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Condizionatore: ci costa il 28% in più in bolletta

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Economia

Durante l’estate i consumi energetici tendono ad aumentare e le temperature elevatissime registrate in tutta Italia nelle scorse settimane non hanno di certo aiutato a contenere il costo della bolletta che, a causa di un impiego massivo di condizionatori e ventilatori, quest’anno potrebbe essere più salata che mai. Secondo le stime di Facile.it, nei consumi di una famiglia di 4 persone, il costo energetico per rinfrescare l’abitazione può far lievitare il peso della bolletta annua anche del 28%. In particolare, il consumo medio considerato da Facile.it per questa famiglia tipo, senza l’uso dell’impianto di aria condizionata, è pari a circa 3.000 kWh l’anno, vale a dire 640 euro in regime tutelato. Se aggiungiamo un condizionatore di classe A+, la stima sui consumi sale a circa 3.795 kWh l’anno e la bolletta arriva a 817 euro, vale a dire 177 euro in più.

Attenzione però perché se non si usa il condizionatore correttamente o ci si affida ad apparecchi non efficienti, la spesa potrebbe crescere ulteriormente. Risparmiare, però, anche grazie a piccoli accorgimenti è più semplice di quanto si possa pensare; ecco 8 consigli di Facile.it.

1)  La classe non è acqua. Il primo consiglio è di scegliere un condizionatore ad alta efficienza; quelli in classe A, A+ e A++ e superiori garantiscono minori consumi energetici e consentono così di ridurre la spesa in bolletta anche in maniera importante. Sostituire un condizionatore di classe B con uno di classe A+ significare ridurre il costo in bolletta sino al 20%. Ulteriore incentivo al cambio del vecchio impianto sono le detrazioni fiscali che si possono ottenere acquistando un nuovo condizionatore; se state sostituendo un impianto preesistente o state ristrutturando casa, potreste ottenere un bonus fiscale che varia dal 50% al 65% di quanto speso.

2) Evitate le temperature polari. Come è risaputo, la percezione del caldo non dipende solo dalla temperatura ma anche dal grado di umidità; se il vostro condizionatore ne è dotato, il consiglio è di utilizzare la funzione di deumidificazione anziché quella di raffrescamento; in questo modo è possibile ridurre i costi fino al 13%.

3) Il gioco di squadra aiuta. Anche se vi siete dotati di un moderno condizionatore, non abbandonate il caro vecchio ventilatore, che invece può ancora svolgere un ruolo importante. Una volta raggiunta la temperatura desiderata, basterà azionarlo per far sì che diffonda l’aria rinfrescata, generando così frescura e sollievo. Se poi volete aiutare il vostro impianto, durante le ore più calde provate ad abbassare le tapparelle e scoprirete che ci vorrà meno tempo per raggiungere la temperatura ideale.

4) Il consiglio più banale è sempre quello meno seguito. Che senso ha far lavorare il condizionatore per ore, consumare corrente e spendere soldi, se poi lasciamo porte, o peggio, finestre aperte disperdendo il fresco? Qui si tratta di puro buon senso e un po’ di attenzione; lasciare aperta la porta del corridoio o di uno stanzino e disperdere il fresco può arrivare ad incidere sino al 6% sui consumi.

5) Giorno e notte. Programmando in maniera corretta la temperatura durante la notte, sarà grato non solo il fisico, ma anche il portafoglio; in questo modo è possibile ridurre i consumi sino al 10%.

6) Impianto pulito. Mantenere il condizionatore pulito è importante, non solo per la salute di chi vive negli ambienti, ma anche perché solo in questo modo si ha la garanzia che l’impianto possa funzionare al 100% della sua efficienza. Con una pulizia annuale dei filtri sarà possibile ridurre il consumo energetico sino all’8%.

7) Occhio agli altri elettrodomestici. Sebbene sia indicato come il responsabile numero 1 dei salassi estivi in bolletta, non va dimenticato che il condizionatore non è l’unico elettrodomestico che utilizziamo d’estate. Per tutti gli altri vale la regola di scegliere apparecchi di classe energetica elevata, A, A+, A++ o superiore; anche in questo caso, se l’acquisto di un grande elettrodomestico di classe non inferiore alla A+ viene effettuato per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione, si potrà usufruire di una detrazione Irpef del 50%. A questo risparmio, si aggiungono i benefici economici legati al minor uso di energia; un frigorifero di ultima generazione (A+++), ad esempio, consente di risparmiare fino al 50% in consumi rispetto ad uno in classe A+. Anche per la lavatrice vale la stessa regola; in aggiunta, per aumentare il risparmio, il suggerimento è di preferire lavaggi a basse temperature. Un lavaggio a 60° consente di risparmiare sino al 37% di energia elettrica rispetto ad uno a 90°.

8) Scegliere la migliore tariffa. Optare per una tariffa energetica adeguata alle proprie esigenze si traduce spesso in un risparmio economico significativo. Coloro che sono ancora in regime tutelato, possono valutare il passaggio al mercato libero; in questo modo, secondo le stime** di Facile.it, è possibile abbattere la bolletta fino al 15%.

*valore calcolato utilizzando le tariffe del servizio di Tutela, fascia monoraria e potenza 3 kW

** valore calcolato considerando la differenza tra la migliore offerta mercato libero disponibile su Facile.it in data 29 Luglio 2019 e la tariffa del mercato tutelato aggiornata al III Trimestre 2019.

