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Intervista – L’importanza del colore nell’arte di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Un’altra intervista con il pittore-poeta Graziano Ciacchini. Definito dalla Dott.ssa Elena Gollini, curatrice e critica d’arte, come “un incantatore di anime sognanti, un catalizzatore di sentimenti autentici” il poliedrico artista parlerà del ruolo del colore nelle sue opere.

D: Perché scegli di utilizzare in prevalenza il colore blu-azzurro con tutte le varie sfumature di gamma tonale?
R: Ho cominciato a dipingere “in blu” fin dall’inizio, tranne sporadiche eccezioni. Lavorare quel colore, in tutte le sue sfumature, mi trasmette un senso di serenità ed anche di sicurezza, se vogliamo, vista l’esperienza maturata nel lavorarlo.

D: Quanto influisce nella costruzione della trama narrativa la componente cromatica?
R: Spesso i miei lavori sono la trasposizione su tela, o su carta, di immagini che si presentano alla mente già ben definite. Raramente c’è una integrazione o correzione compositiva a posteriori ed ancor più raramente costruisco “a tavolino” la composizione. Le immagini, quasi sempre, arrivano “in blu” ed io non faccio altro che riprodurle. A volte provo ad integrare con altri colori, ma, quasi sempre, desisto. Sono in attesa di un periodo policromo!

D: Se dovessi fare un elenco dei tuoi 3 colori preferiti quali sceglieresti e perché?
R: Il blu perché mi infonde serenità; il giallo perché è luce, il bianco perché comprende tutti gli altri colori.

Intervista all’artista Graziano Ciacchini: 2018 di soddisfazioni, 2019 di desideri

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista toscano Graziano Ciacchini è stato intervistato in occasione dell’inizio del 2019. Il pittore e poeta si racconta tra le soddisfazioni dell’anno appena passato e i desideri dell’anno appena cominciato.

D: Eccoci arrivati al bilancio di fine anno 2018: quale è stata la soddisfazione artistica più grande in questo anno? Quale invece la situazione che ti ha fatto più riflettere sul senso del tuo fare arte?
R: La soddisfazione più importante non è legata ad un evento specifico accaduto durante l’anno, ma all’intero 2018, anno che spero divenga, col tempo, uno spartiacque tra un “prima” ed un “dopo”. Il 2018 è stato denso di idee e di produzione artistica, di esposizioni sia personali che collettive, di molti riconoscimenti di pubblico e di critica, anno nel quale ho conosciuto molte persone che sono diventate estimatrici dei miei lavori ed hanno deciso di portare qualcosa di mio nelle loro case. Insomma il 2018 ha segnato un incremento dei fondamentali artistici ed una continuità che nel passato era mancata. Spero di confermare e possibilmente di incrementare quanto di buono è arrivato. Quello che mi ha fatto più riflette è una verità basilare quella che il lavoro, la dedizione, e la passione, pagano. Non sono tutto, è vero, ma pagano ed io sono molto soddisfatto ed in progress.

D: Esprimi un desiderio per il tuo futuro artistico, un sogno nel cassetto che vorresti realizzare;
R: Il desiderio, da inserire nella letterina a Babbo Natale, è quello già auspicato nella risposta precedente, di crescere e di diffondere i miei lavori in un raggio più ampio possibile. Mi piacerebbe molto esporre in nuove città italiane e perché no, anche all’estero, dove in passato ho già avuto alcune esperienze.

D: Cosa cambieresti nel comune sentire verso il mondo dell’arte? Quali trasformazioni migliorative vorresti vedere concretizzate?
R: Mi piacerebbe molto che il senso dell’arte, sia come ricerca interiore che come conoscenza e cultura del gusto diventasse la materia principale, nelle scuole italiane. Quanto al mondo dell’arte, nel quale quotidianamente si muovono mille e mille persone e personaggi, vorrei che ci fosse più trasparenza e più correttezza. Mi piacerebbe che esistessero persone più votate a scommettere in qualcuno in cui credono e meno personaggi che promettono il nulla dietro lauti compensi, giocando sulle ambizioni o sulla dabbenaggine dei giovani artisti. Questo, che so essere un bel sogno, esalterebbe la qualità ed anche il lavoro di chi, da ogni parte,già oggi, cerca di svolgere il proprio ruolo nel migliore dei modi.

