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Matera proroga la mostra antologica su Pasolini curata da Sgarbi e Nugnes

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Si ha avuto più volte l’occasione di trattare del profondo rapporto che lega la figura di Pier Paolo Pasolini a Matera, quest’anno capitale della cultura. La mostra antologica sul grande intellettuale italiano, curata dal prof. Vittorio Sgarbi e dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, ha portato all’attenzione dei visitatori quella che è la figura del regista sotto vari aspetti. Alla Sax Art Gallery, nei Sassi di via Fiorentini 233/243, l’esposizione, inaugurata lo scorso 22 settembre, chiuderà la prossima domenica, il 13 ottobre. Questa proroga di una settimana, fortemente voluta dal pubblico e dagli organizzatori, è la dimostrazione di come il fascino di un personaggio e di un luogo permettano di rispolverare le emozioni della Storia, di molte storie.  Ed è un effetto del grande successo di stampa e critica, nonché dei diversi servizi televisivi nazionali realizzati per l’esposizione.

Grazie agli scatti del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la rassegna ha potuto avvalersi di un valido supporto che documenta artisticamente il processo creativo a monte di uno dei più suggestivi film del protagonista della kermesse: Il fiore delle mille e una notte. Dallo Yemen a Matera, le differenze cronologiche e culturali affascinano e permettono a chi osserva di ricordare, di immaginare, di scoprire molte sfaccettature del personaggio e delle persone ritratte.

Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, la mostra ha visto il contributo della curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi, dell’assessore alle opere pubbliche Nicola Trombetta, del tenore Francesco Zingariello e di Caterina Grifoni, vicepresidente di FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arte Professioni e Affari).

Chi non avesse ancora avuto l’occasione di recarsi a Matera e, in particolare, alla Sax Art Gallery, potrà così cogliere un’occasione unica. Fino al 13 ottobre infatti la mostra resterà aperta tutti i giorni dalle ore 10,30 alle 13 e dalle 16 alle 21.

Matera: la mostra antologica su Pasolini curata da Sgarbi e Nugnes incanta i visitatori

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Matera, capitale della cultura 2019, continua a riservare splendide sorprese. Ieri, domenica 22 settembre, alla Sax Art Gallery è stata inaugurata infatti una mostra antologica su Pasolini a cura del prof. Vittorio Sgarbi e del presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes. Nei Sassi in via Fiorentini 233/243 l’esposizione ‒ il cui fiore all’occhiello è costituito dalle immagini di Roberto Villa, famoso fotografo amico del grande intellettuale protagonista della kermesse e del Premio Nobel Dario Fo ‒ ha ricevuto fin da subito una calorosa accoglienza da parte di critica e pubblico. L’interesse non poteva che crescere con la presentazione della rassegna da parte del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e da Roberto Villa, i cui scatti sul set del film Il fiore delle mille e una notte sono un importante documento che testimonia tanto il lavoro del regista quanto l’ambiente in cui ha operato, in particolare lo Yemen, dove sono state realizzate le riprese. A contribuire all’ottima riuscita anche la curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi, l’assessore alle opere pubbliche Nicola Trombetta, il tenore di fama internazionale Francesco Zingariello e Caterina Grifoni, vicepresidente di FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arte Professioni e Affari).

Ed è proprio l’assessore Trombetta a commentare: «Matera deve a Pasolini tanto e credo che Pasolini debba a Matera altrettanto, avendovi ritrovato quel “sole ferocemente antico” che poi ha caratterizzato il suo film Il Vangelo secondo Matteo. Sono due entità che si sono incontrate in un momento importante per la vita sia del regista che dei cittadini di Matera. Oggi, nell’anno della capitale europea della cultura, Pasolini non può mancare di segnare la sua presenza, la sua grande forza, identità e ideologia».

Fino al 6 ottobre la mostra resterà aperta ai visitatori tutti i giorni dalle ore 10:30 alle 13:00 e dalle 16 alle 21.