COMUNICATO STAMPA – ROMA – LA CASA AL CENTRO IN UN NUOVO FORMAT TELEVISIVO

Scritto da Paolo Leccese il . Pubblicato in Casa e Giardino, TV

Da mercoledì 13 marzo 2019 alle ore 21.00 andrà in onda, su Roma TV, canale 71 del Digitale Terrestre Regione Lazio, la prima di un ciclo di 12 puntate del programma televisivo “Bricks and the City” ideato e condotto da Paolo Leccese con Silvia Rossi e Leonardo Raso. In ogni puntata saranno trattati temi di attualità legati al mondo della casa con la partecipazione di ospiti autorevoli in ambito nazionale.

«Dopo sei mesi di lavoro, alla ricerca del format giusto che potesse comunicare allo spettatore i migliori consigli per un vivere consapevole – spiega Paolo Leccese – siamo riusciti a costruire un programma fluido, essenziale e con contributi di alto livello per offrire un servizio fruibile a tutti!».

Tra gli ospiti fissi della trasmissione “Bricks and the City”, l’Arch. Andrea Spera, protagonista dei fortunati format “Vendo casa disperatamente” e “Compro casa disperatamente” andati in onda sul canale 31 della piattaforma SKY.

Paolo Leccese
Tel.393/9110353
www.bricksandthecity.com
info@bricksandthecity.com
https://www.facebook.com/bricksandthecity/
https://www.instagram.com/bricksandthecity/

Un nuovo metodo per risparmiare acqua: gli aeratori per rubinetti

Scritto da WriteLab.it il . Pubblicato in Aziende

Aeratori Vigorfluss: la soluzione per risparmiare acqua, utile ed accessibile a tutti tramite e-commerce.

22-02-2018. Vigorfluss propone due tipi di erogatori a basso flusso, detti anche aeratori entrambi coperti da brevetto. Una soluzione applicabile a tutti i tipi di docce è facilmente adattabile sia ai modelli con tubo flessibile  sia a quelle fisse. La valvola modulatrice di portata di questo particolare aeratore è in grado di gestire l’ingresso dell’acqua all’interno della doccia, riducendo i consumi idirci del 50% e l’energia consumata per riscaldare l’acqua del 26%. In più la sua caratteristica a scomparsa permette di non andare a modificare il design.

L’ altro tipo di soluzione si applica invece ai rubinetti con ghiera 24m e 22f (i più comuni sul mercato). L’aeratore rompigetto proposto consente di ridurre i consumi d’acqua fino al 70% mentre quelli energetici del 26% grazie alla portata da 4litri/min. La sua conformazione geometrica totalmente liscia e anti ristagno garantisce il massimo igiene in quanto riduce le adesioni calcaree e i relativi rischi di proliferazioni batteriche come la legionella.

L’idea di creare questo tipo di tecnologia nasce da molteplici ragioni, ma tra tutte le tematiche, quella che ha ispirato maggiormente i suoi ideatori è la crisi idrica globale. Questa invenzione, infatti, contribuisce notevolmente alla riduzione degli sprechi di acqua sia in ambito privato sia ambito pubblico.

Quale futuro per DECT ULE e comandi vocali in ambienti IoT

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Industria, Tecnologia

In occasione di “Voice of IoT”, un summit di due giorni che avrà luogo a partire dal 7 febbraio ad Amsterdam, DECT Forum e ULE Alliance tratteranno i più recenti sviluppi delle tecnologie e della loro implementazione a livello globale entrando nel dettaglio riguardo a come operatori e produttori di hardware e software possano beneficiarne.

Berna – L’attuale proliferazione di tecnologie IoT sta dando vita a nuove possibilità di collaborare comunicare e interagire, sia dal punto di vista umano che meramente tecnico. Se fino ora l’IoT si focalizzava principalmente sui dati, l’integrazione di comandi vocali offre maggior versatilità nell’interazione uomo-macchina, nella comunicazione e nella gestione delle applicazioni. Non stupisce quindi che le ultime ricerche di Strategy Analytics evidenzino la voce quale strumento applicabile ad un’ampia gamma di applicazioni IoT, ascrivendole un ruolo rilevante in numerosi mercati verticali poiché assicura un’esperienza utente “hands-free” in alcuni casi essenziale, aggiunge un ulteriore livello di sicurezza alle applicazioni e la sua integrazione nei vari dispositivi presenta costi di produzione inferiori rispetto a touchscreen o tradizionali dispositivi per l’immissione dei dati.

Voice e IoT nell’Industria 4.0

La comunicazione wireless è una tecnologia chiave abilitante per la trasformazione delle aziende manifatturiere in Industry 4.0. Le “industrie del futuro” saranno caratterizzate da una flessibilità, versatilità, gestibilità ed efficienza senza precedenti. Molte applicazioni industriali impongono tuttavia requisiti particolarmente severi in termini di affidabilità, latenza e funzionalità in tempo reale, motivo per cui spesso le tradizionali tecnologie wireless non sono in grado di supportare adeguatamente scenari di impiego e applicazioni. Scenari e tipologie di utilizzo presentati durante il “Voice of IoT Summit” di Amsterdam, insieme a dettagli sulle specifiche peculiarità del settore industriale daranno luogo a un dibattito su potenziali candidati tra le tecnologie, inclusi 5G, DECT-2020 e VLC.

