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Agenzia Promoter: l’artista Alessandra Turolli ospite del manager Salvo Nugnes nell’esclusivo contesto del Festival del Cinema di Venezia

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Comunicati Stampa, Cultura

Tra gli illustri ospiti che il manager Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter e Promoter Arte, ha voluto accanto in occasione della sua presenza al famoso Festival del Cinema di Venezia, anche la talentuosa pittrice Alessandra Turolli ha partecipato entusiasta alla prestigiosa manifestazione.

Di recente la Turolli ha esposto in una mostra personale intitolata “Panta Rei” le sue originali creazioni, presso la storica galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 ricevendo grande successo e ottimi riscontri di pubblico e di critica.

Parlando della sua vocazione artistica la Turolli spiega “Ogni volta che mi pongo davanti ad una tela bianca seguo la forte passione e l’emozione che il mio cuore richiede. È come un richiamo verso qualcosa, che viene dal mio profondo. Entro in un sogno inconsapevole, ancestrale, dove ritrovo me stessa con i colori delle mie ansie, delle mie ombre, della mia luce, della poesia e dell’amore“.

Molto significativi i commenti di apprezzamento espressi dagli importanti nomi intervenuti al vernissage inaugurale, tra cui Roberto Vecchioni, Andrea Pinketts e tanti altri rinomati esponenti, che hanno dimostrato sincero consenso verso la Turolli e i suoi dipinti.

Nel ricco e corposo catalogo correlato alla mostra spicca il testo di riflessioni di Alberto Artioli, soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, che dichiara “Il forte carisma spirituale, che guida la mano e la mente della Turolli fa si che le sue creazioni, prima ancora di essere viste vengano recepite dal fruitore, che viene avvolto e permeato dalla loro energia vitale. Attraverso le sue opere-verità si fa carico dei sentimenti dell’anima riportandoli sulla tela, che diventa quasi un tracciato autobiografico“.

“PANTA REI”: CATALOGO DELLA MOSTRA DI ALESSANDRA TUROLLI ALLA MILANO ART GALLERY (EDIZIONI PROMOTER ARTE)

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“Panta Rei”, personale di Alessandra Turolli nel contesto della storica Milano Art Gallery – Spazio Culturale, è anche uno dei cataloghi editi da Promoter Arte ‒ affermata società che da più di vent’anni, con la passione e la professionalità che la contraddistinguono, si occupa di Mostre, Editoria e Comunicazione.

L’esposizione, stabile dal 27 giugno al 29 luglio 2013, in via Alessi 11, a Milano, e curata dalla Dott.ssa Elena Gollini, deve la sua impeccabile organizzazione al manager di personalità di spicco del panorama contemporaneo Salvo Nugnes, Direttore dell’affascinante spazio espositivo in cui è stata allestita la mostra e di Promoter Arte.

Sfogliando il catalogo, ci si immerge nella vasta produzione di opere che delineano l’interessante percorso di ricerca sperimentale dell’artista, in continua evoluzione. “Panta Rei, io sono convita che tutto sia in movimento, tutto è mutabile e niente ha fine”. Questo il messaggio di Alessandra Turolli che continua affermando “Anche il deserto, che sembrerebbe un nulla perché monocolore, dopo una pioggia, una goccia d’acqua, può far nascere un fiore: da tutto nasce qualcosa”.

Il linguaggio adottato, agli inizi della carriera figurativo, è un viaggio verso i territori dell’Informale dove l’artista si sente più libera di agire ed esprimersi, lasciandosi guidare dal profondo del suo cuore. Un sogno inconsapevole e ancestrale tinto dei colori delle sue speranze e delle sue paure, della sua luce e delle sue ombre, della poesia e dell’amore.

“Tutti quelli che hanno visto i miei quadri hanno parlato di anima, ed è questo che volevo trasmettere io, che i miei quadri dessero un’emozione all’anima di chi li vede”. È così che alla Milano Art Gallery Alessandra Turolli incanta e conquista, cattura e stupisce.

