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La potenza espressiva nelle opere di Mauro Maisel

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Mauro desidera dal fruitore la comprensione spontanea di quello che c’è in lui, la condivisione delle emozioni pure e incontaminate, la partecipazione interattiva a valorizzare la bellezza e la grazia dell’arte“. Così scrive la Dott.ssa Elena Gollini, curatrice, critica e giornalista d’arte parlando dell’arte di Mauro Maisel e continua: “Il suo ego creativo non è isolato e ripiegato su se stesso, non si limita soltanto ad uno scandaglio di autocoscienza, ma si apre al dialogo e al confronto all’insegna di un concetto di esistere anche fuori di noi per ritrovare e recuperare frammenti e segmenti di un’essenza vitale, che pensavano essere andati perduti“.
Di seguito l’intervista all’artista.

D: Come coniughi nel tuo fare arte i concetti di potenza espressiva e dimensione allusiva?
R: La potenza espressiva è ciò che curo prevalentemente, l’uso dei colori, la brillantezza delle opere finite. Voglio che l’occhio di chi osserva sia catturato dall’irregolarità dell’opera e di conseguenza evocare pensieri e domande nell’osservatore.

D: Come inserisci all’interno del tuo percorso creativo l’auto riflessione analitica?
R: È d’obbligo, quando si realizza un’opera, fermarsi a riflettere durante la realizzazione! Per forza, il dubbio di star facendo bene deve sempre esser presente.

D: Cosa devono possedere le tue opere per avere un’efficace e incisiva funzione comunicativa?
R: Devono avere un titolo ed un tema che rispecchia l’opera, anche ridicolo e che faccia sorridere! Deve sorprendere anche il titolo e la descrizione oltre all’opera.

Rosanna Gaddoni: arte di poetica realtà

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Il linguaggio artistico per Rosanna Gaddoni diventa il riferimento privilegiato e lo strumento preferenziale per entrare in contatto con il mondo circostante e la conduce ad un’approfondita indagine interiore. L’arte è un mezzo di intima conoscenza di sé e di scandaglio analitico di quanto la circonda. Gli effetti di luce e i riflessi luminosi sapientemente dosati e calibrati liberano le immagini producendo forte suggestione visiva, lasciandole emergere come se fossero apparizioni trasfigurate ed eteree inserite dentro atmosfere spaziali sospese senza tempo e fuori dal tempo. Ogni raffigurazione possiede un forte potere evocativo ed è come la metafora di una nascita, di una rivelazione, di un nuovo inizio rigenerante e Rosanna si proietta nel sorprendersi e nel meravigliarsi di quanto ancora è misterioso e rimasto celato e non svelato. Non si limita alla ricerca della verità del dato reale e puramente descrittivo, ma individua un’articolata e sfaccettata piattaforma fantastica e immaginaria per creare, inventare e scoprire innovative e inedite soluzioni compositive. Il suo lavoro pittorico è al tempo stesso sperimentale e concettuale. Si ricava un proprio metodo strumentale nella procedura e si rende autonoma da canoni e regole preimpostate e preconfigurate a monte, definendo una propria esclusiva identità artistica che qualifica i suoi lavori e li rende ben riconoscibili. Rifugge volutamente dalla discrepanza radicale della sempre crescente ricerca di perfezione assoluta che porta all’inevitabile standardizzazione e si orienta verso un percorso evolutivo libero, con una formula espressiva e comunicativa scaturita da un archivio della sua memoria visiva e personale del vissuto esistenziale. In questo mantiene le tracce tangibili del suo mondo circostante, un mondo in costante divenire e in continua mutazione. Le composizioni sceniche figurali si presentano come le pagine illustrate di un diario privato che filtrano e rielaborano queste trasformazioni e vogliono condividerle con lo spettatore.

