Posts Tagged ‘palazzo’

In vendita Palazzo Doria D’Angri a Napoli considerato meta imperdibile di notevole fascino architettonico e secolare tradizione artistica

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Lo storico Palazzo Doria D’Angri è considerato una tappa artistico-culturale imperdibile racchiuso nel cuore di Napoli e situato nella zona urbana nevralgica di Piazza Sette Settembre, adiacente a Palazzo Reale, al Teatro San Carlo, alla Chiesa di Santa Chiara, alla piazza del Gesù e al secolare bar Gambrinus. È facilmente raggiungibile e ben visitabile con i suoi 1100 metri quadrati di superficie estesa, di possente e nobile sontuosità. Attualmente si presta per essere adibito a prestigiosi eventi e manifestazioni di carattere pubblico e privato come conferenze, riunioni, meeting, congressi, convention, esposizioni d’arte, allestimenti museali e cerimonie. Inoltre, è perfettamente organizzato per ospitare sedi accademiche e universitarie, caffè letterario con annessa biblioteca ed istituiti scolastici. Al suo interno sono disponibili nove ampie stanze con bagno attiguo, che offrono il massimo confort lussuoso per un alloggio all’insegna della funzionale versatilità.

Il palazzo è un simbolo ed emblema per la storia d’Italia poiché dal balcone principale del salone degli specchi, il mitico Giuseppe Garibaldi si è affacciato per proclamare l’annessione del Regno borbonico delle due Sicilie al novello Stato italiano, tracciando le fondamenta portanti della successiva evoluzione territoriale del nostro Paese. Correva il 7 Settembre 1860 e ancora oggi in questo luogo suggestivo sembrano riecheggiare tra le poderose mura le significative parole pronunciate dall’eroe dei due mondi. L’incantevole cornice è rimasta intatta nel suo folgorante scenario di magnifici affreschi e ornamenti ben conservati. Tra essi spiccano “L’allegoria dell’aurora” posta nel salone degli specchi sulla volta del boudoir in ornati di stucco d’oro zecchino, “L’allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” al primo piano nobile e le coreografiche cariatidi di stucco.

La costruzione di aristocratico lignaggio risale al Settecento, sulla base del progetto ideativo e decorativo di nomi importanti dell’epoca del calibro di Luigi e Carlo Vanvitelli, Alessandro e Fedele Fischetti, Costantino Desiderio, Gennaro Fiore, Girolamo Starace, Francesco Longhetti, Giacinto Diano, Angelo Viva, che hanno fornito il loro esperto e autorevole contributo e sono stati coinvolti anche nella realizzazione della Reggia di Caserta, altro edificio di notevole rilevanza nel patrimonio nazionale.

Porta grande onore lo storico Palazzo Doria D’angri ubicato nel cuore di Napoli

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

L’atmosfera secolare di Palazzo Doria D’Angri, ubicato nella rinomata Piazza 7 Settembre, è stata lo scenario di un evento storico d’indiscussa valenza, che ancora oggi costituisce un momento decisivo per l’intera Storia D’Italia. Esattamente il 7 Settembre 1860, e da qui trae nome la Piazza, Giuseppe Garibaldi ospite in quel periodo presso il nobile Palazzo, si affacciò dalla balconata centrale e dopo aver reso omaggio simbolico al Santo Patrono protettore della città, San Gennaro, proclamò l’annessione del Regno Borbonico delle due Sicilie allo Stato Italiano appena nato. L’affascinante dimora nobile gode di una collocazione di privilegiata centralità, poiché è limitrofa alla Piazza del Gesù, a Palazzo Reale, alla Chiesa di Santa Chiara, al Teatro San Carlo, al famoso Bar Gambrinus.