I comandi vocali nella smart home

Anche sul mercato consumer la voce sta diventando un fattore di differenziazione primario delle tecnologie smart home e IoT, ambiti che oggi vedono il consumatore confrontarsi fin troppo spesso con molteplici standard e protocolli. L’uso di comandi vocali limita la confusione dovuta all’impiego di sistemi eterogenei assicurando un’esperienza utente uniforme. Interfacce vocali per l’installazione e la gestione delle soluzioni guideranno l’utente nella creazione di un’infrastruttura personalizzata per la propria smart home, una facoltà che porterà ad una più ampia adozione di prodotti e servizi “intelligenti”. Per rimanere competitive in un mercato che mette la voce al primo posto, un crescente numero di aziende sviluppa soluzioni compatibili con le maggiori piattaforme di controllo vocale, con l’obiettivo di affiancare l’utente nei suoi primi passi verso l’ecosistema smart da un lato, e di assicurarsi l’interoperabilità con soluzioni che in futuro possono essere collegate alla rete dall’altro. Molte applicazioni IoT implicano già oggi l’utilizzo di wearables o piccoli sistemi integrati, privi di touchscreen. È in questi casi che i controlli vocali assumono la massima importanza.

Il ruolo di DECT ULE nell’Internet of Things

Di derivazione diretta dal protocollo DECT (Digital Enhanced Cordless Telecommunications), di fatto lo standard per le telecomunicazioni private o aziendali tramite telefoni cordless, implementato da tutti gli operatori su scala globale, ULE (Ultra Low Energy) è l’unico standard in cui i comandi vocali sono già incorporati. A fronte dell’incredibile crescita e dell’impatto che sta avendo l’IoT, la tecnologia ULE consente agli operatori di trasformare milioni di istallazioni DECT esistenti in gateway IoT sicuri, economicamente efficienti e versatili, favorendo quindi l’automazione e l’impiego di piattaforme intelligenti per il monitoraggio ambientale o il controllo della climatizzazione in ambienti residenziali, ospedalieri e aziendali.

Un esempio concreto di questa integrazione sul mercato residenziale è Deutsche Telekom, che impiega la tecnologia DECT ULE per la comunicazione tra router e soluzioni IoT presenti nelle abitazioni tramite un canale sicuro che opera parallelamente al wifi. Nello specifico, ULE e DECT CAT-iq, da anni sinonimo di servizi di telefonia di qualità su linea fissa, coesistono senza interferenze a supplemento di un wifi in costante evoluzione per la gestione di grandi quantità di dati attraverso lo stesso dispositivo per l’accesso ad Internet. Dato che i comandi vocali si apprestano a prendere il sopravvento nella gestione della smart home, anche perché in grado di colmare l’attuale gap tra IoT e servizi di intrattenimento, Deutsche Telekom ha sviluppato un nuovo Smart Speaker utilizzabile come piattaforma aperta per l’immissione di comandi vocali e la gestione dell’intrattenimento audio hi-fi puntando nuovamente su DECT come tecnologia chiave. DECT sopperisce nel modo più conveniente e sicuro possibile al collegamento, oggi mancante, tra assistente vocale per la smart home e servizio telefonico tradizionale. Avvalendosi di una frequenza dedicata e protetta, DECT è a prova di futuro: scenari in cui la necessità di un assistente vocale onnipresente e di una connettività IP ad alto throughput e bassa latenza per la miriade di dispositivi IoT presenti in rete renderanno essenziale una maggior salvaguardia delle connessioni wireless domestiche.

La ULE Alliance dichiara:
“I prodotti DECT ULE sono annoverati tra i dispositivi con connessione wireless più sicuri e stabili sul mercato. Abbiamo sempre dato il massimo supporto a tutte le aziende che desiderano implementare una soluzione IoT usando uno dei nostri protocolli, come LoRa (Long Range Wireless protocol) o HAN FUN (Home Area Network FUNctionality), o che volessero creare un ecosistema stabile usando i loro dispositivi smart home come mostrato al CES’18. È sempre stimolante interfacciarci con i nostri membri, partner e con tutti coloro che sono interessati al mondo delle soluzioni IoT e smart home wireless ad elevato risparmio energetico. Il nostro obiettivo è quello di costruire un intero ecosistema di dispositivi domestici smart interoperabili, prodotti da più vendor, cosa oggi possibile grazie a DECT ULE”.

ULE Alliance

La ULE Alliance, con sede in Svizzera, promuove da tempo l’adozione dello standard DECT ULE e conta già su numerosi produttori di chip, dispositivi domotici e operatori internet in tutto il mondo. Tra i membri attuali della ULE Alliance figurano tra gli altri Aastra, AVM, Crow, Dialog Semiconductor, DSP Group, DT, Cisco, Ericsson, Gigaset, Huawei, IntelIntel, Netgear, Ooma NEC, Panasonic, Sercomm, SGW Global, Quby, VTech, Zyxel.

Per ulteriori informazioni: www.ulealliance.org

Crescono del 20% in un anno gli italiani interessati al risparmio energetico

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Ambiente, Casa e Giardino, Economia

Gli italiani che si sono informati sul risparmio energetico sono cresciuti del 20% nell’ultimo anno e, tra le persone che vogliono saperne di più, una su tre ha meno di 35 anni.