Pier Paolo Pasolini negli scatti di Roberto Villa piace

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Si è aperta a Grado nel migliore dei modi lo scorso venerdì 5 luglio la mostra antologica su Pier Paolo Pasolini curata dal critico Vittorio Sgarbi e da Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Proprio da quest’ultimo, dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, dall’Assessore alla Cultura Sara Polo e dal sindaco Dario Raugna l’esposizione è stata inaugurata al cospetto di un pubblico che si è mostrato molto interessato. Alla scelta della location, la storica Casa della musica in piazza Biagio Marin, è dovuta parte del successo della mostra, così come alla presenza degli scatti inediti del Maestro Villa, che ricoprono il periodo di riprese del film Il fiore delle mille e una notte, e di un ritratto di un giovane Pasolini per mano della pittrice Antonella Cappuccio Muccino.

Nell’arco della manifestazione è stato inoltre conferito il Premio Pasolini a quattro artisti contemporanei: Claudia Crestani, Milo, Gino Maria Sambucco e Maria Pia Severi. Il riconoscimento che valuta la qualità del loro lavoro nel panorama artistico contemporaneo è, soprattutto in questa occasione, una conferma dell’impegno profuso e delle capacità comunicative manifestate da questi autori nelle loro opere.

In apertura, l’Assessore ha così dichiarato: «Ho atteso questa data da non so quanto tempo. Ci tenevo a promuovere questa mostra fin dal momento in cui ci siamo sentiti con Spoleto Arte. E mi sono chiesta: “Ma perché Spoleto Arte ha cercato proprio me? E be’, un motivo ci sarà…”

Pasolini era legatissimo a Grado e fare la mostra proprio in questa città ha un significato particolare. Infatti quest’anno abbiamo deciso di dedicare a lui molti eventi, molte manifestazioni che hanno avuto un grosso successo sul pubblico perché la persona di Pasolini è molto coinvolgente, interessante, ed è giusto riscoprire tutto ciò che lei ci ha lasciato».

Per maggiori informazioni è possibile  chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Grado: in arrivo la mostra antologica su Pier Paolo Pasolini curata da Sgarbi e Nugnes

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Si aprirà in centro a Grado, presso la storica Casa della musica, la mostra antologica su Pier Paolo Pasolini curata da Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes. Alle 19 di venerdì 5 luglio verrà inaugurata la rassegna inerente vita e opere di uno degli artisti e intellettuali italiani più eclettici del XX secolo. A presentare la mostra saranno il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa e l’Assessore alla Cultura del comune di Grado Sara Polo.

Il tutto si svolgerà nella prestigiosa cornice offerta dalla Casa della musica, situata in piazza Biagio Marin 2, nel centro della luminosa isola friulana. L’antica sede, risalente al VI sec. d.C., si trova a due passi dal centro storico, accanto al Municipio e ospiterà l’evento organizzato da Spoleto Arte con le foto esclusive di Roberto Villa, amico del protagonista dell’esposizione e del Premio Nobel Dario Fo.

Spiega così l’Assessore Sara Polo: «L’Arte deve avviare un processo di crescita sociale, culturale e formazione identitaria. Il nostro prezioso patrimonio artistico, paesaggistico e culturale deve appartenere ai cittadini, essere conosciuto, fruito e amato. In particolare […] la mostra  “Il fiore delle mille e una notte. Cinema e Cultura dal 1973. L’Oriente di Pasolini nelle foto e cinema di Roberto Villa” a cura di Spoleto Arte, il cui vernissage avverrà venerdì 5 luglio ore 19, non è “esibizione” fine a se stessa, ma momento di condivisione, come possibilità di accesso e partecipazione alla cultura declinata a 360 gradi».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525 190, il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Intervista all’Assessore di Grado Sara Polo per la mostra su Pasolini

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In occasione della rassegna in memoria di Pier Paolo Pasolini a cura del prof. Vittorio Sgarbi e del presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, il comune di Grado ospiterà dal 5 luglio al 18 agosto la mostra su uno degli artisti intellettuali più interessanti del panorama italiano del XX secolo. E lo farà alla Casa della Musica, in piazza Biagio Marin 2, non solo con vita e opere, ma anche attraverso gli scatti del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Presentata da Salvo Nugnes e da Roberto Villa, l’esposizione verrà inaugurata alle 19 di venerdì 5 luglio alla presenza dell’Assessore alla Cultura del comune di Grado. Non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di fare a Sara Polo due domande sul grande evento.