Sull’origine della pregiata costruzione è stato scritto e tramandato fino ai giorni nostri parecchio materiale interessante. In particolare, si attesta che “Fu Marcantonio Doria a volere questa dimora di 1100 metri quadrati nel 1755 e per realizzarla acquistò delle costruzioni preesistenti. Marcantonio però morì prematuramente. Fu il figlio Giovanni Carlo a portare avanti il progetto del padre e affidò l’opera all’architetto Luigi Vanvitelli. Non solo la mano di Vanvitelli ha dato prestigio all’edificio, ma anche quella di Ferdinando Fuga e Mario Goffredo. Un’epigrafe posta sulla facciata nell’angolo con Via Toledo ricorda l’annuncio dell’annessione del Regno delle due Sicilie all’Italia il 7 Settembre 1860, data che in seguito diede il nome alla Piazza. Successivamente dopo il 1940 il Palazzo è stato prima adibito a filiale sede del provveditorato e poi a succursale di un’importante scuola della zona“.

Attualmente il Palazzo vanta una versatile fruibilità d’utilizzo. Infatti, è l’ideale per ospitare eventi eterogenei di tipo privato e pubblico, iniziative culturali, mostre d’arte, conferenze, congressi, riunioni, convegni politici, esposizioni museali, caffè letterario con biblioteca. Inoltre, sono presenti 9 sontuose camere corredate da bagni, da poter adibire a zona d’accoglienza lussuosa, confortevole, e dotata di moderni confort.

Nell’edificio restano custoditi nel loro massimo splendore conservativo dei capolavori di magistrale affrescatura. In particolare, spiccano nella coreografia decorativa l’opera di lucente suggestione dal titolo “L’allegoria con Mercurio, la sapienza e la poesia” posta nella volta del primo piano nobile e “L’allegoria dell’aurora” racchiusa nella celebre Sala degli Specchi realizzata da Alessandro Fischetti e Costantino Desiderio, inserita sulla volta del Boudoir in ornati di stucco d’oro fatti da Gennaro Fiore.

“Spoleto incontra Venezia”: I sassi scolpiti di Siro Polazzetto esposti in queste prestigiose mostre

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

In esposizione alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia” i noti sassi di Siro Polazzetto. Le sue opere sono visibili a Palazzo Rota Ivancich, a 150 mt da Piazza San Marco, fino al giorno 24 ottobre 2014. La mostra, curata dal Prof. Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, porta in mostra grandi nomi, come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì ed una mostra fotografica su Pasolini.

Siro Polazzetto è un artista multidisciplinare che divide la propria vita tra S. Donà di Piave e Venezia, dove ricopre la carica di restauratore di mosaico nella Basilica di San Marco dal 1973. L’artista, grande restauratore, ha eseguito numerosi interventi di restauro su mosaico, oltre che a Venezia, a Torcello, Napoli e Roma, per importanti monumenti e luoghi di culto.
Come membro della “Scuola del Mosaico” ha lavorato per la realizzazione di grandi opere per il Kuwait, la Nigeria, l’Arabia Saudita e per il palazzo di vetro di New York.

Le sue opere, sassi scolpiti raccolti dal fiume, interrompono con l’artista il loro naturale destino. L’uomo interviene così per inscrivervi una forma nuova, e lanciarli nel futuro. La pietra, dopo essere stata scolpita, non va perdere la sua originaria identità, bensì va a mantenere la sua forma naturale di sasso, pur diventando simultaneamente un volto umano. I sassi di Polazzetto ricordano le sculture primitive africane e gli studi di Picasso, nonché di Modigliani, ad esse inerenti. Nonostante sia un autodidatta, possiede delle notevoli capacità manuali e più tecniche qualificate. Non sorprende quindi che riesca a spaziare all’interno di una varietà di materiali, dai quali sfrutta ogni qualità espressiva. La sicurezza delle pennellate quando dipinge, l’abilità nel creare forme di poliuretano che abbiano una vitalità animale, la maestria nel riprodurre fisionomie in resine simili a vetro, testimoniano il suo talento.

La raffinata artista Grazia Massa esporrà i suoi quadri cromatici nelle sale dello storico Palazzo Leti Sansi, in occasione delle prestigiose mostre di Spoleto Arte

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

È prossimo l’inizio delle straordinarie mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes, previste dal 27 giugno al 24 luglio, all’interno dello storico palazzo Leti Sansi, situato in Piazza del Mercato, nel cuore di Spoleto. In esposizione anche le cromatiche geometrie pittoriche di Grazia Massa.

