Posts Tagged ‘Radio Date’

Rick Wesley, “Give me the night”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

il sesto singolo dell’artista in promozione radiofonica

Give me the Night” è il sesto singolo di Rick Wesley prettamente in stile anni ’80, scritto dallo stesso nel 2017 e realizzato in due versioni: Radio Edit e Extended Version. Il testo parla di un amico conosciuto in discoteca, ancora minorenne, con il quale aveva intrecciato un rapporto fatto di complicità e goliardia per condividere una vita un po’ dissoluta e alternativa. Dopo un iniziale periodo di diffidenza, l’amico sembrava essersi adattato allo stile di vita che gli aveva proposto ma poco dopo, l’intervento della famiglia fece sì che si allontanasse da Rick.

Rick Wesley nasce nel 1980 sotto il segno dei Gemelli, nel sud Italia. Nel 2006 esordisce nel panorama della musica italiana con il singolo “Joseph in the Space”, seguiranno altri quattro cd singoli quali “Can you Feel” nel 2007, “Fallin in Love” nel 2008, “Together in Summer” nel 2010 e “Axel F” nel 2016.

Attualmente i singoli di Rick sono disponibili in oltre mille canali digitali in più di cento paesi nel mondo. Nel 2004 una comparsa nel film “Le Bande” del regista Lucio Giordano. Nel 2011 diventa concorrente ufficiale del reality show “La Masseria” in onda su Canale Italia Uno. Mentre nel 2013 diventa concorrente ufficiale del talent show “Sing Of Win Talent” in onda su Blustar TV. Nel 2019 Rick torna con un nuovo disco, il sesto, dal titolo “Give me the Night”.

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Paola Iezzi esce con il suo nuovo singolo

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

Un nuovo brano dall’enigmatico titolo Gli Occhi Del Perdono

Gli occhi del perdono”, contenuto in un Ep dall’omonimo titolo, in uscita il 10 Giugno 2019 sul mercato digitale, è un brano electro-funk molto melodico di matrice pop, ed un beat dance estivo e incalzante che fa subito venire voglia di ballare.

L’Ep, disponibile per il mercato digitale, contiene anche la versione spagnola del brano dal titolo “Con mis ojos te perdono” e una versione ‘chitarra, voce e sax’ della celeberrima “Festival” del duo Paola & Chiara, ex duo della iezzi. Completano l’Ep tre fantastici Remix, genere “Deep House” pensati per il dancefloor ad opera della coppia di Dj e producer Atrim & Frankie Mancuso e dal team di Dj Hiisak (H Studio).

“Gli occhi del perdono” è scritto insieme agli autori Andrea Mariano (in arte “Andro”, noto componente e tastierista dei “Negramaro”) che è anche produttore della traccia insieme a Paola e al valente e talentuoso musicista Emiliano Pepe.

E’ un brano il cui testo piuttosto enigmatico, racconta e tratta il tema del perdono e del perdonarsi (tema già molto caro a Paola iezzi quando scrisse e pubblicò, nel 2009, il brano “Alone (io mi perdono)”.

“Gli occhi del perdono” parla di una persona che sprona un’altra (oppure se stessa) a rialzarsi da un momento difficile, utilizzando la propria forza interiore e il credere in sé e nel proprio talento e potenzialità. Evitando di cadere nelle solite “cattive” abitudini che spesso ti allontanano dal senso che ciascuno di noi dovrebbe dare al proprio percorso di vita e al proprio futuro, carriera compresa.

