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Mare a Pescara: richieste di istituire il divieto di balneazione permanente

Scritto da Muni CYTRON il . Pubblicato in Politica, Salute

Comunicato stampa
Pescara 26 luglio 2019

Vengono riportate dalla stampa dichiarazioni ed iniziative che tendono a voler far dichiarare un tratto di mare, nelle vicinanze della “Madonnina”, non balneabile in modo permanente.

Debbo innanzitutto rilevare che per quanto riguarda la balneabilità sono attivi controlli permanenti e cadenzati che vengono svolti da enti a tale scopo deputati.
Esiste, inoltre, tutta una procedura sia per far emettere una Ordinanza di non balneabilità che di ripristino della stessa.

Ho motivo di ritenere che tutti stanno ben operando per il controllo della salubrità delle acque di balneazione e sono altrettanto certa che, nella ipotesi che vi siano zone che non siano sicure saranno, così come prevede la legge, interdette.

Ma proprio per svolgere un ruolo di controllo e salvaguardia sia della salute dei cittadini che a tutela delle attività commerciali che operano sulla spiaggia, anticipo che all’inizio della prossima settimana convocherò un “tavolo tecnico” con ARTA Abruzzo (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) e ASL di Pescara, Dipartimento Prevenzione e Igiene Ambientale.

Sarà immediatamente dopo, in base a quanto mi sarà relazionato, coinvolgere l’Assessore regionale Mauro Febo per poter – in ogni caso – aprire una serie di iniziative che portino a migliorare la qualità delle acque.

Come si può facilmente comprendere valori inquinanti eventualmente riscontrati nel mare nel tratto di spiaggia vicino alla foce del fiume sono dovuti a “problematiche” che partono da lontano e che coinvolgono tutti i territori ed i comuni che sono sul percorso che il fiume Pescara compie.
Andare quindi a potenziare e/o a realizzare depuratori; vigilare per contrastare gli sversamenti abusivi; attivare politiche di salvaguardia delle acque è un percorso che deve vedere coinvolti più soggetti. Sarà questo il compito che andrò a sollecitare che la regione compia.

Assessore Nicoletta Di Nisio

L’arte sensoriale di PierGió

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Cultura

Il colore è il mezzo che consente di esercitare un influsso indiretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde. L’artista è una mano che toccando questo o quel tasto mette in vibrazione l’animo umano” (Vasilij Kandinskij). In perfetta sinergia con queste autorevoli riflessioni si articola il percorso creativo di PierGió. Per lui ovunque noi siamo rilasciamo vibrazioni e qualsiasi cosa tocchiamo trasferiamo in essa parte di noi stessi e la nostra presenza rimane nel tempo, come ricordo carico di palpitante fremito emozionale. La pittura diventa esperienza sensoriale completa, dove i cinque sensi vengono appagati e stimolati dal comparto emozionale. PierGió interpreta l’arte come emozione a tutto tondo e vuole emozionarsi e fare emozionare lo spettatore con sempre nuovi e incalzanti incipit.

La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Per PierGió la libertà artistica equivale alla libertà morale e intellettuale di uomo e artista che sa stare al passo con i tempi ed è consapevole del proprio ruolo sociale. Le opere contengono un arcobaleno cromatico ricco, corposo, multicolore che si accende di luce, di bagliori luminosi, di vitalità energizzante. Il suo sguardo attento cura ogni dettaglio e particolare trovando soluzioni estetiche molto coinvolgenti, senza però mai tralasciare l’aspetto sostanziale che arricchisce e integra con intelligente calibratura“.