La Massa, fin da giovane età ha sentito l’esigenza di esprimere i suoi sentimenti attraverso l’arte. Le tematiche affrontate negli anni di formazione sono varie: paesaggi en plein air, nature morte, figurative con una particolare attenzione alla figura umana. Le tecniche usate sono varie: acquerello, olio, tempere, pigmenti vinilici, a fresco, gouaches, smalti. Successivamente passa all’astratto di matrice concettuale, dove esterna emozioni e sensazioni tramite il colore, dipingendo forme semplici, segni ed elementi della geometria, linee pulite ed essenziali.

Nei quadri si individuano percorsi, che si intrecciano, si fondono, si interrompono, cercano di uscire dagli spazi predefiniti, lasciando stupito e quasi attonito l’osservatore, che nel contempo è invogliato a cogliere nell’intricata tortuosità il proprio cammino esistenziale, talvolta bruscamente bloccato da forzature e costrizioni esterne. Queste rappresentazioni riconducono ad un piano di profonda realtà interiore, lasciando trapelare significati e messaggi rivolti al fruitore.

Connotazione qualitativa molto rilevante, delineabile nelle opere astratte, è la non ripetitività di se stessa, poiché l’artista rinnova ogni volta le componenti segniche e materiche delle sfumature e tonalità utilizzate con fantasiosa capacità di rigenerazione. Ogni raffigurazione non è un discorso finito e concluso a se’ stante, ma si ricongiunge ad una visione ampia e aperta, seppur contenuta in una concezione di unicità ed esclusività elaborativa e progettuale.

La pittrice commenta “le opere della mia ricerca artistica sono un transito, un passaggio. Ogni fruitore può cercare di scoprire il proprio percorso di vita, avvicinarsi ai quadri e attraverso un’osservazione partecipe e consapevole, può individuare il suo percorso più congeniale, sintonizzandosi sui pensieri e con lo sguardo seguendo la strada, sulla sequenza virtuale immaginaria, che risulta più vicina e affine al suo modo di essere, all’ego introspettivo più intimo. In sintesi, questo è il processo, che mi ha stimolato nell’approccio all’astrattismo e che desidero condividere”.

Prosegue sottolineando “quali e quanti percorsi riusciamo a compiere nella nostra esistenza? Quante volte abbiamo sbagliato strada o direzione e abbiamo dovuto cambiare direzione e orientamento, per poterci ritrovare in pace con noi stessi? Non c’è vita, che non sia tortuosamente vissuta e, che non abbia dato l’opportunità di creare occasioni e tappe -nodali- che hanno segnato per sempre il nostro cammino. Con i miei lavori desidero focalizzare l’essenza primaria del nostro vivere, affinchè ne comprendiamo l’importanza e l’incidenza sostanziale, con sensibile e ispirata propensione”.

La sofisticata artista Simona de Maira esporrà i suoi quadri a Spoleto Arte

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Nell’esclusivo contesto della mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes di Promoter Arte, saranno esposti i raffinati dipinti di Simona De Maira. Il prestigioso evento si terrà dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014, all’interno dello storico Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato, zona nevralgica e assai suggestiva nel cuore di Spoleto.

La De Maira concepisce l’arte come espressione interiore di ogni individuo e spiega “È il pensiero, che si fa colore, sono le emozioni, che prendono forma“. La talentuosa artista coniuga la sapiente abilità strumentale e la prorompente energia creativa, generando creazioni, che fondono armoniosamente eleganza, solidità, sinuosità, resistenza e finezza. Nelle raffigurazioni e nei soggetti riprodotti, viene rievocata la metafora simbolica della forza vitale, che si manifesta attraverso le forme più tenui e la bellezza più delicata.

Il materiale utilizzato è eterogeneo: cartone, legno, plastica, vetroresina, materie metalliche, rame, dimostrando di saper sfruttare qualunque elemento, con duttile versatilità e geniale fantasia. C’è un recupero dell’essenza primordiale per trasmettere un messaggio mediatico, da condividere con il fruitore, legato ad un intenso percorso interiore portato avanti con fervida determinazione, ferma consapevolezza e radicata passione.

