurazione, prevista per le 18 di venerdì 6 febbraio, avrà luogo presso lo spazio espositivo Micro, in viale Giuseppe Mazzini 1, a Roma. La rassegna è presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Nugnes e gode del contributo della giornalista RAI Antonietta Di Vizia e dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì.

L’esposizione, in ricordo del premio Nobel, ripercorre vita e opere del maestro, e lo fa anche grazie al prezioso supporto degli scatti del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Dario Fo e di Pier Paolo Pasolini. La mostra, che verrà impreziosita con opere appartenenti ad artisti contemporanei appositamente selezionati, gode di un luogo interattivo anticonvenzionale dedicato alla creatività, appunto, contemporanea. Uno spazio che soddisfa pienamente l’atmosfera fervente d’arte che verrà a materializzarsi con le immagini di un Dario Fo riconoscibile nelle sue vesti istrioniche, in quelle del giullare più famoso d’Italia, e con le creazioni degli autori giudicate idonee per l’evento. Le foto di Roberto Villa infatti colgono l’occhio giocoso, l’estetica di Dario Fo, documentando con grande maestria il lavoro del genio della commedia dell’arte italiana.

Così, sulla linea di quanto sostenuto dallo stesso Maestro, ossia che “la cultura non si può ottenere se non si conosce la propria storia”, questa mostra vuole offrire, oltre che un tributo a uno degli artefici della cultura italiana, anche la possibilità a talenti affermati o emergenti di porsi all’attenzione di pubblico e critica in un’occasione particolare. Particolare perché sono passati cinquant’anni dalla prima di Mistero Buffo e di Morte accidentale di un anarchico.

La kermesse, che culminerà volutamente nei giorni del Carnevale, chiudendo il 23 febbraio, è accessibile a tutti dal lunedì al giovedì dalle 10.30 alle 18 e dal venerdì al sabato dalle 10 alle 18. Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere ad artfactory.eventi@gmail.com.

Milano Art Gallery: inaugura con successo la mostra dedicata a Margherita Hack

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MILANO. Date un tema: Margherita Hack, vita, pensiero, carriera… tutto ciò che a lei è legato. Prendete ora un gruppo di artisti talentuosi che presentano una o più loro opere a riguardo. Ora ammirate a bocca aperta. Alla Milano Art Gallery lo scorso sabato 14 dicembre c’era aria di festa e tanta gioiosa meraviglia. Alle 16 la sede via Ampère era gremita di autori e visitatori e qui si è aperta la mostra La Signora delle Stelle, in onore della celebre professoressa.

La kermesse, organizzata e presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, è cominciata con il conferimento del quinto premio all’artista Francesca D’Alessio e il Premio Margherita Hack per la cultura a Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori. Assieme al fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e della presidente di Women Empowerment Flavia Sagnelli, La Signora delle stelle è passata alle 18 alla storica sede in via Alessi. Arrivati per l’occasione anche il noto sociologo Francesco Alberoni, la psicologa Cristina Cattaneo, il biologo Tancredi Militano e Patrick di Striscia La Notizia. Anche in questo caso si sono avuti diversi riconoscimenti, a cominciare da Arkeo di Nicoletta Ventura, a cui è andata il premio speciale Vittorio Sgarbi. Proseguendo, Daniele Cazzola è stato insignito del primo premio, Maria Rosaria Iacobucci del secondo, Carlà Tomatis del terzo e Anna Nigro del quarto. A Monica Ferrari è stata assegnato infine il premio speciale Margherita Hack.

Commenta Nugnes in merito alla figura della straordinaria astrofisica, modello di tante donne e non solo: «Margherita era una donna che non aveva paura. Noi tutti viviamo con la paura di vivere, la paura di esistere. L’arte ci aiuta molto a togliere queste ansie, le nostre pene e preoccupazioni. Per Margherita era solo sole, sole e stelle». E Alberoni, in riferimento alla rassegna, incita così i curatori: «L’arte deve emergere. Tu devi essere come un giardiniere: quando vedi un fiore stupendo, afferralo! Lo devi capire…» Il curatore deve prevedere il valore delle opere, del genio dell’artista e, ne La Signora delle Stelle “sicuramente ce n’è”.

Tra i contributi dell’esposizione si citano Morgan, il grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, e Umberto Veronesi. E ancora, troviamo Silvana Giacobini, don Antonio Mazzi e Amanda Lear.