Ecco come la critica curatrice Elena Gollini ha posto in evidenza le connotazioni di pregio della sua pittura: “Un afflato emotivo pregnante e un aggraziato e garbato lirismo poetico fanno da cornice alla vivace vena creativa di Rosanna che trova nella pittura un filone preferenziale d’ispirazione inesauribile, nel quale immettere a fare riecheggiare una permeante e avvolgente melodia del cuore, come una sonorità soffusa che si diffonde con soave delicatezza. Si cimenta con dinamica fantasia su varie tematiche espressive riuscendo a ricavarsi un proprio filo conduttore personale qualificante e una cifra stilistica riconducibile ad un orientamento soggettivo, mai pedissequamente copiativo né emulativo. Nei quadri il suo vissuto è ciò che narra, ciò che sente e lo rappresenta come se fosse uno scorcio speciale e inedito della sua vita interiore. I cicli pittorici diventano dei virtuali romanzi esistenziali e compongono figurativamente un’estemporanea raccolta di stati d’animo e di esperienze significative. Guardare le sue opere trasmette le stesse emozioni di ascoltare una musica suadente e accattivante e di ammirare un suggestivo panorama che cattura e conquista lo sguardo. La sua pittura racchiude espressioni nascoste e messaggi appena celati tutti da scoprire che sollecitano la mente e l’approccio sensoriale a tutto tondo”.

Emozioni allo stato puro nella pittura di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’arte pittorica di Graziano Ciacchini prende forma e sostanza dalla vita quotidiana, si immerge in essa e genera immagini metaforiche e allusive che riflettono la trasformazione qualitativa di un’esperienza visionaria del reale. Porsi dinanzi ad un suo quadro equivale a mettersi di fronte a una scena di vita quotidiana che ha assunto forme, contorni e colori diversi e inattesi. La sua è un’arte vivente che prende vita e si anima. Ciacchini è portavoce di una pittura influenzata dal senso del dinamismo e del movimento, protesa ad una trasformazione del dettame e degli stilemi figurativi più tradizionali che conduce ad un equilibrio scenico innovativo e inusuale con una resa d’impatto di immediata efficacia. Le opere acquistano una valenza esistenziale di consistente portata e pongono davanti all’osservatore nuove prospettive per modificare la propria percezione personale, producendo nuovi punti di vista e nuove immagini interiori della realtà. La produzione si snoda nell’indefinibilità di una verità assoluta messa al cospetto di una verità soggettiva, che assume molteplici sfumature e sfaccettature interpretative subliminali. Lavora nel solco di un impressionismo rivisitato che si erge e si sviluppa con inedite e sorprendenti connotazioni distintive non convenzionali ed è governato dal fattore emotivo ed emozionale di fondo. Lo stile pittorico di Ciacchini si dilata superando la classicità delle forme per inseguire una personale originalità di rivisitazione. Libertà espressiva e costruzione scenica predefinita si intrecciano in un bilanciato equilibrio tonale e si fondono tra loro in una vasta e variegata tarsia di pensieri, umori, passioni. Pittore di accesa espressività e dall’evidente e sicura plasticità segnica e volumetrica, riesce a caricare di profonda energia vitale le composizioni che sono sempre ben armonizzate sia a livello cromatico che di prospettiva. L’arte di Ciacchini riecheggia della espressionistica vissuta tramite le esperienze della vita e il pathos esistenziale. Come una nuova linfa vitale l’ispirazione creativa si sviluppa in lui sublimando e trasformando in forme e figure, colore e luce, il magico rapporto tra sogno e realtà. “La pittura è mettere a tacere tutti i linguaggi e far danzare solo la vista” ( Fabrizio Caramagna).