La magica visionarietà realistica di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Graziano Ciacchini ha un’impronta artistica sincera e spontanea. Fa ciò che sente dentro e lo fa a cuore aperto, riesce a descriverci immagini e paesaggi con colori intinti nell’anima che infondono nello spettatore una magica visionarietà realistica. Il suo linguaggio sgorga direttamente da un inconscio puro, come quello di un bambino capace di restare incantato e ammaliato dalle bellezze del mondo circostante. Il fanciullino evocato simbolicamente dall’esimio Maestro Giovanni Pascoli gli appartiene e si manifesta con garbata eleganza poetica. La dottoressa Elena Gollini commentando ed elogiando le caratteristiche distintive della sua ricercata pittura afferma “L’arte di Graziano è dotata di una forza comunicativa immensa e trainante. Si rivolge alle profonde radici della cultura e della tradizione figurativa e al contempo attinge da un articolato comparto fantastico. Nella sua pittura è racchiusa la nostra infanzia ma anche l’infanzia del mondo, che si ergono a vessillo di una dimensione fiabesca. Graziano non è semplicemente un pittore talentuoso e di buon gusto estetico. È un incantatore di anime sognanti, un catalizzatore di sentimenti autentici“. E ancora prosegue sottolineando: “Nella semplicità aggraziata e garbata delle suo composizioni, delle figurazioni e dei soggetti che rappresenta con grande perizia, custodisce una recondita utopia, quella di fare rivivere e rinascere in chi le osserva tutti gli incanti dei ricordi e delle memorie, che ciascuno si porta dentro dalle nostre età favolistiche, per farci ritornare in quella dimensione così unica e speciale“.

 

Intervista all’artista Graziano Ciacchini: colore, ispirazione, opere

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Ancora una volta abbiamo intervistato Graziano Ciacchini, pittore contemporaneo di grande talento creativo. L’artista toscano ci racconta la creazione delle sue opere, dalla fase ideativa e progettuale all’utilizzo del colore alle sue fonti di ispirazione.

D: Nell’utilizzo della gamma tonale vibrante e incisiva dai particolare risalto al blu e all’azzurro nelle varie declinazioni cromatiche; da cosa deriva questa scelta coloristica?
R: Vi svelo un segreto: curo lo stress quotidiano con la cromoterapia per la quale, come risaputo, il blu è il colore più adatto a ritrovare calma ed equilibrio. Aldilà dell’affermazione ironica (fino a che punto poi, mi chiedo) ho cominciato a dipingere “in blu” fin dall’inizio, sono rare le eccezioni, ed anche nei lavori in cui sono presenti in forze altri colori, è sempre il blu a farla da padrone. Fino a che punto poi, mi chiedevo… Mentre realizzo i miei lavori stendere quel colore, mi trasmette un senso di serenità tangibile al punto che spesso, elementi che nascono di altri colori spesso sono modificati durante la realizzazione. Diciamo che io provo ad utilizzare i tanti tubetti di colore ancora nuovi, ma per adesso non ci riesco. Credo che il passo successivo, che ogni tanto si palesa alla mente, sarà quello di ricreare un equilibrio con l’utilizzo di una gamma più ampia di colori, sempre nella direzione della crescita e della scoperta.

D: Ci racconti come avviene la fase ideativa e progettuale delle opere; usi anche dei disegni di prova e delle bozze preparatorie di spunto?
R: Ho una serie di quaderni, uno almeno dei quali è sempre con me. Sulle pagine di quei quaderni fermo le idee in piccoli disegni che spesso contengono già la versione finale. Se necessario rielaboro poi quei bozzetti in modo da ottimizzare posizione e proporzioni degli elementi che faranno parte dell’immagine. Non faccio mai prove delle tonalità di colore le quali sono sempre individuate ed armonizzate col tutto, mentre dipingo.

D: Quali sono le fonti principali da cui attingi per individuare i titoli dei tuoi quadri?
R: Il titolo spesso, molto spesso, arriva assieme all’immagine che fermo sul quaderno. Esprime il concetto di quel che dipingo o semplicemente descrive l’immagine. Non ho mai avuto nessuna difficoltà in tal senso, perché l’immagine, secondo me, nasce da un concetto che poi sarà espresso con i colori.

Intervista – Grande successo di pubblico per la personale di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Il poliedrico artista Graziano Ciacchini è stato intervistato a seguito del successo riscosso dalla sua ultima mostra personale dal titolo “Suburbio” tenutasi in Toscana ad Ottobre 2018.

D: Un tuo commento di valutazione sull’ultima tua recente mostra; sei rimasto compiaciuto in generale?
R: La mia ultima personale si è svolta a Ponsacco, in provincia di Pisa, luogo dove vivo, dal 12 al 15 Ottobre scorso. Pensata ed organizzata nei giorni della festa del patrono che richiama tantissime persone anche dalle città vicine, ed ubicata in uno spazio posto sul corso principale, ha avuto un grande successo di pubblico. La soddisfazione maggiore è stata quella di scoprire molta curiosità e molto interesse verso i temi che affronto miei miei lavori, con molte persone mi sono soffermato a parlare ed a confrontarsi sul messaggio trasmesso e sulle emozioni recepite.