PierGió cerca la luce della creatività in se stessa e la trasferisce nelle opere. La sua inclinazione artistica si può accostare a quel movimento culturale vicino alla corrente surrealista che si diffuse in Francia e poi nel resto dell’Europa del Novecento coinvolgendo tutte le arti visive. Il principale teorico André Breton venne influenzato dal saggio “L’interpretazione dei sogni” scritto da Sigmund Freud rivendicando l’importanza del sogno, della componente onirica e della sfera emozionale ed emotiva inconscia all’interno del processo creativo. L’arte di PierGió in linea con queste concezioni è associabile a concetti come parole libere, pensieri e immagini senza freni inibitori, che si sviscerano in modo assolutamente spontaneo e incondizionato. PierGió accoglie la concezione dell’irrazionale perpetrata nel linguaggio surrealista bretoniano e la fa sua, designando ogni libera espressione come fantasia pura, scaturita dall’anima e dal cuore. Secondo PierGió libera espressione è sinonimo anche di libertà da ogni imitazione copiativa ed emulazione pedissequa e si trasmette di rimando nella sfera interiore e spirituale. PierGió è portavoce convinto e fautore di un’arte che sa liberare le pulsioni più profonde, attribuendo particolare rilievo al cammino di evoluzione esistenziale accanto a quello di crescita artistica.

PierGió artista di ricerca e di riflessione

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Un’opera d’arte è quello che c’è dietro l’opera, non quello che vedi. Sulla scia di queste profonde riflessioni PierGió intraprende con slancio e passione il cammino artistico, accostandosi al filone informale con quell’entusiasmo e quell’energia insiti nel suo pregevole talento creativo. Per lui fare arte equivale ad esprimere appieno il suo essere in modo intimo, attraverso una completa e appagante libertà intellettuale. Nelle opere scorre e si percepisce un senso di infinito, di dimensione sconfinata e svincolata da limiti spaziali che accoglie lo sguardo dello spettatore e lo immette nella visione a tutto tondo. La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “La pittura per PierGió è un mezzo indispensabile per parlare di sé, per raccontare e raccontarsi, per sondare ed esplorare le stanze segrete e più recondite dell’anima e della mente, recuperando tramite l’atto creativo la sua parte più celata e inespressa. Le opere assumono il colore degli occhi e dell’anima di chi li osserva e li contempla con trasporto generando un potente scambio simbiotico con il fruitore“.

Nelle creazioni realizzate da PierGió si riesce a cogliere la qualità intrinseca insita dentro esse. I materiali compositivi vengono armonizzati tra loro con un intreccio sinergico e l’impatto estetico risulta da subito gradevole alla vista. Dalle composizioni di inedita prospettiva materico-informale scaturisce una commistione di emozioni, sentimenti e sensazioni compenetranti, che stimolano la fantasia di lettura interpretativa e riescono a racchiudere e custodire intatto un momento intenso e di pregnante espressività. La narrazione si spinge verso contenuti allusivi e innerva una poetica di matrice astratta ricercata e molto accattivante che si libera in cromatismi lirici. L’ispirazione creativa si sposta verso la ricerca dell’universo infinito della psiche, catturandone gli anfratti più nascosti e non rivelati. Le opere sono frutto dell’inconscio modulato e incanalato dentro un’attenta ricerca e indagine di scandaglio e analisi introspettiva. Il senso estetico è permeato da un forte gusto personale nella scelta e nell’utilizzo della tavolozza cromatica con tonalità incisive e di efficace resa scenica. Le creazioni compongono una sorta di “sequenza liturgica” insita nel compimento dell’atto e del gesto pittorico e sono frutto di un’illuminazione ispiratrice che proviene dall’osservazione del mondo sia esterno sia interno, nel tripudio appassionato della corrispondenza dei sensi.

Intervista al poliedrico artista PierGió: artisti si nasce o si diventa?

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Architetto, pittore e scultore, PierGió, nome d’arte di Pierluigi Di Michele, è un artista poliedrico, sempre pronto a sperimentare nuove tecniche. Le sue forme antropomorfe, che nascono da anni di ricerca, sono rivelatrici del suo inconscio, che con difficoltà convive con la razionalità e gli schemi ufficiali. Di seguito, l’intervista fatta al noto artista.

D: Da artista con forte spirito cosmopolita e anticonformista su quali punti cardine hai incentrato la tua ricerca sperimentale?
R: In primis la consapevolezza di “essere artista”, ovvero la capacità di manifestare la propria creatività attraverso un percorso umano e spirituale che porta ad essere liberi di esprimere se stessi e le proprie emozioni attraverso una propria forma d’arte, che per me sono la pittura e la scultura. Il mio sentire e il mio essere si manifestano attraverso le mie opere, le mie emozioni prendono corpo grazie alle mie forme antropomorfe. L’essere ed il fare portano all’equilibrio, per me dato dalla commistione di forma-colore-materia. La creatività è trasformazione, è libertà di esprimersi attraverso la forma, il colore e la materia, che danno vita ad un’opera unica.

