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La prima auto? Gli italiani la comprano a 22 anni

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

La prima auto non si scorda mai; ma a che età la si compra? Con quali soldi? Chi la mantiene e, una volta conquistato il volante, che cosa ci si fa? Sono queste alcune delle domande dell’indagine* condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it, su un campione rappresentativo degli italiani patentati con età compresa tra i 18 ed i 74 anni.

1) Gli uomini la comprano prima

L’indagine ha evidenziato come l’età media di possesso della prima auto sia, a livello nazionale, pari a poco meno di 22 anni. Segmentando il campione per sesso e area geografica di residenza, però, emergono differenze importanti. Gli uomini arrivano prima delle donne ad avere un’auto propria e se nel caso del campione femminile l’età media rilevata è di poco inferiore ai 23 anni, in quello maschile scende al di sotto dei 21. I primi a conquistare le quattro ruote sono i residenti nel Nord Ovest e nel Centro Italia, che si presentano dal venditore quando hanno, sempre in media, 21 anni e 6 mesi. Ultimi i patentati che vivono al Sud o nelle Isole; per loro la prima auto di proprietà arriva a 22 anni e 2 mesi.

2) Chi la compra

Se è vero che nel 65,8% dei casi le nostre prime auto sono comprate usate, è altrettanto vero che qualcuno deve comunque pagare il conto. A farlo, secondo quanto emerso dall’indagine, sono quasi sempre i genitori che la regalano al proprio figlio o figlia nel 41,7% dei casi. Le donne sembrano ricevere questo bel regalo in percentuale maggiore rispetto agli uomini (43,7% vs 39,7%). Va evidenziato, però, come il dato relativo ai genitori che comprano la prima auto per i figli scenda nel Nord Est (36,9%) e salga sia al Sud (42,6%) sia al Nord Ovest (45,6%).

Continuando a scorrere i dati si scopre che più di un intervistato su 3 (34,4%) ha in realtà acquistato l’auto con i propri risparmi o, nel 7,9% dei casi, chiedendo un prestito (10,1% fra i residenti nel Nord Est). Molti anche quelli che ereditano l’auto di un parente che ormai non la usa più; a livello nazionale sono il 13,8% del campione, ma diventano quasi il 15% al Sud e nelle Isole, il 15,8% al Nord Est e addirittura il 16,1% fra le donne.

3) Chi la mantiene

Una volta acquistata, l’auto va anche mantenuta. Per questo motivo Facile.it ha voluto scoprire a carico di chi fossero (o siano) i costi della prima automobile. Nel 75,7% dei casi i rispondenti hanno dichiarato di pensare da sé a benzina, bollo, riparazioni e tutte le altre spese, ma il quadro cambia se ci si sposta lungo la Penisola.

Al Sud e nelle Isole, dove i giovani hanno più difficoltà a raggiungere una propria indipendenza economica, nel 50,1% dei casi a pensare a pagare i conti dell’auto dei figli sono sempre i genitori. Scorporando le voci di costo legate al mantenimento, quella in cui i genitori intervengono più spesso è l’assicurazione RC; mamma e papà se ne fanno carico 4 volte su 10 (addirittura nel 45,7% dei casi al Sud); quella in cui i neoproprietari sono più indipendenti, invece, è il carburante (lo paga l’intestatario dell’auto nel 71,4% dei casi).

4) Il primo giro in auto

Ricorda qual è stato il primo utilizzo in assoluto di questa sua “prima” automobile? Dove si è recato e perché? Quando Facile.it ha posto questa domanda il 31,7% degli intervistati ha dichiarato di averla usata per andare a scuola o al lavoro, il 28,5% di essersi precipitato dagli amici per mostrar loro il nuovo acquisto (dato che schizza fino a sfiorare il 35% fra gli uomini), il 21,8% di aver fatto un giro fuori porta. Solo un rispondente su sei, invece, ha pensato ad andare subito a far vedere la macchina appena comprata al proprio fidanzato o fidanzata.

5) Prima o poi tutto finisce

Nulla è destinato a durare per sempre, nemmeno la prima auto. Dopo quanti anni, hanno chiesto ancora mUp Research e Norstat per Facile.it, avete venduto la vostra prima auto? In media, hanno risposto gli intervistati, si è detto addio alla prima automobile dopo 6 anni ed 8 mesi dall’acquisto.

«Interessante notare come anche la durata del rapporto con la prima auto sia differente tra uomini e donne», spiega Stefano Carlin, Managing Partner di mUp Research «i primi a disinnamorarsi sono gli uomini che, forse anche in virtù di un potere d’acquisto maggiore, tendono a comprarne una nuova dopo soli 6 anni; le donne aspettano decisamente più a lungo e per loro il secondo veicolo di proprietà arriva dopo 7 anni e 5 mesi dall’acquisto del primo».

A livello geografico, invece, a cambiare auto per primi sono i residenti nel Centro Italia (lo fanno dopo 6 anni e 2 mesi), ma va ricordato che loro sono anche quelli che più di ogni altro comprano usato il primo veicolo (66,4%); quelli che, di contro, cambiano più tardi la prima auto sono i residenti nel Nord Est (7 anni ed 1 mese), dato che ancora una volta si sposa con quello dell’acquisto nuovo o usato per la prima auto visto che in quest’area del Paese, si registrano le maggiori percentuali di nuovo in primo acquisto (36,3%).

