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Cervinia: arriva la mostra itinerante We are the World di Elisa Fossati

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Inarrestabile, la mostra itinerante di Elisa Fossati giunge in Valle d’Aosta. We Are the World è stata inaugurata venerdì 6 dicembre presso l’Hotel Grivola, in Cervinia (AO).

We Are the World

Da Nord a Sud, Elisa Fossati porta le sue foto, ritratti delle meraviglie dai quattro angoli del mondo, nelle varie città italiane. Così, dalla Milano Art Gallery della metropoli lombarda, la cui storia vanta più di cinquant’anni di incontri culturali e artistici con personalità di nota fama, i suoi scatti sono stati esposti nel contesto del noto Festival dei Due Mondi a Spoleto, durante la Biennale di Venezia, al Museo Crocetti di Roma e, al di fuori dei confini nazionali, a Miami Beach, in concomitanza della fiera d’arte più importante al mondo, Art Basel. Risale allo scorso 19 novembre inoltre il servizio fatto dal TG2 sulla talentuosa fotografa e sugli scatti tratti dai suoi viaggi.

Elisa Fossati con questa personale intende rendere partecipe l’osservatore dei suoi viaggi. Per mezzo di semplici versi che accompagnano l’immagine, la fotografa raduna sensazioni e scorci dai quattro angoli del mondo. Ed è così che il visitatore compie un proprio percorso di conoscenza. Ed è un po’ come ripercorrere questi luoghi all’avventura, con la compagnia di una guida silenziosa che lascia alle cose, alle azioni e agli spazi il compito di parlare e all’ospite quello di tessere la trama del racconto.

Passione per l’arte e amore per i viaggi, questi due elementi alla base della fotografia di Elisa Fossati hanno finalmente trovato realizzazione, dopo la laurea in Arte, Patrimoni e Mercati allo IULM, in una serie di mostre al cui centro vi è un mondo meraviglioso, il nostro, tutto da scoprire.

I commenti

Di lei hanno parlato e scritto importanti personalità del panorama culturale, tra questi Vittorio Sgarbi: “Gli scatti della giovane e promettente fotografa Elisa Fossati non solo colgono la contemporaneità delle cose e della vita, ma testimoniano anche la precisione della sua percezione”. Il noto sociologo Francesco Alberoni ha aggiunto: “Le fotografi­e esprimono il suo spirito curioso e l’attenzione particolare ai dettagli della realtà che le scorre davanti.”

Anche il conduttore Piero Chiambretti ha avuto modo di vedere gli scatti della fotografa, affermando che “la mostra di Elisa Fossati ci porterà quel desiderio primaverile di viaggiare come cittadini del mondo.”

Info e contatti

La mostra resterà aperta fino a venerdì 3 gennaio 2020, in via Jean Antoine Carrel 11021, presso l’Hotel Grivola, al cui interno sono presenti  alcune delle opere dell’artista Gabriele Maquignaz esposte in permanenza.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Amanda Lear annuncia la sua presenza alla grande mostra “Spoleto Arte”, a cura del Prof. Vittorio Sgarbi, durante la trasmissione “Grand Hotel Chiambretti” su canale 5

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La poliedrica Amanda Lear, in occasione della sua partecipazione come ospite vip alla trasmissione di successo “Grand Hotel Chiambretti” in onda su Canale Cinque e condotta dal brillante Piero Chiambretti, ha annunciato ufficialmente la sua imminente presenza alla grande mostra di “Spoleto Arte” che avrà l’autorevole curatela del critico, nonché Ambasciatore dell’Expo Vittorio Sgarbi. L’evento, organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“, sarà inaugurato con vernissage di gala in data Sabato 27 Giugno 2015 presso l’aristocratico Palazzo Leti Sansi, antica dimora secolare nel suggestivo centro storico di Spoleto, con l’esposizione di nomi di fama internazionale del panorama odierno.

Nello spiegare la fonte ispiratrice dell’originale stile pittorico, che la caratterizza con inconfondibile impronta, la Lear dice “La mia ispirazione nasce innanzitutto dall’amore appassionato per i colori, anche quelli più vivaci e accesi nelle tonalità cromatiche e che sfoggio spesso anche nel mio look. I colori sono lo specchio riflesso della vita, che è sempre multicolore, non è mai soltanto bianca o nera. Per me l’arte assume quasi una valenza di benessere terapeutico dell’anima, ha una finalità speciale, perché riesce ad infondermi un equilibrio psicologico, che non trovo altrove”.