  1. Dal 5 luglio al 18 agosto la Casa della Musica di Grado ospiterà la mostra fotografica sul grande poeta, giornalista e regista di fama internazionale Pier Paolo Pasolini, curata dal prof. Vittorio Sgarbi. Gli scatti del maestro Roberto Villa realizzati negli anni Settanta e ritraenti Pasolini durante le riprese nei vari set cinematografici hanno girato il mondo. Ora tornano a parlare “friulano”: come si inseriscono nel programma estivo del comune?

Con la ricorrenza del 50° anniversario delle riprese in laguna di alcune scene esterne del film Medea di Pier Paolo Pasolini, l’Assessorato alla Cultura intende promuovere i luoghi legati al periodo friulano del poeta e in particolare l’estate del 1969, estate nella quale si strinse un rapporto intenso tra Pasolini e Maria Callas.

Sull’isola nacque anche una profonda amicizia tra Pasolini e Biagio Marin, il quale vide pubblicate le sue liriche con l’editore Scheiwiller e che in memoria dello stesso Pasolini compose le 13 liriche intitolate “El critoleo del corpo fracassao”.

L’obiettivo dell’Amministrazione, pertanto, si pone nell’ottica di inaugurare un percorso storico e artistico  che possa valorizzare la cultura locale e in particolare riportare alla memoria circostanze ed eventi che videro Grado e la sua laguna protagoniste di un contesto storico contraddistinto da grandi mutamenti.

  1. Sappiamo che Grado punta molto sull’incentivazione del turismo, della conoscenza del territorio e delle proprie radici. Ritiene che questa mostra possa influire positivamente o essere in un certo qual modo determinante per il raggiungimento di questo obiettivo?

L’intendimento strategico del comune di Grado è di operare su diversi fronti con la riqualificazione e rigenerazione urbana della località, con la valorizzazione del turismo balneare, culturale, naturalistico, sportivo proponendo agli ospiti della città una molteplicità di occasioni al fine di migliorare l’attrattività.

Gli sforzi dell’amministrazione sono rivolti al potenziamento del portale del turismo e sono finalizzati alla implementazione di campagne di promozione pubblicitaria in Italia e all’estero sul mercato austriaco, tedesco e ungherese.

Questa esposizione potenzierà sicuramente l’offerta culturale configurandosi quale punta di diamante per la nostra città richiamando un gran numero di visitatori anche dai comuni limitrofi e non solo turisti.

  1. Quale messaggio attuale potrebbe portare all’attenzione di Grado questa esposizione curata dal prof. Sgarbi?

La presenza del prof. Vittorio Sgarbi, affiancato dal presidente dell’associazione Spoleto Arte, Salvo Nugnes, e dal fotografo Roberto Villa, porterà all’attenzione della cronaca locale e nazionale l’Isola del Sole che a pieno titolo è riconosciuta una delle località balneari più belle dell’Adriatico vantando anche il riconoscimento di Comune Fiorito e raggiungendo la 31a Bandiera Blu.

Il mio proponimento è di realizzare degli eventi che possano diventare volano per il rilancio dell’economia e del turismo e dimostrare quanto il nostro grande patrimonio artistico e culturale sia fondamentale per lo sviluppo del territorio.

  1. Qual è il suo rapporto con l’arte e con la sua città? La sua iniziativa di “rivitalizzare” il centro attraverso esposizioni e musica può sembrare coraggiosa…

Rivitalizzare il centro storico e la città tutta con mostre d’arte, musica ed eventi culturali significa poter far fruire i miei concittadini e i turisti dell’idea di “bello”. In un contesto attuale contraddistinto dall’oblio del concetto di “bellezza”, ritengo fondamentale proporne la fruizione quale epifania di armonia, equilibrio e misura declinata non solo in senso estetico, ma anche etico-morale per arricchire tutti coloro che vorranno visitare la nostra Città.

Come spiegavo poco sopra il mio intendimento è quello di programmare e proporre un calendario ricco e strutturato durante tutto l’arco dell’anno perché l’Italia è, per definizione, la culla della cultura con un inestimabile patrimonio riconosciuto a livello mondiale.

  1. Spostandoci ora su un campo ampio, che comprende istruzione, iniziative giovanili e famiglia, crede che una mostra come quella su Pasolini possa far fronte alle esigenze culturali di età e interessi diversi?

L’art. 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo recita: “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.”