* Metodologia: n. 1.691 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni.  Indagine condotta a maggio 2019.

Danni ad auto in sosta: 1 automobilista su 6 scappa se non c’è il proprietario

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Italia

Tamponare un’auto in sosta in assenza del proprietario del veicolo è un incidente piuttosto frequente. Ma come si comportano gli italiani al volante una volta fatto il danno? La risposta arriva dall’indagine commissionata da Facile.it secondo cui il 16,5% di coloro che si sono trovati in questa situazione, vale a dire 1,3 milioni di automobilisti, piuttosto che assumersi la responsabilità di quanto fatto ed approfittando dell’assenza del proprietario del veicolo danneggiato, hanno preferito scappare senza lasciare alcun riferimento di contatto.

Il malcostume – si legge nell’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione adulta con età compresa tra i 18 ed i 74 anni* – sembra essere un comportamento prevalentemente maschile; a “scappare” cercando di farla franca sono soprattutto gli uomini (tra di loro lo ha fatto il 21,3%), mentre le donne si dimostrano notevolmente più oneste e, nel campione femminile, appena l’8,5% di chi ha fatto un danno se ne va senza lasciare al danneggiato i dati per essere ricontattata.

Considerando invece le fasce d’età, la maggior percentuale di “furbetti” (31%) si incontra in quella fra i 25 ed i 34 anni. Di contro, gli automobilisti più corretti sembrano essere coloro che hanno tra i 65 ed i 74 anni; fra loro si dà alla fuga solo l’8,8% degli intervistati che dichiarano di avere danneggiato un veicolo in assenza del proprietario.

A livello geografico, le aree dove si sono registrate le percentuali maggiori di automobilisti che, in questa situazione, hanno ingranato la prima e se ne sono andati via di corsa sono il Centro ed il Meridione. In Centro Italia hanno dichiarato di averlo fatto il 18,8% del campione; appena meno (18,5%) al Sud e nelle Isole.

Ma cosa spinge gli automobilisti ad adottare questo comportamento? Fra tutte, la ragione indicata dalla maggior percentuale dei rispondenti è la convinzione di aver causato un danno tutto sommato minimo, seguita dalla paura di dover sostenere delle spese troppo alte per le proprie tasche. Terzo e quarto posto per due giustificazioni che lasciano perlomeno perplessi; “nessuno mi ha visto” e, anche, perché “tanto nessuno mette mai bigliettini”.

Gli uomini più distratti delle donne

Analizzando il fenomeno più in generale emerge che sono circa 7,7 milioni gli automobilisti italiani ai quali è capitato almeno una volta di danneggiare un veicolo terzo in sosta in assenza del relativo proprietario, vale a di dire il 17,7% dei titolari di patente.

Anche in questo caso, dividendo il dato per sotto campioni, emerge che, contro ogni stereotipo, sono molto meno attenti gli uomini (è accaduto al 22,8% del campione maschile) rispetto alle donne (12,9%).

Interessante il dato legato all’età dell’automobilista; forse anche perché freschi di patente e ancora molto prudenti alla guida, i più bravi sono stati i giovani con età compresa fra i 18 ed i 24 anni (appena il 12,5% di loro ha danneggiato un veicolo in sosta), mentre i meno virtuosi sono stati coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni (21,5%)

Dal punto di vista geografico, invece, il Nord Ovest e il Centro sono, rispettivamente con il 19,3% ed il 19% le aree geografiche con la maggior percentuale di conducenti che ha danneggiato veicoli in sosta.

L’RC auto rimborsa?

Se l’automobilista che ha causato il sinistro lascia i propri recapiti, il proprietario del veicolo danneggiato può tirare un sospiro di sollievo perché, in questo caso, è possibile fare una normale constatazione amichevole e chiedere il rimborso dei danni subiti alla compagnia assicurativa della controparte.

I problemi, invece, nascono nel momento in cui il responsabile del danno scappa senza lasciare i propri recapiti e in assenza di testimoni.

«È bene sapere che questo genere di danni non sono coperti dalla polizza RC auto obbligatoria – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it – ma richiedono una copertura aggiuntiva opzionale; quello contro gli Atti vandalici. Se l’assicurato ha tale garanzia accessoria, dopo aver sporto denuncia alle autorità potrà chiedere alla propria compagnia il rimborso del danno subito; in caso contrario, le spese di riparazione saranno interamente a suo carico.».

Attenzione però perché la garanzia contro gli Atti vandalici non copre tutte le tipologie di danno subito; ci sono alcune componenti dell’automobile, ad esempio il parabrezza, i finestrini e il lunotto posteriore, che richiedono un’ulteriore copertura aggiuntiva, in assenza della quale il danno causato da terzi non verrà rimborsato.

È importante, infine, considerare il massimale e la presenza di eventuali franchigie, elemento abbastanza comune quando si tratta di polizze contro gli atti vandalici; in caso di danno, la compagnia rimborserà il proprietario fino al valore emergente dalle quotazioni ufficiali dell’auto danneggiata; se il costo di riparazione supera questo valore, la differenza sarà comunque a carico dell’assicurato.

