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La pizza “buona da vivere” con pomodoro 100% emiliano

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

Le Conserve della Nonna, con la dott.ssa Chiara Manzi e lo Chef Roberto Cipolla, racconta il piacere del benessere in cucina con una dimostrazione live dei segreti per un impasto perfetto: farine selezionate, poco sale e un pomodoro di alta qualità per un’esperienza gastronomica appagante e altamente digeribile.

Lunedì 11 marzo, presso il ristorante Libra Cucina Evolution di via Testoni 10, a Bologna, ha avuto luogo un viaggio lungo i sentieri del gusto e della leggerezza, capace di legare a doppio filo la ricerca della bontà con i benefici derivanti da una sana ed equilibrata preparazione.

A spiegare i trucchi per un impasto digeribile e gustoso c’erano la dott.ssa Chiara Manzi, massima esperta di cucina antiaging e nutrizionista di fama internazionale, e lo Chef del Libra Roberto Cipolla, specializzato in Culinary Nutrition. Alla base di tutto l’idea che un piatto, per quanto gradevole alla vista e piacevole al palato, debba fornirci tutti gli apporti nutritivi necessari al benessere per potersi considerare un capolavoro culinario.

Tra gli ingredienti principi della serata, la passata rustica RustiPizza de Le Conserve della Nonna, prodotto denso e corposo realizzato a partire da pomodoro 100% emiliano, condito con origano e ideale per guarnire la pizza.

Il ricorso a un ridotto quantitativo di sale (meno di 10gr per 1 kg di farina, contro i 40gr indicati nella ricettazione tradizionale) valorizza l’apporto del pomodoro, permettendo al suo profumo e al suo sapore di emergere chiaramente e di arricchire il condimento della pizza con gli aromi unici del territorio di provenienza.

Pochissime calorie – meno di un’insalata nizzarda – sono poi il vero segreto della pizza firmata Libra e Chiara Manzi, dal 2015 partner de le Conserve della Nonna nella ricerca di prodotti straordinari, dalle confetture agli insaporitori, fino alle più equilibrate ricette antiaging.

Gli ingredienti utilizzati nel corso dello show cooking per realizzare l’impasto sono stati una farina tipo 0, una farina di farro biologica integrale (monococco e molto profumata) e una farina tipo 3 macinata a pietra. Poiché la pizza ben lievitata ha un indice glicemico molto alto, per limitare questo inconveniente nell’impasto è stato inserita l’inulina, una fibra prebiotica di origine vegetale che rallenta e in parte impedisce l’assorbimento degli zuccheri e degli amidi, abbassando l’indice glicemico e mantenendo la digeribilità.

Infine, a coronare la preparazione il condimento con il pomodoro RustiPizza a firma Le Conserve della Nonna: un ingrediente fondamentale anche in virtù del potentissimo antiossidante contenuto al suo interno, il Licopene, il cui gusto trionfa a guarnizione degli altri ingredienti e grazie al ridotto contenuto di sale della pizza leggera e antiaging proposto da Cucina Evolution. Un’esperienza gastronomica che attesta, ancora una volta, la forte attenzione del brand Le Conserve della Nonna alla qualità degli ingredienti e delle preparazioni, per una cucina gustosa, leggera e salutare.

L’assortimento di salse e passate de Le Conserve della Nonna da sempre porta in tavola il meglio che si possa ricavare dal pomodoro, raccolto nel momento migliore della maturazione e lavorato entro 24 ore con metodi rispettosi di tutte le proprietà della materia prima, seguendo lavorazioni in linea con la tradizione della cucina mediterranea.

Un marchio 100% italiano che coniuga passione, tradizione e ricerca per portare in tavola il meglio che la natura offre, grazie a una grande storia di tradizione, impegno e innovazione, e a un’offerta completa di prodotti realizzati con materie prime lavorate da fresco con l’attenzione tipica di una cucina domestica e familiare.

www.nonsolobuono.it

Le Conserve della Nonna: ad agosto oltre 50 mila quintali di pomodoro trasformati in passate e sughi

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

Il pomodoro, protagonista della cucina italiana, è l’ingrediente fondamentale di molte referenze della storica azienda italiana Le Conserve della Nonna, che lo lavora solo nel momento migliore della maturazione, cioè nel mese di agosto

Le Conserve della Nonna, realtà produttiva italiana nata a Ravarino (Modena) nel 1973, continua ancora oggi a portare avanti l’antica tradizione delle conserve di pomodoro. Con la passione e l’attenzione tipiche di una cucina di casa, ma con la sicurezza e le garanzie che solo una grande industria alimentare può dare, l’azienda emiliana propone al mercato una variegata gamma di oltre cento prodotti buoni e genuini, in grado di rendere unico ogni momento della giornata, dalla colazione alla cena.

