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Una torta degna di un Papa

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

Il Maestro Pasticcere Renato Zoia ha firmato la torta offerta al Pontefice per la visita pastorale di domenica 1 ottobre a Bologna. La “Torta degli Addobbi”, omaggio del Cna di Bologna, è il dolce di 144 kg scelto per l’incontro con oltre mille indigenti nella Basilica di San Petronio

La profonda esperienza, non senza qualche emozione, ha guidato la mano del Maestro Pasticcere Renato Zoia, titolare della pasticceria Eporedia e inventore del noto cioccolato “Il Bolognino”, per la realizzazione della torta di 1.450 porzioni che il Santo Padre ha scelto di condividere con i poveri nella Basilica di San Petronio, l’1 ottobre, nel corso della visita pastorale a Bologna.

Il Maestro Zoia, già detentore di un’arte antica come quella della decorazione a cornetto e autore di altre lavorazioni in ambito dolciario che l’hanno reso celebre ben oltre i confini nazionali, ha dedicato 18 ore alla preparazione del dolce della tradizione bolognese già presente nelle cronache del Quattrocento.

È infatti la Torta degli Addobbi, più comunemente nota come Torta di riso, la specialità creata dal noto pasticcere. Si tratta di una tipicità dolciaria bolognese, preparata secondo la tradizione nel corso della “Festa degli addobbi” istituita nel 1470 e celebrata nel periodo di maggio, in concomitanza con le celebrazioni del Corpus Domini. Veniva portata in processione l’immagine del Corpus Domini, con un evento che coinvolgeva ogni 10 anni nelle parrocchie in città, mentre in campagna ogni paese veniva diviso in 4 quartieri e ogni quartiere festeggiava una volta ogni 4 anni, a rotazione, secondo le fonti. Per celebrare la festa, le parrocchie esponevano alle finestre, drappi colorati, mentre i fedeli aprivano le proprie abitazioni a vicini e conoscenti. Agli ospiti veniva offerta questa delizia, tagliata in piccoli rombi, ognuno con un bacchetto per l’assaggio. Un finger food dalle antiche origini dunque, per questa occasione dal peso di 144 kg, destinato a oltre mille persone con le porzioni disposte in 24 teglie dal Maestro Zoia.

Per golosi e curiosi, è bene sapere che esiste una ricetta originale depositata alla Camera di Commercio dell’Accademia Italiana della Cucina di “Bologna dei Bentivoglio” nel 2005, ma in realtà ogni nucleo famigliare ha una propria versione segreta e personalizzata in base al proprio gusto. Nella “grassa” e ghiotta Bologna solitamente se ne gustano due versioni: una con spezie, amaretti e canditi, più natalizia, e una più light, per tutto l’anno.

Non nasconde una certa emozione il Maestro Pasticcere Renato Zoia, pluripremiato, nominato Ambasciatore del Cibo Italiano nel Mondo dalla Camera di Commercio di New York, con un gran numero di riconoscimenti, tra cui un Guinnes dei Primati per la moneta di cioccolato più grande del mondo. Nonostante Renato Zoia, tra i più importanti Maestri Cioccolatieri a livello nazionale e molto noto anche all’estero, dove si reca per dimostrazioni, corsi e missioni informative, sia abituato a deliziare grandi eventi, l’iniziativa del Cna Bologna in onore del Pontefice che l’ha visto protagonista lo ha indubbiamente lusingato.

Quando mi è giunta la notizia, mi sono sentito onorato – racconta il Maestro Zoia – perché sono indubbiamente occasioni per vivere la storia e prenderne parte. Certo si ha anche una bella responsabilità, ma fortunatamente la passione per il mio lavoro e la mia lunga di esperienza mi permettono di affrontare una grande prova con serenità. Ho scelto di onorare la visita a Bologna del Pontefice con un dolce tipico della città che mi ha accolto tanti anni fa e credo che possa essere un bel ricordo sia per il Papa che per i fedeli riuniti in San Petronio”.