D: Ti senti affine nello stile pittorico alla formula espressiva del paesaggismo?
R: Sono appassionato di quel tipo di pittura e molto attratto dalle rappresentazioni sia del paesaggio agricolo che di quello urbano, fatte dai maggiori esponenti del ‘900 in Toscana. Sono poi irrimediabilmente affascinato dal paesaggio marino e collinare della zona in cui sono nato e nella quale vivo. Credo che queste parti del vissuto e dell’immaginario tornino nei miei lavori, non come una riproduzione reale dell’intono, ma come elementi di un canone personale più votato al tentativo di rappresentare emozioni.

D: Nei tuoi dipinti manca spesso la figura umana; da cosa deriva questa scelta certamente non casuale ma ben mirata?
R: Preferisco incontrare luoghi del mio immaginario e rappresentarli per quello che sono, espressioni del mio pensiero e del vissuto. C’è un rapporto profondo e molto personale con i miei lavori, come se fossero una continua ricerca votata all’emersione. Nemmeno la presenza dei personaggi velati che io chiamo confidenzialmente “animilli”, colma la lacuna dell’assenza di umani, loro sono la rappresentazione del pensiero che ha pensato l’immagine, inserito dentro l’immagine. La guardano la osservano silenziosi con il privilegio di abitarla.

La pittura di Graziano Ciacchini tra percezione e sperimentazione

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Uno sperimentalismo pittorico quello di Graziano Ciacchini che rifugge volutamente da situazioni estreme e radicali e attinge piuttosto dalla potenza emozionante della resa compositiva, partendo dai mezzi tradizionali e articolando paradigmi narrativi di suadente formulazione. Il colore, talvolta più marcato e talvolta più tenue nella corposa orchestrazione tonale, produce e accentua un effetto di plasticismo ricercato. La mancanza di figurazione umana non penalizza e non mortifica il sistema scenico e anzi genera una sorta di curiosità stimolante nello scoprire se e dove la traccia umana ha lasciato un segno e un segnale più o meno tangibile e visibile del suo passaggio. L’assenza della componente figurale umana trascende dall’intento comunicativo che è forte e intenso a prescindere e segue canali percettivi di complessa visionarietà semantica. Artefice di una pittura colta, non disperde le sensazioni ma le immette in modo mirato, sperimentandole direttamente su se stesso, per poi condividerle con lo spettatore. I quadri rispecchiano la simbolica trascrizione della sua personale visione delle cose, senza mai inseguire un idealistico e falsato sguardo oggettivo, freddo e rigido, ma cercando di afferrare e mostrare ciò che il cuore e l’anima gli suscitano nel profondo. Il suo sguardo indagatore accorato è sempre accompagnato e guidato dall’intuito intellettuale, che lo traduce in modo sobrio, misurato e controllato. Il dispendio di segno e di materia non cerca una resa fotografica della realtà, ma un approccio consapevole dell’arte diviso tra percezione empatica e sapere cognitivo, in una rivisitazione realistica dove si stabilisce un perfetto equilibrio di “dominatio” tra il contenuto sostanziale fantastico e la struttura formale reale. Di recente Graziano è stato protagonista in mostra dal titolo “Suburbio” allestita a Ponsacco dal 12 al 15 Ottobre 2018, riscuotendo meritati consensi d’apprezzamento.

La pittura di Graziano Ciacchini tra mondo reale e mondo ideale

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Procede con incalzante slancio creativo il percorso artistico di Graziano Ciacchini che trova sempre nuovi spunti di stimolo per ispirare la sua pittura. Le visioni e gli scenari proiettati nella narrazione scorrono tra passaggi reali e virtuali e contengono aspetti ed elementi di interessante analisi riflessiva. Partendo dal suo profondo scandaglio mentale e psicologico, Graziano trova soluzioni espressive che ricalcano mondo reale e mondo ideale, definendo un campo di confronto a largo raggio. È questo il suo personale modo di “sognare ad occhi aperti” attraverso il fare arte. Il mondo reale che ci appartiene diventa una sorta di traino simbolico per fare entrare il mondo ideale, che ciascuno in cuor suo, anche inconsciamente pensa e vede nel proprio futuro. Ecco dunque questi paesaggi che ci fanno guardare verso un orizzonte all’infinito e ci permettono di spaziare e fantasticare a nostro libero piacere.

L’appagamento e il compiacimento di Graziano nel gesto creativo diventano un mezzo di condivisione con il fruitore. Soltanto chi è capace di recepire e metabolizzare questo messaggio sotteso può affinare e perfezionare al meglio le chiavi di lettura. L’arte pittorica di Ciacchini si pone al centro di un lungo ponte di collegamento immaginario che tutti possiamo percorrere con sensibilità intuitiva e spirito di immedesimazione, per trovare quel mondo ideale e quella dimensione speciale di benessere completo.