D: Artisti si nasce o si diventa?
R: Per me l’arte è un qualcosa che fa parte di ciascun individuo, è da sempre capacità espressiva e comunicativa. Per l’artista diventa un percorso di vita. Unendo il lato spirituale a quello umano, la propria ricerca interiore diventa capacità espressiva, che si manifesta nella pittura, nella scultura, nella letteratura, nella musica, in ogni forma d’arte. La mia essenza è comunicare, con un forte richiamo alla spiritualità. Ogni mia opera è un racconto, vuole riaffermare, sentire e realizzare i valori cardine dell’essere, la propria unicità, soprattutto in questo momento storico purtroppo caratterizzato dalla perdita di questi valori. I passaggi di stato del mio sentire prendono corpo nelle mie opere, attraverso le mie tecniche innovative voglio trasmettere il messaggio che la creatività è libertà di emozionare ed emozionarsi.

Primo appuntamento con Docudì d’Arte il 15 marzo 2019

Scritto da Muni CYTRON il . Pubblicato in Arte, Cultura, Film, Istruzione, Società, Spettacolo

All’interno di #Docudì2019 – concorso di cinema documentario (Pescara dal 2 febbraio al 11 maggio 2019), venerdì 15 marzo il primo dei tre appuntamenti per presentare cinque documentari d’arte.

I documentari, fuori concorso, raccontano le opere di artisti internazionali da Gianni Novak a Matthias Brandes e Lawrence Carroll.

La Rassegna è curata da Anthony Molino.

Le proiezioni sempre al museo Colonna in via Gramsci a Pescara con inizio alle ore 17,15.

Venerdì 15 Marzo prima proiezione dedicata all’Arte
– Tre giorni con Matthias Brandes di Marco Agostinelli
– Una scultura di Beverly Pepper di Marco Agostinelli

INFO pagina web con sinossi, schede del regista e degli artisti protagonisti del documentario, foto, manifesto, locandine…
goo.gl/Y7bXic

seguiranno

Venerdì 26 aprile
– Gianni Novak, bellezza un concetto indefinibile di Lucilla Salimei
– Carlo Montesi pittore di Lucilla Salimei

Venerdì 10 maggio
– Lawrence Carroll di Simona Ostinelli

#Docudì2019 – concorso di cinema documentario organizzato dall’A.C.M.A (Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese), e dall’Assessorato alla Cultura del comune di Pescara oltre ai tre appuntamenti d’Arte vengono presentati sei Film-Documentari, tutti in anteprima regionale che concorrono alla assegnazione del Premio #Docudì2019.
La particolarità di questo Concorso è che sarà la Giuria, formata dal pubblico in sala, a votare al termine di ciascuna proiezione. Il vincitore verrà proclamato nell’appuntamento finale dell’11 maggio.

Tutti i film in concorso sono stati prodotti nel 2018 e tutte le proiezioni sono con la presenza dei registi accompagnati, a volte, anche dagli autori, sceneggiatori o interpreti.

L’intera manifestazione è ad ingresso libero.

#Docudì2019 – concorso di cinema documentario
Le proiezioni si svolgeranno con il seguente calendario:
Febbraio sabato 2 – venerdì 15
Marzo sabato 2 – venerdì 15 – sabato 23
Aprile sabato 13 – venerdì 26
Maggio giovedì 2 – venerdì 10 – sabato 11
Sabato 11 maggio 2019 Premiazioni e a seguire proiezione (Fuori concorso)

INFO concorso #Docudì2019
goo.gl/WMqHgp

Evento creato su Fb (invita i tuoi contatti, annuncia la tua partecipazione)
goo.gl/q9r1jF

#AssociazioneACMA #DocudìConcorsoCinemaDocumentario #AbruzzoDocFestival

#MatthiasBrandes #BeverlyPepper #MarcoAgostinelli

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ACMA – Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese
email: info@webacma.it