RENATO ZOIA

Veneto di origini, nato professionalmente in Piemonte, ma bolognese di adozione, Renato Zoia da oltre cinquant’anni dedica la propria vita al mondo della pasticceria.

La grande scuola piemontese ha lasciato un segno indelebile nello stile di Renato Zoia e il Maestro ha sempre cercato di coniugare le esperienze maturate ad Ivrea con la grande tradizione gastronomica di Bologna, città che lo vide trasferirsi oltre trentacinque anni fa.

Se il Piemonte è rimasto nel cuore del Maestro Pasticcere, come dimostra il nome della sua pasticceria, Eporedia, l’antico nome di Ivrea, la scoperta della gastronomia bolognese ha permesso a Renato Zoia di stupire il pubblico del capoluogo emiliano con creazioni innovative e originali, di rara bontà.

Da questo connubio deriva la ricca proposta di lievitati e dolci delle Feste, come panettoni, pandori, colombe, come le brioches di tutti i tipi. Difficile la scelta tra i vari tipi di torroni, spaziando da quelli classici a quelli morbidi, al caffè, al cioccolato, al miele di agrumi.

Grande amore di Renato Zoia, fin dai primi anni di lavoro, è stato il cioccolato. Un incontro che è diventato una passione straordinaria, sfociata in spettacolari uova di Pasqua, cioccolatini di ogni tipo e con ogni farcitura, praline, ricoperti, fino alla delizia per eccellenza, la celebre “Torta Eporedia” che ha decretato il successo della sua pasticceria, grazie al delizioso pan di spagna al cioccolato farcito con una mousse senza l’utilizzo di alcun tipo di liquore.

Renato Zoia è tra i protagonisti indiscussi del Cioccoshow, manifestazione dove insegna al pubblico i segreti di questa delizia degli dei, nonché membro fondatore dell’Associazione CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri

Giovanni Gelmetti, in noto ideatore di Giax Tower, commenta l’onore di essere ricevuto in udienza privata da Papa Francesco

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Casa e Giardino, Celebrità, Opinioni / Editoriale

“Ammiro immensamente il Papa. E’ stata un’emozione indescrivibile a parole, un sogno che inaspettatamente è diventato realtà, un’esperienza che mi ha segnato la vita” questa la dichiarazione commossa del noto imprenditore immobiliare milanese Giovanni Gelmetti, che Venerdì 24 Gennaio 2014, ha avuto il prezioso ed inestimabile onore di essere ricevuto in udienza privata da Papa Bergoglio.

Accolto in Vaticano durante la mattinata, Gelmetti durante lo speciale incontro, ha omaggiato il Santo Padre con dei cataloghi d’arte ed ha avuto anche l’occasione di mostrare una foto del suo progetto “fiore all’occhiello”, la Giax Tower. “Papa Francesco è di un’umiltà eccezionale e ha ricevuto me, come tanti altri credenti e fedeli, senza fare alcuna differenza. Mi ha ricevuto in un clima molto caloroso ed ospitale, come se volesse farmi sentire a mio agio, a casa. Terminata l’udienza, mi sono reso conto che Sua Santità mi aveva lasciato un dono inestimabile, che porterò per sempre con me: un’infinita energia nuova e positiva, carica di speranza e di fede“.

Intervistato Giovanni Gelmetti, l’imprenditore milanese ideatore di Giax Tower, dopo l’udienza privata da Papa Francesco

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Italia, Opinioni / Editoriale

Giovanni Gelmetti, imprenditore immobiliare milanese, è stato ricevuto da Papa Francesco, in Vaticano, Venerdì 24 Gennaio 2014, in udienza privata. Un’occasione più unica che rara per l’ideatore del grattacielo residenziale Giax Tower che ha creato e creerà numerosissimi posti di lavoro, in un periodo così difficile per l’Italia. Con grande emozione, Gelmetti ha rilasciato questa breve intervista.

