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La satira socio-spirituale di Prem Dayal con Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio.

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Cultura, Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio

di Prem Dayal

Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio è un’opera di difficile collocazione, che sfugge a qualunque tentativo di contenerla in un genere definito, e probabilmente è lo specchio dello stesso autore, un uomo sui generis, maestro di meditazione e artista giramondo, sempre in cerca delle verità nascoste sotto le pesanti maschere di un’umanità vincolata all’apparenza, non interessato alle etichette e alle identificazioni ma solo alla vera natura, a quell’essenza primordiale che tenta disperatamente di sopravvivere in ogni essere vivente. L’opera è diventata un best seller da più di duecentomila copie vendute nella sua versione messicana dal titolo Me vale madres, pubblicata dalla casa editrice Penguin Random House.

Titolo: Mavaffanguru

Autore: Prem Dayal

Genere: Satira socio-spirituale

Casa Editrice: Ilmiolibro

Pagine: 303

Codice ISBN: 9788892352001

«[…] L’identificazione è il vero cancro della coscienza. Karl Marx disse che la religione è l’oppio dei popoli, e ha sicuramente ragione; ma Peppino Cocozza, il nostro “Vaffanguru” che ci guida in questo viaggio – a cui è impossibile far capire che Marx è morto già da tempo – ci spiega che la causa del rimbambimento generale non è dovuta tanto alla religione in sé, quanto alla “identificazione”; e alzando un bicchiere di vino a un matrimonio in cui si è trovato per caso, trasforma una perla di saggezza in un brindisi: “L’identificazione è l’oppio della coscienza… brindisi faccio alla sposa Vincenza”. Fra le tante identificazioni, la religione è solo una delle tante droghe che ci impediscono di vedere le cose così come sono. La droga più pesante, sicuramente, che spesso richiede anni o vite di disintossicazione per potersene liberare. Verrà il giorno in cui il mondo si accorgerà del tesoro nascosto nella lingua italiana, e il santo Mantra della Disidentificazione “Non sono cazzi miei” sarà usato in tutti gli istituti di riabilitazione, riumanizzando intere popolazioni che per millenni, drogate da idee primitive, hanno dato di sé uno spettacolo tutt’altro che decoroso».

Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio si può definire, come affermato dallo stesso autore, una satira socio-spirituale, in cui con tagliente sarcasmo si prende di mira la prigione dorata fatta di conflitti (esterni ma soprattutto interni) e mistificazioni in cui l’uomo è costretto e si è costretto, a scapito della sua salute mentale e spirituale. E a leggere Mavaffanguru non si può non essere d’accordo con l’autore: solo la satira, con la sua potenza scaturita da una risata consapevole, riesce a mostrare le contraddizioni della società in cui si vive, e a promuovere quindi un cambiamento necessario come non mai. Prem Dayal affida al guru Peppino Cocozza le sue riflessioni, instaurando con lui un dialogo irriverente e dai risvolti comici e a volte grotteschi, in cui si affrontano temi fondamentali come la ricerca spirituale e il risveglio della coscienza. Con un linguaggio “corrosivo” e un cinico e paradossale umorismo, l’autore racconta l’amarezza per un’umanità che sembra arrivata alla fine del suo viaggio, costretta in ruoli e comportamenti contrari alla propria natura, indifferente ai suoi stessi desideri in nome di un’identificazione con un’immagine alterata dell’essere umano e dei suoi valori, divenuta estranea non solo al mondo ma anche a sé stessa: “L’uomo è una specie di malattia della Terra che, esattamente come un cancro, lavora contro l’equilibrio generale della natura”. L’autore punta il dito della sua critica contro la “ortodossia” intesa nel senso più ampio del termine, e con sguardo provocatorio osserva i meccanismi messi in atto dall’uomo nei secoli per controllare ogni manifestazione spontanea, e per reprimere ogni gesto svincolato dal rispetto di regole arbitrarie e di fedi discutibili. A partire dall’educazione, descritta come un procedimento alchemico al contrario, in cui si “trasforma l’oro in piombo”, in cui si prendono degli esseri sani, innocenti e rilassati e, come Dayal afferma, li si tramuta in nevrotici, bugiardi, avvelenati da sensi di colpa, ambizione, gelosia, paura, avidità e violenza. Pur nel suo apparente estremismo e nella sua divertita dissertazione, l’autore centra il punto e palesa la serietà di un percorso professionale e di vita che l’ha portato a una consapevolezza di sé e della società ammirevole. Attraverso i suoi “Mantra italiani” Prem Dayal lancia un grido volto a disturbare il sogno di una umanità che ha scelto di rinunciare a sé stessa in cambio di valori fittizi e vuoti rituali. Non stupisce quindi che l’opera, in Messico, ha attirato l’attenzione della Penguin Random House e ha avuto un grande successo editoriale, che continua anche per il suo romanzo autobiografico Mi volevano normale, una storia di riscatto e di “errori necessari”, un viaggio iniziatico, che racconta di una fuga dalla normalità, quella normalità che offre una sicurezza (solo apparente) al modico prezzo della propria libertà e del rispetto di sé stessi.