Il motivo? In tempi di ristrettezze economiche pochi accorgimenti possono ridurre le bollette anche dell’80%, consentendo ad ogni famiglia di risparmiare centinaia di euro. A rivelarlo è Facile.it (https://www.facile.it/risparmio-energetico.html), primo comparatore italiano di prodotti per l’energia, che ha deciso di analizzare nel dettaglio come sia cambiata la sensibilità dei consumatori verso queste tematiche mettendo sotto la lente oltre 50.000 richieste giunte al sito da aprile 2016 allo stesso mese del 2017.

Una prima evidenza è che nell’ultimo anno l’interesse verso il risparmio energetico non è stato uniforme su tutto il territorio; gli italiani che hanno ricercato informazioni in misura più sostenuta sono quelli residenti in Lombardia (23,9%), Lazio (16,8%), Veneto e Campania (entrambe al 7,9%), Piemonte (7,3%). Guardando solo ai primi quattro mesi del 2017, però, si nota come il quadro sia leggermente mutato, con Campania e Sicilia che guadagnano posizioni e arrivano a occupare il terzo e quarto posto.

Dati estremamente interessanti emergono anche rispetto al profilo di chi si informa su questi argomenti. Per quanto riguarda l’età, più di una persona su tre ha meno di 35 anni (35%), segue la fascia 35-44 (28%) e quella tra i 45 e 54 anni (17%). Quasi il 10% ha più di sessantacinque anni e questo dimostra come il risparmio economico stia diventando sempre più importante anche e soprattutto per le persone più anziane.

Rispetto al genere, invece, risulta evidente come la materia sia ancora un terreno prevalentemente per uomini, che rappresentano il 65% del campione analizzato; percentuale che ha mostrato un lieve cambiamento nei primi quattro mesi del 2017, durante i quali la quota di donne è salita al 37%.

Ma come e quanto il risparmio energetico può aiutare a ridurre le bollette? Le soluzioni sono molteplici ed ognuna comporta differenti vantaggi, con relativo taglio di costi e benefici non solo per il portafogli, ma anche per l’ambiente.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, ad esempio, utilizzando lampadine a LED anziché a fluorescenza, è possibile ridurre i consumi legati all’illuminazione sino al 60%; l’installazione di pannelli fotovoltaici, invece, consente ai proprietari di autoprodurre energia, con un risparmio medio stimato sino al 60%.

Rispetto ai consumi di gas, si può optare per un sistema di riscaldamento geotermico, con un taglio medio della bolletta tra il 60% e l’80%, mentre il solare termico permette una riduzione di circa il 40%.

Con un isolamento adeguato della casa si può tagliare sino al 30% dei consumi complessivi. Gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici danno inoltre diritto a beneficiare dell’Ecobonus, la detrazione del 65% dall’Ires o dall’Irpef (che può salire sino al 75% a seconda dell’intervento) che è stata prorogata fino al 31 dicembre 2017 (fino al 2021 per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali).

Ecco, forse, perché così tanti vogliono capire bene cosa vuol dire, oggi, risparmio energetico.

Per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione in Italia si spendono circa 1800 euro

Scritto da Alessandra Moretti il . Pubblicato in Aziende, Economia

In occasione della giornata internazionale del risparmio energetico ProntoPro indaga sui costi per la sostituzione di finestre e caldaie

Milano, febbraio 2017 – Il 18 febbraio si celebra la giornata internazionale del risparmio energetico e, in questa occasione, l’Osservatorio di ProntoPro.it (www.prontopro.it) ha condotto un’indagine volta alla scoperta della spesa media sostenuta dagli italiani per effettuare i grandi interventi atti a garantire un effettivo e reale risparmio energetico. Dall’analisi è emerso che mediamente in Italia si spendono circa 650 euro per l’installazione di una nuova finestra e circa 1.150 euro per una caldaia nuova.

Prendendo in considerazione il costo medio per l’installazione di una nuova finestra, Milano è la città più cara con i suoi 800 euro di spesa. Al secondo posto troviamo la città di Ancona dove i costi si aggirano intorno ai 765 euro mentre al terzo c’è Trento, dove la sostituzione di una finestra richiede circa 750 euro. Se si osserva la classifica dal fondo scopriamo che L’Aquila è la città più economica per un intervento di questo tipo, con un costo di circa 425 euro.

Andando ad analizzare i costi per l’installazione di una nuova caldaia, osserviamo che il podio è occupato da Trieste con un costo di 2.150 euro che supera di 1.000€ la media nazionale; in seconda posizione si trova Torino, dove gli abitanti per un intervento di questo tipo devono sostenere una spesa di 1.800 euro  ed infine abbiamo Firenze  che occupa il terzo posto con i suoi 1.600 euro di spesa. L’ultima posizione della classifica è riservata alla città di Napoli, dove il costo per l’installazione di una nuova caldaia è di “soli” 650 euro.

A dominare la classifica delle città in cui costa di più rendere energeticamente efficiente la propria abitazione è Trieste: qui concedersi entrambe le installazioni costa in media 2.790 euro; a seguire si trovano Torino in cui si spendono 2.500 euro, e Firenze in cui sono necessari 2.310 euro.