Intervista all’artista Alessandra Turolli in vista della sua personale alla Milano Art Gallery dal 27 Giugno 2013

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In occasione della personale di Alessandra Turolli, il cui vernissage si è tenuto Giovedì 27 Giugno 2013 alle ore 18.00, presso la prestigiosa Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, l’artista rilascia un’intervista dove racconta del suo percorso artistico e della sua passione per l’arte.

COME E QUANDO NASCE LA SUA PASSIONE PER L’ARTE?

Sono sempre stata appassionata all’arte. A 12 anni ho vinto un premio di pittura che mi ha permesso di poter essere nominata sia all’Accademia Carrara a Bergamo, che a quella di Brera a Milano. Essendo di Bergamo, ho deciso di andare all’Accademia Carrara, quando insegnava ancora il Prof. Longaretti. Per un paio di anni son rimasta lì, poi sarei dovuta andare al liceo, che ho fatto fuori Italia. In quei due anni di Accademia, mi sono resa conto che non era la mia strada, forse perché ero troppo giovane, forse perché mi facevano fare nudi, nature morte e tutte queste cose, con questa splendida luce solare. Io non dipingo mai con il Sole, dipingo di notte, per cui sono andata da Longaretti, dicendogli che non me la sentivo più di frequentare. Il Professore, di conseguenza, ha chiamato i miei genitori dicendo che avevo delle buone possibilità, ma senza riuscire a farmi cambiare idea. Nel frattempo sono stata via, ho avuto dei figli, ho interrotto per un certo periodo la mia attività vera e propria e poi ho ricominciato.

UNA BREVE RIFLESSIONE SUL CONCETTO DI ARTE

L’arte dev’essere qualcosa che dà gioia a chi la vede, dà un’emozione. Mi è capitato molte volte di passare davanti a quadri che non mi hanno trasmesso nessuna emozione, contrariamente ad altri, che mi destano un’emozione profonda nell’anima. Io cerco di mirare a questo: poter dare emozione a chi guarda le mie opere.

COME SI È EVOLUTO IL SUO PERCORSO NEGLI ANNI?

Ho cominciato con una personale a Bergamo, in un luogo dove gli artisti venivano selezionati da una giuria di espertissimi. Non ero ancora consapevole che avrei continuato a fare mostre ed esposizioni. Mi hanno accettata e ho avuto un ottimo successo. Addirittura un grande collezionista d’arte, ha comprato un mio quadro che si è permesso di regalare al Guggenheim di Venezia, quindi non si può immaginare la mia emozione! Da quel momento sono nate altre idee, anche se non ho fatto moltissimo, in quanto ho cominciato tardi con quella che ora è la mia professione. Ho esposto poi a Palazzo Ducale a Massa e in diversi altri prestigiosi. Essendo sempre stata un po’ pigra, non ho realizzato tante mostre, ma ora ho questa mostra a Milano che mi gratifica moltissimo. Sono molto contenta e spero che da cosa nasca cosa.

UN PARALLELO TRA ARTE, POESIA E LETTERATURA

Io le metterei tutte insieme, sono doti meravigliose, che esprimono il tuo pensiero. C’è stato un momento della mia vita in cui ero indecisa tra la pittura e la scrittura, perché amo anche scrivere poesie, odi e componimenti. Come leggere un bel libro ti regala una gioia infinita, osservare un bel quadro ti dona la stessa gioia, se il quadro ti piace. Tutto è arte, un’arte avvolgente. Arte, poesia e letteratura non possono essere diverse l’una dall’altra, sono tutte troppo importanti per me.

A COSA SI ISPIRA IL TITOLO PANTA REI DELLA SUA MOSTRA?

Panta Rei.. Io sono convita che tutto sia in movimento, tutto è mutabile e niente ha fine. Ho infatti realizzato quest’ultima serie di deserti e pianeti, perché credo profondamente che facciamo parte di un tutto che chiamiamo Universo. Anche il deserto, che sembrerebbe un nulla perché monocolore, dopo una pioggia, una goccia d’acqua, può far nascere un fiore: da tutto nasce qualcosa. Io sono convintissima di questa teoria. In più, i deserti mi suscitano delle emozioni particolarmente forti, li ho amati ed ogni deserto che vedo, me ne innamoro.