TRAMA: Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio è un libro provocatorio che si propone di tracciare un autentico percorso di risveglio della coscienza, utilizzando un linguaggio comico e uno strumento improbabile: i “Mantra italiani”. Scrollandosi di dosso le facce serie, l’odore di muffa e gli eterni sorrisi New Age che spesso affliggono i lettori di testi spirituali, l’opera provoca le tradizioni nazionali e le credenze religiose di qualsiasi parte del mondo. Danzando fra la secchezza del trattato, il calore della narrativa, la corrosività di un foglio satirico e la delicatezza della poesia, invita il lettore a ridere, riflettere, ispirarsi o rimanere semplicemente scandalizzato. Il libro è diviso in due parti: “La Malattia” e “La Medicina”, e l’autore affida a Peppino Cocozza, un personaggio fantasioso che incarna la saggezza paradossale e borderline di un outsider abituato a vivere alla giornata, il compito di spiegare nel dettaglio i Mantra Italiani del Distacco, della Purificazione e della Disidentificazione, fondamentali nella ricerca del sé più autentico.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA: Prem Dayal, al secolo G. Pasculli, ha la classica biografia di un outsider che, saltando da un continente all’altro, ha diretto la sua ricerca su due traiettorie parallele: l’arte e la spiritualità. Attualmente vive in Messico dove è un riconosciuto maestro di meditazione e terapeuta, oltre che scrittore. La sua carriera artistica inizia al principio degli anni ottanta come artista di strada (mimo), per poi diventare coreografo, regista e drammaturgo. Per anni collabora con Armando Pugliese ed è aiuto di Dario Fo nell’allestimento dell’Arlecchino alla Biennale di Venezia. Fra le sue opere teatrali: Il Claus, C’ho l’Aids, Il Miles di Plauto, Un Negro Chiamato Nicola, I Love you… Bambolina, Aria Ruvida, Rock Pantomime. Gli anni novanta li trascorre quasi interamente in India, dove apprende la meditazione e studia la terapia transpersonale. In quegli anni vive e lavora nell’Osho International Commune di Puna, senza trascurare le sue attività teatrali. Dal 2001 vive in Messico, dove ha fondato L’Osho Meditation Center Mexico, attraverso cui ha iniziato migliaia di persone alla ricerca interiore, formando intorno a sé una piccola comunità. Conduce conferenze sul “risveglio della coscienza” e segue decine di gruppi in cui usa uno stile terapeutico originale che combina la terapia con la meditazione e che ha chiamato “Reconnecting”. La Penguin Random House ha pubblicato il suo best seller Me Vale Madres (in Italiano Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio) con più di 200.000 copie vendute. Ha inoltre pubblicato Tantra e Salsiccia, Il Calendario Eterno e Autobiografia de un Pinche Guey (in italiano Mi Volevano Normale).