Dall’accurata ricerca stilistica della De Maira scaturiscono opere vivaci, piene di colore, un inno all’espressione pittorica come fonte inesauribile e incontenibile, da cui l’animo umano può trarre un fondamentale e indispensabile beneficio.

 

Straordinaria mostra dedicata a Kandinsky, le considerazioni del manager dell’arte Salvo Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Opinioni / Editoriale

Il manager Salvo Nugnes, noto gallerista ed esperto d’arte, durante un’intervista ha parlato della strepitosa mostra monografica dedicata a Vassily Kandinsky, considerato il maestro fondatore della pittura astratta, il pioniere per antonomasia dell’astrattismo.

Nugnes afferma “Una grandiosa mostra retrospettiva quella, che Milano dedica al Maestro, un vero teorico e protagonista dell’arte russa del secolo scorso, ma anche alfiere e precursore di quelle avanguardie storiche, che hanno segnato una spaccatura indelebile nel modo di fare e concepire l’arte figurativa nella sua storica tradizione. Nel coreografico contesto di Palazzo Reale si possono ammirare opere, che trasmettono quella connotazione di semplificazione delle forme pittoriche, che ne esaltano l’assoluta unicità nella realizzazione e sprigionano enorme carica emotiva“.

E aggiunge “I quadri di Kandinsky infondono nell’osservatore una percezione di equilibrio e armonia dell’anima, di pace interiore. Nella loro apparente semplicità e leggerezza contengono complesse e articolate chiavi di lettura a livello concettuale, che stimolano molteplici interpretazioni. Nelle composizioni, c’è uno studio ben mirato, minuzioso e accurato di ogni tonalità cromatica utilizzata e di ogni forma riprodotta, che acquistano una funzione comunicativa simbolica, spesso rifacendosi nel nome a espressioni musicali tipiche. E’ senza dubbio un genio dell’astrattismo e il suo percorso artistico traccia una tappa fondamentale nell’evoluzione pittorica del Novecento“.

Palazzo conTemporaneo, un successo “glocal”: oltre diecimila presenti e un grande seguito online.

Scritto da Associazione culturale ETRARTE il . Pubblicato in Arte, Comunicati Stampa, Cultura, Italia, Locale

La conferma per un progetto culturale giovane e indipendente che ha fatto della partecipazione il suo punto forte.

“D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” (“Le città invisibili”, I. Calvino). E la risposta che ha dato il capoluogo friulano al Comitato Udine Prova a Immaginarti Migliore non lascia dubbi: 10.531 i visitatori che nei 5 weekend d’apertura hanno visitato gli spazi ex-Sportler del Palazzo UPIM. Un record, considerando i soli 15 giorni d’apertura. Di rilievo anche il tipo di afflusso: Palazzo conTemporaneo ha ospitato persone con gli interessi e le abitudini più disparate, a dimostrazione che è possibile creare un’offerta culturale e aggregativa trasversale. A ciò si aggiungano i 315.431 visitatori della pagina Facebook che dai primi di febbraio hanno seguito l’evoluzione del progetto, i “Like” provenienti da 7 nazioni (tra cui Regno Unito, U.S.A., Germania, Francia) e le molte città dalle quali è stato seguito il progetto (in ordine di interazioni – dopo Udine e Trieste – sono state Milano, Pordenone, Roma, Venezia, Torino, Londra). Per rimanere sempre nella sfera on-line, i messaggi ricevuti sono arrivati in diverse lingue oltre all’italiano e da paesi a volte inaspettati, come la Repubblica Democratica del Congo, l’Angola, la Turchia e la Bielorussia.

 Una forte partecipazione reale e “virtuale” anche per quanto riguarda l’aspetto economico dell’iniziativa, che nella rete ha mosso i primi passi attraverso una piattaforma di finanziamento online di “crowdfunding” ma che si è poi sviluppata attraverso il rapporto diretto e personale con i visitatori, i quali hanno continuato a sostenere il progetto fino all’ultimo giorno. Oltre ai sostenitori della rete e ai visitatori, fondamentale è stato il contributo degli sponsor: A.F.A. Azienda Friulana Antincendi, AMGA Energia & Servizi, Arteventi, Banca di Credito Cooperativo di Manzano, Future Factory, Gruppo Autostar, Italian Chair District, QBell Technology, Savio, bar e ristorantino e Unipol Assicurazioni, Cervignano. Un sentito ringraziamento da parte degli organizzatori va a tutti i volontari, alla Protezione Civile e al Comune di Udine.