Mauro Maisel: arte per stupire e per stupirsi

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Analizzando la corposa produzione di Mauro Maisel emerge la sua potente inventiva che fluttua nell’incalzante desiderio di ricerca di orizzonti creativi sempre nuovi e stimolanti, con un procedimento tecnico e una perizia strumentale in continua evoluzione, caratterizzati da un paziente e certosino studio sperimentale che nel tempo scandisce fasi di fervida creatività, congiunta a momenti preparatori di meticolosa e ponderata meditazione sul proprio mondo interiore. Il linguaggio del colore è basilare in ogni lavoro e acquista una profonda valenza simbolica e concettuale. L’uso del colore, pastoso, luminoso, caldo, pervade la trama narrativa di vitalità, accende e alimenta lo scenario compositivo. Le tonalità e le sfumature cromatiche possiedono una suggestione tutta speciale e sono permeate da una visionarietà eterea, senza tempo e fuori dal tempo. La consistente e marcata stesura dell’impasto pigmentoso variopinto e policromatico, che si compone di più strati plasmati e armonizzati insieme, permette di ottenere dei volumi in rilievo che fuoriescono dallo spazio dell’opera, si espandono e si dilatano e producono delle proporzioni plastiche di immediato impatto estetico. Dedizione instancabile e vocazione inesauribile sono i pilastri portanti del suo fare arte che si completa di una fase esecutiva dove l’istinto creativo e l’incipit irrazionale vengono convogliati dentro un’azione ordinata e bilanciata in ogni gesto. Maisel raggiungendo la piena maturità artistica si protende verso il fruitore con la massima libertà espressiva e con impronta decisa, sicura, disinibita e segue le sue percezioni intime e il suo perspicace e acuto colpo d’occhio. Il risultato delle sue opere garantisce un’immediatezza visiva e genera nell’osservatore la voglia di addentrarsi e scoprire quanto è insito, si cela e viene custodito dentro le rappresentazioni.

Dalla visione delle opere scaturisce un universo complesso di sensazioni simultanee e contestuali che accorpano insieme bellezza, materia e spirito. La critica curatrice Elena Gollini ha espresso delle riflessioni articolate al riguardo spiegando: “Per Mauro la creazione artistica corrisponde alla creazione spirituale e le leggi della creazione artistica equivalgono a quelle della creazione spirituale. Ideando ed elaborando l’opera intraprende in modo contestuale un lavoro di rigenerazione interiore. Nell’intento di perfezionare al meglio la sua creazione vuole raggiungere un ideale di bellezza evocativa di potente suggestione. Ama e celebra il senso del bello e lo trasmette nell’essenza costitutiva delle opere. L’arte con una personale e soggettiva riqualificazione, gli consente di percorrere il suo cammino esistenziale con coerenza e maturità, acquisendo una più profonda comprensione della dimensione interiore che gli offre spunti utili per affrontare la vita quotidiana. Esprimendo il suo archetipo di bellezza evidenzia simbolicamente il bello e il buono che c’è in ogni essere vivente e in ogni creatura, in nome di una proiezione visionaria positiva e di un fare arte sorretto da un’intensa vena di espressività intrinseca e da uno slancio artistico audace e temerario, che lascia emergere non soltanto l’aspetto estetico delle composizioni sceniche, ma anche tutto quel mondo di risorse interne sottese che conferiscono un valore concettuale aggiunto alla portata sostanziale della narrazione e generano messaggi e significati subliminali che vanno oltre il marginale e sommario impatto visivo. Mauro si propone di dare vita ad un’arte atemporale che può fluire e spaziare librandosi con dinamismo e vitalità conquistando da subito lo sguardo incuriosito dello spettatore“.

L’arte di esplorazione del reale di Rosanna Gaddoni

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’apparato figurativo dell’arte di Rosanna Gaddoni si costituisce e si afferma mediante una sorta di poetica esplorativa del mondo visibile conosciuto e di quello non visibile che abita nella dimensione psichica e immaginaria. I suoi lavori producono una sorta di stratificazione del conscio e dell’inconscio, che si avvicendano nell’ispirare il suo atto creativo. Le immagini restituiscono alla vista il significato allusivo di un percorso empirico che vive, si alimenta e si rigenera nei sedimenti della memoria. Quando dipinge la Gaddoni attinge dalle sensazioni, dalle intuizioni, dai pensieri, dagli stati emotivi, dalle associazioni delle idee che sgorgano e fluiscono dando ritmo e scandendo le fasi elaborative. La sua versatile vena fantasiosa la avvicina a quanto dichiarato da Borges “il sogno visionario non si forma che nel viaggio”. La sua poetica artistica sviluppa una vocazione figurativa che diventa metamorfosi di un viaggio paradigmatico nel reale e si evolve anche nella sfera dell’immaginario aprendo porte d’accesso inaspettate e sorprendenti che confondono e mescolano il vero e l’invenzione e danno spazio a un mondo percettivo sommerso e ancora inespresso. La componente tonale sempre molto minimale, sobria e pacata e utilizzata con combinazioni mirate di grande effetto e rende molto accattivante l’insieme, favorendo l’approccio visivo e lasciando volutamente affiorare un contorno di significato enigmatico che sfugge alla comprensione sommaria immediata e resta ancorato ad un concetto affascinante di non del tutto svelato e rivelato. La Gaddoni entra e si addentra nel quadro e ne diventa parte integrante attiva, trasportandovi l’essenza della propria anima come se fosse in senso metaforico il prolungamento della sua mano nel gesto creativo. Suggerisce atmosfere oltre lo spazio naturalmente percepito ed esprime una concettualità visionaria modulata e modellata da un potente afflato di pathos e di coinvolgimento. Attraverso l’orchestrazione impeccabile e la sapiente partitura dinamica della composizione garantisce una resa plastica ottimale alle raffigurazioni e innesca un gioco bilanciato e armonioso di gradazioni luminose ed effetti chiaroscurali che dilatano la profondità spaziale e la percezione ottica. La sua pittura cerca l’attenzione partecipe dello spettatore e vuole essere portavoce di un mondo ancora tutto da perlustrare, un mondo che attira e attrae verso il sapere e la conoscenza e sottende a importanti interrogativi di cui cercare le risposte.