Con buona pace di chi, a quel punto, si ritrova danneggiato nell’auto…e nel portafogli.

* Metodologia: n. 1.220 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana in età 18-74 anni.  Indagine condotta a maggio 2019.

RC Auto: in Veneto premi in aumento dell’1,9% a maggio 2019

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Notizie in chiaroscuro per gli automobilisti veneti; secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it, dopo un primo trimestre positivo, caratterizzato da un calo generalizzato delle tariffe medie RC auto, a partire dal mese di aprile i premi hanno ripreso a salire tanto che, a maggio 2019, per assicurare un’auto in Veneto servivano, in media, 456 euro, vale a dire l’1,9% in più rispetto a marzo 2019.

I rincari sono ancor più significativi se si considera che, nello stesso periodo, a livello nazionale il premio medio è salito dello 0,9%; la buona notizia per gli automobilisti venenti è che, nonostante gli aumenti, per assicurare un veicolo nella regione, a maggio 2019, occorreva il 16,6% in meno rispetto alla media nazionale.

Il dato emerge dall’analisi di oltre 650mila preventivi raccolti da Facile.it nella regione nel corso dell’ultimo anno e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

Confrontando il costo medio dell’RC auto maggio 2019 con quello di marzo 2019 emerge che i rincari hanno riguardato tutte le aree della regione, ad eccezione di una.

Rovigo è la provincia veneta dove, nel periodo analizzato, il premio medio RC auto è cresciuto maggiormente (+9%) arrivando, a maggio 2019, a 437,7 euro; nonostante questo, però, il valore rilevato nella provincia si conferma comunque inferiore del 4% rispetto alla media regionale.

Prezzi in aumento anche nelle province di Venezia e Belluno, aree dove, rispetto a marzo 2019, le tariffe sono salite rispettivamente del 3,3% e del 3,2%. Guardando ai valori assoluti, invece, le due province si posizionano agli estremi della graduatoria regionale: Venezia, con un costo RC auto medio pari a 485,1 euro, è l’area più cara del Veneto mentre Belluno, con un premio medio di 372,9 euro, è la più economica.

Rincari sono stati registrati anche a Treviso; per assicurare un veicolo nella provincia, a maggio 2019, occorrevano, in media, 464,5 euro, vale a dire il 3% in più rispetto a marzo 2019.

A Vicenza il premio medio RC auto è salito del 2,3% raggiungendo, a maggio 2019, i 427,7 euro mentre in provincia di Verona, nonostante un rincaro più contenuto (+1,1%), il costo medio ha raggiunto i 448,6 euro.

Unica provincia veneta dove le tariffe sono calate, seppur di poco, è stata quella di Padova; qui, a maggio 2019, il premio medio era pari a 460,9 euro, vale a dire lo 0,2% in meno rispetto a quello registrato a marzo 2019.

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 658.577 preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 maggio 2018 e il 31 maggio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC Auto: nel Lazio premi in calo del 3,6% nei primi 4 mesi

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Buone notizie per gli automobilisti laziali; secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it nel corso dei primi 4 mesi del 2019 il premio medio nel Lazio è diminuito tanto che, ad aprile 2019, per assicurare un’auto nella regione servivano, in media, 551,81 euro, il 3,6% in meno rispetto a gennaio 2019.

Il calo delle tariffe laziali è ancor più significativo se si considera che è stato superiore a quello registrato a livello nazionale (-2,1%); nonostante questo, però, ad aprile 2019, per assicurare un veicolo nella regione occorreva, mediamente, l’1,1% in più rispetto alla media italiana (545,86 euro).

Il dato emerge dall’analisi di oltre 1,4 milioni di preventivi raccolti da Facile.it nella regione nel corso dell’ultimo anno e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

Confrontando il costo medio dell’RC auto rilevato ad aprile 2019 con quello di gennaio 2019 emerge i costi medi sono diminuiti in tutte le province laziali, seppur in misura differente.

L’andamento provinciale

Nella regione, il calo delle tariffe più consistente è stato registrato in provincia di Latina, area dove, nel periodo analizzato, il premio medio è diminuito del 4,6%. Nonostante questo, la provincia resta di gran lunga la più cara del Lazio in termini di RC auto tanto che, ad aprile 2019, per assicurare un veicolo agli automobilisti latinesi occorrevano, in media, 652,1 euro, vale a dire il 18% in più rispetto alla media regionale e, addirittura, il 19% in più se confrontato con quella nazionale.

Tariffe in calo anche nella provincia di Rieti; in questo caso, la diminuzione del premio medio è stata pari al -4,2% e, ad aprile 2019, per assicurare un veicolo in quest’area occorrevano, in media, 520,28 euro, vale a dire il 6% in meno rispetto alla media regionale.

La provincia di Viterbo ha registrato un andamento analogo a quello regionale, con un calo delle tariffe media pari al -3,6%. La provincia conquista così un primato: è l’area della regione dove assicurare un veicolo a quattro ruote costa meno; ad aprile 2019 occorrevano, in media, 459,85 euro, vale a dire il 17% in meno rispetto alla media laziale.

Tariffe in calo, seppur in misura minore rispetto alla media regionale, per la provincia di Roma, dove il premio medio è diminuito del 3,5%. Questo significa che, ad aprile 2019, per assicurare un veicolo nella provincia occorrevano, mediamente, 552,4 euro, vale a dire l’1,20% in più rispetto alla media nazionale.