D: Dott. Gelmetti, com’è stato conoscere di persona e parlare con nientemeno che Papa Francesco?

R: E’ stata un’emozione indescrivibile a parole, un sogno che inaspettatamente è diventato realtà, un’esperienza che mi ha segnato la vita. Ammiro immensamente il Papa… E’ uno di quei momenti preziosi ed unici, che si ricorderanno per il resto della vita e farò tesoro dell’immensa opportunità che ho avuto. Farò tesoro di quest’indimenticabile esperienza, dal valore inestimabile.

D: È vero che ha mostrato al Santo Padre le foto del suo progetto Giax Tower?

R: Sì e con mio stupore, ha benedetto il progetto. Questo incontro mi ha dato una notevole spinta e forza in più, per guardare avanti, guardare il futuro, continuare a realizzare i miei progetti e seguire ed ascoltare i miei sogni, che a quanto pare possono diventare realtà.

D: Ha portato un omaggio a Papa Bergoglio?

R: Ho omaggiato Sua Santità con dei cataloghi d’arte, in quanto credo che l’arte e la cultura siano un patrimonio preziosissimo. Terminata l’udienza, mi sono reso conto che anche Sua Santità mi aveva lasciato un dono inestimabile, che porterò per sempre con me: un’infinita energia nuova e positiva, carica di speranza e di fede.

D: Non deve esser stato facile essere ricevuti in udienza privata..

R: Papa Bergoglio è un Papa di un’umiltà eccezionale e ho potuto provarlo sulla mia pelle. Ha ricevuto me, come tanti altri credenti e fedeli, con la semplicità che lo caratterizza. Nella stessa mattinata sono stati convocati in udienza anche i vertici di Mediaset, con Fedele Confalonieri, Pier Silvio Berlusconi, Maria De Filippi e Giuliano Andrean, nonché il Presidente della Repubblica francese François Hollande.

AGENZIA PROMOTER – Papa Francesco, una ventata d’aria fresca secondo il manager Salvo Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Opinioni / Editoriale, Religione

Si è dimostrato entusiasta nel parlare di Papa Francesco, il manager Salvo Nugnes, agente di rinomati esponenti del panorama culturale e artistico, che ha confessato il desiderio di poterlo incontrare presto de visu in udienza privata.

Nugnes afferma “Papa Francesco rappresenta un’autentica svolta, paragonabile alla rivoluzione del terzo millennio. È come una ventata di aria fresca e pura, che avvolge il mondo della cristianità. Riesce a conquistare ogni uditorio con la sua spontanea semplicità e si attira la stima e il rispetto anche da parte di atei e non credenti. Il suo messaggio di apertura della Chiesa, la propensione ad accogliere con gioia il confronto e a stringere tutti in un avvolgente abbraccio simbolico sono azioni fondamentali e ricordano le parole di Gesù Cristo, che proclamava -sono venuto per servire e non per essere servito-. Il suo porsi quasi in controtendenza rispetto ai suoi predecessori evidenzia una fase di radicale trasformazione, che si è ormai innescata ed è ben visibile agli occhi del mondo“.

AGENZIA PROMOTER: LE PAROLE DEL NOTO PERFORMER GABRIELE CONTINI

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Comunicati Stampa, Cultura

Intervistato il noto artista e performer milanese Gabriele Contini, racconta del suo rapporto con la religione e la Chiesa.