La mostra della talentuosa pittrice Maria Concetta Cormio arriva al Castello Bolognini presentata da Salvo Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Inaugurerà il prossimo 2 novembre la mostra della pittrice Concetta Maria Cormio nelle prestigiose Sale del Presidio del Castello Bolognini. La storica struttura medievale situata nel comune di Sant’Angelo Lodigiano (LO) ospiterà la personale dal titolo Concetta Maria Cormio e le sue opere pittoriche dal 2 al 3 novembre. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, sabato 2 novembre alle 17, la rassegna si contraddistingue fin da subito per un particolare: l’incanto. L’incanto di un luogo animato dalla suggestiva arte della Cormio.

Nata nel 1950 a Milano, dove ha conseguito la maturità artistica e seguito corsi di pittura, scultura e grafica, Maria Concetta Cormio ha deciso di dedicare la sua vita all’arte e alla poesia convinta che fosse la sua strada nonostante le difficoltà incontrate in queste professioni. Dipinge da circa cinquant’anni e i suoi quadri sono testimoni della sua essenza.

Ha tenuto mostre personali e collettive in diverse città italiane, tra cui Viareggio, Altopascio, Pietrasanta, Milano, Firenze, Roma e Valtournenche facendosi notare dalla critica di rilievo.

Da sempre attiva nel campo della letteratura, della poesia e della saggistica, ha vinto numerosi premi in ambito culturale e le sue opere compaiono su diversi cataloghi d’arte, segnalate da periodici e quotidiani.

Sulla sua produzione scrive Salvo Nugnes: «L’arte di Concetta Maria Cormio introduce l’osservatore a una sfera intimistica propria della sua sensibilità. La sua è una pittura che concretamente parla di fede, di femminilità, di bellezza naturale attraverso un figurativo dai colori luminosi. Nei suoi lavori infatti tutto viene rivisto attraverso una luce che pervade ogni superficie e la modifica avvolgendola in un filtro che terge la realtà stessa, arrivando a purificarla».

Ora, pronta a portare al pubblico il meraviglioso esito della sua passione e del suo impegno, la pittrice si appresta a concentrare in due giornate espositive anni dedicati a un’ispirazione che continua a fiorirle tra le dita, in punta di pennello. La mostra al Castello Bolognini, a entrata libera, resterà aperta dalle 10 alle 19 dal 2 al 3 novembre.

Per informazioni: 339 1811876 o concettamariacormio@gmail.com.

Mauro Maisel e la sua arte cosmopolita ed innovativa

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Il male più grande è non avere più nulla verso cui orientarsi e protendersi con amore, emozione, sentimento, trasporto” afferma la Dott.ssa Elena Gollini e prosegue: “Mauro riesce a tradurre e a trasformare nella narrazione pittorica queste intense urgenze interiori e a rendere tangibili sguardi reali, di memorie oppure di invenzione immaginifica, che appartengono alla parte più enigmatica e indecifrabile del suo fare arte, a quell’allure misteriosa che avvolge permeante e si propaga all’esterno, espandendo e sprigionando un fascino ammaliatore speciale“. Di seguito una nuova intervista dell’eclettico artista Mauro Maisel.