 Sul territorio regionale, si è creata una rete con più di 30 realtà culturali, ospitando 24 progetti espositivi, 27 performance, 10 laboratori, 5 conferenze. “Questo risultato è il frutto di rapporti di collaborazione e di scambio consolidati negli anni con l’associazione ETRARTE che il progetto Palazzo conTemporaneo, con il suo carico di slancio innovativo, ha reso manifesti” sottolinea la direttrice artistica Elena Tammaro. “Ora dobbiamo portare avanti il progetto, pensando a come convogliare tutte queste nuove energie in una realtà stabile così da permettere a chi vi partecipa di crescere, creando così una fucina di talenti regionali e nuove opportunità economiche” continua Federica Manaigo, responsabile della comunicazione. Il presidente del Comitato UPIM, Paolo Ermano, sottolinea inoltre che: “abbiamo dimostrato con queste fantastico risultato che la città deve concentrarsi su una nuova vocazione artistica e culturale se vuole sostenere la sua vocazione emporiale, che può essere vero motore d’interesse per turisti dall’Italia e dall’Europa: infatti, alcuni dei nostri negozi li possono trovare altrove, le nostre idee no. Personalmente vorrei ricordare che Palazzo conTemporaneo è il frutto del lavoro di due soggetti spesso marginalizzati, nei fatti: le donne e i giovani. Il comitato e i più stretti collaboratori sono principalmente ragazze serie e preparate e tutto è dipeso dalla voglia, l’energia e la creatività di decine di giovani under 35. Con un po’ più di coraggio e lungimiranza da parte delle istituzioni e delle forze economiche della città, il futuro di Udine potrà veramente essere migliore”.

Palazzo ConTemporaneo è un’iniziativa promossa dal Comitato U.P.I.M. (Udine Prova a Immaginarti Migliore) all’interno degli spazi inutilizzati del “Palazzo UPIM” situato a Udine tra piazzetta Belloni, via Cavour e via Savorgnana. Il sito, attualmente di proprietà del gruppo Rizzani De Eccher, verrà ricostruito nell’estate 2013. In vista di tale cambiamento del panorama della città, il Comitato ha ottenuto dalla proprietà dell’immobile il permesso di accedere e sfruttare i locali del palazzo al fine di renderlo un spazio artistico temporaneo.

UNA CALOROSA ACCOGLIENZA PER BRUNO VESPA OSPITE A CULTURA MILANO.IT PRESSO LA MILANO ART GALLERY PER COMMENTARE LE ATTUALI VICENDE SOCIO POLITICHE DEL PAESE

Scritto da AgenziaPromoter il . Pubblicato in Comunicati Stampa, Libri

Venerdì 8 Febbraio, una calorosa accoglienza, è stata riservata a Bruno Vespa, ospite al Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it” per commentare le attuali vicende socio politiche del Paese e raccontarne la storia passata, che influisce sul presente e sul futuro, tematiche affrontate nel suo libro, di recente pubblicazione “Il palazzo e la piazza” (Mondadori). “Cultura Milano.it” è organizzata da Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter e si svolge presso la “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in Via Alessi 11, a Milano. Gli incontri sono ad ingresso libero, allo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti e coinvolgono illustri personaggi, come Francesco Alberoni, Vittorio Sgarbi, Margherita Hack, Antonino Zichichi, Umberto Veronesi e Corrado Augias.

Durante l’evento, a Bruno Vespa è stata conferita la targa di “Mentore dell’informazione” da Salvo Nugnes, che lo ha affiancato in qualità di moderatore, come simbolico riconoscimento, per il prezioso contributo, fornito all’informazione e al giornalismo, in tanti anni di prestigiosa carriera. Di grande simpatia il premio speciale, consegnato dagli inviati di Simona Ventura, che conduce su Sky Cielo, il programma sul calcio “Cielo che gol!” che Vespa ha accolto con scherzosa ironia, definendo il suo libro “Un mattone imperdibile” e prestandosi al gioco di battute, sulle quattrocento pagine, che lo compongono.