In esposizione fino al 10 gennaio le opere di: Giorgio Amadori,  Arkeo, Stefano Assettati, Astrid, Enrica Belloni, Piero Boni, Matteo Brambilla, Fabiola Capua, Teresa Carcasio, Elisabetta Castello, Raffaella Cavallini, Daniele Cazzola, Francesco Ceriani, Alessandro Cinardo, Serena Ciotta, Paola Costantino, Francesca D’Alessio, Paola D’Antuono, Giusy Di Claudio, Stefania Di Dio, Karen Di Paola, Micaela D’Onofrio, Virginia Farneti, Monica Ferrari, Nevèl, Paolo Frigo, Gabriella Galli, Francesca Girardello, Marzia Heusch, Maria Rosaria Iacobucci, Margaret Karapetian D’Errico, Gabriella Legno, Fabio Leone, Francesca Lettieri, Marco Locci, Francesco Loliva, Anna Maria Maciechowska, Elisa Madeo – Pitt, Monda Maksutaj, Enrica Mancini, Lella Mattia, Francesco Minopoli, Marco Modula, Anna Nigro, Mary Nunziata, Salvatore Pani, Oliviero Passera, Mario Perron, Amelia Perrone, Flavia Piccolo, Anna Maria Pietragalla, Luigi Raimondi, Giancarlo Rampazzo – Pat, Gerardo Antonio Ranieri, Mauro Ravera, Anna Teresa Ritacco, Francesca Romana Robustelli, Federica Rodella, Ruggero Rotondi, Laura Ruggiero, Laila Scorcelletti, Angelo Scuderi, Enoch Entronauta, Francesca Sorrentino, Stefania Tazzini, Romano Tironi, Carlà Tomatis, Ilaria Toscano, Luisella Traversi Guerra, Annunziata Urgese, Paola Fortunata Vitaggio, Alberto Volpin, Mario Voria e Alessandro Zucca.

Matteo Fieno inaugura la sua personale a Milano con ospiti di spicco

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Matteo Fieno protagonista in mostra personale alla storica Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, ha inaugurato l’esposizione prestigiosa lo scorso 22 Novembre con un parterre di ospiti davvero importanti, figure di spicco che hanno espresso grande consenso per le opere pittoriche. Tra i presenti anche Paolo Boeri Roi e Sergio Capaldo, due industriali che portano avanti l’eccellenza del Made in Italy con successo e il grande cantante autore internazionale Mauro Pagani. Fieno è stato affiancato da Salvo Nugnes manager della cultura e presidente di Spoleto Arte e dal noto fotografo di fama Roberto Villa. Entrambi hanno manifestato sincero apprezzamento per l’arte di Fieno accostandolo anche al pittore Fausto Pirandello, figlio di Luigi. Inoltre, hanno tenuto a elogiare Fieno per il suo messaggio sociale significativo che mette la donna al centro e la custodisce con grande rispetto e ammirazione.

Fieno con la sua pittura muove verso la celebrazione solenne del mondo femminile e di rimando lancia un vessillo a difesa contro la violenza e i femminicidi. Questo certamente è un grande plus valore alla sua pregevole pittura. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle intense riflessioni affermando: “L’arte pittorica di Matteo è di tendenza verista figurativa con impostazione tradizionale, ma al contempo rivisitata in chiave moderna e aggiornata in forma personalizzata. Il tema prediletto nelle immagini è la donna nelle sue misure e proiezioni esistenziali reali o immaginarie. I quadri hanno forte carica vitale raggiunta tramite una decisa finitezza del segno e una stesura cromatica fatta con campiture tonali raffinate ed eleganti che risulta ben definita ed efficace nella resa d’impatto scenico. Per Matteo la realtà circostante è un brulichio e un pullulare continuo di stimoli e sollecitazioni, sensazioni introspettive che trasferisce dentro le composizioni con ritmi cromatici sempre cadenzati e bilanciati. Ogni opera ha una propria sequenza narrativa ben compiuta e autonoma. La sua pittura scorre sulle tele con purezza e passione, senso di linearità essenziale e garbata e ricercata compostezza, con un ordine strutturato di scorrevole e fluida articolazione che facilita l’approccio visivo. Matteo osserva la realtà, ne fruga i meandri più celati, ne mette a nudo i tratti e gli aspetti ancora inespressi e inesplorati esaltando i sentimenti dell’anima nel luminoso flusso cromatico. Dipinge all’insegna della piena esternazione del proprio essere, del proprio modo di concepire il mondo circostante calandosi dentro una dimensione quotidiana in continuo movimento ed evoluzione“.