Nel pieno rispetto della stagionalità delle coltivazioni, in estate l’ingrediente principale della produzione nello stabilimento di Ravarino è il pomodoro, che in agosto raggiunge il momento migliore della maturazione. La materia prima nasce e cresce al sole, nei campi dell’Emilia Romagna, terreno fertile e argilloso, perfetto per lo sviluppo di pomodori dal vivace colore rosso, il sapore dolce e la consistenza perfetta per la preparazione di passate, salse e sughi.

Entro poche ore dalla raccolta, i pomodori vengono lavati e selezionati, per garantire che la produzione avvenga solo con il meglio che la terra ha donato.

Il pomodoro è tutto raccolto meccanicamente e selezionato ben quattro volte sia in campo che all’arrivo in stabilimento e in entrambi i casi sempre attraverso i lettori ottici e anche manualmente, per eliminare i pomodori non maturi o quelli troppo maturi.

I pomodori scelti vengono passati e cotti in grandi contenitori fino a raggiungere la consistenza migliore, proprio come facevano le nostre nonne.

In seguito il prodotto viene conservato in vasi di vetro. Si tratta di un processo tradizionale, che non ha subito variazioni rispetto alle tecniche casalinghe, scelto per mantenere inalterate le proprietà organolettiche del pomodoro e proporre un prodotto finale genuino e autentico. Le confezioni di vetro piene di prodotto passano attraverso il processo di pastorizzazione, ovvero vengono portate alla temperatura ideale per essere conservate a lungo, senza conservanti né coloranti.

“Abbiamo trasformato 47 mila quintali di pomodoro fresco convenzionale e 7,5 mila quintali di pomodoro fresco biologico per realizzare passata di pomodoro e alcuni sughi, tutti rigorosamente in vaso di vetro, e ciò è avvenuto come sempre all’inizio di agosto, quando la materia prima è al meglio delle sue qualità organolettiche”.

A raccontarlo è Valentina Lanza, responsabile Marketing, che aggiunge: “La stagione è stata positiva grazie a un clima favorevole che ha permesso di ottenere una qualità di pomodoro buona, e le scarse precipitazioni in agosto hanno fatto sì che non si sia quasi mai interrotta la produzione, che comunque è stata fatta a pieno ritmo da lunedì 30 luglio a mercoledì 30 Agosto.

L’estate 2018 ci ha permesso di ottenere quindi un prodotto particolarmente dolce e corposo, elementi qualitativi che da sempre distinguono le passate de Le Conserve della Nonna che sono state sempre riconosciute tra le migliori in commercio in GDO in Italia”.

Proprio per la cura con cui seleziona e trasforma il pomodoro, Le Conserve della Nonna nel 2014 è stata la prima azienda industriale ad ottenere il riconoscimento “Qualità Controllata” per le passate e i sughi, grazie alla scelta di utilizzare solo pomodori di colture dell’Emilia Romagna, coltivati con tecniche di produzione integrate che riducono al minimo l’utilizzo di sostanze chimiche e lavorati con processi produttivi a basso impatto ambientale. Questo riconoscimento si esprime nel marchio “QC presente nell’etichetta, creato dalla Regione Emilia Romagna per segnalare quei prodotti alimentari che si distinguono per un processo produttivo che favorisce la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei consumatori.

Passata di pomodoro, salsa e sughi della linea Le Conserve della Nonna sono uno degli esempi di come la tradizione delle conserve e l’innovazione della grande industria possano integrarsi in un’offerta di prodotti genuini e di qualità.

Contestualmente alla campagna del pomodoro in Agosto il Gruppo Fini ha sostenuto anche la verifica annuale per la certificazione BRC e anche per quest’anno l’ha superata con punteggio massimo.