Il ritmo e il ‘groove’ sono ‘disco’, incalzanti e, le armonie, nei ritornelli, sono aperte e  giocano quasi un accattivante contrasto con il canto che, invece, è sensuale, sommesso e sussurrato, come se una persona svelasse un segreto inconfessabile nell’orecchio a un’altra. “Non parlare con nessuno, non rispondere a nessuno…” recita il testo, come a non volersi fare troppo sentire dagli altri. Perché le persone, intorno, spesso non sono realmente interessate al tuo benessere, ma vogliono solo fare “gossip” vogliono solo sapere “perché diavolo stai male”. Il testo è come un invito a tenere per sé le proprie fragilità e a non raccontare troppo in giro i fatti propri con le proprie debolezze. Un tema oggi molto attuale, per via dei social network, dove spesso si dà sfoggio di qualunque tipo di emozione e sentimento, debolezza o forza, esponendo la propria interiorità alla mercé del mondo intero, spesso commettendo un errore imperdonabile. Perché forse certe cose vanno protette con cura.

A proposito invece della versione chitarra, voce e sax di “Festival” Paola dice: “Ho una grande voglia e necessità di ricantare e reinterpretare parte dei brani del mio “vecchio” repertorio con Chiara. Ho inaugurato questa ‘buona abitudine’ nel mio scorso progetto “Ridi” dove ho ricantato “Amoremidai” e ora, pian piano vorrei riaccostarmi con amore e rispetto a canzoni che ho scritto con mia sorella e che amo moltissimo. E sento che ora, a distanza di sei anni dalla chiusura del progetto ‘Paola & Chiara’, è arrivato per me il momento di farlo.”

La produzione esecutiva dell’Ep è di Paola iezzi
La produzione artistica è appunto affidata ad Andro insieme alla stessa Paola.
E’ mixato da Gianni Bini (Bini & Martini), già co-produttore in passato dell’album “Milleluci” di Paola & Chiara.
La copertina dell’Ep è come sempre firmata dal fotografo di moda Paolo Santambrogio e la parte grafica affidata allo studio milanese Monkey Business Creative Studio.

Bio dettagliata:
https://www.paolaiezzifanclub.com/bio/

Spotify
https://open.spotify.com/album/4fR6Hdm2X0LluQDJ6tTJFt

Links ufficiali:
http://www.paolaiezzi.com
https://www.instagram.com/paolaiezzireal/
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https://www.youtube.com/user/paolaiezzi
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BIZZARRO”Amarsi a Tel Aviv”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

il singolo in promozione radiofonica 

Viene dalla periferia romana. Ex pizzaiolo o pizzettaro, come dicono a Roma, si mette in gioco come un supplì in cerca d’autore. “Amarsi a Tel Aviv” è il suo secondo singolo ma già sta lavorando al suo album di inediti. Le sue influenze vanno dall’asiatica del ‘58 a Rino Gaetano, da Carlo Verdone ai Muppet’s, passando attraverso la serie TV Black Mirror. Scanzonato, trasandato, erotico (lo crede lui), divertente e depresso. In una parola sola: BIZZARRO. In poche parole: un trentenne di (su)ccesso.

Lui non esiste, oppure c’è ma non lo vedi, ama la pasta cacio e pepe e questo dovrebbe bastarti per sapere com’è; sei curioso? Lascia stare! Cos’è che ti fa star bene? L’idea di essere come vuoi? Perché non lo fai allora? Dipende da te! È Bizzarro? Tel Aviv è su Spotify, raggiungila all’indirizzo! Non cercarmi se non vuoi! Scrivimi, scrivimi, scrivimi…

Nel frattempo partira’ il 19 maggio dal “Marmo” di Roma, nell’ambito del prestigioso Spaghetti Unplugged, il suo primo minitour.

Facebook:
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Trapano Dischi:
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Promobeat 

I Crabby’s , L’Uomo di Ieri, un brano per ognuno di noi

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

Il nuovo singolo della band in radio e sulle piattaforme digitali 

L’uomo di ieri è un colloquio tra un soggetto e la sua anima.
In un periodo storico in cui l’ansia e l’insoddisfazione raggiungono chiunque scalzando riflessione, meditazione e spesso anche la felicità, l’autore ha voluto rallentare il tempo per ristabilire la giusta via di comunicazione tra il soggetto e la sua spiritualità.
Il testo potrebbe essere interpretato come una storia d’amore tra due persone, in realtà evoca un ritrovato amore per se stessi.
Il brano è accompagnato da un Videoclip che sottolinea ancor di più il significato latente del testo.