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Milano Art Gallery presenta la mostra antologica su Marco Locci

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

I confini delle meraviglie, così si intitola la rassegna antologica del poliedrico artista Marco Locci, che aprirà il nuovo anno alla Milano Art Gallery in via Alessi 11. Così, nel cuore di Milano, in quella che è da oltre cinquant’anni la sede di incontri artistici e culturali di rilievo, il vernissage avrà inizio alle 18 di venerdì 10 gennaio. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, l’esposizione aprirà i portali dell’incanto. Sì, perché le opere di Marco Locci (1951, Genova – † 2015, Rapallo) coprono un quarantennio di intensa attività. Ispirandosi agli scritti di Borges, di Melville, Lovecraft e Swift, Locci ha creato una sua linea di narrazione che trae forza dal sogno e, crescendo leggero su di esso, lo trasmette all’osservatore.

Partito dall’Arte povera, l’artista ha sperimentato con i più svariati materiali, cominciando sempre dalla realtà per giungere all’essenziale. Avventura e mistero sono i due principali temi conduttori della sua ricerca, tra l’altro basata anche su astrofisica, fisica relativistica e quantistica. Forte nella sua arte che spazia tra le serie di “Babel”, “I Patanchi”, “Navi” e “Wunderkammer”, Locci sperimenta con la realtà e la fantasia, delineando percorsi e viaggi ai limiti del possibile, tra passato e futuro. Resta, in sottofondo, una linea di divertita ironia, di paradosso o di stupita meraviglia. Senz’altro di incredibile libertà immaginifica.

La precisione nel dettaglio, la delicatezza nel segno e la ricchezza dei colori saranno indubbiamente capaci di ammaliare, come delle sirene, è il caso di dirlo, i visitatori. Impossibile non lasciarsi trasportare da questi racconti per immagini e concedersi cinque minuti in più per restare in un sogno da sospiro.

I confini delle meraviglie sarà visitabile gratuitamente fino al 23 gennaio 2020 tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere a info@milanoartgallery.it. Oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Milano Art Gallery celebra la donna con Matteo Fieno e la sua personale Declinazioni al femminile

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Venerdì 22 novembre Declinazioni al femminile, la mostra pittorica del pittore albese Matteo Fieno, ha aperto al pubblico. Gremita di visitatori, la prima personale dell’artista è stata inaugurata alla Milano Art Gallery in via Alessi 11, nel cuore di Milano. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, l’esposizione ha visto i contributi del fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo e del giornalista Luciano Simonelli, di Simonelli Editore.

Voluta fortemente per questo mese, in cui il 25 spicca come giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la rassegna di Matteo Fieno, spiega Nugnes, cade al momento giusto, quando ce n’è più bisogno. L’aspetto sociale viene indagato poi da Simonelli, che conclude con un commento significativo, rivolto all’artista: «Matteo Fieno è moderno. Ha modernizzato Degas». L’analisi arriva anche da Villa: «La capacità di portare le donne nel quadro è data dal fatto che non ne ha valorizzato la bellezza in sé. No, ne ha preso forme, posizioni di ordine quotidiano facendo un discorso simile a quello di Caravaggio, che nella sua epoca non ha preso la nobiltà portandola nei quadri, ma portando le persone comuni». La forza di questo autore consiste dunque nel tratto che coglie quanto vi è di comune nelle pose e negli atteggiamenti delle sue figure femminili per rendere ogni sua opera profondamente speciale e peculiare. E continua: «Quello che fa Matteo è prendere le posizioni normali del quotidiano portandole in un quadro e dando loro un valore che prima non avevano. Quindi non c’è scarto, semmai c’è evidenziazione. Le sue linee sono la specificità che diventa automaticamente un modulo rappresentativo. Per cui, chi guarderà un quadro con quelle linee, dirà: è un Matteo Fieno».

Milano Art Gallery, storica galleria che da oltre cinquant’anni ospita eventi e incontri culturali di spessore, vanta tra ospiti ed espositori nomi di grande prestigio come Bruno Vespa, Corrado Augias, Margherita Hack, Paolo Villaggio e Patty Pravo. In una posizione centrale, Milano Art Gallery è altrimenti conosciuta come luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show, proprio nei primi anni della messa in onda della popolare trasmissione. Qui un giovane Vittorio Sgarbi, agli inizi della sua carriera, discorreva sull’Arte. E oggi il brand Milano Art Gallery si è esteso ad altre prestigiose gallerie, presenti a Milano, Sanremo, Bassano del Grappa, Spoleto e Venezia.