Credo che questo assunto abbia una grande forza perché l’Arte deve avviare un processo di crescita sociale, culturale e formazione identitaria. Il nostro prezioso patrimonio artistico, paesaggistico e culturale deve appartenere ai cittadini, essere conosciuto, fruito e amato. In particolare la concomitanza di due eventi così importanti nella nostra città e nello specifico intendo la mostra al Cinema Cristallo “MEDEA 50. Pier Paolo Pasolini, Maria Callas e Grado” curata da Francesca Agostinelli e Massimo Degrassi, che verrà inaugurata sabato 15 giugno alle ore 18, e la mostra “Il fiore delle mille e una notte. Cinema e Cultura dal 1973. L’Oriente di Pasolini nelle foto e cinema di Roberto Villa” a cura di Spoleto Arte, il cui vernissage avverrà venerdì 5 luglio ore 19, non sono “esibizioni” fine a se stesse, ma momenti di condivisione, come possibilità di accesso e partecipazione alla cultura declinata a 360 gradi.

Il 50° anniversario delle riprese del film “Medea” diventa pertanto l’occasione che consente di riproporre e far conoscere, anche al pubblico più giovane, un grande poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista italiano qual è stato Pier Paolo Pasolini, considerato oggi tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo.

  1. Quali saranno i progetti futuri che vedranno Grado impegnata a livello artistico-culturale? Ci sarà spazio per altre collaborazioni con Spoleto Arte?

La cultura deve concorrere al benessere della comunità e del territorio contribuendo ad innalzare il livello e a favorire la partecipazione; pertanto vagliare e accettare proposte di qualità, come la vostra, non può che portare occasioni di eccellenza per la nostra città.

In cantiere ho molte proposte e progetti e credo che, a conclusione di questa esposizione, si potrà fare una valutazione in base alla presenze registrate e al gradimento degli ospiti.

C’è la massima apertura a tutte le future collaborazioni con gli interlocutori che saranno in grado di valorizzare la città, il territorio, che sapranno portare una ventata di novità e sapranno stimolare e incuriosire il pubblico.

Al Museo Casa Natale Gabriele D’Annunzio esibita la mostra fotografica di grande successo “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” a cura del prof. Vittorio Sgarbi

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Si è svolto in data Venerdì 6 Febbraio dinanzi ad un nutrito pubblico, attento e partecipe, il vernissage della mostra fotografica intitolata “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” curata dal critico Vittorio Sgarbi e allestita presso il pregiato contesto museale del Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara, che resterà in loco fino al 4 marzo 2015 con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione Spoleto Arte.

La doppia personale vede l’esposizione dei magnifici scatti inediti realizzati dal maestro fotografo Roberto Villa al celebre regista Pasolini sul set cinematografico delle riprese del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”, nonché le suggestive immagini d’autore create dalla Severi, sperimentando una tecnica innovativa, molto originale e di sorprendente effetto coreografico d’impatto visivo.

La casa dove nacque D’Annunzio è stata proclamata monumento nazionale nel 1927, per tutelarla come edificio di notevole interesse storico e per commemorare la madre del poeta, Lucia De Benedictis, che visse lì fino al 1917. D’Annunzio ha mantenuto sempre un legame radicato e inscindibile per la sua abitazione e la concepiva come un “santuario”. Attualmente la struttura, d’impianto settecentesco, ospita al primo piano, che fu di proprietà della famiglia D’Annunzio, uno splendido museo, mentre al secondo piano si trovano gli uffici della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo, presieduti dalla Soprintendente Lucia Arbace. Il contesto istituzionale è spesso sede di importanti iniziative artistiche, visite guidate, mostre d’arte, conferenze ed eventi culturali di forte risonanza mediatica.

Sgarbi nel commentare l’illustre figura di D’Annunzio dice “D’Annunzio rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la cultura italiana e non solo. Ha vissuto buona parte del secolo più vivo, ha influenzato persone distantissime da lui, come Eugenio Montale e persino Claude Debussy, ha abbracciato il comportamentismo, l’estetica e il teatro fondendoli in una vita sola. Insomma un grande, come tutti i grandi non adeguatamente celebrato dal suo Paese”.