L’ingresso nell’edificio dell’ex Aurum a Pescara, attraverso il suggestivo tunnel rappresenta l’inizio del viaggio introspettivo.
Il cinema, che proietta le immagini del suo viaggio, rappresenta l’aspetto meditativo trascendentale, in cui l’essenza dell’uomo esce dal corpo e assiste da spettatore al viaggio rivelazione.
A metà del percorso il soggetto si riflette sullo schermo del cinema, divenuto uno specchio,  metafora dell’io riflesso, che lo assorbe e lo trasporta in una nuova dimensione, una dimensione artistica che rappresenta una delle personalità del soggetto.
In questo nuovo luogo il soggetto è libero di esprimere la propria creatività risolvendo in un urlo liberatorio che porta il brano verso la conclusione.
Il finale è un ricongiungimento con l’io bambino, che lascia aperta la porta alla speranza, alla possibilità di tornare a vivere il mondo come i bambini privi di sovrastrutture.

I Crabby’s Nascono nel 2014 dalla collaborazione di Giuseppe D’Alonzo (Voce e chitarre), Daniele Gomena (Tastiere) e Domenico Di Michele (Batteria) che iniziano a lavorare su primi brani inediti in lingua inglese.
Negli anni si sono aggiunti Pierluigi Di Cesare al Basso e Manuela Limina alle voci.
I primi EP sono usciti in lingua inglese Rock Classico che affonda le radici nel Blues.
Man mano la Band matura verso uno stile Rock/PoP cantautorale che strizza sempre l’occhio al sound anglosassone/americano che è poi la grande passione dei Crabby’s.
In fase di realizzazione un EP tutto in lingua Italiana.

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Come altalene è il singolo di Erica

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il coinvolgente brano della cantautrice toscana 

“Come altalene” è la rappresentazione di momenti di vita quotidiana dove le persone si incontrano e si scontrano con le proprie personalità, da ciò la necessità talvolta di rifugiarsi in un proprio mondo (Albero) da cui riflettere e guardarsi intorno.

“…come altalene a due posti si alternano e oscillano a volte si incontrano si scontrano e siamo l’incastro perfetto in questa realtà… “ .

Un brano  per chi non ha fretta, da ascoltare con luce  fioca e ambrata, comodamente, prendendosi tutto il tempo necessario  Una canzone intima  che scivola all’ascolto  ed entra  nella mente dell’ascoltatore. Una delicata capacità creativa accompagnata da una voce calda ed accogliente .

“…e se viviamo su un albero è perché c’è un mare di ghiaccio che copre i rumori lontani da qua…”. 

Erica Taci, in arte Erica, nasce a Firenze il 06/11/1998, avendo avuto una vita difficile dopo la brusca separazione dei suoi genitori si rifugia in un mondo fatto di parole e suoni, da cui scaturisce la sua passione per la musica. Dai 6 anni inizia a comporre testi di canzoni che col trascorrere del tempo  rispecchiano una visione più matura della propria realtà.
Dai 13 ai 18 frequenta corsi di canto e scrittura.
Scrive musica e testi in inglese e italiano accompagnandosi al pianoforte.

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Cherry e il suo primo singolo, “Farfalle”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio e sui principali digital store il singolo della giovane artista friulana

Farfalle” è un brano istantaneo e fresco che contiene un messaggio positivo. Cherry, attraverso la musica, è riuscita a sconfiggere  un grosso problema, l’anoressia. Il testo è scritto da  Cherry con la  musica di  David Marchetti, mentre  l’arrangiamento è opera di Massimo Passon. Con questo brano Cherry vuole dare un messaggio di speranza e positività a tutte le persone che soffrono di questa drammatica patologia e si augura che attraverso questa canzone qualcuno riesca a guarirne. Il brano ha dato anche il via ad un progetto Editoriale con la pubblicazione, prevista per il prossimo Natale, di un libro  scritto da Cherry dedicato alla sua vita e alla problematica  molto presente nella società odierna.