Sgarbi nel citare il grande maestro Salvador Dalì, di cui la Lear è stata la musa ispiratrice prediletta sottolinea “Definisco Dalì un vero mostro sacro dell’arte contemporanea, un artista plurale, multiplo, pieno di suggestioni. Ha compiuto la trasposizione di Oscar Wilde nell’arte e ritengo, che anche la Lear nei suoi quadri esprima una variabile rivisitata di questa trasposizione”.

Achille Bonito Oliva sulla Lear ha commentato “La reputo un’artista con una spiccata connotazione androgina, possiede un lato maschile e un lato femminile nel carattere e nell’indole, che trasferisce anche nell’espressione pittorica, nel suo modo di concepire l’arte e fare arte. Questa caratteristica emerge poi in tutto il suo percorso di vita, privata e professionale. Senza dubbio, il suo modo di porsi così disinibito e ambiguamente provocatorio si libera nella sua arte, che appare come liberatoria e disinibitoria per tutti i fruitori, in un’alchimia che attira”.

Vittorio Sgarbi portavoce di un comitato di sostegno a favore della chiesa di San Giacomo a Spoleto con la partecipazione di Francesco Alberoni, Giordano Bruno Guerri, Alessandro Cecchi Paone, Mina Gregori, Piero Chiambretti e altri nomi illustri

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Il Professor Vittorio Sgarbi, che di recente ha inaugurato con grande successo le mostre di “Spoleto Arte” presso Palazzo Leti Sansi, da lui curate e organizzate dal manager Salvo Nugnes, sì è fatto portavoce di un accorato messaggio per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla splendida Chiesa secolare di San Giacomo, a Spoleto, che si trova in precarie condizioni conservative.

In particolare, nella chiesa è presente uno spettacolare ciclo di affreschi risalente al 1526, realizzato da un talentuoso pittore spagnolo, conosciuto con lo pseudonimo d’arte de Lo Spagna, allievo del Perugino. Sono raffigurate l’Incoronazione della Vergine tra angeli e santi, San Giacomo, l’Annunciazione tra Santa Lucia e Sant’Apollonia. Nell’arco trionfale sono collocati la Madonna in gloria col bambino e nella cappella absidale a sinistra ci sono i Santi Gregorio, Sebastiano e Rocco. Il 23 novembre 2013 si è verificato il consistente crollo della navata centrale. Da qui l’urgenza di effettuare un tempestivo intervento di restauro per ripristinare in modo ottimale la struttura e proteggere l’inestimabile patrimonio artistico culturale in esso racchiuso.

A supporto dell’importante progetto Sgarbi sta costituendo un apposito comitato di sostegno, da lui presieduto, al quale hanno già prontamente aderito esponenti di spicco tra cui Francesco Alberoni, Giordano Bruno Guerri, Alessandro Cecchi Paone, Mina Gregori, Piero Chiambretti e altri nomi illustri.

In occasione della mostra alla Milano Art Gallery, Josè Dalì accolto nel programma “Chiambretti Supermarket” di Piero Chiambretti in onda su Italia Uno

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La trasmissione “Chiambretti Supermarket” su Italia 1 accoglie per la seconda volta Josè Dalì, figlio del celeberrimo Maestro del surrealismo Salvador Dalì. L’artista ha da poco esposto le sue originali opere, presso la rinomata e storica galleria Milano Art Gallery in via G. Alessi 11 a Milano, nella personale intitolata “La verità surreale”, tenutasi dall’11 Maggio al 5 Giugno 2014, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. 

Il noto e stimato conduttore televisivo Piero Chiambretti ha voluto diverse volte nel suo nuovo programma l’eclettico artista, già ospite speciale alla puntata inaugurale, per parlare di sé, della sua arte e del padre, in occasione dei 110 anni dalla sua nascita. L’esposizione ha riscosso grande successo e ha visto la prestigiosa presenza del prof. Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte che ha sostenuto ed apprezzato la mostra complimentandosi e visitandola a lungo, nonché di Cristiano De Andrè figlio del mitico cantautore Fabrizio De Andrè, Alessandro Quasimodo, figlio del premio Nobel Salvatore Quasimodo, Max Laudadio, storico inviato di Striscia la Notizia, il critico d’arte Flavio Caroli, Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale” e Cristiano Malgioglio. Inoltre, hanno parlato di Dalì e della sua straordinaria mostra, noti settimanali d’intrattenimento come Chi e Visto, nonché numerosi quotidiani e media.