Davanti ad un nutrito e attento pubblico, Vespa ha proiettato le sue riflessioni, sui protagonisti di ieri e di oggi, per descrivere gli effetti del grave declino, in corso, partendo dal crollo di Wall Street, del 1929. Per Vespa “Mentre la crisi morde, la disoccupazione cresce, milioni di italiani fanno i salti mortali, per quadrare i bilanci, una legione di giovani si arrabatta, tra precariato e paghette da fame, si scopre che, nel mondo politico, l’impudenza va oltre la leggenda. I casi di Lusito, Bensito, Fiorito e gli altri ancora, dimostrano che, c’è gente inebriata dal messaggio di un’impressionante quantità di soldi pubblici, considerati privati, in quanto partito e che, li ha spesi proprio nel modo migliore, per alimentare la fantasia popolare e armarla di forconi: ostriche, caviale, vacanze nei posti più lussuosi, case. Un disastro. I partiti vacillano e talvolta cadono. L’antipolitica trionfa“.

Vespa, indagando, a fondo, sul malcostume politico e sugli errori pregressi, ritiene che, il 2012 sarà ricordato come l’anno più triste del dopoguerra. L’anno, in cui la crisi economica ha spazzato via certezze consolidate e ha avvolto il futuro in una nebbia fittissima. La frustrazione degli italiani, costretti ad un’austerità, in parte necessaria, ma poco sopportabile, in una tremenda recessione, è diventata ribellione, ora silenziosa, ora gridata nelle piazze, dinanzi alla cecità di un mondo politico, restio a sintonizzarsi, con gli umori della gente, nei tagli ai propri privilegi. Vespa spiega “Gli italiani dovranno imparare un po’ di normalità, dagli altri cittadini europei e i politici uscire dal Palazzo e scendere nella piazza. Per ascoltare e capire“.

Bruno Vespa ospite a “Cultura Milano” per presentare il suo ultimo libro “Il palazzo e la piazza” presso lo spazio culturale Milano Art Gallery Venerdì 8 Febbraio 2013

Scritto da AgenziaPromoter il . Pubblicato in Cultura, Libri

Importante appuntamento per “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” che Venerdì 8 Febbraio 2013, ospiterà Bruno Vespa, per presentare il suo ultimo libro “Il Palazzo e la Piazza” (Mondadori).

L’incontro, che si terrà dalle ore 17.30, presso il rinomato spazio culturale, situato in via G. Alessi n.11, nel cuore del capoluogo lombardo, apre la stagione 2013 del nutrito calendario del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano”. Ideato e organizzato da Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, il festival si propone di rendere la cultura accessibile a tutti, con appuntamenti ad ingresso libero, che vedono la partecipazione di personaggi di spicco del calibro di Margherita Hack, Vittorio Sgarbi, Francesco Alberoni e Corrado Augias.

Bruno Vespa, il noto scrittore e giornalista, conosciuto come ideatore e conduttore del programma televisivo “Porta a Porta” racconterà, attraverso il suo ultimo successo letterario, come i grandi errori del passato stiano influenzando presente e futuro e analizzerà a fondo i casi d’immoralità e corruzione che hanno fatto più scalpore nella storia della politica.

Dal crollo di Wall Street del ‘29 alla salita al potere di Mussolini, dai miracoli del dopoguerra all’indebitamento pubblico, dall’entrata dell’Euro alle ragioni della bancarotta di alcuni Paesi europei, dal governo Berlusconi al governo Monti. Vespa interroga i protagonisti di ieri e oggi, allo scopo di spiegare a tutti, cause ed effetti del cataclisma in corso.

Durante l’incontro, ci sarà la possibilità di entrare in contatto diretto e potersi relazionare, da vicino, con Vespa, che ponendosi al medesimo livello del pubblico, creerà un vivace e coinvolgente dibattito con i presenti, che si concluderà con un ricco buffet.