Il Gruppo Fini SpA, società a socio unico di proprietà del fondo 100% italiano Paladin Capital Partners, è una grande realtà produttiva dell’alimentare in Italia. La società è titolare dei marchi Fini, nato nel 1912 ad opera di Telesforo Fini nel cuore dell’Emilia, e Le Conserve della Nonna, storica realtà di Ravarino (MO). FINI è un marchio di pasta ripiena e sughi freschi che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

Convegno internazionale sul pomodoro, bilancio positivo per l’evento organizzato da Agrisicilia

Scritto da inpress il . Pubblicato in Ambiente, Aziende

Agrisicilia

Da sx Mirabella, Bertaccini, Davino, Lapidot, Polizzi e Giuffrida

Vittoria (RG) – La sala convegni del PalaAgrisicilia (presso Promoter Group a Vittoria) ha fatto da cornice alla giornata conclusiva del 1° International Symposium on Tomato Genetics for Mediterranean Region, il convegno organizzato dal mensile Agrisicilia per discutere di genetica, difesa fitosanitaria, tracciabilità e sicurezza alimentare del pomodoro con alcuni tra i massimi esperti italiani e israeliani. Dopo la prima giornata di studi dedicata agli scenari futuri del pomodoro e delle sementi di qualità, che ha fornito ai professionisti e agli addetti ai lavori numerosi spunti di riflessione sulle tendenze del mercato e sulle direzioni di ricerca intraprese dalle aziende sementiere internazionali, gli interventi di oggi si sono concentrati sul tema della difesa fitosanitaria.

Ne hanno parlato gli italiani Luciano Trentini (Foodis, vicepresidente del gruppo di esperti “Qualità e Promozione” della Commissione europea) Antonia Carlucci (Università di Foggia), Walter Salvatore Davino (Università di Palermo), Alberto Lipparini (Assosementi), Assunta Bertaccini (Università di Bologna), Francesco Giuffrida (Università degli Studi di Catania) e l’israeliano Moshe Lapidot (Institute of Plant Sciences Volcani Center).

In particolare Trentini, nel suo intervento su “La produzione del pomodoro in Italia, in Europa e nel Bacino del Mediterraneo”, ha messo in evidenza le difficoltà di operare su un mercato saturo, che può crescere solo per mezzo della diversificazione e dell’aumento della qualità. Il fondatore di Foodis ha collegato le patologie all’economia: ogni anno le virosi “falciano” il 10-15% della produzione complessiva. La competitività passa, dunque, attraverso il lavoro dei genetisti e la loro capacità di creare varietà più resistenti.

Alberto Lipparini ha affrontato il tema de “Il miglioramento varietale e la tracciabilità delle produzioni strumenti imprescindibili per una orticoltura di qualità” portando l’esempio del progetto “Road to quality”, certificato, rivolto a sementieri e vivaisti.

Antonia Carlucci ha compiuto un’ampia carrellata sulle “Principali patologie fungine e batteriche del pomodoro dal vivaio al campo”, analizzando i sintomi, l’epidemiologia, ma anche le misure di prevenzione e la lotta agli agenti patogeni, in gran parte affidate a un’attenta osservazione dell’agricoltore e valutazione dei tecnici.

Walter Salvatore Davino, nel suo intervento su “Le principali virosi del pomodoro in Sicilia”, ha focalizzato l’attenzione su una decina di virus attivi nell’isola e in particolare nel ragusano, lanciando l’allarme per un nuovo agente patogeno noto come Southern Tomato Virus, che produce lievi danni ma aumenta la vulnerabilità delle piante ad altri virus. Nella sessione pomeridiana, il docente universitario ha analizzato in particolare il caso del cosiddetto “Mosaico del Pepino”, un virus a bassa variabilità diffuso a macchia d’olio in Sicilia tra il 2011 e 2013 da incaute talee.

Moshe Lapidot (“Genetic resistance to TYLCV – from disease identification to gene discovery”), in premessa ha presentato la struttura e le attività del Volcani Center, il più grande centro di ricerca agricola in Israele. Entrando in argomento, il ricercatore israeliano ha tracciato una breve storia del Tomato yellow leaf curl virus (TYLCV) veicolato dalla mosca bianca e ha illustrato come si è giunti per via di ibridazioni a isolare la linea di resistenza TY172. Un caso di successo della genetica, questo, nella lotta impari contro uno dei virus che provoca più danni alle colture di pomodoro.

Assunta Bertaccini (“Phytoplasmas and other bacteria threatening tomato production”) ha analizzato le differenze, i sintomi e la diffusione geografica dei fitoplasmi e dei batteri, illustrando i relativi protocolli di trattamento per le piante. Nel caso dei batteri, che non sono veicolati da insetti, per impedire il contagio è necessario estirpare le colture e mantenere puliti l’acqua, l’ambiente e gli arnesi di lavoro .