ACMA in internet: www.webacma.it
ACMA su Facebook: www.facebook.com/AssociazioneACMA

Museo Casa Natale D’Annunzio: il prof. Sgarbi, il prefetto D’Antuono e la soprintendente Arbace conferiscono un premio alla carriera all’Avv. Michele Zantedeschi

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Legale

Sabato 28 Febbraio 2015 si è tenuta un’importante iniziativa istituzionale con la consegna di una targa premio alla carriera assegnata all’affermato avv. veneto Michele Zantedeschi, svoltasi presso lo storico Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio, in corso Manthoné 116 a Pescara. L’Avv. Zantedeschi è stimato e conosciuto in ambito giuridico e forense a livello nazionale e si è particolarmente distinto nell’esercizio della professione, che svolge con etica e deontologia ineccepibili, sia in campo di diritto civile e amministrativo sia in campo di diritto penale. La premiazione ufficiale è stata fatta dal professor Vittorio Sgarbi, dalla Soprintendente BSAE per la Regione Abruzzo Lucia Arbace e dai principali rappresentanti cittadini, il Prefetto Vincenzo D’Antuono, il Sindaco Marco Alessandrini e l’Assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo.

L’evento è organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte” e si è ambientato nella cornice artistica della mostra fotografica “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” che espone le affascinanti foto d’autore di Roberto Villa, dedicate al maestro Pasolini e realizzate durante la lavorazione sul set del celebre film “Il fiore delle mille e una notte” affiancate dalle coreografiche rappresentazioni di Maria Pia Severi, artista di spiccata sensibilità e innata intuizione ideativa, che propone tematiche eterogenee, ispirate dai viaggi e dai luoghi che ha visitato e le sono rimasti nel cuore.

Al Museo Casa Natale Gabriele D’Annunzio esibita la mostra fotografica di grande successo “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” a cura del prof. Vittorio Sgarbi

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Si è svolto in data Venerdì 6 Febbraio dinanzi ad un nutrito pubblico, attento e partecipe, il vernissage della mostra fotografica intitolata “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” curata dal critico Vittorio Sgarbi e allestita presso il pregiato contesto museale del Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara, che resterà in loco fino al 4 marzo 2015 con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione Spoleto Arte.

La doppia personale vede l’esposizione dei magnifici scatti inediti realizzati dal maestro fotografo Roberto Villa al celebre regista Pasolini sul set cinematografico delle riprese del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”, nonché le suggestive immagini d’autore create dalla Severi, sperimentando una tecnica innovativa, molto originale e di sorprendente effetto coreografico d’impatto visivo.

La casa dove nacque D’Annunzio è stata proclamata monumento nazionale nel 1927, per tutelarla come edificio di notevole interesse storico e per commemorare la madre del poeta, Lucia De Benedictis, che visse lì fino al 1917. D’Annunzio ha mantenuto sempre un legame radicato e inscindibile per la sua abitazione e la concepiva come un “santuario”. Attualmente la struttura, d’impianto settecentesco, ospita al primo piano, che fu di proprietà della famiglia D’Annunzio, uno splendido museo, mentre al secondo piano si trovano gli uffici della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo, presieduti dalla Soprintendente Lucia Arbace. Il contesto istituzionale è spesso sede di importanti iniziative artistiche, visite guidate, mostre d’arte, conferenze ed eventi culturali di forte risonanza mediatica.

Sgarbi nel commentare l’illustre figura di D’Annunzio dice “D’Annunzio rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la cultura italiana e non solo. Ha vissuto buona parte del secolo più vivo, ha influenzato persone distantissime da lui, come Eugenio Montale e persino Claude Debussy, ha abbracciato il comportamentismo, l’estetica e il teatro fondendoli in una vita sola. Insomma un grande, come tutti i grandi non adeguatamente celebrato dal suo Paese”.