Milano: José Dalì e Cristiano Malgioglio ospiti al “Chiambretti Supermarket” di Piero Chiambretti in onda su Italia Uno

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Nel contesto della prima puntata del nuovissimo programma “Chiambretti Supermarket” in onda su Italia Uno, si è svolto lo straordinario incontro artistico tra l’eclettico José Dalì, figlio del maestro surrealista Salvador Dalì e il carismatico Cristiano Malgioglio, il direttore del “supermercato televisivo” uno dei protagonisti della trasmissione. L’artista ha presenziato in qualità di ospite speciale del mitico Piero Chiambretti e ha colto l’opportunità di creare un simpatico contatto conoscitivo con il rinomato cantautore e autore, che si è protratto anche nel dietro le quinte, intrattenendosi in una gioviale conversazione.

É stata di recente inaugurata con acclarato successo la mostra pittorica personale di José Dalì, allestita fino al 26 Maggio nella prestigiosa galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, con l’organizzazione del noto manager produttore Salvo Nugnes. Il titolo scelto per designarla è “La verità Surreale” proprio per evidenziare le originali connotazioni distintive del versatile talento di José, che si dimostra moderno artista a tutto tondo, con una propensione sperimentale di ricerca stilistica, che spazia dall’astrattismo al surrealismo figurativo, intercettando molteplici tematiche. Emergono la denuncia sociale contro l’inquinamento e il degrado ambientale accanto all’elemento di matrice onirica e fantastica, che rievoca la dimensione tipica dell’eccellente tradizione paterna.

Il professor Vittorio Sgarbi, visitando l’esposizione di José ha espresso grande apprezzamento per le opere e ha evidenziato un interessante confronto in parallelo con l’illustre padre, tracciando un simbolico ponte di coesione tra i due, per unirli simbolicamente oltre il tempo, anche in virtù dell’anniversario celebrativo dei 110 anni dalla nascita di Salvador Dalì, festeggiato l’11 Maggio, proprio il giorno stesso del vernissage inaugurale.

Cultura Milano – Il manager Salvo Nugnes e la grande Margaret Mazzantini insieme per i detenuti di Bollate

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Il contesto carcerario di Bollate a Milano ospita un appuntamento letterario di elevato spessore culturale con protagonista la nota scrittrice Margaret Mazzantini, che terrà una conferenza sul nuovo libro di successo dal titolo “Splendore” (Mondadori) dinanzi ai detenuti, affiancata dal manager produttore Salvo Nugnes in veste di relatore. L’evento con finalità a scopo benefico-solidale, è previsto in data Venerdì 28 Marzo alle ore 15.00 e rientra nel variegato programma del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” di cui è ideatore e organizzatore Salvo Nugnes. “Cultura Milano” coinvolge nomi di spicco del panorama odierno per diffondere un messaggio di cultura accessibile a tutti. Tra gli illustri personaggi intervenuti agli incontri Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Paolo Crepet, Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini, Piero Chiambretti, Umberto Veronesi, l’indimenticabile Margherita Hack.

Avremo mai il coraggio di accettare ciò, che realmente siamo? E’ questa la domanda, che pone l’autrice all’inizio della travolgente e passionale vicenda narrata, una storia tra due uomini cresciuti tra le strade romane e londinesi, i ricordi e le emozioni di epoche diverse, lontane da oggi, ma simili e vicine ai nostri attuali tempi sociali. La Mazzantini pone i lettori davanti alla questione gay, all’amore verso un’altra persona dello stesso sesso, evidenziando le difficoltà di accettare la differenza, la diversità e la non accettazione come causa di grave dolore fisico e psichico.

Un romanzo, che rappresenta un trionfale omaggio simbolico all’amore omosessuale. Una superba emblematica prova di scrittura della Mazzantini, che ha saputo cogliere  al meglio le sfumature di questo sentimento. Il testo rompe il muro dell’ipocrisia e del silenzio omertoso, alla stregua dei famosi romanzi ottocenteschi, che da Dostoevskij in poi rivelano la vera essenza della natura umana.

Avv. Per Luigi Pirandello risponde ad alcune domande di Piero Chiambretti su Radio Rai Uno

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L’illustre Avv. Pier Luigi Pirandello, nipote del grande scrittore Luigi e figlio dell’artista Fausto Pirandello, intervistato da Piero Chiambretti su Radio Rai Uno, esprime il suo parere sulle trasmissioni radio e sull’ultima edizione del Festival di Sanremo.