D: Quali parti della Storia dell’Arte senti più inclini al tuo linguaggio artistico?
R: Penso di essere uno schizzo di colore arrivato dalla action painting dei grandi maestri dell’epoca, o almeno, lo spero e lo credo sempre!

D: Come concepisci il concetto di cosmopolita applicato alla tua arte?
R: Lo sono di sicuro, spazio e viaggio con la mente e con gli occhi (per agguantare idee qua e la e rivisitarle a mio modo).

D: Come concepisci il concetto di innovativo applicato alla tua arte?
R: I miei sforzi e le mie idee sono direzionati proprio li, io voglio creare qualcosa che ancora non esiste!

La bellezza artistica incontaminata di Rosanna Gaddoni

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Ecco come la dottoressa Elena Gollini ha voluto qualificare lo spessore artistico di Rosanna Gaddoni: “Nell’arte pittorica di Rosanna sono contenute tante verità. C’è la verità della rivelazione e quella della scoperta, la verità degli occhi e quella dell’istinto, la verità materiale e quella subliminale. Queste verità convergono tutte assieme. Si evidenzia l’evocazione simbolica del suo stato d’animo che guida la conoscenza. Il concetto di spazio e spazialità viene gestito da un equilibrio comunicativo globale dove lo stile linguistico libero e spontaneo fa capo a una ricerca in continua evoluzione modulare, che lascia sempre affiorare nuove prospettive espressive e si spinge verso qualcosa di ancora inespresso e non manifesto. Nel suo fare arte conferisce forma e immagine alla portata impressiva delle emozioni penetrando nel suo inconscio e portandolo alla luce. La pittura funge da apertura sul mondo, da spartiacque virtuale, è concepita come canale unico ed esclusivo in cui le percezione del reale si trasformano in liberazione assoluta e appagamento sensoriale completo”.

La capacità creativa di Rosanna segue un filo conduttore che caratterizza e contraddistingue la produzione, rafforza la profondità d’immagine ed evidenzia la forza espressiva. Nella sua pittura la figurazione riprodotta assume l’aspetto di una lente puntata e focalizzata sul reale, sulla dimensione quotidiana della realtà che viene riportata nei quadri con fantasiosa rivisitazione soggettiva e versatile proiezione interpretativa scaturita dall’indole vivace e dinamica e dal suo stato d’animo di eterna sognatrice. Nella mente dell’osservatore si aprono e si articolano varie chiavi possibili di lettura, si generano percezioni parallele messe a confronto, si comprendono i sentimenti portanti e i valori alla base dell’azione creativa, dal senso dell’essere e dell’esistere alla voglia di condividere le proprie scelte artistiche appassionate. La sua pittura è supportata da un’inesauribile immaginazione e da una spiccata sensibilità intuitiva nel cogliere sempre nuovi spunti innovativi e mai ripetitivi. La vitalità formale nei quadri di Rosanna è quella di un linguaggio con una forza interiore molto incisiva che garantisce una pienezza espressiva d’insieme. Per lei la pittura è fatta di regole ben precise, possiede una propria speciale “grammatica e sintassi”. Dipingere è come parlare in modo ispirato con argomentazioni concrete ed emozioni che crescono e si moltiplicano nell’enfasi creativa. Rosanna non accetta compromessi, nella convinzione che le immagini raffigurate possano avere una piena e completa proiezione comunicativa da condividere con lo spettatore. Per Rosanna fare l’artista significa mettersi in gioco giorno per giorno, tenendo sempre ben ferma e solida la tradizione figurativa, ma apportando anche delle rivisitazioni personalizzate inedite e innovative. Si rende fautrice di una pittura fatta di eleganza ed essenzialità che non scade e non trascende mai oltre, ma resta saldamente ancorata ad un ideale di bellezza artistica incontaminata, sobria, virtuosa, garbata, pulita e lineare.