1) Nel 2003 mette in scena Salomè, al Teatro delle Erbe di Milano. Perché ha deciso di fare una performance con una tematica del Vangelo?
Per realizzare la performance ho preso spunto dal dramma teatrale Salomè di Oscar Wilde. Il dramma è ispirato alla figura della principessa giudaica Salomè, figlia di Erodiade, ed alla sua storia, riportata, pur tacendone il nome, nei Vangeli di Marco e Matteo. Per compiacere la sua volontà, infatti, Erode ordinò la decapitazione di Iokanaan. L’opera venne scritta in lingua francese durante un soggiorno di Wilde a Parigi, appositamente per l’attrice Sarah Bernhardt la quale, nonostante le numerose prove, si rifiutò di interpretare il personaggio sulle scene. Il dramma appare solo in parte come una riproposizione della nota vicenda biblica (Matteo, 14,3-11; Marco, 6, 17-28), e, proprio nel suo essere altro dalla storia antica, ne svela la più recondita, metafisica essenza. Il tema principale è la remissione della propria sorte, il destino che si compie inesorabile e che riguarda l’umanità intera.

2) Quanto è importante l’arte cristiana nelle sue opere?
Non ci ho mai pensato! Non la definirei arte cristiana, ma “arte cristica” diretta all’essenza del messaggio recondito di Cristo.

3) E’ credente? Praticante?
Credo in Dio perché, come diceva il drammaturgo Carmelo Bene: “Non esiste un Dio, ma una presenza sovrasensibile”.

4) Cosa ne pensa dell’elezione del nuovo Papa Francesco I?
E’ una brava persona, ma la cosa non mi interessa.

5) Secondo Lei, l’attuale Papa contribuirà ad un riavvicinamento dei cristiani alla Chiesa Cattolica?
Non penso. I cristiani sono tanti e di diverse confessioni.

6) Regalerebbe una Sua opera al Papa?
Si, certo ne sarei onorato.

7) Quale il significato del Crocifisso nelle sue opere?
Il crocefisso ha un significato simbolico esistenziale formidabile è il segno della resa a qualcosa di più grande.
Ne faccio uso per decretare la mia volontà di assumere un destino (quello del dolore, della remissione) sopra le mie spalle.

SILVANA GIACOBINI OSPITE A “MATTINOCINQUE” COMMENTA IL PRIMO ANGELUS DI PAPA FRANCESCO – Agenzia Promoter

Scritto da PromoterArte il . Pubblicato in Cultura, Libri, TV

Lunedì 18 Marzo 2013 Silvana Giacobini, è intervenuta nella trasmissione “MattinoCinque” nello spazio condotto da Federica Panicucci in cui si è parlato, alla vigilia dell’Intronizzazione, del primo Angelus di Papa Francesco e ha commentato l’importante evento insieme agli altri ospiti in studio, il Direttore Claudio Brachino, l’Onorevole Ombretta Colli, il giornalista Paolo Giordano, Emanuela Falcetti, Giovanni Terzi.

L’Angelus di Domenica, è stato seguito in tv da un pubblico molto vasto e da una moltitudine di fedeli presenti in Piazza San Pietro. Davvero significative le parole di commiato, pronunciate dal Santo Padre prima di ritirarsi “Non dimenticate questo: il Signore non si stanca mai di perdonare, siamo noi che, ci dimentichiamo di chiedere perdono“. Papa Francesco nato in Argentina di origini piemontesi, ha mantenuto un forte legame con la terra d’origine della famiglia e conserva stretti legami con i parenti, i Bergoglio, che ancora vivono in quei luoghi in provincia di Asti, il piccolo paese Bricco Marmorito, frazione di Porta Comaro.

La Giacobini, è stata colpita come tanti dalla spontanea simpatia e dalla semplicità di Papa Francesco. Paolo Giordano, originario dell’astigiano, si è detto orgoglioso e compiaciuto. La Giacobini gli ha fatto notare il riferimento territoriale, contenuto nel suo nuovo romanzo “Il leone di terracotta” (Cairo) appena uscito nelle librerie, un giallo tutto all’italiana ambientato nel suggestivo contesto delle Langhe, terra che, era povera e in pochi anni, è diventata prospera grazie all’impegno e alla creatività della popolazione.