D. Avv. Pirandello, abbiamo avuto notizia della sua recente intervista radiofonica con Piero Chiambretti; come è nata l’interessante opportunità di questa sua diretta su Radio Rai Uno?

R. L’idea è stata del manager Salvo Nugnes, mia vecchia conoscenza con il quale abbiamo realizzato diverse mostre di quadri di mio padre Fausto, tra il quale il Festival dei Due Mondi di Spoleto.

D. E’ stata la sua prima intervista rilasciata in radio?

R. No, mi hanno già intervistato in occasione di una trasmissione sul Comune di Anticoli-Corrado, in quanto mio padre Fausto Pirandello, pittore, ha vissuto in questo paese del Lazio, a 60 km da Roma sulla via Tiburtina, e ha sposato una bella Anticolana. Quindi conosco bene questo comune e ne ho parlato spesso. I suoi abitanti sono molto affettuosi con gli artisti, e viceversa. Nella sua piazza principale c’è la bellissima fontana disegnata da Arturo Martini; il paese ospita anche un importante Museo al quale molti artisti hanno donato le loro opere, tra cui mio padre.

D. Era emozionato all’idea di essere sentito da numerosissimi ascoltatori?

R. Si molto, perché mi chiedo sempre se rispondo bene o male. Ho il dubbio che mi angoscia l’anima, di dire cose non proprio esatte. Sapere di essere ascoltato mi emoziona parecchio.

D. E’ un abituale ascoltatore della radio? Cosa segue più spesso, musica o programmi?

R. Si, sono un abituale ascoltatore della radio. Ascolto molte interviste, specialmente quelle del Prof. Stefano Mensurati, che il sabato conduce l’interessante trasmissione “A tu per tu”, sempre su Radio Uno.

D. Quali sono stati gli spunti dell’intervista fatta da Chiambretti? Su quali argomenti avete conversato?

R. In questo periodo si parla spesso di molti giovani che vanno all’Estero e poi rimangono lì. Quando mio nonno Luigi Pirandello se ne andò dal Bel Paese, si laureò a Bonne e poi tornò in Italia. Allora era forse più semplice trovare lavoro tornando dall’Estero. Invece ora ho molti miei amici che sono ancora a Berlino, Londra o Parigi. Anche mio padre è andato a Parigi e io sono nato a lì. Molti artisti, il meglio della pittura italiana, soprattutto nel primo dopoguerra, hanno vissuto a Parigi, perché si riconoscevano nella capitale francese. Mio papà ha deciso poi di tornare in Italia, così come anche mio nonno dalla Germania. Insomma, secondo me bisogna sempre tornare e stare vicino a questa Nazione, che ha delle belle tradizioni artistiche. Soltanto che il mercato dell’arte è più importante forse a Parigi o a Londra e New York che non a Roma, purtroppo, e anche questo infine è importante.

D. Ha visto la recente performance sanremese? Le è piaciuta l’impostazione globale della manifestazione?

R. L’ho vista, molto interessante. Fabio Fazio ha diretto perfettamente il Festival, mi è piaciuto.

D. Ha mai assistito di persona al Festival canoro?

R. No, sono un ometto tranquillo, se mi invitano vengo, se no non vado a bussare. Mi farebbe piacere, ma ormai sono vecchio. Sono un bravo ragazzo o meglio un bravo vecchietto, ho 86 anni; mi piace assistere alle manifestazioni artistiche e questo Festival di Sanremo è stato un evento artistico di primissimo piano.

D. Condivide la scelta sulla vittoria di Arisa? Quali altri cantanti le sono piaciuti?

R. Mi sembra sia stata una bellissima vittoria, un nome nuovo, è importante che vadano avanti i giovani talenti. Erano comunque tutti cantanti di ottimo livello. Poi la regia era molta buona, con la Littizzetto e Fazio, che mi piace molto e fa interviste interessanti, anche nella sua trasmissione  “Che Tempo che Fa”.

D. Le piace la musica in generale?

R. La musica mi piace, prediligo soprattutto quella classica. Adoro Beethoven, l’”Eroica” mi piace moltissimo, uno dei suoi brani più commoventi.

D. Un commento sul confronto in parallelo tra arte e musica.

R. La musica è uno degli aspetti più importanti dell’arte. E’ forse la prima forma artistica, anche dal punto di vista cronologico, perché quello di cantare è un bisogno insito nell’uomo, un’attività per liberare l’anima dai problemi che ci assalgono.