Museo Casa Natale di D’Annunzio: Con la presenza d’eccezione di Sgarbi Pescara accoglie la mostra fotografica di Maria Pia Severi

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

All’interno dello storico contesto istituzionale del Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara, in Corso Manthonè 116, sarà allestita la variegata mostra fotografica di Maria Pia Severi, con la curatela del critico Vittorio Sgarbi. L’esposizione, organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, verrà inaugurata in data venerdì 6 febbraio alle ore 18.00 e resterà in loco fino al 4 marzo 2015.

Nel raccontare il messaggio, che vuole divulgare attraverso le sue intriganti immagini rievocative, la Severi sottolinea “Vorrei coinvolgere le persone nelle emozioni, che provo io fotografando. Inoltre, vorrei lasciare libero sfogo all’interpretazione delle mie foto. Ogni città che visito deve diventare prima ‘mia’ in ogni senso, culturale. Storico e visivo. Ecco come fotografo: seguo il mio istinto sempre e ho creato uno stile considerato rivoluzionario di foto in movimento”.

Nel descriverne le talentuose doti creative, Sgarbi ha dichiarato “La Severi ci inghiotte nello spazio attrattivo delle sue forme. Propone immagini fotografiche, che non documentano, ma evocano. Negli scatti della Severi non i luoghi, ma la percezione dei luoghi, la memoria indefinita non delle situazioni e dei particolari, ma delle sensazioni, come ciò che resta di un sogno. Le fotografie sono una sfida alla memoria, il tentativo di fotografare i ricordi, la natura anche imprecisa, ma decisiva”. E prosegue rimarcando “Come chi si sveglia all’improvviso e ricorda soltanto i frammenti di un sogno, percependone il senso, la continuità narrativa. Esse sono dentro di noi. Nel ricordarle non abbiamo una conoscenza compiuta, ma una conoscenza intuitiva. Di questa dimensione, di questa intuizione la Severi vuole restituire una corrispondenza fotografica. Così la sua tecnica appare impressionistica e divisionistica come la trascrizione di un sogno. Contro la distanza dei luoghi impone la perdita del fuoco, rinunciando alla nitidezza, che è propria della riproduzione fotografica”.

Pescara, Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio: Evento di prestigio con la mostra curata da Vittorio Sgarbi “da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi”

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Il Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio, ubicato in Corso Manthoné 116 nel cuore di Pescara, è pronto ad ospitare l’importante mostra fotografica dal titolo “da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi” con l’autorevole curatela del noto critico Vittorio Sgarbi. L’iniziativa organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, si terrà dal 6 Febbraio al 4 Marzo 2015, con vernissage d’inaugurazione fissato in data Venerdì 6 Febbraio alle ore 18.00. In esposizione all’interno dello storico scenario museale ci sarà una corposa serie di affascinanti immagini realizzate dal Maestro Roberto Villa con protagonista Pasolini, immortalato durante le riprese sul set internazionale del famoso film da lui diretto “Il fiore delle mille e una notte”. Accanto ad esse saranno allestite le coreografiche fotografie di Maria Pia Severi incentrate su rievocazioni personalizzate di figure femminili e su città e ambienti di paesaggio urbano catturati dall’obiettivo e riproposti attraverso gli edifici, i monumenti e i contesti, che l’hanno maggiormente attirata, conquistando la sua curiosità e attenzione.

Il Museo gode di una fama consolidata in ambito mondiale, che si è rafforzata nel tempo e attualmente è sempre in crescendo, merito del prezioso contributo gestionale da parte della Dottoressa Lucia Arbace, che svolge con impeccabile professionalità l’incarico di Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo. Il percorso proposto dal Museo include anche cinque stanze descritte dettagliatamente da D’Annunzio nel “Notturno”. La visita crea nello spettatore un suggestivo intrecciarsi di impressioni visive e uditive, legate all’opera letteraria e all’ambientazione. Alcune didascalie di commento associano le stanze a famosi brani dannunziani, altre ne descrivono il suo rapporto ai personaggi legati alla casa. In altre stanze sono esposti documenti, libri, calchi, cimeli, foto. A partire dal 1927 l’edificio è stato ufficialmente considerato come monumento nazionale.