Il calo più contenuto del Lazio è stato invece registrato nella provincia di Frosinone, dove la diminuzione delle tariffe è stata pari al -1,8%. Nonostante ciò, l’area rimane tra le meno costose della regione: ad aprile 2019, per assicurare un veicolo gli automobilisti frusinati hanno speso, in media, 476,76 euro, vale a dire il 14% in meno rispetto alla media laziale.

Le garanzie accessorie

Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge che nel Lazio, tra coloro che hanno inserito una garanzia in fase di preventivo, la più richiesta risulta essere l’assistenza stradale (43%); seguono la copertura infortuni conducente (18%) e la garanzia furto incendio (17%).

 *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.525.176 preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1 aprile 2018 e il 31 aprile 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC Auto: in Toscana premi in calo del 3,3% nel primo trimestre

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Buone notizie per gli automobilisti toscani; secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it, nel corso dei primi 3 mesi dell’anno il premio medio RC auto nella regione è diminuito tanto che, a marzo 2019, per assicurare un’auto in Toscana occorrevano, in media, 615,03 euro, valore in calo del 3,3% rispetto a gennaio 2019.

Nonostante il calo, che ha superato quello registrato a livello nazionale (-2,7%), assicurare un veicolo nella regione costa ancora molto; gli automobilisti toscani pagano mediamente il 13% in più della media nazionale.

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 550.000 preventivi raccolti da Facile.it nella regione nel corso dell’ultimo anno e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

Guardando più da vicino alle tariffe e confrontando il costo medio dell’RC auto di marzo 2019 con quello di gennaio 2019 emerge un andamento provinciale piuttosto differenziato.

Dove le tariffe sono aumentate…

Dal punto di vista dell’andamento dei prezzi, maglia nera della regione nel periodo analizzato è Pisa; la provincia è l’unica della Toscana dove le tariffe sono aumentate; a marzo 2019 per assicurare un veicolo in quest’area occorrevano, in media, 625,40 euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto a gennaio 2019. Il rincaro aumenta la distanza dal premio medio nazionale; gli automobilisti pisani pagano per l’RC auto mediamente il 15% in più della media nazionale.

… e dove sono diminuite

Lucca è la provincia toscana dove, nel primo trimestre, le tariffe sono calate maggiormente; a marzo 2019 il premio medio era pari a 594,15 euro, l’8,7% in meno rispetto a gennaio 2019. Di contro, per assicurare un veicolo nella provincia gli automobilisti spendono, in media, il 10% in più della media nazionale.

Possono ritenersi soddisfatti gli automobilisti di Arezzo; nella provincia il premio medio è diminuito del 7,2% assestandosi, a marzo 2019, a 465,52 euro, vale a dire il 14% in meno rispetto alla media nazionale

Scorrendo la classifica si trova Firenze, al terzo posto con un calo del premio medio pari al -6,9%; nonostante questo, a marzo 2019, per assicurare un veicolo nel capoluogo toscano occorrevano in media 596,40 euro, il 10% in più rispetto alla media italiana.

Dati in chiaroscuro per Prato; nella provincia, nonostante il premio medio sia diminuito del 5,2%, le tariffe continuano a rimanere altissime. A marzo 2019, l’RC auto media era pari a 874,57 euro, il 61% in più della media nazionale, valore che fa conquistare a quest’area non solo la maglia nera della regione, ma anche il terzo posto nella classifica italiana delle province dove assicurare l’auto costa di più; fanno peggio solo Napoli e Caserta.

Nella provincia di Massa-Carrara il premio medio, a marzo 2019, era pari a 711,01 euro, in calo del 4,1% rispetto a gennaio 2019; nonostante questo per assicurare un’auto nella provincia occorre, mediamente, il 31% in più della media italiana.

Siena, con un calo delle tariffe del 3% si conferma invece come provincia più economica della Toscana per l’RC auto; a marzo 2019 i senesi hanno pagato, in media 441,76 euro, il 19% in meno rispetto alla media nazionale.

In provincia di Pistoia il premio medio è diminuito dell’1,9% attestandosi, a marzo 2019, a 697,85 euro; il calo allontanata ulteriormente i valori provinciali da quelli nazionali; per assicurare l’auto i pistoiesi pagano, mediamente, il 29% in più della media italiana.

Valori in calo, seppur in misura inferiore rispetto alla media nazionale, nella provincia di Grosseto, dove il premio medio è diminuito dello 0,8%, e in quella di Livorno (-0,5%). Di contro, a marzo 2019, se per assicurare un veicolo gli automobilisti grossetani hanno speso in media 468,70 euro (il 14% in meno rispetto alla media italiana), il premio RC auto registrato a Livorno (pari a 562,64 euro) risultava più alto del 4% rispetto al valore nazionale.

Le garanzie accessorie

Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge che in Toscana, tra coloro che hanno inserito una garanzia in fase di preventivo, la più richiesta risulta essere l’assistenza stradale (46%); seguono la tutela legale (18%) e la copertura infortuni conducente (16%).