Detrazioni fiscali, il 2017 è ancora più vantaggioso

È bene tenere in considerazione che – grazie alla Legge di Stabilità approvata a dicembre 2016 – anche nel 2017 si può usufruire di detrazioni fiscali fino al 65%. Questa percentuale, a partire da quest’anno, potrà salire fino al 75% nel caso di interventi nei condomini. Quali sono i termini temporali e i soggetti che possono usufruire di questa opportunità? La detrazione fiscale per le ristrutturazioni volte al risparmio energetico della propria casa è stata prorogata fino al 31 dicembre 2017; quella per interventi volti al miglioramento delle prestazioni energetiche dei condomini, invece, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2021. Inoltre, è necessario essere a conoscenza del fatto che la detrazione fiscale dal 65% al 75% può essere richiesta soltanto su immobili ed edifici già esistenti, con prova dell’esistenza dell’edificio, di qualsiasi categoria catastale. Non possono di conseguenza essere agevolabili gli interventi effettuati in corso di costruzione di un nuovo immobile.

Segue tabella con i costi medi di installazione di una nuova finestra e di una nuova caldaia per ogni capoluogo di provincia:

Regione Città Costo installazione finestra Costo installazione caldaia Costo totale
Abruzzo L’Aquila € 420,00 € 985,00 € 1.405,00
Basilicata Potenza € 625,00 € 910,00 € 1.535,00
Calabria Catanzaro € 615,00 € 860,00 € 1.475,00
Campania Napoli € 645,00 € 650,00 € 1.295,00
Emilia Romagna Bologna € 700,00 € 1.010,00 € 1.710,00
Friuli Venezia Giulia Trieste € 640,00 € 2.150,00 € 2.790,00
Lazio Roma € 735,00 € 1.050,00 € 1.785,00
Liguria Genova € 695,00 € 1.200,00 € 1.895,00
Lombardia Milano € 800,00 € 1.160,00 € 1.960,00
Marche Ancona € 765,00 € 950,00 € 1.715,00
Molise Campobasso € 650,00 € 900,00 € 1.550,00
Piemonte Torino € 700,00 € 1.800,00 € 2.500,00
Puglia Bari € 650,00 € 1.450,00 € 2.100,00
Sardegna Cagliari € 600,00 € 660,00 € 1.260,00
Sicilia Palermo € 650,00 € 1.100,00 € 1.750,00
Toscana Firenze € 710,00 € 1.600,00 € 2.310,00
Trentino Alto-Adige Trento € 750,00 € 1.085,00 € 1.835,00
Umbria Perugia € 720,00 € 1.070,00 € 1.790,00
Valle d’Aosta Aosta € 500,00 € 995,00 € 1.495,00
Veneto Venezia € 715,00 € 1.445,00 € 2.160,00

Ultime settimane utili per la detrazione del 65% sui serramenti

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Economia

Fino al 31 Dicembre prossimo si potranno ancora effettuare lavori che mirano alla riqualificazione energetica degli edifici usufruendo della detrazione IRPEF del 65%, ossia l’ormai popolarissimo “ecobonus” o “sconto fiscale” per il risparmio energetico.

Al momento, anche se è facilmente ipotizzabile che la proroga di tale beneficio verrà riconfermata (tanto quanto è accaduto negli ultimi anni) nella prossima legge finanziaria (o «legge di stabilità» come si usa chiamarla oggigiorno) alla fine di Dicembre, comunque a livello ufficiale non è ancora sicuro che la validità della detrazione proseguirà nel 2017.

Ad oggi, quindi, tutto lascia pensare che sia il caso di affrettarsi con le richieste di preventivo (gratuito) alle ditte specializzate: bisogna fare i conti, valutare le diverse proposte, capire bene i prezzi e così stimare il proprio budget. Il tutto, però, con un occhio anche ai tempi di consegna che in media si aggirano intorno ai sessanta giorni lavorativi: quelle a cavallo fra la fine di Settembre e l’inizio di Ottobre, dunque, sono le ultime settimane utili per decidersi.

Il settore, comunque, è costantemente al lavoro per stabilizzare l’ecobonus e, se possibile, sorpassare l’attuale demarcazione fra la detrazione del 50% (relativa alle ristrutturazioni senza un particolare efficientamento energetico) e la detrazione del 65%, ovviamente più ambita, riservata alle opere che innalzano le prestazioni termiche dell’edificio.

Interessanti e favorevoli, a tal proposito, sono delle recenti dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente nazionale di Legambiente, prof. Edoardo Zanchini (qui l’articolo completo), secondo cui una completa «revisione delle detrazioni fiscali sarebbe utile» – appunto – «a superare l’attuale divisione degli incentivi» (50% e 65%) «per passare a un sistema trasparente e premiale legato al salto di classe energetica delle abitazioni, in modo da garantire davvero alle famiglie una riduzione dei consumi per il riscaldamento e delle bollette».

D’altro canto, è anche utile ricordare che l’installazione di nuovi infissi a risparmio energetico comporta molteplici vantaggi: con nuove finestre e portefinestre ad elevato isolamento termico, si registrerà inevitabilmente un certo risparmio sulle spese di riscaldamento dei locali (stimabile in un 25-35% circa di riduzione della spesa media annua). Per non parlare della pura e semplice resa estetica della casa (da non sottovalutare specialmente per coloro che si trovano a dover rimediare a situazioni di particolare degrado dei materiali) nonché dell’incremento di valore del proprio immobile, da tenere sicuramente in considerazione soprattutto se si sta valutando l’eventualità di una rivendita anche in futuro.