Il professore Vittorio Sgarbi parla dell’inaugurazione della mostra fotografica “Da Pasolini a Maria Pia Severi” organizzata dal manager Salvo Nugnes si terrà presso la Casa Natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Venerdì 6 Febbraio 2015 inaugurerà una prestigiosa mostra fotografica presso la Casa Natale di Gabriele D’Annunzio, a Pescara, curata dal noto critico e studioso d’arte Vittorio Sgarbi, intitolata “Da Pier Paolo Pasolini a Maria Pia Severi”. La mostra, organizzata dal manager Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte”, vedrà fino al 4 Marzo 2015 l’esposizione di magnifici scatti dedicati al celebre regista Pier Paolo Pasolini, realizzati dal Maestro Roberto Villa durante il set delle riprese del famoso film “Il fiore delle mille e una notte”, nonché le originali fotografie d’autore di Maria Pia Severi, che rievocano soggetti e situazioni viste durante le sue visite perlustrative a città italiani e internazionali, che le sono poi rimaste nel cuore. Per l’occasione, è stata fatta un’interessante intervista al Prof. Sgarbi.

D: Prima di tutto, una domanda su Gabriele D’Annunzio. Cosa rappresenta la sua figura in Italia e nel mondo?

R: D’Annunzio rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la cultura italiana e non solo. Ha vissuto buona parte del secolo più vivo, ha influenzato persone distantissime da lui come Eugenio Montale e persino Claude Debussy, ha abbracciato il comportamentismo, l’estetica e il teatro fondendoli in una vita sola. Insomma, un grande, come tutti i grandi non adeguatamente celebrato dal suo Paese.

D: In esposizione gli scatti dedicati all’intramontabile regista. Un suo commento su Pasolini e su ciò che ha rappresentato nella sua epoca e rappresenta oggi?

R: La mostra ci permette di vedere il racconto di un viaggio intorno a Pasolini nelle fotografie di Villa, accompagnando il regista sul set de “Il Fiore delle Mille e una notte” nello Yemen, in Eritrea e in Etiopia. È come un viaggio iniziatico. Pasolini è stato l’intellettuale più attuale, perché ha intuito il percorso rovesciato del progresso. Ha fatto considerare che fossero positive cose che non lo sono, in un processo di distruzione delle memorie e delle tradizioni. 

D: Un parallelo di confronto tra Pasolini e D’Annunzio.

R: Pasolini è un personaggio dannunziano, in quanto è molto forte la presenza nella sua vita. Sono due epoche diverse, Pasolini era un omossessuale invece l’altro era un donnaiolo ma, in un certo senso, l’esperienza delle donne e l’esperienza degli uomini sono state parte della loro creatività. La vita è entrata fortemente nell’opera.

D: Parlando di arte, in uno dei suoi libri lei associa Pasolini al Caravaggio. Cosa accomuna due artisti così differenti e apparentemente distanti?

R: Sono stato il primo ad accostare Pasolini a Caravaggio, parlando della sessualità di Caravaggio e della sua doppia vita: della vita d’arte e della vita libera, che è quello che fa capire perché Caravaggio è diventato così attuale, perché era predisposto ad essere compreso nel nostro tempo. Pasolini ebbe una vita contrastata, sempre in chiaroscuro, un’anima cattolica molto tormentata, un profilo popolare e populista. Tutto questo lo rende profondamente affine al mondo realista e tragico del Caravaggio. Pasolini è il grande scrittore, regista e poeta morto drammaticamente, con la stessa doppia vita che caratterizzò il pittore seicentesco.

D: Vicino agli scatti dedicati al regista, appare l’arte fotografica di Maria Pia Severi, che esibisce una particolare tecnica. In cosa consiste e cosa ne pensa?

R: Maria Pia Severi ci inghiotte nello spazio attrattivo delle sue forme. Fotografie che non documentano, ma evocano. Così la sua tecnica appare impressionistica e divisionistica come la trascrizione di un sogno. Contro la distanza dei luoghi impone la perdita del fuoco, rinunciando alla nitidezza che è propria della riproduzione fotografica. Ed è questa la ricerca originale che caratterizza l’opera coerente di Maria Pia Severi. La confusione, che l’immagine produce, accompagna il fruitore in un luogo diverso da quello della realtà ripresa. Non più spazi definiti, ma dimensioni oniriche.