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 553.450 preventivi effettuati in Toscana dai suoi utenti tra il 1 marzo 2018 e il 31 marzo 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Cinture di sicurezza posteriori: più di 1 italiano su 2 non le usa

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

L’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza nei sedili posteriori dell’auto è sancito dall’articolo 172 del codice della strada; nonostante questo, sono ancora molti gli italiani che trasgrediscono la norma; più di 1 su 2 (55,9%), vale a dire 24,5 milioni di persone. È questo il dato allarmante emerso dall’indagine commissionata da Facile.it e realizzata da mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta.

Se è vero che i cittadini sembrano essere generalmente poco disciplinati quando viaggiano sui sedili posteriori dell’auto, è altrettanto vero che, se ci si sposta nei sedili anteriori, il quadro cambia radicalmente e, in questo caso, più di 9 rispondenti su 10 dichiarano di utilizzare sempre le cinture di sicurezza.

Le cinture posteriori: chi le usa e chi no

Guardando alle differenze territoriali, emerge che l’utilizzo delle cinture di sicurezza nei sedili posteriori è più basso nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole, dove ben il 65,3% dei rispondenti dichiara di non allacciarle La percentuale è sensibilmente distante da quella rilevata nelle aree del Nord Est, dove, unico caso nella Penisola, chi dichiara di usare le cinture sui sedili posteriori è parte di un campione nettamente superiore rispetto a quello di chi ammette di non farlo (60,2% vs 39,8%).

Significative le diverse abitudini rilevate in base all’età; la buona notizia è che, guardando questa volta a chi dichiara di usare le cinture posteriori, i giovani risultano essere molto più bravi degli adulti; le allacciano il 49,5% dei ragazzi con età fra i 18 e i 24 anni, mentre la percentuale crolla al 42,6% nella fascia 35-50 anni.

Se si guarda al sesso, invece, emerge che gli uomini sono i più virtuosi sui sedili posteriori; il 46,4% del campione maschile dichiara di allacciare le cinture quando viaggiano dietro, mentre tra le donne la percentuale scende al 41,9%.

La cinture al volante: 9 su 10 le usano

La buona notizia è che, almeno quando si è seduti nei sedili anteriori, gli italiani sembrano aver capito l’importanza di allacciare le cinture tanto che, secondo i risultati dell’indagine commissionata da Facile.it, più di 9 rispondenti su 10 dichiarano di utilizzarle.

Non mancano anche in questo caso le differenze socio-demografiche; quando si è alla guida, se è vero che a livello nazionale la percentuale di chi usa la cintura è sempre molto alta (97,1%), è altrettanto vero che va notata la grande differenza con le aree del Sud ed Isole dove la percentuale di chi usa le cinture (95,4%) risulta inferiore di quasi 2 punti percentuali rispetto alla media nazionale e addirittura 3 punti se messa in relazione con quello del Nord Est (98,3%).

Anche al volante gli uomini sono risultati più inclini all’uso delle cinture rispetto alle donne (97,7% vs al 96,6% del campione femminile).

Il quadro rimane sostanzialmente invariato se dal posto di guida ci si sposta nel sedile passeggero dove, a livello complessivo, il 96,5% dichiara di utilizzare le cinture di sicurezza.

Cinture posteriori: obbligatorie o no?

L’indagine ha voluto sondare anche il grado di conoscenza degli italiani rispetto all’obbligatorietà delle cinture di sicurezza posteriori. Il dato che sorprende è che, più di un italiano su quattro ritiene che l’uso delle cinture posteriori non sia obbligatorio o, comunque, dichiara di non sapere se lo sia (28,8%).

Il dato sale fino al 33% nel solo campione femminile e al 35,4% fra i più giovani, che sono anche quelli in assoluto più certi della non obbligatorietà.

Osservando i valori su base geografica, emerge che la percentuale di chi non sa o è convinto le cinture posteriori non siano obbligatorie schizza fino al 36,3% nel Meridione (contro il 17,6% registrato nel Nord Est).

Incrociando questi dati con quelli relativi all’uso delle cinture posteriori emerge un elemento che fa riflettere; sebbene il 71% dei rispondenti dichiari di essere consapevole dell’obbligatorietà delle cinture posteriori, all’atto pratico solo 4 su 10 le allacciano.

Significativa la percentuale di italiani ancora scettici circa l’utilità di questi dispositivi di sicurezza; alla domanda “pensa sia utile usare le cinture di sicurezza posteriori?” 1 rispondente su 5 ha dichiarato di non sapere o di ritenerle non utili.

Il 79,6% degli intervistati dichiara invece di ritenere utili le cinture posteriori; lo affermano soprattutto gli uomini (81,3% vs 78% del campione femminile); gli italiani con età compresa fra i 51 ed i 65 anni (79,7%) ed i residenti nel Nord Est (87,9%). Ancora una volta il dato si abbassa al Sud e nelle Isole; qui ritengono utili le cinture posteriori solo il 74% degli intervistati.

Cinture di sicurezza e RC auto

Il mancato uso delle cinture, oltre a mettere in pericolo l’incolumità di chi si trova all’interno della vettura in caso di incidente, è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria che va dagli 80 ai 323 euro, cui si aggiunge, se a violare la norma è il conducente, una decurtazione di 5 punti della patente (che sale a 10 per i neopatentati). Da non sottovalutare, inoltre, le possibili conseguenze sul piano dell’RC auto.