L’immediata espressività della pittura di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

La pittura di Graziano Ciacchini è come un racconto dalle variegate tonalità, così come è la vita nel suo arcobaleno colorato e simboleggia un desiderio di ricercato e garbato lirismo poetico nella gioia di un’esistenza pacata, serena e rassicurante. I dipinti possiedono un’atmosfera speciale e celebrano la bellezza idilliaca della natura, dei contesti ambientali incontaminati e di tutto ciò che riesce a trasferire vibrazioni pulsanti al suo animo appassionato e sensibile. Ogni composizione ha un impeccabile equilibrio rappresentativo e si riveste di contenuto pregnante di significato, con un linguaggio chiaro, scorrevole, comprensibile, sempre meditato e riflessivo. La sua pittura si rende portavoce dei momenti e delle fasi più salienti del suo vissuto che seguono il suo stato d’animo e rappresentano la “nicchia del cuore e dell’amore”. Nella vena figurativa di stampo verista e realista inserisce la componente fantastica e fiabesca. Le rievocazioni hanno una duttilità e una brillante lucentezza delle cromie che avvolge e permea con suadente e soave lirismo. Un misterioso e affascinante effetto luminoso e radioso si sprigiona e filtra in ogni segno, in ogni pennellata, come un simbolico rituale aulico. Lo spazio della realtà circostante viene vissuto e concepito con una sorta di devozione rispettosa per tutelarne e custodirne intatti i valori racchiusi. Tra gli accordi e le sfumature è un susseguirsi armonioso e cadenzato di ritmi puri, che mantengono un’impostazione armonica e un’orchestrazione bilanciata di perfetta sintesi tra classicismo tradizionale e rielaborazione in chiave attuale e moderna. Ciacchini è un artista profondamente libero da qualsiasi formalismo concettuale imposto da canoni moderni estremi e si orienta al recupero della tradizione d’impronta figurativa nella sua componente costitutiva di raffinatezza e di intenso afflato di romantico sentimentalismo. Eugenio Montale nel 1973 ha scritto: “La poesia non ha un momento in cui nasce, ma è lì da sempre come una pietra”. In linea con questa riflessione illustre si muove Ciacchini in nome della valorizzazione di un concetto di arte concepita come poesia dell’anima, nel risveglio delle percezioni emotive e sensoriali. C’è una grande storia di pittura attraverso la quale l’uomo ha scoperto la sua relazione segreta con la natura. Ciacchini con i suoi paesaggi e le vedute suggestive porta in luce quelle emozioni scaturite dalle memorie antiche delle nostre origini. Il colore assume la tonalità dell’anima con un approssimarsi della poesia alla verità, alla spiritualità del mondo. Attraverso la bellezza delle rievocazioni conferisce riscatto alla poesia della pittura, facendone sentire e recepire la forza avvolgente e permeante. Nella semplicità e immediatezza espressiva la pittura riscopre tutto il potere di verità e di bellezza e si offre allo spettatore nella sua assoluta purezza, incontaminata e incondizionata.

Matera ospita l’antologica su Pasolini con gli scatti del fotografo Villa curata da Sgarbi e Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

A pochi giorni dall’apertura della personale della pittrice di Falerna (CZ) Maria Brunaccini, la curiosità non fa che salire. Per soddisfarla, dunque, abbiamo posto alcune domande all’artista sulla sua mostra Effetti di luce sulla realtà, appuntamento di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi che verrà inaugurato alle 18 di sabato 21 settembre. A presentare gli ultimi decenni di attività della pittrice, presso il chiostro caffè letterario della piazzetta San Domenico di Lamezia Terme (CZ), saranno il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

Da artista affermata a livello nazionale ha rivelato in una precedente intervista che tra le ragioni che hanno originato la sua arte, vi è quella di dipingere il bello. Ora le chiediamo, che cos’è per lei il “bello”?

Il concetto di bello è molto vasto e del “bello” sono grandi interpreti pittori, scultori, scrittori e pensatori.

Nella mia arte pittorica anche io ho provato a riportare sulla tela il “bello” che, per me, è prima di tutto armonia delle forme e del colore. Ma la bellezza è anche l’emozione che suscita una mia opera negli osservatori. Come ho già detto in una precedente intervista, sulle mie tele riporto tutto ciò che più mi attrae ed è fonte di ispirazione.