Cultura Milano: Intervista a Felicita Chiambretti: poesia ed emozione alla Milano Art Gallery

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Libri

Giovedì 23 Gennaio alle ore 18.00 presso la Milano Art Gallery si terrà un evento molto atteso all’insegna della poesia contemporanea: Felicita Chiambretti, mamma del noto showman Piero Chiambretti, presenterà il suo libro “Farfalle di Verso”. In questa intervista la scrittrice parla della sua poesia.

1)Perché la scelta del titolo “Farfalle di Verso”?

È una scelta inerente al sogno, il titolo infatti ha qualcosa a che fare con la poesia; poi chi vuole dare un’interpretazione la dia come vuole. Volo di versi come volo di farfalle, i miei versi possono essere leggeri come farfalle; poi chi leggerà il libro capirà, cioè quando leggerà il contenuto delle poesie.

Il ricavato del libro andrà alla ricerca per il cancro o alla Telethon, o per tutte le ricerche, per fare anche qualcosa per tutti noi, i nostri figli e nipoti perché se nessuno aiuta la ricerca non avremo miglioramenti.

2) E’ il suo primo libro?

Si è il mio primo libro; io ho scritto sempre, tutta la mia vita, però ho fatto anche altro perché quando si è giovani bisogna lavorare e anche molto. Questo era un progetto che comunque avevo già nel mio cuore, sapesse quante cose ho buttato, peccato…

3) Quando nasce la sua vena poetica?

La mia vena poetica nasce con me, perché qualsiasi cosa che vedevo e che mi colpiva e ancora di più qualsiasi emozione profonda era un’ispirazione per poter scrivere qualcosa su quell’emozione.

4) Come si caratterizzano le sue poesie?

L’approccio alla poesia è sempre come un nuovo amore inaspettato, che matura prima nella mia coscienza, o un’ispirazione della musa, o un’onda mentale dalla quale poi scaturiscono i mezzi per la stesura della poesia; l’approccio è un nuovo amore inaspettato.

5) Qual è la sua preferita?

Sono quasi tutte mie preferite perché tutte nascono da un’ispirazione; io non posso dire adesso vado al tavolino e mi metto a scrivere una poesia, no. È sempre un richiamo che mi arriva da canali diversi, da differenti direzioni e dimensioni.

A proposito della farfalla le leggo questa poesia: “Agile Farfalla” Nudata il cuore dai suoi gravosi legami mi allontano dal tempo dei miei simulacri, lenta una crisalide si toglie la veste setosa, un’agile farfalla plana sui nidi celesti dove chicchi di luce incoronano grappoli. L’ispirazione nasce sicuramente da sentimenti intensificati o da emozioni, che portano suggerimenti, parole, vibrazioni musicali che sono all’unisono con la mio eco interiore; ecco perché le mie poesie hanno questa natura un po’ sorgiva, cioè non è che riprendono scuole di pensiero, sono mie punto.

6) L’intero ricavato delle vendite sarà devoluto all’Istituto di Candiolo per finanziare la ricerca e la cura del cancro. Come nasce la sua collaborazione con la Fondazione Piemontese?

Nasce perché io scrivo il libro e dedico tutto il ricavato alla Fondazione; ho voluto darlo a questa Fondazione perché è proprio nel campo specifico del tumore, visto che una mia sorella è morta molto giovane di tumore il libro lo dedico anche a lei. Poi essendo io di Torino e anche Candiolo è di Torino è stato piuttosto facile; ora c’è una libreria, una delle migliori che c’è qui a Torino, la Luxemburg, che si adopera per vendere il libro.

In due mesi abbiamo venduto già più di trecento libri, quindi è quasi un caso letterario si può dire, visto che la poesia oggi non la legge nessuno. È piaciuto molto, chi l’ha comprato poi ne ha comprati magari altri venti per regalarli agli amici per Natale e così è un po’ una catena.

Generalmente quando qualcuno dà qualcosa per la ricerca si sente sempre dire “Mah, figurati”, magari spendono dieci euro per il libro e poi lo buttano anche via. Invece io ho sostenuto tutte le mie spese per la stampa del libro e il libro è anche molto carino, anche la prima pagina stessa tridimensionale, la carta spessa. Ha avuto già un grande successo.

7) Suo figlio Piero ha letto il libro?

Si. Piero non era un amante della poesia, perché appartiene ad un campo che è tutt’altro dalla poesia; le ha lette, alcune le ha trovate belle, altre un po’ difficili ma ogni volta, come tanti mi hanno detto, dopo averle lette la prima volta le lasciano un po’ lì e poi le rileggono.