QUAL È L’OPERA CHE HA SCELTO COME SIMBOLO DELLA MOSTRA?

Ho scelto “Vita“: un Sole su fondo scuro, al tramonto, con un serpente in ferro, simbolo di vita e tentazione e una piccola Luna dello stesso materiale del serpente, rappresentati su questa mia pittura molto materica.

DAL 27 GIUGNO AL 15 LUGLIO ESPONE PRESSO LA STORICA E RINOMATA GALLERIA MILANO ART GALLERY DI MILANO. COME È NATO IL CONNUBIO ARTISTICO CREATIVO CON IL MANAGER SALVO NUGNES?

Per una combinazione di eventi e di elementi. Ci siamo visti ad una mostra a Milano, mi è stato presentato e successivamente è venuto da me una sera, in quanto voleva vedere i miei quadri. Le mie opere gli sono piaciute e da lì è cominciata la nostra collaborazione, con grande mia soddisfazione.

COME PENSA SI POSSA EDUCARE ALL’ARTE LE NUOVE GENERAZIONI?

Non si può educare all’arte, l’arte bisogna sentirla dentro. Ad esempio, mio padre mi mandava a lezione di piano, ma io ne saltavo tantissime perché non mi interessava e oggi lo rimpiango molto. Questo per dire che non si può far fare ad un ragazzo ciò che non sente dentro davvero. Deve avere delle sensazioni ben precise, se no non ricaverà mai niente da se stesso.

QUALI SONO I SUOI FUTURI PROGETTI PER LA SUA RICERCA ARTISTICA E SPERIMENTALE?

In questi giorni ho fatto tre quadri, l’uno molto diverso dall’altro. Per me dipingere vuol dire divertimento, non sono un’artista seriale. Ho avuto il periodo dei deserti, ad esempio, ma è già finito, ho prodotto ancora qualche pianeta, ma non posso certamente fare tutto l’Universo con tutto quello che contiene! Ora sto realizzando delle opere molto particolari con dei movimenti molto armonici utilizzando questa tipo di pittura che è un insieme di colla, cemento e altri materiali, che poi riesco a modellare con le mani, come io desidero. Non so mai, quando mi metto davanti una tela, dove vado a parare, è come se qualcuno mi guidasse la mano. Probabilmente è già dentro di me questa sensazione, l’ispirazione vera, però io sono inconscia e quando ho finito di modellare il quadro praticamente mi rendo conto che è finito ed è venuto come io volevo. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso, soprattutto per me stessa, perché sperimentare per un’artista è anche divertimento. Vedere cosa succede con i miscugli di vari colori, con alcune sostanze mescolate ad altre, mi aiuta a trovare soluzioni nuove per la mia arte. Per cui sono sempre alla ricerca di novità, se no mi annoierei. Non sono la classica persona che vuole andare a vendere a tutti i costi i suoi quadri, ma voglio soprattutto avere una mia serenità d’animo che mi consenta di fare quello che il mio cuore richiede ed io continuerò nel mio cammino spirituale.

C’È QUALCHE ARTISTA IN PARTICOLARE AL QUALE SI ISPIRA O LA SUA ARTE VIENE DA SÉ?

All’inizio quando andavo all’Accademia Carrara ero affascinata, e lo sono ancora, da Botticelli, Bruegel, i fiamminghi in generale, Leonardo, e questo tipo di pittura. Mi ricordo che quando mia figlia faceva il liceo artistico ho litigato varie volte con chi mi faceva vedere i quadri informali moderni, perché io non li riuscivo a sentire. Successivamente qualcosa in me è cambiato, mi sono stufata di usare l’olio, perché era troppo lento ad asciugare e ho cominciato ad usare acrilico, smalto, sughero, legno, ferro e iniziando a cambiare completamente il modo di vedere e fare l’arte.