Tra le mie ultime creazioni ve n’è una intitolata Paura, che vuole rappresentare gli effetti tragici della guerra sulla vita umana. Quando ho visto la foto che poi è stata fonte ispiratrice di Paura, sfogliando una rivista, ho avuto come un flash: in pochi attimi, in quella foto, ho visto il vero significato della violenza che altri esseri umani compiono sui propri simili; a quella tragica immagine di così forte impatto emotivo ho cercato di dare armonia attraverso le forme e i colori, ricercando l’essenza del bello anche in ciò che non può intendersi tale, come, appunto, una scena di guerra o di inquinamento del nostro Pianeta. Le tonalità dei colori che uso per dipingere illuminano, come lampadine accese, anche quegli angoli di mondo dove la luce si sta spegnendo.

In Effetti di luce sulla realtà molti suoi lavori fanno riferimento alla mitologia greca. Come mai?

Attraverso la mia arte e facendomi interprete di alcuni pittori del passato, ho riportato sulla tela i grandi miti greci, come il Patroclo attribuito a Jacques Louis David, un Patroclo dipinto di schiena e che rivela uno studio anatomico molto accurato, un nudo imponente da cui traspare la bellezza armoniosa della sua forma fisica e che incarna perfettamente quell’idea del bello di cui ho parlato prima. Attraverso l’interpretazione di questo dipinto, ho riportato sulla tela il fascino di un nudo maschile così come era inteso nel mito classico. Sulle mie tele ho voluto ridare vita agli dei e agli eroi dell’antica Grecia, queste figure leggendarie in cui gli esseri umani si incontrano e si scontrano con le divinità generando personaggi-eroi dotati di poteri eccezionali e che evocano qualità quali il coraggio e la forza fisica e morale, caratteristiche che mi auguro possano suscitare nobili sentimenti, attraverso queste mie opere, negli attenti osservatori che visiteranno Effetti di luce sulla realtà.

Una parte dei dipinti è inoltre riservata alla riproduzione di alcune opere di Modigliani. Cosa rappresenta per lei questo modello?

Ho dedicato una parte della mia riproduzione artistica a Modigliani, quando ho conosciuto la storia della sua vita. Modigliani, pur nella sua brevissima esistenza, è riuscito a passare alla storia per la sua particolare abilità nel dipingere ritratti di giovani donne. Ho riprodotto cinque sue opere, cinque versioni di Jeanne, l’amore della sua vita, ritratta con gli occhi privi delle pupille e pare che questa scelta fosse dovuta alla difficoltà del pittore di carpire l’animo della sua amata. “Quando conoscerò la tua anima dipingerò i tuoi occhi”, secondo un’autorevole fonte questa frase fu attribuita a Modigliani e in queste parole si racchiude l’essenza di un animo vulnerabile e tormentato. Ho studiato a lungo le sue opere prima di decidere di riprodurne qualcuna. Apparentemente i suoi ritratti sono quasi monotoni, perché seduti o sdraiati, quasi inerti, ma si distinguono proprio per alcune connotazioni psicologiche; in ogni dipinto che ho eseguito si nota un’infinita dolcissima malinconia che, ai miei occhi, ha reso le sue opere uniche e di una bellezza quasi innaturale. Non so se in futuro creerò altre riproduzioni di opere di Modigliani, certamente però lo studio di questo pittore ha lasciato un segno indelebile nella mia carriera artistica.

Appuntamento di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, Effetti di luce sulla realtà è un viaggio nell’arte figurativa e non solo… Quanto ha influito il legame con la sua terra?

La mia città natale è Messina e qui ho vissuto buona parte della mia vita ed è proprio in questa città che ho incominciato a dipingere, ridando vita ad una vecchia foto che ritraeva un mio lontano parente, usando semplici pastelli. Ho iniziato facendo ritratti, anche su commissione, nel tempo restante mi sono dedicata allo studio della pittura paesaggistica, ho riportato sulla tela gli scorci più belli delle campagne siciliane, dove ho vissuto da bambina. Ho imparato a miscelare i colori proprio nel tentativo di riprodurre fedelmente la luce calda del sole al tramonto, sul mare di Messina. In Sicilia ho partecipato alle prime mostre collettive, riscuotendo un notevole successo e ho partecipato a diverse estemporanee anche in Calabria, la mia terra d’adozione e dove vivo attualmente.