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Ad Harlem apre la nuova Chiesa di Scientology ed il Centro per la Comunità

Scritto da Sandro Matini il . Pubblicato in Dal Mondo, Religione

Il 31 luglio scorso, sulla famosa 125a strada di Manhattan si è aperta la nuova Chiesa Ideale di Scientology e il Centro per la Comunità.

E’ stata una celebrazione nel vero spirito di Harlem che ha permeato il panorama culturale della storia americana. La cerimonia ha evocato la passione per la vita per cui Harlem è rinomata.

“Non vi è nessun altro luogo come Harlem […] Elimina Harlem dalla storia americana e tutto diventa insipido” ha detto il sig. David Miscavige, leader ecclesiastico della religione di Scientology. “Questo nuovo centro comunitario rappresenta non solo un’offerta di aiuto, ma, piuttosto, il nostro dovere e diritto di aiutare. Perché, indipendentemente da ciò che rende ciascuno di noi degli individui, tutti noi rappresentiamo la fratellanza degli uomini. E così non può sfuggire il fatto che la sofferenza di uno è anche la nostra sofferenza e che nessuno di noi è libero se non siamo tutti liberi.”

Nello spirito di tale offerta, alle migliaia di Scientologist e ospiti presenti si sono aggiunte autorità cittadine e statali per dare il benvenuto alla nuova struttura: il Deputato dello Stato di New York, sig. Robert Rodriguez; il Rev. Johnny Ray Youngblood, ministro e Pastore Senior della chiesa Battista; il Rev. Joseph Jones, ambasciatore per i Diritti Umani e il sig. Raphael Benavides, presidente dell’Associazione dei Commercianti.

“Non avreste potuto scegliere un luogo più adatto per stabilire la vostra nuova presenza d’avanguardia” ha detto il deputato Rodriguez nel suo discorso di benvenuto. “E credo che aprendo semplicemente le vostre porte state dando un’opportunità a questa comunità, un’opportunità di progresso.”

L’impatto della Chiesa di Scientology nella battaglia per i diritti umani è stata messa in risalto dal rev.do Joseph Jones: “Siamo qui per rivendicare i nostri diritti di oggi e per progettare il nostro futuro. Ed è un domani impresso con questi termini: ‘Diritti umani’. Il vostro programma per i diritti umani ha assunto una vita tutta sua. Si tratta di un treno inarrestabile che sfreccia verso la libertà e la giustizia. Dopo tutto, il vostro impegno per i diritti della persona è nato dall’ispirazione di un ministro, guidato da quel sognatore che era L. Ron Hubbard.”

La Chiesa Ideale di Scientology di Harlem è la 53ma inaugurata dal 2003. Altre chiese sono state recentemente inaugurate ad Atlanta, Milano, Tokyo, Bogotà e Basilea. Tutto ciò in aggiunta al nuovo complesso multimediale, Scientology Media Productions, aperto a Los Angeles a fine maggio, una struttura dalla quale le notizie e i messaggi della Chiesa di Scientology saranno trasmessi a tutto il mondo tramite la propria emittente radio-televisiva, i social network e i propri siti internet.

Nel frattempo nuove Chiese Ideali di Scientology sono prossime all’apertura in Australia, Nuova Zelanda, Europa e Nord America.

Differenze tra Scientology e altre filosofie di L. Ron Hubbard

Scritto da Sandrone il . Pubblicato in Cultura, Religione

La libertà della verità è qualcosa per cui l’Uomo non è famoso. Non è affatto famoso per questo. Al contrario, è famoso per aver asservito qualcosa che qualcuno aveva sostenuto essere vero. E questa è una cosa molto, molto diversa dalla libertà della verità. — L. Ron Hubbard

Ogni essere umano cerca di conoscere la verità su di sé e di risolvere i misteri della vita in modo soddisfacente. Quindi, per molte migliaia di anni, un numero incalcolabile di insegnamenti filosofici e religiosi hanno cercato di illuminare la gente con risposte. Ma quando chi li praticava ha insistito, o meglio, preteso , che le sue risposte fossero le uniche, ha bloccato la strada verso una più grande libertà a milioni di persone. Infatti, come insegna la storia, costringere una persona ad accettare una verità, anziché permetterle di trovare la verità, è una strada che porta non alla libertà, bensì alla schiavitù di pensiero e di fede.