Francesco Giuffrida ha spostato l’attenzione sul tema della “Fertirrigazione del pomodoro fra attualità e innovazione”, auspicando l’uso di metodi e tecnologie già note di distribuzione ottimale delle sostanze nutritive con l’acqua di irrigazione per aumentare le rese. Si tratta di tecnologie di collaudata efficacia, ma spesso inapplicate, a vantaggio di soluzioni più costose e più pubblicizzate.

Le relazioni sono state intervallate dalle sessioni autogestite dalle aziende Vilmorin, Med Hermes, Valagro, Bio Ferm, Manica Spa che hanno presentato i loro prodotti di punta e le nuove varietà di pomodori, destinate prossimamente alle nostre tavole. Anche l’azienda ospitante, la Promoter di Gianni Polizzi ha presentato le attività e le società del gruppo, che spaziano dalla consulenza per le aziende agroalimentari alla formazione, dal controllo della qualità alla sorveglianza sanitaria.
Al termine i rappresentanti di Veronafiere hanno illustrato le novità della 112° edizione di “Fieragricola”, in programma a Verona dal 3 al 6 febbraio prossimo.

Il 1° International Symposium on Tomato Genetics for Mediterranean Region, dunque, va in archivio con un bilancio assai positivo. In primo luogo per l’altissimo profilo scientifico degli interventi che ha consentito a circa 240 partecipanti in rappresentanza di numerose aziende del settore di conoscere le novità e le tendenze di un mercato in continua evoluzione ma anche le best pratices e i passi in avanti compiuti dalla ricerca genetica nel miglioramento varietale e nella difesa dalle malattie fungine e batteriche del pomodoro. Secondariamente per la contestuale inaugurazione del primo Centro convegni in Italia dedicato interamente all’Agricoltura e l’idea innovativa di un evento formativo di eccellenza, non più gratuito ma riservato a professionisti e aziende. Infine, per l’efficienza della macchina organizzativa messa in piedi da Agrisicilia e Promoter group, impeccabile nella gestione degli aspetti logistici e operativi.

Nei saluti finali Massimo Mirabella, direttore del mensile Agrisicilia, ha dato appuntamento al 2° International Symposium, anticipando fin d’ora che la prossima edizione vedrà la presenza a Vittoria di ricercatori e aziende provenienti dalla Turchia.



Info e contatti
Germana Bevilacqua
cell: 327.0154818
web: www.pomodorosicilia.it
mail: redazione@mensileagrisicilia.it

Convegno internazionale sul pomodoro, al via la prima giornata di studi

Scritto da inpress il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Italia

Agrisicilia

Da sx Gianni Polizzi e Massimo Mirabella

Vittoria (RG) – Ha avuto inizio oggi nel PalAgrisicilia (presso il Consorzio Promoter Group) a Vittoria, il 1°International Symposium on Tomato Genetics for Mediterranean Region, organizzato dal mensile Agrisicilia. Il simposio, che ha inaugurato il primo Centro convegni in Italia dedicato all’agricoltura, ha messo a confronto ricercatori, esperti e professionisti sia italiani che esteri sui temi della genetica, della difesa fitosanitaria, della tracciabilità del pomodoro e della sicurezza alimentare.

A caratterizzare la prima giornata di studi, dopo i saluti di apertura di Massimo Mirabella direttore di Agrisicilia, sono state le relazioni dei ricercatori israeliani Haim Rabinowitch (Hebrew University of Jerusalem) e Eytan Kachel sales manager della società Philoseed, specializzata nella produzione di sementi per pomodoro, e del francese Philippe Verschave, manager della Vilmorin, azienda storica, leader in Europa nella produzione di sementi per ortaggi.

In particolare, Rabinowitch nella sua relazione, dal titolo “Red Revolution – the tomato’s future”, dopo un excursus sulla storia del pomodoro, ha illustrato gli scenari futuri per ciò che riguarda la sostenibilità delle coltivazioni di pomodoro, l’organizzazione economica sottostante, le possibilità di incrementare lo sviluppo della pianta e la qualità del frutto e l’automazione. Ricerca scientifica, migliore qualità, resa maggiore a costi minori, diversificazione e resistenza genetica alle malattie: sono queste le chiavi del successo per il pomodoro del futuro. Per questo, si prevede l’aumento delle coltivazioni in serra rispetto a quelle in pieno campo e l’aggregazione delle piccole aziende in organismi più ampi, in grado di sostenere i costi della ricerca e dell’innovazione.