Ho adesso qui davanti a me un mio grande fan, mi sta dicendo che anche lui legge le mie poesie e poi lascia sedimentare, le riprende e le rilegge; ogni volta trova e prova qualcosa di più nella stessa poesia, ed è quel qualcosa di più che io non avrei assolutamente scritto. Trovo tutto questo inaspettato.

8) A che target di fruitori si rivolge il libro?

Non c’è nessun target. Tutti questi sentimenti sono quelli umani nostri.

Mentre viviamo l’evento tumultuoso e travolgente in quel presente lo soffriamo e lo patiamo, però poi col passare del tempo, attraversando il fiume del tempo quindi in quello che noi chiamiamo futuro, io riesco a cogliere nello stesso evento sia il bene che il male e lo guardo dall’alto come un filosofo, senza giudicarlo ma solo guardandolo dall’altra parte della riva della mia coscienza. È una catarsi plasmata dallo stesso fatto.

Tratto il tema dell’amore come eros; l’amore ha molte sfaccettature ma io parlo proprio dell’eros, non di tutti gli altri amori. Eros che è vecchio come il nostro mondo se non di più e di cui ancora oggi si parla.

I temi che tratto vengono spontanei, adesso a stesura definitiva mi rendo conto per esempio che appunto sull’amore ne ho scritte tre. Ce n’è una su Afrodite, infatti nelle mie poesie c’è anche tanto mito perché mi piace molto.

Leggo “Carezza mancata”: Nel rintocco di campane a festa, rifiutasti la mia mano tesa, frenasti il tocco di una carezza, pendutasi tra massi informi di un limbo privo di suoni e sonni.

Anche “L’Attesa” parla di amore, un amore più greve e oscuro: Come mendicante d’amore repressi le mie emozioni, muto suonava l’eco del cuore, lento si svigorì il mio desiderio che si nutriva di silenzi, languì la mia voglia di vivere, il tuo ricordo inferto di dolore dissacrato dalla mia rabbia, inghiottito nel vortice del tempo.

9) E’ compiaciuta della presentazione del libro, presso la “Milano Art Gallery”?

Faremo una conferenza niente male; qui non siamo nel mondo della tv, non cerchiamo quel mondo.

Infatti quando sono stata invitata ero indecisa, poi ho visto di che Galleria si tratta e che eventi organizza; se io non trovo il posto giusto dove gli ascoltatori hanno l’animo raffinato dell’ascolto cosa vado a dire? Niente. Colui che scrive un libro comico e di barzellette piace alla massa. La Milano Art Gallery invece è già una nicchia. Sono compiaciuta per questa partecipazione.

Cultura Milano – La Milano Art Gallery ospita Felicita Chiambretti e suo figlio Piero Chiambretti con l’organizzazione di Salvo Nugnes

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Una presenza di forte spicco nell’esclusiva galleria milanese “Milano Art Gallery” sita in via G. Alessi 11, quella della Sig.ra Felicita Chiambretti, madre dello straordinario conduttore televisivo e showman Piero Chiambretti, che presenta il suo libro dal titolo “Farfalle di Verso”.

La prestigiosa iniziativa si svolgerà Giovedì 23 gennaio 2014, alle ore 18.00, e vedrà la partecipazione straordinaria di Piero Chiambretti.

L’evento rientra nel corposo calendario eventi di “Cultura Milano” il Festival Artistico Letterario, ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes per rendere la cultura accessibile a tutti con incontri ad ingresso libero, che coinvolgono personalità illustri tra cui Corrado Augias, Francesco Alberoni, Silvana Giacobini, Umberto Veronesi, Claudio Brachino, Vittorio Feltri.

Felicita Chiambretti ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie intitolata “Farfalle di Verso”. Chi ha avuto il piacere di leggere il libro in anteprima ne ha potuto apprezzare l’estro, la musicalità e la finezza. La poesia trasforma fatti e sentimenti autobiografici in istanze universali. Come in questo volume, dove la ricerca di sé e dei misteri della vita prendono forma, fondendo in un unicum il sentire di ognuno.

Il libro della Signora Felicita non è solo un’antologia in versi ma è anche il segno tangibile della sua generosità: l’intero ricavato delle vendite sarà infatti devoluto all’Istituto di Candiolo per finanziare la ricerca e la cura del cancro.

Anche suo figlio Piero è un convinto sostenitore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro per la quale spesso presta il suo volto e la sua notorietà come è accaduto ad esempio durante la Partita del Cuore svoltasi lo scorso maggio allo Juventus Stadium.