Con questa ormai classica affermazione sulla ricerca della verità da parte dell’individuo, L. Ron Hubbard delinea quindi i principi fondamentali che rendono diversa Scientology: i principi per cui ogni persona si impegna in una ricerca personale per scoprire la verità. Una persona, mentre procede in quest’eccezionale ricerca di esplorazione e di avventura, acquista nuove nozioni e illuminazioni finché le sue domande fondamentali su se stessa e sulla vita trovano risposta in modo del tutto soddisfacente. Man mano che avanza su quel cammino, si avvicina sempre di più alla libertà duratura che può trarre solo dalla conoscenza di ciò che è vero per lei.

http://www.scientology.it/books/catalog/differences-between-scientology-and-other-philosophies-classic.html

La prima opera dell’autrice Elena Magnani.

Scritto da Tiziana Iaccarino il . Pubblicato in Arte, Cultura, Libri

Uscita da poco, la prima opera dell’autrice genovese Elena Magnani, dal titolo “Lucifer la stella del mattino” pubblicata da Europa Edizioni, si appresta a farsi notare dal grande pubblico, quello incuriosito dal genere fantasy e non solo.
L’opera che avrà un impatto forte verso chi si appassiona a storie da paranormal romance, certamente catturerà l’attenzione del pubblico e incuriosirà i più scettici o quelli che credono nella solita storia.
Ma le cose sono ben  diverse. Perché questa volta c’è una protagonista femminile che dovrà vedersela con un misterioso evento, un qualcosa di soprannaturale che andrà oltre le sue aspettative ma che le permetterà di conoscere un mondo parallelo dal quale scoprire cosa si nasconde dietro ciò che le si prospetta solo come un casuale effetto.
Ma di cosa stiamo parlando?

Ecco la trama.

Durante un’escursione, un gruppo di amici assiste alla drammatica morte di un proprio membro, Luisa. La sua migliore amica, nello scetticismo generale, racconterà di aver visto una misteriosa “presenza” al suo fianco mentre tentava di salvarla. Quattro anni dopo, gli amici si ritrovano per commemorare la morte di Luisa. Quell’oscura “presenza” si ripresenterà ad Alessandra. Ma chi è quell’essere che la tormenta?

Lo scoprirete nel romanzo al link: http://www.europaedizioni.it/1/lucifer_la_stella_del_mattino_elena_magnani_9527396.html .
Ma anche disponibile in tutti gli store on line e ordinabile in libreria.

Tiziana Iaccarino.