Chiara Toso, in arte Cherry, nasce 26 anni fa a Udine. Cresce in un paesino del medio Friuli e fin da bambina sviluppa una particolare attitudine per l’arte. All’età di 11 anni inizia a suonare da autodidatta il pianoforte, insieme alla sorella Greta. Attratta anche dal mondo dell’arte figurativa disegna spesso a mano libera anche sulle pareti di casa. Da ragazza simpatica e sportiva all’età di 14 anni viene colpita da una importante forma di anoressia nervosa. Trascorre gli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza frequentando il liceo scientifico, ma nel frattempo la malattia peggiora. Verso i 17 anni inizia lentamente a sentirsi meglio, anche se il disturbo è ancora presente. Grazie alla sua bella presenza viene richiesta per vari servizi fotografici come fotomodella. All’età di 25 anni venne notata dal produttore David Marchetti in  un karaoke mentre cantava. Il produttore viene colpito particolarmente dal timbro vocale e dalla capacità di interpretazione. Su richiesta del discografico, inizia a registrare dei provini in studio e alla fine nasce in lei l’idea di poter realizzare qualcosa di suo. Finalmente attraverso la musica incomincia a sentirsi meglio e così l’artista decide di impegnarsi e scrivere raccontando la  sua triste esperienza.

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Massimo De Ciechi, il senso della parola Libertà

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

“Quale libertà”, in radio il singolo del cantautore Massimo De Ciechi,
estratto dall’album Dietro Laterale 

Un brano pop scritto parecchi anni fa ma solo ora realizzato in studio per l’album Dietro laterale. Il testo  molto breve vuole rendere evidente quanto sia  continuamente svalutato il senso della parola “libertà”. E nonostante gli anni il concetto risulta sempre valido. Le poche frasi che lo compongono tendono a mettere a fuoco immagini per portare l’ascoltatore a riflettere e a porsi delle domande. Dal punto di vista tecnico e musicale , la canzone gioca con l’espressione “Quale libertà”, posta tra la domanda, la retorica e la ripetizione che nel finale si intreccia e si sovrappone fino a sfumare con gli assoli di chitarra.

Dietro laterale è il titolo del nuovo progetto musicale indipendente di Massimo De Ciechi pubblicato alla fine del mese di novembre 2017 e ora in distribuzione su i principali digital stores internazionali e in versione CD su Amazon in Italia e in Europa
Il progetto si compone di 9 brani in stile pop cantautoriale scritti in più anni e ora raccolti in questo album. Non si tratta di un concept anche se i singoli brani sono quasi tutti accomunati dal racconto di storie piccole e per lo più sofferte. L’intero progetto è dedicato alla memoria di un amico scomparso dopo quattordici anni di lunga e coraggiosa lotta contro la malattia.
Musiche, testi, ideazione e produzione tutte a cura di Massimo De Ciechi, arrangiamenti e realizzazione musicale di Valerio Fuiano e Max Paparella. Mixing e mastering sempre di Max Paparella presso Groove Sound Design Studio.

L’album si apre con il brano A volte va così, costruito sull’incontro iniziale di armonica e chitarre acustiche, il cui verso “sai ci sono giorni splendidi di vita e altri bastardi da vivere  a fatica” cerca di mettere subito l’ascoltatore nella giusta prospettiva per affrontare i contenuti a venire. Segue Insegnami a volare, canzone incalzante dove il tema principale è quello dell’autismo. Il terzo brano Si muove racconta di una scelta, quella della vita nonostante il mondo ci lasci da soli di fronte alla realtà. E’ poi la volta di Quale libertà il pezzo più breve, con un testo conciso ma ben mirato a chiedersi il vero senso di questa parola: “libertà”. Ad ogni ora della vita è la ripresa di un singolo pubblicato qualche anno fa e qui riproposto con qualche leggera variazione nell’arrangiamento. Si tratta di una storia d’amore di gente piccola, lontana dalla notorietà e dai sentimenti puliti, a porre l’accento sul rapporto di coppia fatto di continua ricerca dell’altro e di sostegno vicendevole. Tocca quindi a Tra le foglie e la foresta, nato come brano per uno spettacolo scolastico, ma qui trasformato in un vero e proprio manifesto per i dolori dell’Africa, grazie ad un arrangiamento intenso e a un’ambientazione ben costruita. Laura sopra briciole di sole ci riporta alle storie individuali sofferte: la protagonista, donna in carriera, si risveglia con la consapevolezza di una grave malattia fino al giorno prima non conosciuta. Il tutto a porre in evidenza la precarietà della vita contrapposta alle  nostre ambizioni. Quindi è la volta di L’importanza del momento altro brano incalzante con linee di sintetizzatore in evidenza e con lo slogan più volte ripetuto “Muovili muovili ragione e cuore” a sottolineare quanto sia importante l’uso quotidiano e la miscela di questi due elementi per affrontare la vita con passione e la giusta dose di equilibri. In chiusura  Un posto dietro laterale canzone dedicata all’amico scomparso e a un modo di vivere la vita con semplicità, da posto dietro laterale di una sala cinema, guardando lo scorrere del tempo davanti a noi ma non per questo senza godere degli attimi più veri che incontriamo sullo schermo e forse con quella capacità di avere una visibilità più ampia rispetto a quelli che stanno schiacciati sotto lo schermo solo per poter dire di essere stati in prima fila.

Massimo De Ciechi nasce a Cuggiono (MI) nel 1965. Cantautore e poeta per passione,  svolge come attività principale quella di impiegato in una multinazionale.
Fonda nel 1980 insieme ad altri 5 amici il gruppo musicale Aurora con il quale, nel 1986, pubblica Quando la vita è amore, album di Christian Music con 10 brani di sua composizione.
Dopo una parentesi tra chitarra bar, musical amatoriali e spettacoli per scolaresche, nel 2005 pubblica la sua prima silloge poetica Ritratti e tratteggi di improvvisi smarrimenti pendolari, edita dalla Ibiskos Editrice Risolo, che sarà la sua casa editoriale anche per le successive pubblicazioni.
Nel 2007 fonda l’etichetta di autoproduzione indipendente Deasonus®, con la quale pubblica l’album Questo strano viaggio, distribuito anche in digitale da Wondermark.
Nel 2009 pubblica la sua seconda silloge poetica All’angolo nascosto del nostro silenzioso e dedicato incontro , che ottiene 13 riconoscimenti letterari nazionali e internazionali.
A marzo 2010 porta in scena il recital autobiografico Quello che canta canzoni e scrive poesie.
Nel 2011, con i Quadri di Ago, pubblica il singolo E’ un cuore, inno dell’associazione Cuore Fratello.
Nel settembre 2012 distribuisce il nuovo singolo Ad ogni ora della vita e l’anno successivo pubblica la sua terza silloge poetica Lasciando che il pensiero muti il fremito in poesia, che vince il primo premio nella sezione Poesia Edita del Premio Letterario Ibiskos 2014.
Nel mese di giugno 2015 pubblica la raccolta Cinquanta passi o poco più, che contiene il meglio dei componimenti letterari fino ad oggi pubblicati.
Il 29 novembre 2017, dopo un lungo periodo di ideazione, composizione e revisione, protrattosi anche per importanti impegni di lavoro, pubblica e distribuisce il nuovo album Dietro laterale, realizzato insieme ai musicisti ed arrangiatori Valerio Fuiano e Max Paparella.

www.massimodeciechi.it
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Ben Coen , Sweat

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

Con l’estate ed il caldo incalzante arriva in radio un nuovo singolo audace e sexy

Sweat è sexy, calda, umida; decisamente audace. Quando per la prima volta Ben Coen ha ascoltato la ritmica elctro house di Alessio Silvestro, producer siciliano con cui è stata realizzata, ha pensato che fosse una scossa, qualcosa che ti attraversa il corpo, un impulso, un impeto che ti spinge a muovere. Talvolta le parole e la ritmica nel pezzo si fondono in un movimento meccanico, come a diventare l’imitazione di un esercizio fisico. Il sudore è il risultato della fatica, è liberazione dal nostro corpo di qualcosa che spesso non riusciamo ad assecondare. Lasciatevi andare, donatevi agli altri. Just Sweat.

Ben Coen, nasce negli anni ’80, non solo fisicamente ma anche artisticamente. Approccia la musica all’età di sette anni con lo studio del violino, che però metterà da parte in fretta per poi iniziare a scrivere le proprie canzoni, un misto tra pop e dance, abbandonandosi anche talvolta ai motivi in stile urban. La prima canzone è capitata per caso a tredici anni, davanti a una partita di calcio, un motivo nella testa, qualche battito coi piedi e una corsa a casa in bicicletta. Poi fogli e un piccolo studio fai da te per la realizzazione dei primi demo ne caratterizzeranno l’adolescenza. La musica inglese e americana sono la sua passione e non ne ha mai fatto segreto con nessuno, la sua musica ne è una prova. La prima vera concretizzazione arriva nel 2008, quando inizia il rapporto collaborativo con Harry Frank Towers, storico Dj di New York con il quale farà uscire il primo pezzo “Check this out”, un chiaro richiamo al pop danzereccio degli anni novanta. A seguire uscirà “Lady”, e “Giving it up”, realizzata e rilasciata con producer e etichetta italiana. “Leave this time” arriverà invece a mescolare le carte in tavola, proponendo un sound diverso dalle altre produzioni, una chiara virata verso la trance che tanto piace ai paesi del Nord Est Europa. Ma è con “Supertruck”, realizzata in collaborazione col producer Nikolas TGN che torna indietro alla prima passione, sonorità attuale che strizza l’occhio agli anni ’80, e melodia pop. Back to the ‘80s, ma con la carica di adesso, è proprio il caso di dire. L’ultima in ordine cronologico è Make it real, rilasciata in collaborazione con l’etichetta Music Plant di Chicago, un inno alla voglia di rincorrere i propri sogni e a un invito a cogliere le possibilità che ci vengono presentate perché l’imperativo è sempre uno: make it real!Il 2017 è il momento giusto per nuovi progetti, è il momento di “A Reason to Love”, un tribal pop anni 90 che precede un’ondata calda prevista col nuovo singolo estivo: Sweat. Con l’estate che arriva e il caldo che avanza, è il momento di spogliarci, non solo per la temperatura incalzante.

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E’ “Traffico nel cuore” il singolo d’esordio di Kefren

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

Importante test radiofonico per questa nuova giovane proposta del panorama musicale italiano7

Kefren si propone al difficile esame della radio italiane con il brano dal titolo “Traffico nel cuore”. Fresco e orecchiabile, il prodotto si compensa perfettamente con l’immagine del giovane interprete. Una composizione nel perfetto stile pop italiano pronto a coinvolgere  e ad aumentare  i suoi fan . Una canzone che parla di amore, di un  amore provato ,di un amore che non sembra poter continuare . Una melodia efficace in un pezzo ben arrangiato nelle strutture, che si apre, che cresce e che riesce a dare un inequivocabile  messaggio .
Quante volte ci abbiamo provato noi, quante scuse che non finiranno mai” sono le parole che tentano di non dare più senso ad una storia ,una storia come tante, una storia che finisce, una  storia che molti giovani  vivono ma che certo lascia un segno nell’ esistenza. Ancora un artista della scuderia Ghiro Records , una etichetta con la “mission” di scoprire nuove proposte capace di dare un punto di partenza in un ambiente dalle mille difficoltà a chi, con impegno e fatica crede nella propria passione e nei propri sogni .

Fabrizio Liguori, in arte Kefren  nasce  a Salerno nel 1998. La prima parte della sua vita non è stata molto semplice a causa di vicissitudini familiari che sicuramente lo hanno messo a dura prova ma la musica entra immediatamente nel suo cuore ed è proprio questa che lo proietta in un mondo idilliaco, come Fabrizio ama raccontare, dove può scacciare ogni preoccupazione ed ogni pensiero negativo. Il resto è storia comune di chi vuole realizzare un sogno, di chi vuole tentare di fare il mestiere della vita. Prende le prime lezioni di canto, partecipa a vari contest e festival e comincia ad ottenere anche riscontri positivi che confermeranno ed aumenteranno la propria voglia di fare musica. Finite le scuole arriva anche la decisione importante, si trasferisce a Milano per iniziare una nuova vita. “Non avevo mai avuto sicurezze, ma stavolta avevo grinta, fiducia e voglia di impegnarmi e di non arrendermi”. Inizia a pubblicare alcune delle sue performance su Youtube ed è proprio qui che viene notato e contattato dalla Ghiro Records che gli propone l’inizio di  un cammino professionale. Cambia nome in Kefren , un nome che proviene dalla sua grande passione per l’Egitto e da un sogno in cui suo padre, accarezzandolo, lo chiamava piccolo Kefren, incide Traffico nel cuore, il suo singolo d’esordio e dà finalmente il via ad primo progetto che vuol far diventare grande.

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Cristina Sammartino Come ridevamo noi

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

In promozione radiofonica il nuovo singolo della cantante molisana  

“Come ridevamo noi” in radio il nuovo singolo di Cristina Sammartino magistralmente arrangiato da Francesco Arpino. Le esperienze personali ed i ricordi di un passato felice, ricco di piacevoli sensazioni, cedono l’aspetto puramente nostalgico, per diventare un inno alle “cose belle” che ci accadono e agli affetti che riusciamo a costruire, perché siano la spinta fisica ed emotiva per affrontare i periodi più difficili.

Cristina Sammartino nasce nel 1996 ad Agnone, una cittadina dell’Alto Molise, ai confini con il Parco Nazionale D’Abruzzo.
All’età di undici anni inizia a studiare canto moderno presso l’associazione “Centro di Musica e Spettacolo”.
Dal 2012 al 2015 con la band CMS formata da giovanissimi musicisti, si esibisce in molteplici emozionanti spettacoli dal vivo nelle piazze e teatri di Abruzzo, Molise e Puglia, reinterpretando le più belle canzoni dagli anni Sessanta ai giorni nostri.
Dotata di voce potente e timbrica spiccatamente soul, mostra una forte personalità artistica, nonostante la giovane età.
Dopo la prima esperienza, nel maggio 2015, nella personale interpretazione di “Con te”, pezzo inedito scritto da Ivana Giugliano, il desiderio di raccontare le emozioni del suo vivere quotidiano, l’hanno portata ad intraprendere la strada cantautorale con la realizzazione di alcuni interessanti brani inediti.
Ed è così che, nel luglio 2015, in occasione delle semifinali del Festival di Castrocaro, viene presentata al pubblico, anche attraverso videoclip, la canzone “Nei tuoi occhi”, autobiografica celebrazione di un giovane amore, nato sui palchi, tra microfoni e chitarre.
L’avventura continua con la partecipazione nel 2016, alle selezioni di Sanremo giovani e Premio Lunezia nuove proposte, fino ad arrivare ad oggi, con l’occasione di presentare al pubblico, in collaborazione con la “Ghiro Records” di David Marchetti, il nuovo singolo “Come ridevamo noi”.

http://www.cristinasammartino.it/
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