“Tutti quelli che hanno visto i miei quadri hanno parlato di anima, ed è questo che volevo trasmettere io, che i miei quadri dessero un’emozione all’anima di chi li vede. Non è importante che a uno piaccia di più o di meno, ma quasi tutti hanno colto quello che volevo esprimere.”

Grande affluenza di pubblico per il vernissage della personale di Alessandra Turolli alla Milano Art Gallery con straordinari ospiti

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Numerosissimi i presenti alla “Milano Art Gallery” storica galleria in via Alessi a Milano, in occasione del vernissage della personale di Alessandra Turolli “Panta Rei” organizzata da Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte e curata dalla Dott.ssa Elena Gollini.

Ad inaugurare la mostra, Giovedì 27 Giugno, un ricco carnet di ospiti vip, personalità di spicco del mondo della cultura e dello spettacolo: il cantautore Roberto Vecchioni, Gigliola Cinquetti, il Soprintendente Alberto Artioli, Andrea Pinketts (Mistero), Wilma De Angelis, l’attore Enrico Beruschi, il Dirigente Rai e presidente del Touring Club Italiano Franco Iseppi, il giornalista Fulvio Palmieri e lo scrittore Luciano Maria Teodori. Quest’ultimo, a far da suggestiva cornice, ha presentato anche il suo ultimo libro intitolato “L’impossibilità di essere paranormale”.

L’esposizione di Alessandra Turolli, stabile alla Milano Art Gallery fino al 15 Luglio, offre una vasta produzione di opere, che delineano l’interessante percorso di ricerca stilistica sperimentale dell’artista, in continua evoluzione. “Panta Rei, io sono convita che tutto sia in movimento, tutto è mutabile e niente ha fine” afferma la Turolli e continua “Credo profondamente che facciamo parte di un tutto che chiamiamo Universo”.

La Milano Art Gallery presenta “Panta Rei” di Alessandra Turolli in mostra dal 27 giugno al 15 luglio 2013

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La mostra personale “Panta Rei” dell’eclettica Alessandra Turolli si terrà dal 27 Giugno al 15 Luglio 2013, nello storico contesto della “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” in via Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte. L’inaugurazione è prevista per Giovedì 27 Giugno alle ore 18.00 ad ingresso libero.

Il “Panta Rei” delle opere della Turolli si ispira alla teoria filosofica di Eraclito, riferita al “Panta Rei” del mondo e dell’Universo cosmico nel loro continuo divenire evolutivo, nell’eterno fluire dei mutamenti e delle trasformazioni. Colore e materia creano un sinergico connubio e generano una tridimensionalità dello spazio sulla tela in una suggestiva dimensione di dinamismo temporale tra passato, presente, storia e memoria in cui tutto tende e si protende in un virtuale percorso esistenziale di intense riflessioni interiori e di risveglio dei sensi e delle percezioni emozionali. L’espressione stilistica della Turolli è improntata all’uso dell’elemento materico in una costante ricerca di sviluppo e definizione, con risultati di notevole impatto estetico e di straordinario contenuto sostanziale. L’essenza della sua pittura dimostra sensibilità e maturità artistica, capacità di bilanciare sintesi e forza esecutiva, libertà e costruzione, realtà e rappresentazioni rarefatte e sognanti immerse in una visione onirica, che offre all’osservatore momenti di vera poesia e autentico lirismo dell’arte. Attraverso questo sapiente ed energico lavoro si compone una narrazione ancestrale, che trasporta in un’atmosfera primordiale.

La Turolli dice “Prediligo dipingere di notte, quando il tempo scorre senza interruzioni e sembra più lungo. È fondamentale imparare ad ascoltarsi, essere accogliente verso altre realtà, che affiorano dalla testa, dal cuore, dalla pelle. Il flusso emotivo e quello pittorico sono speculari. Istinto e volontà prima, conoscenza dopo. Il corpo è totalmente coinvolto sulla tela, che è stesa a terra per essere dentro l’opera, dare forma alla materia con la propria impronta, umanizzarla con il potere suggestivo, ipnotico del colore, del segno, del tratto guidato dalle pulsioni dell’anima“.