RELIGIONE E DIRITTI UMANI

Scritto da dirittiumanibs il . Pubblicato in Religione

Mercoledì 11 dicembre si è tenuto a Brescia presso il teatro San Carlino un incontro molto particolare organizzato dall’Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus, un appuntamento in occasione dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani proclamata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Seduti allo stesso tavolo i rappresentanti di quattro comunità  religiose presenti sul territorio bresciano per un confronto sul rapporto che intercorre tra fede, spiritualità e il rispetto dei diritti umani. Sono intervenuti Gianfranco Agnelli monaco dell’ordine minore dei monaci Buddhisti Zen Shoto del monastero di Fudenji, Singh Jaskirat della comunità Sikh di Castenedolo, Sandro Oneda incaricato delle relazioni pubbliche della Chiesa di Scientology ed Emmanuel Gyamfi della Gospel New Life Chapel International. L’incontro dal titolo DIRITTI UMANI OBIETTIVO COMUNE è stato condotto dal coordinatore della sede di Brescia dell’associazione il prof. Domenico Franchi che ha introdotto l’argomento enunciando l’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, libertà di pensiero e di professare la propria religione, e ha insistito sul ruolo fondamentale che ha la dimensione spirituale nella definizione dell’integrità di ogni singolo individuo. Proprio da questa premessa gli ospiti della serata hanno esposto le loro riflessioni rendendo chiaro quanto i diritti umani abbiamo una relazione stretta con il concetto stesso di religione, avere coscienza della propria relazione con Dio o l’Infinito significa avere profondo rispetto di tutto ciò che esso rappresenta: l’Universo e l’umanità intera. L’uomo che non riconosce il suo lato spirituale non può trovare l’equilibrio necessario a instaurare un rapporto armonico con il prossimo perché non ne comprende il lato più umano, più sensibile, diventando intollerante o indifferente. Se tutto ciò può apparire un bel concetto astratto in realtà ogni piccolo o grande gesto compiuto nel quotidiano ne diventa una manifestazione concreta nel bene o nel male. Ecco perché i relatori hanno concluso che una maggiore coscienza della propria natura spirituale renderebbe l’applicazione dei diritti umani qualcosa di estremamente naturale in grado di manifestarsi in ogni aspetto della nostra vita. Ma come riuscire in questa impresa, come aiutare questa maturazione della coscienza? L’Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza ha mostrato 30 brevi video/annunci che illustrano ogni articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani a disposizione di chiunque ne faccia richiesta, uno strumento, ha concluso Franchi, che è rivolto a tutti indistintamente per aiutare l’umanità contemporanea così confusa e frastornata a ritrovare una via verso il rispetto, la tolleranza e la pace, e forse ritrovare Dio o l’Infinito. L’incontro si è concluso con il proposito di collaborare per iniziative future in cui poter approfondire tali argomenti dando il giusto tempo per esporre in maniera più esaustiva le tante sfumature emerse dal confronto e coinvolgendo anche altre comunità religiose che abbiano il desiderio di esporre il loro punto di vista. L’appuntamento è quindi riconfermato per il prossimo anno sempre in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Umani.  Paolo Derosio

per maggiori informazioni sull’attività dell’associazione: dirittiumanietolleranza.brescia@gmail.comSede di Brescia: Via Chiesa, 69 – Camignone BS tel. 3492396692
FB Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza ONLUS – Brescia www.dirittiumanietolleranza.org

DIRITTI UMANI OBIETTIVO COMUNE

Scritto da dirittiumanibs il . Pubblicato in Religione

DIRITTI UMANI OBIETTIVO COMUNE è il titolo di un incontro pubblico che si terrà mercoledì 11 dicembre alle ore 18.30 presso il Teatro San Carlino in Corso Matteotti 6/a a Brescia. Un incontro significativo per favorire il dialogo tra le diverse fedi religiose presenti sul territorio Bresciano sul tema dei Diritti Umani.

L’evento organizzato dalla sede bresciana dell’Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza onlus si svolge in occasione della giornata mondiale della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dalle Nazioni Unite nel 1948 e si celebra il 10 dicembre di ogni anno.

Ma la specificità di questo evento è ben spiegata dalle parole di Domenico Franchi, coordinatore della sede bresciana d’Associazione “Crediamo che l’argomento sia territorio comune a prescindere dalle differenti modalità di percorso spirituale o dal gruppo socio culturale di appartenenza. Anzi crediamo che queste differenze rappresentino il tratto distintivo dell’identità di ogni singolo individuo e vadano tutelate senza riserve. In particolare per chi ha intrapreso un percorso di fede l’argomento si fa ancora più sensibile, spesso strumentalizzate le religioni vengono giudicate con pregiudizio o associate ad atti violenti o di intolleranza integralista mentre nella realtà la vera fede aspira sempre alla pace e fornisce gli strumenti per entrare in relazione con la parte imponderabile dell’uomo, la sua dimensione spirituale, etica e giusta. I Diritti Umani devono diventare una realtà, rappresentano l’unica garanzia di riuscire a costruire un mondo di pace in cui la grande famiglia umana possa convivere in armonia e nel rispetto reciproco in tutta la sua poliedrica bellezza. Questo incontro è importante per iniziare un confronto concreto su queste tematiche e per conoscere le realtà che vivono i diversi gruppi partecipanti all’evento.”