 «In caso di danni alle persone trasportate, qualora venisse accertata l’assenza dell’uso delle cinture di sicurezza, la compagnia assicurative potrebbe non rimborsare o applicare il diritto di rivalsa per “trasporto effettuato in mancanza di conformità alle leggi vigenti”», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «Inoltre, anche in caso di risarcimento, questo potrebbe essere ridotto qualora la mancanza dell’uso delle cinture abbia contribuito ad aggravare il danno subito.».

* Metodologia: n. 1.971 interviste CAWI con individui in età 18 18-74 anni su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta. Indagine condotta a maggio 2019.

RC Auto: in Puglia premi in aumento dello 0,7% nel primo trimestre

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Brutte notizie per gli automobilisti pugliesi; secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it, nel corso dei primi 3 mesi dell’anno il premio medio RC auto nella regione è aumentato tanto che, a marzo 2019, per assicurare un’auto in Puglia occorrevano, in media, 624,54 euro, valore in crescita dello 0,7% rispetto a gennaio 2019.

I rincari risultano ancor più significativi se si considera che, nello stesso periodo, la regione è l’unica – insieme alla Calabria – dove le tariffe medie sono salite, mentre a livello nazionale si è registrato un calo del 2,7%.

La situazione non migliora di molto se si analizzano i valori in termini assoluti; il premio medio registrato a marzo 2019 in Puglia è il terzo più alto d’Italia; questo vuol dire che gli automobilisti pugliesi pagano per l’RC auto il 15% in più della media nazionale (542,09 euro).

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 260.000 preventivi raccolti da Facile.it nella regione nel corso dell’ultimo anno e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

Guardando più da vicino l’andamento delle tariffe e confrontando il costo medio dell’RC auto di marzo 2019 con quello di gennaio 2019 emerge però che i rincari hanno riguardato solo alcune delle province pugliesi.

Dove le tariffe sono aumentate…

I rincari più significativi sono stati registrati in provincia di Bari, area dove il premio medio RC auto è salito del 3%; qui, a marzo 2019, per assicurare un veicolo occorrevano, in media, 640,48 euro, vale a dire il 18% in più rispetto alla media nazionale.

Non meno fortunati gli automobilisti di Foggia; le tariffe nella provincia sono aumentate del 2,9% portando il premio medio, a marzo 2019, a 838,03 euro, vale a dire il 55% in più rispetto alla media nazionale. Il valore fa conquistare alla provincia il primato regionale e il quarto posto nella classifica delle zone più costose d’Italia per l’RC auto; fanno peggio solo Caserta, Napoli e Prato.

Tariffe in crescita anche a Taranto; nel primo trimestre gli automobilisti tarantini hanno visto aumentare il premio medio RC auto dell’1,8% tanto che, a marzo 2019, per assicurare un veicolo nella provincia occorrevano, in media 652,86 euro, il 20% in più rispetto alla media italiana.

… e dove sono diminuite

Possono tirare un sospiro di sollievo gli automobilisti residenti nella provincia Lecce; il premio medio registrato a marzo 2019, pari a 501,80 euro, non solo risulta in lieve calo rispetto a gennaio 2019 (-0,2%), ma è anche il più basso della regione, addirittura il 7% in meno rispetto alla media nazionale.

In calo anche le tariffe registrate nella provincia di Barletta-Andria-Trani, area dove nel corso del primo trimestre dell’anno il premio medio è diminuito dell’1,2% toccando, a marzo 2019, i 643,12 euro. Nonostante questo, assicurare un veicolo nella provincia di BAT costa ancora molto, il 19% in più rispetto alla media nazionale.

Brindisi è invece la provincia pugliese che ha registrato il calo più significativo; nei primi tre mesi dell’anno gli automobilisti hanno visto diminuire la tariffa media del 3,5% e, a marzo 2019, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 583,54 euro.

Le garanzie accessorie

Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge che in Puglia, tra coloro che hanno inserito una garanzia in fase di preventivo, la più richiesta risulta essere l’assistenza stradale (70%); seguono la copertura infortuni conducente (11%) e la tutela legale (9%).

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 263.027 preventivi effettuati in Puglia dai suoi utenti tra il 1 marzo 2018 e il 31 marzo 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC Auto: in Lombardia premi in calo del 2,1% nei primi 4 mesi

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Aziende, Economia

Buone notizie per gli automobilisti lombardi; secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it nel corso dei primi 4 mesi del 2019 il premio medio è diminuito tanto che, ad aprile 2019, per assicurare un’auto in Lombardia servivano, in media, 432,97 euro, il 2,1% in meno rispetto a gennaio 2019.

Guardando più da vicino l’andamento regionale emerge però che se da gennaio a marzo il premio medio è diminuito costantemente, mese su mese, ad aprile il calo dei prezzi è rallentato e il premio medio ha mostrato i primi segnali di rialzo; gli automobilisti lombardi non devono però allarmarsi perché, ad aprile 2019, per assicurare un veicolo nella regione occorreva il 21% in meno della media nazionale (545,86 euro).