Declinazioni al Femminile resterà fruibile gratuitamente al pubblico fino al 6 dicembre 2019, tutti i giorni, a eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a info@milanoartgallery.it.

Impegno sociale e difesa delle donne: Flavia Sagnelli insignita del Premio Matera

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Intraprendente, giovane, lungimirante. Flavia Sagnelli è un avvocato e prima ancora una donna. Presidente di WE (Women Empowerment), a Flavia è stato dedicato il Premio Matera per “l’impegno sociale e la difesa delle donne”. Il suo progetto infatti, concretizzatosi in un’associazione di donne per le donne, ha suscitato l’interesse del comitato di giuria, composto dal prof. Vittorio Sgarbi, dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, dalla curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi, dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara. Il Premio Matera le è stato conferito dall’associazione Spoleto Arte e il fatto che si iscriva nell’anno in cui la città, Matera, è stata nominata capitale della cultura, aggiunge un valore tutto simbolico al riconoscimento.

Il legame con Spoleto Arte nasce durante la mostra Biennale Milano, una rassegna in cui ha partecipato una delle artiste dell’entourage di WE. E si sa, in questi casi “galeotto fu il quadro” e curiosa l’occasione. La missione che Flavia Sagnelli si propone con Women Empowerment, in breve, è quella di sostenere, inserire e reinserire le donne nel mondo del lavoro attraverso dei progetti imprenditoriali mirati.

Come direbbe la celebre psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, conosciuta sempre nel contesto di Biennale Milano: «Le donne devono prima di tutto imparare ad essere amiche. L’alleanza tra di loro è fondamentale per cambiare il mondo». Questo concetto è profondamente radicato nel modus operandi di WE che, basandosi sulla solidarietà femminile, vuole creare una rete di professionisti capace di riconoscere la donna per il suo ruolo indispensabile all’interno della società e in questo modo, renderla partecipe di un cambiamento rivoluzionario, più umano ed equilibrato. Con il Premio Matera a Flavia Sagnelli viene riconosciuta la sua professionalità nel saper indicare una strada da seguire, quella dell’informazione. Fare breccia nell’isolamento e in quei luoghi comuni che costringono le donne a negarsi a contesti a cui potrebbero appartenere è il primo passo per cambiare la nostra società.

Successo per la mostra su Dalì alla Milano Art Gallery presentata da Salvo Nugnes

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MILANO. Con un brio contagioso, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, ha inaugurato ieri, giovedì 7 novembre, la mostra fotografica su Salvador Dalì Nel nome del padre e del figlio. Presentata alla Milano Art Gallery in via Ampère 102 dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la kermesse ha riscosso l’immediato consenso del pubblico. E questo perché si possono ammirare fotografie inedite che ritraggono assieme i due Dalì e alcune delle loro opere fino al 21 novembre. Assieme a questa preziosa documentazione si trovano inoltre alcune delle creazioni di artisti contemporanei, tra cui Alda Boscaro, Felice Cremesini, Paolo De Polo, Francesco Fazio e Tullio Gombac.

L’interesse dei visitatori e della stampa si è fin da subito rivelato con un susseguirsi di domande, alle quali José Dalì ha risposto con tono scherzoso. Così, quando gli è stato chiesto come ci si sente a essere figli di un artista di tale spessore, la battuta non si è fatta attendere: «Ci si sente sicuri. Diversamente, per esempio, da Giacomo Celentano o dai Carrisi, che si trovano nella mia stessa situazione, posso dire che mio padre ha fatto talmente tanto che, quando io ho capito di chi ero figlio, non potevo più fare niente, perché aveva fatto tutto lui». José Dalì, cresciuto in Italia con i tutori, ricorda la figura eccentrica del padre, il suo teatro-museo a Figueres e i momenti di svago dell’infanzia condivisi con un compagno di giochi veramente unico. E, proseguendo su questa scia, alla domanda sulle esposizioni fatte e quelle in corso o in fase di realizzazione, chiosa: «La pigrizia è un bene di famiglia e va preservato, quindi faccio pochissime mostre. Ma sicuramente, spero, ci saranno altre occasioni di ritrovarci, proprio come oggi, con il mio amico Salvo».

Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.