Ultimi ma decisamente non meno importanti vi sono:
– il fattore dell’isolamento acustico che, per finestre con vetrata isolante (il cosiddetto “doppio vetro” più correttamente chiamato “vetrocamera”), non ha paragoni rispetto ai vecchi infissi con singola lastra di vetro;
– infine, la sicurezza: i serramenti di nuova generazione sono più sicuri e più difficilmente soggetti a scasso o effrazione rispetto alle finestre di una volta.

Non è quindi affatto azzardato affermare che la sostituzione degli infissi è un investimento vincente: non solo dà un valore aggiunto alla propria casa e contribuisce al rispetto dell’ambiente in virtù della riduzione dei consumi energetici, ma costituisce anche una spesa facilmente recuperabile nel giro di pochi anni grazie all’incentivo fiscale del 65%.

oOo

Per ulteriori informazioni:

V8 Serramenti – Poncarale (BS)
Tel: 030/2701331 – 335/349917
Fax: 030/6399210
Internet: http://www.serramenti-brescia.com
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Da Gennaio 2017, in Lombardia finestre e serramenti dovranno isolare meglio

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Economia

Come è ormai ben noto nel settore dell’edilizia, fra Luglio e Novembre del 2015, la Giunta della Regione Lombardia ha approvato dei decreti che stabiliscono delle nuove disposizioni in materia di efficienza energetica degli edifici.

Per la parte che compete a infissi e serramenti, i valori di trasmittanza termica (cioè la relativa dispersione del calore) rimarranno ancora per qualche mese gli stessi previsti dalla normativa nazionale che consente l’accesso alla detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, in vigore fino al 31 Dicembre 2016, a meno che non venga nuovamente prorogata (come gli operatori del settore si augurano e richiedono a gran voce).

Dal 1° gennaio 2017, invece, per le cosiddette “fasce climatiche” E ed F (quelle che interessano il territorio lombardo e, a dire il vero, gran parte del nord Italia), i coefficienti termici consentiti saranno alquanto più rigidi, ovvero: i serramenti dovranno isolare molto più di prima e l’installatore dovrà rilasciare un’apposita certificazione o dichiarazione di conformità che comprovi il raggiungimento dei valori previsti.

Scopo di tale disciplina è evidentemente spingere sull’acceleratore dell’efficientamento energetico di un patrimonio edilizio, quello Lombardo, non solo cospicuo e importante ma anche piuttosto oneroso in termini di consumi e inquinamento. Per “efficientamento”, infatti, s’intende proprio il miglioramento delle caratteristiche degli edifici in relazione a quei fattori di dispersione del calore (in inverno) oppure di impedimento nel rinfrescare i locali (in estate), i quali provocano, alla fine, sprechi di energia elevatissimi e di conseguenza un’inutile produzione di elementi inquinanti.

Basti pensare alle emissioni di anidride carbonica e di polveri sottili a causa degli impianti di riscaldamento domestici obsoleti nei mesi più freddi dell’anno, per non parlare degli utilizzi talora sconsiderati di corrente elettrica dovuti ai climatizzatori per difendersi dal caldo estivo.

Insomma, è innegabile che – da un lato – queste nuove norme della Regione Lombardia rappresentino uno sprone verso il rispetto dell’ambiente e il miglioramento delle condizioni abitative della collettività.

Tuttavia, l’altra faccia della medaglia sono le difficoltà tecniche ed operative che tali parametri, così rigidi, impongono agli installatori di finestre e porte: da Gennaio prossimo, infatti, le finestre dovranno raggiungere un coefficiente termico medio complessivo del serramento che, fino a una decina d’anni fa, era prerogativa di modelli di fascia alta.

Per i più esperti, il valore di trasmittanza termica a partire dal 2017 sarà di 1,40 per la zona climatica E (che include la maggior parte dei comuni lombardi e in particolare tutti i comuni il cui territorio abbia un’altitudine entro un certo limite) e di ben 1,00 per la zona climatica F che invece interessa la fascia prealpina e alpina. Ad esempio, luoghi della in Valle Trompia (provincia di Brescia) come Bovegno e Collio, o sull’alto Lago di Garda Valvestino e Magasa, piuttosto che nella bergamasca luoghi quali Cornalba, Onore e Rovetta (ma non Clusone), oppure nel lecchese Introzzo, Tremenico e Premana (a ridosso del Lago di Como), e infine la gran parte dell’intera provincia di Sondrio.

Perplessità sono state sollevate soprattutto dai commercianti di infissi in alluminio, poiché questo materiale (essendo più dispersivo di calore, ovviamente, in quanto metallo) risulta penalizzato in un così drastico avanzamento di parametri normativi e quindi obbligherà gli installatori a proporre modelli di serramento maggiormente performanti ma, al tempo stesso, anche nettamente più costosi.

La soluzione, nel caso sempre dei serramenti in alluminio, sarà alquanto presumibilmente di compromesso fra un profilo “a taglio termico” di ultima generazione e un vetrocamera ad elevatissime prestazioni. La sfida è aperta e, comunque, indubbiamente ardua.

I produttori di serramenti in legno, mediamente, sono invece già predisposti a proporre soluzioni in grado di soddisfare i nuovi parametri di efficienza energetica. Per alcuni sarà sufficiente montare vetrocamera dalle caratteristiche avanzate su telai di fascia media, mentre altri dovranno ricorrere a profili da 74/76 mm superando i più diffusi da 68 mm (attualmente lo standard); non dovrebbero comunque esserci particolari scossoni in questo settore del mercato.

Chi invece risulta più favorito in una tale situazione sono le ditte che propongono serramenti in PVC, siccome i profili in plastica di costruzione recente si prestano facilmente al raggiungimento di coefficienti termici eccellenti, purché si adoperino vetrocamera adeguati alla richiesta.

Rimane comunque valido il principio generale secondo cui è fortemente raccomandabile ed opportuno, per chiunque stia valutando una ristrutturazione della propria casa o anche la sola sostituzione dei serramenti, rivolgersi a dei professionisti che siano in grado di consigliare la scelta migliore per la peculiare esigenza del cliente.

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Per ulteriori informazioni:

V8 Serramenti – Poncarale (BS)
Tel: 030/2701331 – 335/349917
Fax: 030/6399210
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Quando l’intruso è l’aria che penetra dalle finestre… come fare?

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Aria calda estiva che si fa largo attraverso gli infissi male isolati, ostacolando l’opera del condizionatore…

Fastidiosi spifferi di aria fredda invernale che penetrano nel salotto dalla vecchia portafinestra dotata di un vetro singolo…

Situazioni abbastanza tipiche per le case un po’ datate o comunque costruite con una concezione di vecchio stampo.

Ma come risolverla?

Per un po’ di tempo si può ovviare con il classico “salsicciotto” alla base della portafinestra, oppure si può cercare di siliconare i bordi dei vetri per isolarli alla bell’e meglio.

Ma sono ovviamente soluzioni di fortuna che non sradicano il problema alla fonte.

Secondo alcuni, una via di mezzo fra questi espedienti e il rifacimento integrale del serramento sarebbe, forse, la sostituzione dei soli vetri con nuove vetrate isolanti, più precisamente dette “vetrocamera”.

Ma anche in quest’ultimo caso occorre valutare accuratamente la situazione e soprattutto la fattibilità di un simile intervento. Perché?

Anzitutto, vetrocamera di ultima generazione hanno un peso elevatissimo se paragonati con le singole lastre di vetro che venivano adoperate sugli infissi fino a una ventina d’anni fa, e sono in verità assai più pesanti anche dei vetrocamera di prima fattura (quelli, diciamo, in uso dalla prima metà degli anni 1990): pertanto, potrebbe succedere che i telai delle finestre esistenti non abbiano una portata sufficiente e, a lungo andare, abbiano dei cedimenti strutturali.

In secondo luogo, la sostituzione dei soli vetri esistenti con nuovi vetrocamera non necessariamente garantirebbe un isolamento eccellente, dato che gli spifferi o le eventuali fessure fra il muro e i lati del telaio maestro, o fra il pavimento e la parte bassa dei battenti, rimarrebbero ancora e lascerebbero passare aria, umidità, ecc., o addirittura, in casi di pioggia di stravento, infiltrazioni d’acqua.

In definitiva, c’è una soluzione forse più drastica e sicuramente un po’ più impegnativa, ma che senz’altro eliminerebbe il problema alla radice: sostituzione completa del serramento e montaggio di un nuovo serramento completamente conforme alle normative attuali e certificato a norma CE.

Questo, sì, significherebbe portare il comfort del locale a un livello completamente nuovo.

La spesa? Senz’altro, rispetto al “salsicciotto” di gomma o al silicone improvvisato, l’esborso sarebbe considerevole. Rispetto alla sostituzione dei soli vetri, forse un po’ di più. Forse.

D’altra parte, occorre ricordare che nuovi serramenti ben isolanti e dal design moderno oggigiorno godono anche della detrazione fiscale del 65% in quanto del tutto funzionali ai fini della migliore “efficienza energetica” dell’abitazione: in tal modo, più della metà della spesa si ammortizza e, a conti fatti, alla lunga si finirà per non spendere un granché.

Senza contare, poi, che meno spifferi e meno infiltrazioni significano inevitabilmente un reale risparmio energetico: minor dispendio di gas e di corrente per riscaldare o rinfrescare la stanza con ovvie, importanti ricadute non solo sulle bollette del gas e della corrente elettrica, ma anche sul rispetto dell’ambiente, dal momento che meno consumi comportano ovviamente meno inquinamento, meno rifiuti, meno emissioni nocive.

Dunque è innegabile che il guadagno finale, a conti fatti, si ottiene mettendo a posto le cose completamente, senza compromessi né mezze misure. Conviene procurarsi un preventivo per valutare bene i prezzi e quindi procedere.

E che dire degli spifferi che possono penetrare in casa dal perimetro del cassonetto che fa da copertura alla tapparella avvolgibile? In tal caso, per ovvie ragioni di carattere strutturale, non si possono mai eliminare completamente, ma senz’altro si può ottenere un drastico miglioramento della situazione con nuovi cassonetti ben posati e sigillati con apposite schiume poliuretaniche e silicone e anche, possibilmente, dotati di una coibentazione interna.

In definitiva, avere una casa più confortevole e meno dispendiosa… si può!
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UNI 10200: novità e tutto ciò che c’è sapere

Scritto da comunicatistampa13 il . Pubblicato in Casa e Giardino, Italia

Da pochi giorni  è terminata l’inchiesta pubblica UNI del testo del progetto E0208F600 “Impianti termici centralizzati di climatizzazione invernale, estiva e produzione di acqua calda sanitaria – criteri di ripartizione delle spese e climatizzazione invernale, estiva e produzione di acqua calda sanitaria” volto a chiarire alcuni punti critici della Norma UNI 10200 in materia di ripartizione delle spese condominiali per quanto riguarda il riscaldamento.

Come disposto dal D.Lgs. 102/2014, che recepisce la Direttiva 2012/27/UE in materia di efficienza energetica, entro il 31 dicembre 2016 i condomini dotati di sistema di contabilizzazione devono suddividere le spese in base ai consumi effettivi. Tale suddivisione deve essere eseguita seguendo i criteri della norma UNI 10200 vigente, secondo la quale, in caso di mancata ripartizione delle spese, era prevista una sanzione amministrativa da €500 a 2’500, e che però non teneva conto di alcuni fattori o casi particolari per cui questo sistema non risulta adeguato

Per questo motivo c’era la possibilità, entro il 13 giugno, di visionare il testo del progetto e inviare eventuali commenti.

Ma cosa prevede la UNI 10200?

“Quando i condomini sono alimentati dal teleriscaldamento o teleraffreddamento o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, per la corretta suddivisione delle spese connesse al consumo di calore per il riscaldamento degli appartamenti e delle aree comuni, qualora le scale e i corridoi siano dotati di radiatori, e all’uso di acqua calda per il fabbisogno domestico, se prodotta in modo centralizzato, l’importo complessivo deve essere suddiviso in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell’impianto, secondo quanto previsto dalla norma tecnica UNI 10200 e successivi aggiornamenti. E’ fatta salva la possibilità, per la prima stagione termica successiva all’installazione dei dispositivi di cui al presente comma, che la suddivisione si determini in base ai soli millesimi di proprietà”

(D.Lgs. 102/2014 – Art 9, comma 5, lettera D “Misurazione e fatturazione dei consumi energetici”) 

La NORMA UNI 10200 identifica le spese che devono essere ripartite secondo i consumi, che sono:

  • costo del combustibile (gasolio, metano, teleriscaldamento, ecc);
  • costo dell’energia elettrica assorbita dall’impianto;
  • costo della conduzione e manutenzione ordinaria;

E’ la stessa NORMA UNI 10200 che divide i consumi negli impianti di riscaldamento in due categorie:

  • consumi volontari: i consumi direttamente correlati alla volontà dell’utente di prelevare calore dall’impianto (aprire o chiudere le valvole termostatiche). Da cui derivano prevalentemente i consumi dell’impianto.
  • consumi involontari: i consumi dell’impianto che sussistono indipendentemente dall’azione dell’utente. Rappresentano sostanzialmente le perdite di energia disperse dal generatore di calore e dalla rete di riscaldamento che viene mantenuta calda al fine di permettere le funzioni del riscaldamento nei singoli appartamenti

La NORMA UNI 10200 prevede che le spese derivate da tali consumi siano divise in modo proporzionale al fabbisogno di energia di ogni singolo alloggio. La quantità di energia che ogni singola utenza potrebbe prelevare deve essere quindi determinata dal tecnico abilitato affinché vengano stabilite le proporzioni di divisione dei consumi.

Questo calcolo da origine ad una tabella di ripartizione delle spese dei consumi involontari (espressa in millesimi di fabbisogno di energia). Nel contempo il tecnico deve definire la quantità di energia dispersa che rappresentano i consumi (involontari) che i vari condomini dovranno dividere tra loro. La quantità verrà espressa in KWh annui e sarà costante tutti gli anni e sarà quella che, normalmente, è definita “quota fissa”.

La quota fissa non è più una percentuale sui consumi ma una quota ben definita di energia espressa in KWh.

Atteso quindi che la quota di consumi involontari è una quantità di energia, ne discende che per quantificarne l’entità economica è necessario stabilire quale si il costo dell’energia.

(Spesa combustibile + spesa energia elettrica) / KWh prodotti = costo €/KWh

Se in centrale termica è installato un contatore di energia, la quantità di KWh erogati sarà direttamente leggibile dal contatore e la definizione del prezzo sarà facile, altrimenti sarà il tecnico progettista che definirà, in relazione alla quantità di combustibile utilizzato dalla caldaia, quanta energia sarà stata prodotta.

Le spese verranno quindi suddivise:

  • per i consumi involontari: secondo la nuova tabella redatta dal tecnico abilitato che riporta i fabbisogni di energia di ogni singola unità immobiliare, su base millesimale

  • per i consumi volontari: secondo il consumo effettivo di ogni singola unità, che viene determinata dalla quantità di scatti prodotta dai contabilizzatori installati sui termosifoni.

Questo comporta che le precedenti consuetudini (ad esempio la ripartizione delle spese di riscaldamento sulla base di vecchie tabelle millesimali basate su superfici o volumi) debbano essere abbandonate a vantaggio di nuove tabelle millesimali basate sul fabbisogno energetico.

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