C’è grande attesa per l’anteprima di presentazione del libro “Il leone di terracotta” (Cairo) che Silvana Giacobini farà Giovedì 28 Marzo 2013, alle ore 18.00, presso “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in Via Alessi 11, a Milano, all’interno del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it“. “Cultura Milano.it” ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, vuole rendere la cultura accessibile a tutti, con incontri ad ingresso libero che, coinvolgono nomi di spicco del panorama attuale. Relatori d’eccezione accanto alla Giacobini, saranno Claudio Brachino e Valeria Marini.

PADRE ENZO FORTUNATO ATTESO IN CONFERENZA NEL CARCERE DI SAN VITTORE AFFIANCATO DA SALVO NUGNES IN DATA VENERDÌ 22 MARZO 2013 COMMENTA CON BRUNO VESPA A “PORTA A PORTA” L’ELEZIONE DI FRANCESCO I

Scritto da PromoterArte il . Pubblicato in Comunicati Stampa

Padre Enzo Fortunato, Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e noto volto di Rai1, nella rubrica “Tg1 Dialogo” è atteso in conferenza, nel carcere di San Vittore a Milano, in data Venerdì 22 Marzo 2013, per parlare della raccolta di riflessioni e meditazioni per la vita quotidiana, tratte dagli editoriali della rivista “San Francesco Patrono d’Italia” che hanno ispirato anche le tematiche affrontate nel suo libro “Siate amabili” pubblicato di recente. L’evento è organizzato dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter e si colloca nel contesto delle numerose iniziative cultural artistiche, che si svolgono per i detenuti.

Padre Enzo, ospite da Bruno Vespa a “Porta a Porta” in data Mercoledì 13 Marzo, appena proclamato il nuovo Papa Francesco I, ha espresso grande felicità e soddisfazione dicendo “Ho provato una gioia e una gratitudine immensa per il Santo Padre e subito dopo, la speranza di poterlo accogliere nei luoghi sacri, della memoria di San Francesco. Nella convinzione che, non esista strada più solenne della vita di tutti i giorni, per ridare bellezza alla nostra umanità attraverso sani pensieri, nobili gesti e soprattutto una fede coerente“.

Per il Padre “Chiamarsi Francesco I è un segnale molto forte. Mezzo secolo fa Giovanni XXIII venne a pregare sulla tomba del Santo e spiegò che nel nome di Francesco è riassunta in una sola parola il ben vivere, l’insegnamento di come dobbiamo metterci in comunicazione con Dio e con gli altri uomini. Nel 1978 Papa Wojtyla disse che, il Papa a motivo della sua missione deve avere dinanzi gli occhi di tutta la Chiesa universale, nelle varie parti del globo e ha bisogno in modo particolare, dell’aiuto del Patrono d’Italia, dell’intercessione di San Francesco“.

Ali Agca, in un libro la sua verità sull’attentato a Papa Giovanni Paolo II. Disponibile su SanPaolostore.it

Scritto da SanPaoloStore il . Pubblicato in Libri

13 maggio 1981, ore 17.17
Giovanni Paolo II fa il suo ingresso in San Pietro. La piazza è gremita, la folla lo acclama. Il Santo Padre, a bordo della “papamobile”, sorride, benedice. Tra le teste dei fedeli spunta una pistola. Esplode due colpi. Ferisce il Santo Padre all’addome e alla mano. La veste bianca si colora di rosso. Il killer, Mehmet Ali Agca, militante dei Lupi Grigi, tenta la fuga. Viene fermato con prontezza. Wojtyla è soccorso, trasportato al Policlinico Gemelli, sottoposto a oltre cinque ore di intervento. Si salva. Due anni dopo, il 27 dicembre 1983, si reca nel carcere di Rebibbia per incontrare il suo assalitore. A trent’anni distanza, Agca dà la sua versione dei fatti nel libro “Mi avevano promesso il Paradiso.La mia vita e la verità sull’attentato al Papa“. L’ennesima.
La trovate su Sanpaolostore.it.