Potete confermare la vostra presenza all’evento scrivendo all’indirizzo email dirittiumanietolleranza.brescia@gmail.com o telefonando al numero 3492396692. Per seguire l’attività dell’associazione su FB cercate Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza ONLUS – Brescia

“Le donne nei monoteismi”: alla St. John University 30 ottobre ore 18

Scritto da Massimo Lucidi il . Pubblicato in Istruzione, Religione

“Corpi religiosi. Le donne nei monoteismi” è il titolo dell’originale conversazione di mercoledi 30 ottobre alle ore 18, nell’ambito del ciclo di incontri sulla cultura globale, promossi dall’Università di St. John nel Castello di Vinovo a Torino.
A questo originale appuntamento ideato dall’ateneo americano per favorire il multiculturalismo intervengono Mariachiara Giorda, storica delle religioni, studiosa del cristianesimo antico e Sara Hejazi antropologa e giornalista; entrambe coinvolte con ricerche e docenze presso la St. John International University e l’Università degli Studi di Torino, tra le altre.

In molte religioni le donne partecipano attivamente al culto, nonostante siano penalizzate da una trasmissione del sapere sacro fatto per lo più da uomini a uso di altri uomini. Figure dinamiche e fondamentali delle tradizioni religiose, sono escluse dalla gestione di quello stesso sacro cui attingono.
Oggi, in linea con i cambiamenti della società e del sentire condiviso, nascono nuovi ruoli e modelli. L’incontro vuole esplorare questo rapporto in evoluzione.

Le religioni monoteiste, seppur connotate da tratti androcentrici e società patriarcali, hanno avuto fioritura e seguito soprattutto grazie all’operato femminile. Molti degli aspetti esoterici e ascetici delle grandi religioni hanno infatti per protagoniste proprio le donne, che a partire dal corpo, trascendendolo, utilizzandolo, punendolo, nascondendolo, celebrandolo hanno intrapreso il cammino spirituale con forme e modi originali, tipicamente femminili.

Intervista sul significato del nuova performance: “Dio” di Gabriele Contini

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Spettacolo

In occasione della realizzazione della performance Dio, l’artista e performer milanese Gabriele Contini viene intervistato circa il significato di tale progetto e la sua idea di realizzazione.

1) Ha in programma qualche performance?
Si, mi piacerebbe realizzare la performance dal titolo “Dio”. Ci sono cinque attrici che recitano giaculatorie in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo. Io starei dietro le attrici defilato, su di una piccola scala con piattaforma.  Io avrei un crocifisso in mano. Al termine delle giaculatorie, a turno, le attrici reciterebbero “Che sarebbe di Dio se esistesse?”; l’ultima in italiano, ad un microfono. Io allora alzerei il crocifisso sopra la testa.

2) Quale il significato della performance “Dio”?
Voglio dare un’idea di distacco dalla parte finale a quella iniziale, per far percepire una contraddizione. La performance è fatta in varie lingue.

3) Dove le piacerebbe realizzarla?
Al PAC, perché lo considero un luogo privilegiato. Il PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, è una tra le prime strutture italiane espressamente progettata per l’arte moderna e contemporanea.

4) Che effetto si aspetta dagli spettatori?
Io spero di suscitare stupore e meraviglia nei fruitori della mia performance.

5) Come sceglie i protagonisti delle sue performance? Sono suoi conoscenti oppure sono attori?
Al momento devo ancora vedere, vorrei chiamare degli attori ma mi devo ancora attivare a riguardo.