Apre venerdì 6 febbraio la mostra dedicata agli imperdibili scatti fotografici dedicati a Pier Paolo Pasolini presso il Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio

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 Venerdì 6 Febbraio 2015, alle ore 18.00, nel contesto istituzionale del Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio, a Pescara, aprirà i battenti un’interessante mostra fotografica curata dal Prof. Vittorio Sgarbi, che vedrà in esposizione i magnifici scatti d’autore del Maestro Roberto Villa, dedicati al celebre regista contemporaneo Pier Paolo Pasolini. La mostra, organizzata dall’Associazione Spoleto Arte, presieduta dal manager Salvo Nugnes, sarà in allestimento fino al 4 Marzo e, durante il vernissage, interverrà per indirizzo di saluto Lucia Arbace, Direttore Regionale supplente e Soprintendente per i Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici dell’Abruzzo.

Villa, fotografo di fama internazionale, presenta in quest’occasione un autentico documento storico. Ben 8.000 è infatti il totale delle immagini scattate dal Maestro a Pasolini, durante le riprese del film “Il Fiore delle mille e una notte”, girato nel Medio Oriente, tra Yemen del Sud, Yemen del Nord, Persia. Nel 1973, dopo un primo incontro a Milano, Pasolini invita Villa a seguirlo, macchina fotografica alla mano, durante le riprese del capolavoro cinematografico. «Non semplici fotografie di scena» l’autore sottolinea «ma un servizio fotografico completo, un reportage, una sorta di documentazione in grado di comunicare all’osservatore ciò che accadeva sul set, il modo di fare e di essere del regista-autore Pasolini e, al tempo stesso, il contesto storico-culturale in cui tutto si svolgeva».

Il Maestro fotografo della sua esperienza racconta: «Ho visto Pasolini fermo, mentre impugnava la macchina da ripresa. Vicino c’era un giovane che teneva il ciak in mano, gliel’ho tolto e l’ho dato a Pier Paolo dicendogli “Ti faccio uno scatto”. Lui ha risposto “Si ma è una finzione” e siccome il dibattito tra me e lui si era imperniato sul cinema come finzione, e lui riteneva che il cinema fosse il linguaggio della realtà, allora ho detto “Beh ma anche il cinema è una finzione”, lui ha sorriso e io ho scattato l’immagine. Questo vuol dire che lui non ha mai guardato la macchina fotografica sorridendo, e questo è l’unico scatto in cui sorride spontaneamente, non per fare un piacere a chi sta davanti, quindi è una foto autentica».

“Spoleto incontra Venezia”: collages mistici e allure di seduzione nelle tele di Valentina Azzini

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Enorme risonanza mediatica per la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, che ha ufficialmente inaugurato in data 27 Settembre e durerà fino al 24 Ottobre 2014. Le location ospitanti designate sono due splendide strutture veneziane secolari, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich, nei quali sono racchiuse opere di personalità rinomate tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Al suo interno è possibile ammirare anche l’arte pittorica di Valentina Azzini, con le sue suadenti raffigurazioni femminili.

Il corpo fornisce un’impronta profonda della nostra identità, un segno determinante. La Azzini vuole evidenziare il significato del corpo come segno dell’anima di ciascuno di noi, che si esteriorizza, aspirando a dipingere nelle “Sue donne” proprio quella speciale essenza dell’anima. I segni, che mettono a nudo l’inconscio, assumono una profondità dagli intensi contorni emozionali. Sono segni individuati da una linea, talvolta morbida talvolta nervosa, asciutta, interrotta, frastagliata. Essi prendono forma e negano l’estetica pura, rompendo e sovvertendo gli schemi canonici.

Sullo stile espressivo, che la contraddistingue, è stato detto “Le sue tele rievocanti immagini femminili sono avvolte da una sensualità intrinseca, da un’intrigante passionalità, da un’allure di seduzione, che s’intrecciano alle forme angeliche della soave e delicata natura insita in esse. Elemento connotativo distintivo del percorso di ricerca e della tecnica strumentale esecutiva è la scelta originale di inserire e assemblare alle tele e ai colori pittorici dei materiali e delle componenti diverse, come ritagli di giornali, riviste, libri esoterici, in stile -Collage mistico- che per certi versi trasfigura e interrompe l’ordine figurativo più classico del corpo femminile, concependolo nella sua totale integrità, soggettivamente vissuto e riprodotto come esperienza e commistione di molteplici e vigorose forze propulsive. La Azzini vuole comunicare un messaggio, che supera la mera riproduzione della donna nella sua lineare e rigorosa fisicità. Tramite tale messaggio vuole relazionarsi con la natura, la cultura, il mondo esterno”.