Graziano Ciacchini commenta la sua stagione artistica estiva

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Siamo arrivati al finale dell’estate 2018, stagione che per il pittore Graziano Ciacchini ha portato svariati successi di pubblico e critica attraverso le sue mostre e le sue partecipazioni ad eventi artistici e culturali. Di seguito l’intervista all’artista.

D: Durante l’estate, quali sono i principali stimoli della tua vena creativa?
R: L’estate è un orizzonte sconfinato, è la luce fino a tardi, è il mare, per me che ci vivo da sempre vicino. D’estate si dilatano le distanze, nel bene e nel male,perché quelle distanze indicano vie, ma possono indicare anche lontananze. Non so in quale modo le sensazioni dell’estate influiscano sulla vena creativa, ma è sicuro che ho molto più tempo per trasformarla in immagini e lo faccio fino a stancarmi molto, fino ad avere voglia di scansare tela e pennelli, quasi diventasse un lavoro di fatica dipingere, che è per me, invece, luogo di pace. Quest’anno ho passato la parte centrale del mese di agosto a seguire, giorno per giorno, l’esposizione dei miei lavori presso, il Centro Eliopoli a Calambrone, in provincia di Pisa. Non avevo mai seguito così scrupolosamente una mia esposizione. Come un bottegaio (mi piaceva molto sentirmi così) aprivo e chiudevo i locali, disponevo le indicazioni esterne per i visitatori e poi le riponevo a fine serata. È stato un bel modo per confrontarmi con tantissime persone, per rispondere alle loro domande e per raccogliere le sensazioni loro date dai miei lavori. Ho capito come sia importante il contatto diretto, altro da esporre in luoghi dove fondamentalmente presiedi solo all’inaugurazione, per poi lasciare i lavori al loro destino, tranne nel caso in cui si tratti di locali con personale edotto e appassionato… ma in molte gallerie si accede solo affittando uno spazio e poi… finisce lì.

D: Se dovessi fare un resoconto sul tuo percorso artistico della prima parte dell’anno, ti consideri soddisfatto nell’insieme?
R: Sono estremamente soddisfatto. Nel 2018, fino ad ora, ho realizzato lavori che mi hanno dato molta soddisfazione e in un crescendo di nuovi riscontri e di conferme, da parte dei visitatori ho realizzato, fino ad ora, cinque esposizioni personali. Ho poi conosciuto persone che, incuriosite da quel che faccio, mi stanno aiutando a farmi conoscere in ambiti nuovi, rispetto a quelli in cui mi sono mosso negli ultimi anni. Spero che la parte finale dell’anno confermi quanto già accaduto e che sia il consolidamento di una base dalla quale continuare a crescere.

Graziano Ciacchini portavoce di un personale realismo magico

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Gli spazi pittorici realizzati da Graziano Ciacchini, sempre perfettamente orchestrati e costruiti in modo geometricamente ordinato, racchiudono un’interessante proiezione personalizzata riconducibile al realismo magico. Graziano, che da esperto professionista lavora seguendo rigorose strutture mentali, aggiunge alle sue figurazioni la componente frizzante della dimensione fantasiosa e ottiene effetti di notevole impatto coreografico. Le ambientazioni hanno una cornice di contorno che attinge dalla metafisica e dagli universi metafisici rarefatti, generando una profusione percettiva di illusione, di indefinibile, di straordinariamente inafferrabile. Il complesso procedimento pittorico si sviluppa tra tradizione e sperimentazione in un ricercato connubio alchemico, che coniuga e fonde metodo analitico, pensiero logico e raffinatezza tecnica con illusionismo percettivo, tematiche visionarie e simboliste.

Le coinvolgenti evocazioni oniriche della pittura di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Italia

La variegata formula pittorica di Graziano Ciacchini si presta anche ad un intenso e coinvolgente afflato onirico, molto permeante. Lo spettatore viene conquistato dagli scenari dipinti con abile maestria, che lasciano spazio alla fantasia sognante e sognatrice come ad essere dolcemente e soavemente guidati a sollecitare la mente al di fuori di quanto immediatamente visto dal primo impatto. Ecco emergere una cornice di contorno che ciascuno può immaginare e inventare a proprio piacere, dove immergersi in libertà a gustarsi il sogno prediletto e a ripercorrere le sequenze pittoriche in modo sorprendente. Meraviglia e stupore si alimentano attraverso una pittura pura e incontaminata che crea nell’osservatore un desiderio genuino di corresponsione dinamica.

Per Graziano la pittura diventa un versatile e poliedrico medium comunicativo espresso su più livelli, dove anche l’elemento fantastico si eleva ad efficace strumento di collante con il mondo circostante e gli permette di rimanere dentro una sorta di “limbo” in un’atmosfera atemporale, che guarda verso confini dove ognuno può spingersi per trovare nuovi paradigmi di pensiero e nuove visioni esistenziali, cullandosi delicatamente tra realtà e fantasia onirica.