Il dato emerge dall’analisi di oltre 1,4 milioni di preventivi raccolti da Facile.it nella regione nel corso dell’ultimo anno e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

Confrontando il costo medio dell’RC auto rilevato ad aprile 2019 con quello di gennaio 2019 emerge che il calo delle tariffe non ha riguardato tutte le province lombarde e anche laddove le tariffe sono diminuite, le differenze territoriali sono piuttosto significative.

Dove le tariffe sono aumentate….

La provincia di Cremona è l’area della Lombardia che ha subito i maggiori rincari; ad aprile 2019 il premio medio era pari a 451,71 euro, vale a dire l’1,6% in più rispetto a gennaio 2019. L’aumento delle tariffe fa conquistare alla provincia la seconda posizione nella classifica delle aree più care della regione dove assicurare l’auto.

L’altra provincia lombarda dove le tariffe sono aumentate è quella di Como; in quest’area il rincaro è stato pari al +0,5% e il premio medio ad aprile 2019 ha raggiunto i 448,19 euro, vale a dire il 4% in più rispetto alla media regionale.

… e dove sono diminuite

Nei primi 4 mesi dell’anno il calo delle tariffe più consistente in Lombardia è stato nella provincia di Mantova; qui, da gennaio ad aprile, il premio medio è diminuito del 7,8% arrivando a 399,58 euro. Il valore registrato nella provincia è tra i più bassi della regione e inferiore del 27% rispetto alla media nazionale.

Un calo significativo delle tariffe è stato rilevato anche nella provincia di Lecco, area dove il premio medio è sceso del 5,5% stabilizzandosi, ad aprile 2019, a 380,84 euro. Il valore fa guadagnare alla provincia un primato; è l’area della Lombardia dove assicurare l’auto costa meno, il 12% in meno rispetto alla media regionale.

Nella provincia di Lodi il calo registrato nei primi 4 mesi dell’anno è stati pari al 4,8%; qui, per assicurare un veicolo, ad aprile 2019 occorrevano, in media, 449,27 euro. Di poco inferiore il calo evidenziato nella provincia di Pavia (-3,3%), area dove, ad aprile 2019, il premio medio si è stabilizzato a 459,32 euro; nonostante la diminuzione delle tariffe, la provincia guadagna il primo posto nella classifica delle aree della Lombardia più care in termini di RC auto; per assicurare un veicolo gli automobilisti pavesi spendono, mediamente, il 6% in più della media regionale.

Nella provincia di Monza e Brianza la diminuzione del premio RC auto è stata pari al -3,1% e, ad aprile 2019, per assicurare un veicolo occorrevano, in media, 431,33 euro, vale a dire il 21% in meno rispetto alla media nazionale.

Tariffe in calo anche nella provincia di Milano, seppur in misura minore rispetto alla media regionale; in quest’area il costo medio per assicurare un veicolo è diminuito del 2% arrivando, ad aprile 2019, a 444,07 euro, vale a dire il 3% in più rispetto alla media lombarda.

Le tariffe sono diminuite anche nelle province di Brescia e Bergamo, ma anche in questo caso il calo è stato percentualmente inferiore a quello medio lombardo. Nel Bresciano il premio medio è sceso dell’1,6% stabilizzandosi, ad aprile 2019, a 418,96 euro; nel Bergamasco, invece, il costo medio RC auto è diminuito dell’1,2% arrivando a 411,32 euro.

Nella provincia di Varese il calo è stato pari al -1,5%; ad aprile 2019, per assicurare un veicolo in quest’area occorrevano, in media, 425,78 euro, vale a dire il 2% in meno della media regionale.

Ultima nella classifica delle province lombarde dove il premio medio è diminuito è Sondrio, che ha registrato un calo delle tariffe pari al -0,9%.  Nonostante questo, rimane ancora una delle aree della regione dove assicurare l’auto costa meno e, ad aprile 2019, il premio medio era pari a 381,54 euro, il 12% in meno rispetto alla media della Lombardia.

Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge che in Lombardia, tra coloro che hanno inserito una garanzia in fase di preventivo, la più richiesta risulta essere l’assistenza stradale (33%); seguono la copertura infortuni conducente (18%) e la tutela legale (17%).

 *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.408.346 preventivi effettuati in Lombardia dai suoi utenti tra il 1 aprile 2018 e il 31 aprile 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC Auto: in Abruzzo premi in calo del 7,1% nel primo trimestre

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Aziende, Economia

Buone notizie per gli automobilisti abruzzesi; secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it nel corso dei primi 3 mesi del 2019 il premio medio è diminuito tanto che, a marzo 2019, per assicurare un’auto in Abruzzo servivano in media 452,10 euro, il 7,1% in meno rispetto a gennaio 2019.

Il calo è ancor più consistente se si considera che, nello stesso periodo, le tariffe a livello nazionale sono diminuite del 2,7%; questo vuol dire che gli assicurati residenti della regione pagano per l’RC auto il 17% in meno rispetto alla media italiana (542,09 euro). L’Abruzzo è la seconda regione italiana dove, nel corso del primo trimestre, le tariffe sono calate maggiormente.

Il dato emerge dall’analisi di oltre 150mila preventivi raccolti da Facile.it nella regione nel corso dell’ultimo anno e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

Confrontando il costo medio dell’RC auto a marzo 2019 rispetto a quello di gennaio 2019 emerge che il calo delle tariffe ha riguardato tutte le province abruzzesi, seppur in misura differente.