In mostra vi sarà un ritratto del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, che presenterà la sua personale durante il vernissage del 21 settembre. Come ha conosciuto il presidente di Spoleto Arte?

Mi hanno parlato del presidente di Spoleto Arte durante una mostra collettiva che si è svolta in Calabria circa due anni fa e a cui ho partecipato con la presentazione di due quadri. Durante il vernissage una pittrice, oggi diventata cara amica, ha manifestato particolare apprezzamento per le mie due opere esposte e mi ha consigliato di presentare qualche dipinto al comitato di Spoleto Arte, per poter essere selezionata e partecipare alle importanti mostre collettive organizzate dal manager della cultura Salvo Nugnes. È iniziata così la mia collaborazione con il curatore di eventi e grandi mostre, con la selezione di quattro dipinti, Patroclo della mitologia greca, L’uliveto, Jeanne in due differenti versioni, esposti a Spoleto, Palazzo Leti Sansi, durante la grande mostra internazionale Spoleto Arte, nel contesto del Festival dei Due Mondi.

Una collaborazione che portato dunque buoni frutti… Tornando un attimo al ritratto: cosa cerca di carpire al suo soggetto quando lo rappresenta sulla tela?

Ho eseguito diversi ritratti nel corso della mia carriera artistica, quasi tutti su commissione, poi ci sono quelli che ho deciso di dipingere per puro piacere personale, come quello dedicato al manager Salvo Nugnes. La mia aspirazione, quando creo dei ritratti, è quella di cogliere ciò che sento e che vedo, cerco di esprimere il sentimento che colgo nella persona che scelgo come soggetto. Ho creato il ritratto di Salvo Nugnes guardando una sua foto su Facebook; paradossalmente se dovessi descrivere con le parole e i pensieri ciò che ho visto in quella foto, non ci riuscirei, ma con lo strumento dell’Arte, con i miei pennelli e i colori, potrei dire che ho cercato di imprimere sulla tela l’espressione più pura del soggetto ritratto, quella che io vedo e sento ma che, come ho già detto, so descrivere attraverso una tela, più che con le parole. Sarà poi il presidente Salvo Nugnes a dirmi se sono riuscita a cogliere la sua espressione interiore.

L’ultima parola sempre a chi osserva, quindi. A lei però l’ultima di questa breve intervista: cosa si augura per questa mostra e quali progetti ha in serbo per il futuro?

Effetti di luce sulla realtà è un tassello che si unisce a tutti gli altri e che rappresenta una della diverse tappe del mio percorso artistico, è come un cerchio che si chiude ma che ha ancora bisogno di essere riempito, è l’apoteosi della mia carriera artistica fatta di dedizione, piacere, entusiasmo e anche fatica. Cosa mi auguro per questa mostra? Credo di avere un desiderio comune a tutti i pittori che celebrano la loro prima personale, quello di entusiasmare e piacere attraverso le proprie opere. Metterò in esposizione più di quaranta quadri e vorrei che questa mostra fosse come un viaggio per gli spettatori che la visiteranno, un viaggio tra diverse epoche e nella vita dei pittori classici di cui ho cercato di interpretarne le opere più belle. Progetti per il futuro? Al termine di Effetti di luce sulla realtà sarà pubblicato un importante catalogo di tutte le opere esposte che vorrei esibire nelle mostre internazionali più importanti, per farmi conoscere anche fuori dall’Italia come in parte è già avvenuto grazie alla selezione di tre mie opere dedicate a Modigliani e che sono state protagoniste dell’evento Miami Meets Milano, organizzato dal curatore Salvo Nugnes, nel contesto di una delle fiere d’arte moderna e contemporanea più importanti al mondo, Art Basel a Miami. Vorrei continuare su questa strada, superare i confini dell’Italia e portare la mia arte in molte altre parti del mondo. Altri progetti per il futuro? L’ho detto prima, lo ribadisco, Effetti di luce sulla realtà è un cerchio che si chiude ma che ha ancora bisogno di essere riempito…