6) Quando realizza le sue performance recita una parte oppure è se stesso?
No, non direi che recito, piuttosto la mia è una condizione esistenziale, una sorta di immedesimazione.

7) Solitamente, durante la performance, preferisce improvvisare o tenersi ad una traccia precedentemente scritta?
Solitamente mi attengo a delle tracce precedentemente stabilite, ma non sempre, dipende dalla performance che voglio andare a realizzare.

Come crescere bene i bambini: corso gratuito on line

Scritto da Sandrone il . Pubblicato in Istruzione, Religione

In questo corso apprenderai: Ciò di cui i bambini hanno più bisogno da parte dei propri genitori. Perché un bambino si arrabbia, e come risolvere agevolmente i turbamenti. Gli esatti strumenti da usare per crescere bambini felici, sani, intelligenti e che hanno fiducia in se stessi.

Alla maggior parte dei genitori non viene insegnato come crescere un figlio sano e felice. Molti di loro, infatti, benché mossi dalle migliori intenzioni, commettono degli errori nel corso dell’intero processo educativo. Di conseguenza, è sin troppo comune trovare situazioni familiari infelici, dove la tensione fra genitori e figli è continua.

Questo non è lo stato naturale. In realtà può essere completamente evitato. L. Ron Hubbard ha sviluppato molti metodi per portare alla luce la parte migliore di un bambino… e dei suoi genitori. In questo corso e nell’opuscolo corrispondente, troverete alcuni di questi metodi e scoprirete come crescere un bambino senza distruggerne la personalità, come fare in modo che sia disposto a dare il proprio contributo alla famiglia, e come aiutarlo a superare velocemente i turbamenti quotidiani e le sofferenze della vita.

Crescere i bambini dovrebbe essere una gioia e lo è. In effetti può essere una delle esperienze umane più appaganti. L’applicazione dei principi di Scientology nell’educazione dei bambini può garantire che essi siano felici, affettuosi, produttivi e che diventino membri preziosi della società nella quale vivono.

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.scientology.it/courses/children/overview.html

Differenze tra Scientology e altre filosofie di L. Ron Hubbard

Scritto da Sandrone il . Pubblicato in Religione

La libertà della verità è qualcosa per cui l’Uomo non è famoso. Non è affatto famoso per questo. Al contrario, è famoso per aver asservito qualcosa che qualcuno aveva sostenuto essere vero. E questa è una cosa molto, molto diversa dalla libertà della verità. — L. Ron Hubbard

Ogni essere umano cerca di conoscere la verità su di sé e di risolvere i misteri della vita in modo soddisfacente. Quindi, per molte migliaia di anni, un numero incalcolabile di insegnamenti filosofici e religiosi hanno cercato di illuminare la gente con risposte. Ma quando chi li praticava ha insistito, o meglio, preteso , che le sue risposte fossero le uniche, ha bloccato la strada verso una più grande libertà a milioni di persone. Infatti, come insegna la storia, costringere una persona ad accettare una verità, anziché permetterle di trovare la verità, è una strada che porta non alla libertà, bensì alla schiavitù di pensiero e di fede.

Con questa ormai classica affermazione sulla ricerca della verità da parte dell’individuo, L. Ron Hubbard delinea quindi i principi fondamentali che rendono diversa Scientology: i principi per cui ogni persona si impegna in una ricerca personale per scoprire la verità. Una persona, mentre procede in quest’eccezionale ricerca di esplorazione e di avventura, acquista nuove nozioni e illuminazioni finché le sue domande fondamentali su se stessa e sulla vita trovano risposta in modo del tutto soddisfacente. Man mano che avanza su quel cammino, si avvicina sempre di più alla libertà duratura che può trarre solo dalla conoscenza di ciò che è vero per lei.

http://www.scientology.it/books/catalog/differences-between-scientology-and-other-philosophies-classic.html