“Spoleto incontra Venezia”: D’ago Cravatte partner ufficiale della grande mostra a cura di Vittorio Sgarbi

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“D’ago Cravatte” che produce cravatte sartoriali di alta qualità, autentiche eccellenze manifatturiere del Made in Italy, ha stretto un sinergico sodalizio commerciale come partner della grande mostra “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, allestita dal 27 settembre al 24 ottobre 2014 all’interno di due magnifiche strutture secolari veneziane, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Nel contesto espositivo è possibile ammirare opere di personalità illustri come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, Pier Paolo Pasolini.

“D’ago Cravatte” è un brand creato da Giuliana D’Agostino, che spiega: “Dopo un’esperienza di 30 anni nel settore della cravatta confezionata a mano e dopo tantissimi anni di lavoro dedicati a soddisfare le esigenze di numerose e importanti aziende, come Zegna, Gucci, Tom Ford, Brioni, ho deciso di mettere a disposizione la mia esperienza lavorativa per una selezionata fascia di clientela, desiderosa di avere un prodotto personalizzato e su misura di alta qualità”. Inizia così l’avventura della “D’ago Cravatte” un marchio, che riflette un gusto espressamente italiano e punta a soddisfare l’uomo di classe, che ama la raffinata eleganza del prodotto sartoriale.

La D’Agostino sottolinea: “Le Cravatte D’ago nascono dall’esigenza di avere come obiettivo primario un prodotto di qualità sia nei particolari sia nella manodopera. I tessuti e i materiali utilizzati sono scelti con estrema cura e testimoniano un’attenta ricerca alla classicità e all’esigenza di attualità unite in perfetto connubio nel prezioso manufatto realizzato”.

Andrea Zampollo esporrà la sua moderna arte figurativa in occasione di Spoleto incontra Venezia

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Dal 28 Settembre fino al 24 Ottobre, Venezia farà da incantevole cornice alla grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che sarà allestita nell’illustre Palazzo Rota-Ivancich, edificio situato a pochi passi da Piazza San Marco, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Sono già menzionati nomi di forte rilievo tra gli artisti, come Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Nel prestigioso parterre di partecipanti è inserito Andrea Zampollo pittore figurativo moderno.

Spinto dalla voglia costante di ricerca e sperimentazione, Zampollo si cimenta nell’uso di materiali e tecniche d’installazione sulle tele, in accostamento con l’impronta figurativa che lo guida, per individuare una realtà, che rappresenta l’essenza e sappia cogliere nella frenesia del mondo circostante, i necessari momenti di contemplazione meditativa. Nelle opere affiorano il senso del pensiero intimista sulla vita e la sensibilità di saper trasformare gli aspetti in opportunità di stimolante e costruttiva riflessione positiva. I colori e le strutture in dialogo di connessione con la dimensione spaziale evocano il valore quasi ascetico della pittura come simbolica pausa evolutiva nel frastuono.

Dimostra solida abilità nel disegno e nelle varie componenti strumentali di acquisizione accademica. Scava nel vissuto quotidiano per fermare la vita sulla tela. È attento ritrattista dal tratto segnico pulito, preciso, incisivo, armonico, ordinato, condensato nel colore, talvolta steso omogeneo talvolta con stesura breve e rapida, valorizzando le diverse raffigurazioni in un insieme, che risalta appieno il dettaglio del particolare. Esprime il suo personale stato d’animo, che rievoca la quotidianità, compiendo una ricerca che recupera una comunicazione diretta con la sfera interiore, nell’intento di trovare una rilettura dei meccanismi legati alla costante concitazione esistenziale, in una riscoperta del rapporto con il proprio ego.

Il linguaggio artistico ne rispecchia l’approfondita formazione culturale e la spiccata sensibilità di indole. Il suo fare arte è mosso dal desiderio di generare verità e bellezza, partendo dall’anima, considerata specchio e bellezza della reale. Si protende verso un mondo di sensi incantati, incontaminato, distante da tutte le imperfezioni umane, dove le miserie e l’egoismo non arrivano, per entrare nella magia e nella purezza del pensiero ideale. Per lui l’arte è vivere, vivere e riscoprire l’arcadia, primitiva e primordiale nella sua spiritualità originaria e poter assaporare la gioia e la tranquillità dei ritmi vitali cadenzati dalla serenità e dalla quiete.