Eytan Kachel, considerato il padre del ciliegino, nel suo intervento “From an idea to Innovation” ha raccontato come è nato un prodotto che ha spopolato sui mercati italiani ed europei. Dopo un confronto tra la ricerca varietale israeliana e le abitudini alimentari dei consumatori italiani, attenti al gusto, ai colori e alla bellezza estetica del prodotto, nel 1988 è stato sperimentato il “Naomi”, la prima varietà a grappolo piccolo, la cui produzione è stata avviata proprio nel sud est siciliano, con il nome di “pomodorino di Pachino”.

Nella sessione pomeridiana Philippe Verschave ha tracciato una panoramica sulla propria azienda, Vilmorin, la più antica che si conosca nel settore della vendita di sementi (oltre 270 anni). Oggi l’azienda ha 9 mila dipendenti e sedi in tutto il mondo. L’Italia, dove Vilmorin è presente da 28 anni, rappresenta il principale mercato dell’azienda per ciò che riguarda il pomodoro. Verschave ha presentato i prodotti di punta e il terreno su cui i ricercatori si stanno misurando già da alcuni anni.

Andrea Restuccia della Med Hermes, società sementiera internazionale che ha la sua sede centrale a Ragusa, ha presentato le attività del gruppo nel campo della ricerca indipendente, della produzione e commercializzazione di sementi da orto ibride professionali. L’azienda conta 41 varietà registrate in Europa, di cui 29 di pomodoro. Alcune di queste sono resistenti alle principali malattie virali veicolate da insetti come il Tylcv (nota come “mosca bianca”) di cui si parlerà nella giornata di domani. Restuccia ha presentato anche Tomato Cult, una piattaforma ispirata al mondo dei social network, attualmente dedicata al pomodoro e il cui obiettivo è mettere in comunicazione produttori e consumatori finali.

Info e contatti
Germana Bevilacqua
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La rivoluzione rossa, il futuro del pomodoro tra tracciabilità, genetica e difesa fitosanitaria

Scritto da inpress il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

agrisicilia

Da sx: G. Polizzi e M. Mirabella

Vittoria (RG) – È stato presentato questa mattina in conferenza stampa nella nella sede del Consorzio Promoter Group, alle porte di Vittoria, il 1°International Symposium on Tomato Genetics for Mediterranean Region, organizzato da Agrisicilia, mensile leader in Sicilia nella comunicazione e informazione in agricoltura. Massimo Mirabella, direttore di Agrisicilia, e Gianni Polizzi (Consorzio Promoter Group) hanno illustrato il programma del convegno che metterà a confronto esperti israeliani e italiani sui temi della genetica, della difesa fitosanitaria e della tracciabilità del pomodoro nel bacino del Mediterraneo.

Numerosi i nomi di rilievo internazionale che, per la prima volta, siederanno insieme per approfondire le emergenze affrontate da ricercatori, tecnici e produttori.
«Nutrita la partecipazione di ricercatori e docenti – ha dichiarato Mirabella – Da Haim Rabinowitch dell’Università di Gerusalemme, che traccerà il futuro del pomodoro rosso, al famoso Moshe Lapidot dell’Istituto israeliano di ricerca Volcani che toccherà un tema molto sentito dai produttori locali: le resistenze al virus TYLCV e il problema della mosca bianca».

Il Gruppo Orto wic di Assosementi sarà presente con una sessione dedicata al miglioramento varietale e all’esperienza del progetto “Road to quality”.
“Con loro – continua Mirabella – numerosi docenti universitari: l’intervento di Antonia Carlucci dell’Università di Foggia tratterà di malattie fungine, Assunta Bertaccini della Alma Mater Università di Bologna e Walter Davino dell’Ateneo di Palermo toccheranno i temi della fitoplasmosi e delle malattie virali che minacciano il pomodoro nel prossimo futuro; a Francesco Giuffrida dell’Università di Catania che affronterà il tema della fertirrigazione. Ma si parlerà anche di ultimi dati produttivi e di consumi con Luciano Trentini, vicepresidente di Areflh, l’Associazione delle regioni ortofrutticole europee”.

L’intero evento si tiene a porte chiuse e la partecipazione è riservata. Al convegno sono state invitate 180 aziende leader nel settore della produzione in serra di pomodori e ortaggi. Le aziende interessate a candidarsi per partecipare gratuitamente in qualità di ospiti potranno inviare una richiesta via email a: desk@pomodorosicilia.it. Per informazioni: www.pomodorosicilia.it.

Il convegno internazionale, come ha sottolineato Gianni Polizzi, sarà anche l’occasione per inaugurare un Centro convegni dedicato all’agricoltura, il primo in Italia, che sarà affiancato da alcuni servizi alle imprese del settore.

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