Gli automobilisti più fortunati sono stati quelli residenti a Teramo, provincia che conquista un doppio primato regionale; non solo è l’area d’Abruzzo dove le tariffe sono calate maggiormente (-11%), ma è anche quella dove assicurare un’auto costo meno; a marzo 2019 il premio medio era pari a 424,23 euro, vale a dire il 22% in meno rispetto alla media italiana.

Seguono i residenti di Pescara che hanno visto calare le tariffe medie del -9,5%; nonostante questo, però la provincia rimane la più cara d’Abruzzo e, a marzo 2019, per assicurare un veicolo in quest’area occorrevano, in media, 483,56 euro, vale a dire il 7% in più della media regionale.

Possono ritenersi soddisfatti anche gli automobilisti de LAquila, dove il premio medio RC auto è sceso del 5,4% assestandosi, a marzo 2019, a 441,41 euro, il 19% in meno rispetto alla media nazionale.

Chiude la classifica la provincia di Chieti, che ha registrato il calo più contenuto di tutta la regione; a marzo 2019 le tariffe sono scese del -1,3% e, per assicurare un’auto occorrevano, in media 450,71 euro.

Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge che in Abruzzo, tra coloro che hanno inserito una garanzia in fase di preventivo, la più richiesta risulta essere l’assistenza stradale (45%); seguono la copertura infortuni conducente (19%) e il furto incendio (15%)

A seguire la tabella con il premio medio registrato a marzo 2019 nelle province della regione, la variazione percentuale rispetto a gennaio 2019 e la differenza con il premio medio nazionale.

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 152.400 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 marzo 2018 e il 31 marzo 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC Auto: in Campania premi in calo dell’1,2% nel primo trimestre

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Aziende, Economia

Notizie in chiaroscuro per gli automobilisti campani; secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it, nel corso dei primi 3 mesi dell’anno il premio medio RC auto nella regione è diminuito tanto che, a marzo 2019, per assicurare un’auto in Campania occorrevano, in media, 935,57 euro, valore in calo dell’1,2% rispetto a gennaio 2019.

Di contro, il calo è stato inferiore rispetto a quello registrato a livello nazionale (-2,7%); rimane quindi ancora elevato il divario tra il premio medio italiano e quello della regione, che si conferma essere la più cara del Paese per quanto riguarda l’RC auto. A marzo 2019 per assicurare un veicolo in Campania occorreva, mediamente, il 73% in più della media nazionale.

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 590.000 preventivi raccolti da Facile.it nella regione nel corso dell’ultimo anno e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

Guardando più da vicino l’andamento delle tariffe e confrontando il costo medio dell’RC auto di marzo 2019 con quello di gennaio 2019 emerge però che non in tutte le province campane le tariffe sono diminuite.

Dove le tariffe sono aumentate…

Nel primo trimestre dell’anno, in Campania, le tariffe sono aumentate solo in una provincia, quella di Benevento, area dove il premio medio è cresciuto dell’1,4%. Nonostante i rincari, però, gli automobilisti beneventani possono ritenersi fortunati: analizzando il premio medio della provincia emerge che, a marzo 2019, per assicurare un veicolo occorrevano, in media, 625,35 euro, vale a dire il 33% in meno rispetto alla media regionale. Rimane ancora significativa (+15%), invece, la differenza rispetto al premio medio nazionale.

… e dove sono diminuite

Salerno è la provincia della Campania dove, nel primo trimestre dell’anno, le tariffe sono diminuite maggiormente (-5,5%). Nonostante il calo – addirittura superiore a quello registrato a livello nazionale – il premio medio della provincia rimane comunque elevato; a marzo 2019, per assicurare un veicolo occorrevano, in media, 747,35 euro, vale a dire il 38% in più della media nazionale.

Tariffe in diminuzione anche a Caserta, dove il premio medio è sceso del 4,3%.  Il calo, però, non è sufficiente a far perdere alla provincia la maglia nera d’Italia sul fronte delle tariffe RC auto; a marzo 2019, per assicurare un veicolo gli automobilisti casertani hanno speso, mediamente, 993,82 euro, vale a dire l’83% in più della media nazionale.

Situazione simile per gli automobilisti residenti a Napoli. Nella provincia il premio medio RC auto è lievemente diminuito (-0,7%), ma la distanza con il resto d’Italia rimane ancora significativa; la tariffa media registrata a marzo 2019 era pari a 976,90 euro, l’80% in più rispetto alla media nazionale. Il valore fa conquistare a Napoli il secondo posto nella classifica delle province italiane dove assicurare l’auto costa di più.

Tariffe in calo, infine, anche per Avellino; nella provincia il premio medio è diminuito dell’1,6% stabilizzandosi, a marzo 2019, a 720,3 euro. Il valore, seppur inferiore rispetto alla media campana (-29,9%), risulta ancora distante (+33%) dal premio medio RC nazionale.

Le garanzie accessorie

Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge che in Campania, tra coloro che hanno inserito una garanzia in fase di preventivo, la più richiesta risulta essere l’assistenza stradale (81%), seguita dalla tutela legale (12,5%).

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 595.025 preventivi effettuati in Campania dai suoi utenti tra il 1 marzo 2018 e il 31 marzo 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate