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Nuovo Sito Progetto Iside dedicato alla procreazione medicalmente assistita

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Salute

L’iniziativa editoriale dedicata alla procreazione medicalmente assistita www.progettoiside.it cambia look e si rinnova.

Progetto Iside è stato realizzato grazie al contributo non condizionato di Ferring Farmaceutici, con l’obiettivo di fornire informazioni rilevanti, attendibili ed autorevoli sulle tematiche legate alla procreazione medicalmente assistita.

Perché Iside? Iside è la dea della maternità e della fertilità nella mitologia egizia. Iside è la madre di tutti gli dei. Una donna senza tempo il cui mito è sopravvissuto fino ai nostri giorni.
Un nome accogliente e di buon auspicio. Un portafortuna per tutte le donne che vogliono esaudire il loro sogno di maternità”.

Alcuni numeri: www.progettoiside.it è stato già visitato da più di 100.000 persone, la pagina facebook ha raggiunto circa 11mila follower e circa 80mila sono state le visualizzazioni dei video sul canale Youtube dedicato.

“crediamo che il successo del progetto editoriale – ha confermato Elena Fraternali, direttore creativo di Media For Health, sia dovuto al fatto che le coppie trovano delle storie nelle quali si possono identificare unitamente ad informazioni utili per decidere di intraprendere il percorso della procreazione medicalmente assistita.”

Il nuovo sito presenta una raccolta di informazioni distinte per varie categorie: FERTILITA’, LEGISLAZIONE, NEWS, PROCREAZIONE ASSISTITA, TECNICHE DI PMA (procreazione medicalmente assistita); collegamento con i centri di PMA; Video di pazienti e di medici esperti.

Per maggiori informazioni
Media For Health
Via Copernico, 38 – 20125 Milano
+39 02 92 85 21 12
info@m4h.it

Fecondazione assistita: bocciato a Strasburgo il ricorso italiano sulla legge 40

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Strasburgo fecondazione assistitaEnnesima bocciatura per la legge 40/2004 in materia di fecondazione assistita, anche a livello Comunitario. Infatti, anche la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo, rigettando il ricorso presentato dal nostro Governo, ha confermato la sentenza del 28 agosto 2012.
Il caso preso in esame dai giudici di Strasburgo metteva in evidenza la contraddizione che c’era tra la possibilità di fare un’amniocentesi per poter eventualmente interrompere una gravidanza, nel caso ci fossero stati gravi motivi di salute per il feto, e l’analisi preimpianto, nelle pratiche di fecondazione medicalmente assistita, che veniva praticata con le stesse finalità, ovvero per garantire a salute del feto e della puerpera.
Ora dopo il rigetto del ricorso presentato dal Governo Italiano, adesso all’Italia dovrà adeguarsi alla normativa europea che, in ambito di analisi di preimpianto per le pratiche di procreazione medicalmente assistita, è meno restrittiva. Naturalmente, a fare da controcanto a questa sentenza c’è la questione morale dei diritti dell’embrione
La notizia che la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha chiuso definitivamente la questione ‘europea’ della legge 40/2004 ha dato nuova forza ai rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni. Filomena Gallo, avvocato e segretaria dell’associazione, ha spiegato che allo stato attuale, ai trattamenti di fecondazione assistita possono accedere solo le coppie sterili e solo queste coppie possono fare indagini ‘legalmente’ sullo stato di salute dell’embrione.
Alle coppie fertili, ma affette da malattie genetiche, come l’anemia mediterranea, invece questa possibilità è preclusa. “Con la bocciatura del ricorso presentato dal Governo da parte della Corte europea – ha chiarito l’avvocato Gallo – la Legge 40 dovrà essere adeguata alla Carta europea dei diritti dell’uomo, come previsto dalla sentenza della stessa Corte lo scorso 28 agosto, ora divenuta definitiva, prevedendo l’accesso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita anche per le coppie fertili portatrici di patologie trasmissibili ai figli”.
Naturalmente anche questa sentenza, seppur definitiva, non fermerà il dibattito sull’opportunità o meno della possibilità di scegliere l’embrione da impiantare. Abbiamo chiesto al Dottor Antonio Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita, studio e terapia della coppia infertile, un parere su questa vicenda “Quello del diritto degli embrioni non impiantati è, che è uni dei punti centrali di tutta la questione morale”, dice il Dottor Scotto, “è un problema non problema, visto che nessun embrione non impiantato viene distrutto e, anzi, viene conservato in apposite criobanche. Poi, il controsenso di considerare legale e quindi ‘consigliabile’ la pratica della amniocentesi, un esame piuttosto invasivo, oltre che per il feto, invece dell’analisi preimpianto, che non mette al rischio nè feto nè donna, ha in sé un seme di illogicità che mette decisamente in secondo piano qualsiasi rischio concettuale e pratico di eugenetica”

Fecondazione Assistita nella UE: turismo riproduttivo contro la crisi demografica

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Fecondazione Assistita in EuropaIl tasso di crescita demografica, secondo uno studio dell’Economist, è crollato, nell’Unione Europea, soprattutto negli Stati colpiti più duramente dalla crisi. Questo fattore, aggiunto agli altri ostacoli già noti che deve superare chi vuole avere dei figli, impone un’ulteriore riflessione e osservazione, soprattutto viste le differenze che esistono tra i paesi membri della UE nell’affrontare il tema della Procreazione Medicalmente Assistita.

FECONDAZIONE ASSISTITA IN ITALIA

Partendo proprio dall’Italia, ad esempio, la legge 40 sulla fecondazione assistita, che in diverse azioni legali atte a contrastarla ne hanno evidenziato i limiti, ancora oggi impedisce di praticare tecniche di procreazione eterologa, ovvero utilizzando per la fecondazione ovuli o seme di un terzo soggetto, oppure la possibilità di accedere alle tecniche solo se si è una coppia eterosessuale legalmente sposata. La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo chiamata in causa, in diversi casi, da cittadini italiani che ne volevano in evidenziarne gli elementi discriminatori, nell’agosto 2012 ha dichiarato il sistema legislativo italiano “incoerente” visto che da un lato impedisce a una coppia fertile affetta da una malattia genetica di accedere alla diagnosi pre-impianto degli embrioni, mentre autorizza l’interruzione di gravidanza qualora il feto avesse la stessa patologia. Eppure, contro questa evidente incongruenza invece di provvedere alla modifica della norma, il governo italiano si è opposto alla Corte di Strasburgo.

L’UNIONE E LA FECONDAZIONE

L’accesso alle tecniche di fecondazione assistita è garantita a donne single e coppie in Spagna, Belgio, Svezia e Regno Unito, mente poco al di là dei nostri confini, in Austria, è permessa anche la fecondazione eterologa.
All’ombra della Torre Eiffel , invece, solo le coppie che convivono o sono sposate da almeno due anni, possono accedere alla procreazione medicalmente assistita, con l’opzione di poter praticare la fecondazione eterologa se l’omologa non ha avuto successo. Mentre, in Germania, sono legali sia la fecondazione omologa o eterologa, ma solo per le coppie sposate, con un limite di tre embrioni utilizzabili per ciclo.

QUANDO I BAMBINI FANNO… OLÈ!

Secondo un’indagine condotta dall’European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) nel 2011, la Spagna è la capitale della riproduzione medicalmente assistita in Europa. Da questo studio sembra che il 35-40% delle procedure di riproduzione assistita svolte nella UE sia stato realizzato in cliniche della Penisola Iberica. I flussi di questo “turismo della riproduzione”, provengono in gran parte da Italia, Francia e Gran Bretagna, sia per motivi legali, sia per la qualità dei servizi. Anche In Spagna, infatti, è possibile praticare sia la fecondazione omologa che eterologa per le coppie sposate o conviventi. Numericamente, sempre secondo i dati della ESHRE, su 25mila coppie che si spostano in Europa ogni anno per motivi riproduttivi, 10mila sono italiane.

PER FARE UNA BANCA, CI VUOLE UN SEME.

In Europa la società danese Cryos International è forse la struttura più nota che esporta seme maschile in sessanta paesi, compresa l’Italia, usato probabilmente per scopi di ricerca, visto che nella nostra Repubblica, la donazione di sperma è illegale. Naturalmente anche in altri paesi della UE ci sono banche del seme, ma l’istituto danese è rimasto uno degli ultimi a garantire l’anonimato del donatore, aspetto verso il quale l’uomo, in una coppia eterosessuale, sembra essere particolarmente sensibile, mentre, nelle coppie di donne che si sottopongono a pratiche di fecondazione eterologa, non è così importante.

L’EUROPA È BELLA PERCHÉ È VARIA

“In un mondo sempre più globalizzato, forse la nostra nazione dovrebbe anche aprirsi anche in po’ all’ “internazionalizzazione” di alcune leggi – Dichiara il dottor Antonio Scotto, direttore del “Centro di Fecondazione Assistita, per la cura e la terapia della coppia infertile” ed esperto che opera a livello internazionale nell’ambito della fecondazione medicalmente assistita. “D’altronde, guardando un po’ più in avanti, la nostra Nazione e gli altri Stati dell’Unione, potranno realmente crescere se inizieranno a porsi in modo più concreto il problema della scarsa crescita demografica, agevolando in tutti i modi possibile tutte le persone che intendono esercitare quello che è un diritto d’ogni essere umano, nel modo più libero possibile. Noi, come medici specializzati possiamo dare un grosso aiuto, oltre che pratico, anche etico, come portatori di un pensiero di vita legato alla salute della donna e del feto, senza scivolare nelle derive di un’eugenetica che non è nelle intenzioni di nessun medico degno di questo titolo”.

Fabrizio Morrone
Centro Per la Fecondazione Assistita e la Cura della Coppia Infertile – Napoli, Roma