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Chitarre taglienti

Scritto da Silvio Farnese il . Pubblicato in Musica, Spettacolo

Bene, qualcuno prova a dire la sua. In questo fine primavera/inizio estate di un altro annus horribilis (per fortuna che il signor Renzi, coi suoi 80 euro, ha offerto la pizza…!), due chitarristi/cantautori esternano il loro personale punto di vista. Il primo a essere citato è, va da se, visto il contributo emotivo che ha dato alla musica italiana e, ma è solo una precisazione tautologica, alla chitarra intesa come possibilità di pronunciare il futuro a sette note, è Ricky Portera. Questo visionario straordinario, a distanza di 7 anni dalla sua ultima pubblicazione ritorna sul panorama musicale internazionale con “Fottili”, un album di rabbia e all’insegna del “non ho più niente da dimostrare”. Ricky Portera, non è una novità, è un artista che per molto tempo ha caratterizzato il suono e i palchi del gigante Lucio Dalla. Un mito della chitarra per genialità ed espressività , che ha saputo in questo nuovo lavoro, dal titolo goliardico, confezionare e realizzare sapientemente un progetto per certi versi temerario. La sua voce, forse occultata dal personaggio legato allo strumento a 6 corde, avrebbe dovuto avere, nel passato, più attenzione perché particolare e, miscelata ad arrangiamenti calibrati, non sarebbe passata inosservata in altre mani e in altri tempi. Forse questa è la volta buona. Come sempre, anche per la squisitezza dei testi, questo nuovo album dovrebbe attirare l’attenzione di un pubblico largo, per non parlare dei suoi assoli, sempre sopra le righe. Ospiti importanti hanno dato il loro prezioso contributo : Gaetano Curreri , PierDavide Carone, Pino Scotto, Andrea Innesto (Cucchia), Claudio “Gallo ” Golinelli…. solo per citarne alcuni. La produzione discografica è a cura di Beppe Aleo.

Per i più appassionati, a seguire, c’è una sintesi del cammino artistico di questo personaggio sempre in movimento. Il primo approccio di Ricky Portera con il panorama musicale risale al luglio 1969, quando entra a far parte dei Club72, gruppo nato alcuni anni prima a Castelfranco Emilia del quale fanno parte Danilo Bastoni (tastiere), Augusto Menozzi (voce), Renato Tabarroni (percussioni), Gianni Suzzi (basso), Gabriele Mattioli (sax tenore e baritono), Dino Melotti (sax tenore) e Portera (chitarra solista). È fondatore con Gaetano Curreri degli Stadio, coi quali si è cimentato anche in vesti di cantante nei brani Un fiore per Hal (presente nel primo album del gruppo e nella colonna sonora di Borotalco) e La mattina (presente nel Q Disc Chiedi chi erano i Beatles). Storico collaboratore di Lucio Dalla, è stato anche chitarrista di Ron e altri autori italiani come Eugenio Finardi e Loredana Bertè. Lucio Dalla ha scritto e dedicato a Portera il brano Grande figlio di puttana, che divenne, nel 1982, il primo grande successo degli Stadio. Ha scritto per Vasco Rossi Una nuova canzone per lei (1985). Uscito dagli Stadio ha continuato la carriera di session man collaborando con Nek, Massimo Bozzi, Robert & Cara (prodotti da Dalla). Ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1996 al fianco di Paola Turci per il brano Volo così e nel 2006 con Anna Tatangelo per il brano Essere una donna. Nel 1990 realizza il suo primo album da solista omonimo. Al disco collaborano il sassofonista James Thompson e Giovanni Pezzoli degli Stadio.
Nel 1996 torna a lavorare con Lucio Dalla in studi e dal vivo, dopo quasi dieci anni di distacco. Nel 2007 esce il secondo album solista, Ci sono cose, nel quale riprende anche il classico degli Stadio Canzoni alla radio, scritta nel 1986 insieme a Luca Carboni. Per l’occasione ricompone il nucleo originale degli Stadio, Giovanni Pezzoli alla batteria, Roberto Costa al basso e Gaetano Curreri. Lo stesso anno riceve la cittadinanza onoraria di Mistretta, in provincia di Messina, paese di origine del padre. Su iniziativa di una associazione giovanile locale, è stata inaugurata una scuola di chitarra per principianti e non, tenuta dallo stesso artista. Ha svolto insieme al gruppo Custodie Cautelari un tour con sei chitarristi italiani; da questa esperienza è nato anche un CD live dal titolo La notte delle chitarre. Nell’aprile del 2010 ha partecipato come solista all’album Piano Car del compositore minimalista Stefano Ianne, insieme a Trilok Gurtu e a Nick Beggs dei Kajagoogoo. Ha poi affiancato Ianne nel tour di promozione dell’album. Sempre nel 2010 ha fatto parte del GIG (Genuine Italian Guitars) assieme a Luca Colombo, Maurizio Vercon e Peppe Scarciglia.

Di Mimmo Parisi, invece, citiamo il suo ultimo album digitale titolato “Et c’est passé”, rintracciabile per il free download su Jamendo e altri internet store. Parisi è un artista sintetizzabile con la definizione originale di rockantautore. Rockantautore perché, pur avendo nella sua cultura importanza straordinaria l’epopea cantautorale di tutte le varie scuole italiane (genovese, milanese, romana, bolognese etc.) e internazionali, come Dylan, Springsteen o Jeff Buckley, o la scuola de chansonnier, giusto per citarne alcune, ha sempre avuto grande attenzione all’impatto chitarristico (è lui stesso chitarrista che ha sempre ammirato, neanche a dirlo, il grande Portera) e al sound da band del brano da presentare. D’altra parte i suoi testi, come “…Qui ci vorrebbe John Wayne” o “Arrendetevi siete circondati” o, ancora, “Tempi duri”, rimandano a un atteggiamento di protesta e rabbia verso una società che si fa plagiare e che accetta acriticamente chi si arroga il Potere. Il “gregge” teorizzato da Friedrich Wilhelm Nietzsche, secondo Mimmo Parisi, rappresenta in modo raccapricciante e realistico, purtroppo, coloro che accettano senza il minimo segno di critica i masnadieri del Potere: “Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi; salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo, e così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno”. Di questo artista è sicuramente apprezzabile la capacità di autogestirsi. Parisi opera rigorosamente in home recording, quindi senza gli “effetti speciali” del grande produttore o la promozione della pluripremiata major di turno. Del resto bisognerebbe smetterla di pensare all’artista come marketing e basta, non è più tempo. Se qualcuno ha qualcosa da dire, ammesso che ce l’abbia, lo metta giù se sa scrivere, lo disegni se sa disegnare, lo canti se sa cantare, lo componga se lo sa fare. Bisogna iniziare ad allontanarsi dal mondo greve dove la vita è tutta in un tweet: breve, senza contenuto e con la testa che ritorna a brucare.

Silvio Farnese, giornalista web

 

Primo Maggio: il libro “I Problemi del Lavoro” sbarca su Facebook.

Scritto da renatoongania il . Pubblicato in Religione

Tradotto in 50 lingue di L. Ron Hubbard, mette in guardia dalla pericolosità dagli Stati che negano il diritto al lavoro.

1 maggio 2014 – Per celebrare la Festa del Lavorati nasce una nuova pagina su Facebook dedicata a “I Problemi del Lavoro”, libro scritto da L. Ron Hubbard per aiutare le persone a mantenere il proprio lavoro o a crearne uno.

La pagina pubblicata su Facebook dagli Amici di L. Ron Hubbard, onora i lavoratori che ‘non sono intesi come rotelle negli ingranaggi di una potente macchina, sono la macchina stessa’. Renato Ongania – responsabile delle relazioni pubbliche personali di L. Ron Hubbard afferma: “In questi giorni stiamo leggendo il decreto legge 34/2014 di Renzi, definito Jobs Act che contiene misure urgenti rispetto alla normativa sul lavoro, ma è già da molto tempo che sono in aumento le richieste di italiani che vorrebbero andare in Svizzera a lavorare, qualcuno “si accontenta” di vendere quadri online, altri cercano di conquistare l’ultimo business…il mercato delle sigarette elettroniche. Qualcuno si inventa persino dei modi per vendere ai cinesi o ai russi. Ho sentito anche di molti che si aggrappano alla speranza di ricevere il Reddito di Cittadinanza, senza quindi lavorare… Esercizio di Freestyle di persone con i piedi gonfi? Difficile a dirsi. Questa pagina rende onore ai lavoratori e mettere in guardia da uno stato eccessivamente assistenziale”.

Pubblicato nel 2007 nella sede di Copenaghen (Danimarca) e distribuito in tutto il mondo, “I Problemi del Lavoro”, con le sue181 pagine, rappresenta anche nell’edizione italiana, una guida ideale per tutti coloro che sono alla ricerca o vogliono sapere come fare per mantenere il lavoro. Il libro si rivolge a coloro che desiderano scoprire “Scientology”(*) e vedere come la filosofia creata da L. Ron Hubbard 60 anni fa, si applica al mondo del lavoro.

“Come L. Ron Hubbard spiega in questo libro”, continua Ongania, “La vita è costituita per sette decimi di lavoro, per un decimo di famiglia, per un decimo di attività politica e per un decimo di relax. Ecco quindi l’applicazione di Scientology ai sette decimi dell’esistenza”.

I Problemi del Lavoro tratta di scoperte che mettono a nudo il nocciolo dei problemi del lavoro, descrivendo la trama stessa della vita. Tra i contenuti di questo manuale si trova:

  • il segreto dell’efficienza;
  • la causa più profonda dell’esaurimento;
  • il modo per creare quella stabilità sul posto di lavoro;
  • le ragioni che stanno alla base dei fallimenti dei governi nel creare occupazione.

Si tratta di una lettura consigliata a tutti coloro che vogliono comprendere la vita. I sindacati e lo stato assistenziale, come rivela Hubbard, basano tutte le loro richieste su una riduzione del lavoro. Come scritto nel libro, questo slogan non è la cura alla mancanza di un posto di lavoro.

L. Ron Hubbard scrive nel libro:

“Vedersi negare il diritto al lavoro significa vedersi negare qualsiasi partecipazione alla società in cui viviamo.”

“Parlando per un momento da un punto di vista politico, per poter mantenere la propria sanità mentale, l’uomo ha molto più bisogno del diritto al lavoro che di un’infinità di libertà fasulle.”

“Un artigiano non è soltanto un artigiano. Un operaio non è soltanto un operaio. Un impiegato non è soltanto un impiegato. Sono importanti pilastri che vivono, respirano e su cui si regge l’intera struttura della nostra civiltà. Non sono rotelle negli ingranaggi di una potente macchina. Sono la macchina stessa.”

“Lavorare significa partecipare alle attività della nostra società. Essere esclusi da tali attività significa essere emarginati.”

Con oltre duecento milioni di copie delle sue opere in circolazione e decine di best seller internazionali, L. Ron Hubbard ha dato il via ad un movimento vastissimo. Nel complesso, queste opere comprendono circa 5.000 scritti e 3.000 conferenze registrate e in quanto tali, spiccano come l’esposizione più completa della mente e dello spirito umano.

Per vedere la pagina su Facebook clicca qui. Il libro è in vendita a seguente link. Oppure nelle maggiori librerie italiane ad un prezzo indicativo di €13.Per maggiori informazioni scrivere a renatoongania[at]lronhubbard.org

(*) Scientology: Un sistema di assiomi organizzati che risolvono i problemi dello spirito, della vita e del pensiero, sviluppato da L. Ron Hubbard attraverso l’applicazione della metodologia delle scienze esatte alle discipline umanistiche. Il termine Scientology è formato dalla parola latina scio (conoscere, nel senso più ampio della parola) e dalla parola greca logos (lo studio di). Scientology è ulteriormente definita come lo studio e il modo di occuparsi dello spirito in relazione a se stesso, agli universi ed altre forme di vita.

MINA GREGORI IN CONFERENZA CON SALVO NUGNES ALLA MILANO ART GALLERY DICHIARA DI SOSTENERE MATTEO RENZI

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Comunicati Stampa, Cultura, Politica

In occasione della conferenza “Caravaggio e dintorni” tenutasi Mercoledì 15 Maggio, presso lo spazio culturale “Milano Art Gallery” la celebre storica dell’arte Mina Gregori ha espresso il suo sostegno nei confronti di Matteo Renzi, Sindaco di Firenze. Infatti, alla domanda del manager Salvo Nugnes, relatore ed organizzatore dell’incontro, che le ha chiesto se, secondo lei, Renzi poteva essere un buon politico per governare il nostro Paese, la Gregori risponde “Certamente si. È un ragazzo sveglio e attivo e, rispetto a questa situazione di inerzia politica e non, Matteo potrebbe essere una risorsa”.

La “Signora del Caravaggio” che sostiene dunque Renzi, sia come Sindaco sia come Premier, è stata allieva del grande Roberto Longhi, che le ha trasmesso la radicata passione per il maestro lombardo, di cui afferma “Del Caravaggio c’è ancora molto da scoprire.” E continua “Era un pittore che si mise contro a quella che era la cultura tradizionale. Era già in polemica e da qui, certamente, ne emerge anche lo spirito inquieto e l’inquietudine caratteriale trasmessa nelle opere”.

La conferenza è stata una delle molte del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it” ideato da Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, allo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti, ospitando personaggi illustri del calibro di Margherita Hack, Bruno Vespa, Paolo Limiti, Francesco Alberoni, Silvana Giacobini.