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La valenza subliminale dell’arte di Rosanna Gaddoni

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Nella spiccata e arguta intuizione creativa di Rosanna Gaddoni risiede la fluidità comunicativa di un’emotività pittorica speciale e mai scontata. Riscopre nelle composizioni il suo modo esclusivo di rievocare tramite la pittura i propri stati d’animo e la sua visione esistenziale, lasciando anche affiorare evoluzioni e scansioni mentali di carattere metafisico e commistioni armoniose di linguaggi emotivi da decifrare e decodificare. Rosanna dimostra di rimanere sempre fedele a se stessa e a uno stile incisivo ed efficace, capace di sollevare anche silenziose e sottese riflessioni. Nel suo fare arte non esistono ne indecisioni ne ambiguità espressive, ma tutto diventa emozione pura e incontaminata, legata all’interpretazione sensibile. Nella poetica pittorica confluiscono reminiscenze filosofico-intimistiche. La vivacità e la luminosa energia scenica esaltano la rappresentazione e regalano l’osservatore vibrazioni vitali di flusso penetrante, che ne impoveriscono e ne rafforzano l’essenza insita, andando oltre il mero dato esteriore immediatamente visibile e accrescendo la percezione sensoriale dello spettatore” così la dottoressa Elena Gollini ha messo in luce le connotazioni particolari del fare arte di Rosanna Gaddoni.

E poi ha aggiunto: “Il linguaggio espressivo nella sua pittura traduce un sentimento di verità ispirata, che è sinonimo di libertà di vivere e i creare. I quadri non sono concepiti come semplice riflesso della realtà, intesa come mimesis, ma sono considerati come l’esistenza stessa di un pullulare fremente di componenti emozionali e di suggestioni visionarie. Le composizioni vivono e pulsano costantemente nell’animo di Rosanna e in quello di chi le guarda le analizza con occhio attento e sensibile, pronto a recepire gli stimoli propulsivi che esse emanano. L’operato artistico di Rosanna rende la costruzione narrativa un elemento altro rispetto a quella banalmente realizzata nella tradizione standardizzata più classica. L’interpretazione percettiva sensoriale è alla base del suo fare arte. I sentimenti vengono riportati e impressi dentro le opere che vibrano di calore umano. Pregnante di valori e contenuti semiotici da carpire decifrare. Il significato assume l’essenza dell’accennato e del sotteso. Il linguaggio segnico trova il suo significato più profondo nel dinamismo evolutivo si rende portavoce della struttura del pensiero“.

Dopo il successo di Bolgheri, Graziano Ciacchini si prepara per la mostra personale a Castagneto Carducci

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Graziano Ciacchini si accinge con grande slancio a preparare la sua personale a Castagneto Carducci (LI) intitolata “L’estraneo” che si terrà il 6-7-8 Settembre 2019 presso lo Spazio Il Multiverso, in via Cavour 15. Un altro appuntamento espositivo molto importante per lui, che certamente gli riserverà grandi soddisfazioni.

Nella pittura di Ciacchini le nozioni tecniche e strumentali si fondono al suo sentire, consolidando una formula stilistica sua propria non standardizzata che risulta qualificante e ben riconoscibile. Inizia un viaggio simbolico inteso come percorso pittorici evolutivo, che lo indirizza verso l’articolato comparto dell’arte figurativa facendolo approdare ad un approfondimento sostanziale delle tematiche trattate. Nelle opere c’è un linguaggio personalizzato dove le forme e il colore si supportano l’un l’altro producendo una bilanciata corrispondenza strutturale. Ogni quadro ha vita propria e viene consegnato al fruitore come se fosse una missiva speciale con un contenuto da recepire e interpretare con acuta e spiccata sensibilità intuitiva. Addentrandoci nell’osservare i dettagli compositivi, si viene da subito attirati e affascinati dall’uso sapiente del colore che viene dosato con soave grazia e fine ricercatezza, assumendo anche una dimensione di significato sotteso. La prospettiva globale del segno, delle forme e delle figurazioni è sempre bilanciata e viene rafforzata dal colore, che funge da pilastro scenico portante e da cifra espressiva che fornisce un ulteriore chiave di riflessione e di meditazione evocativa. La risposta emozionale di ogni opera viene sollecitata dalle particolari declinazioni tonali che ruotano intorno alle sfumature del blu e dell’azzurro, accentuano e mettono in risalto il fulcro centrale della narrazione colpendo la coscienza dello spettatore e spronandolo ad una visione attenta e a una lettura accurata per poter cogliere pienamente le chiavi interpretative. La ricchezza immaginativa e lo spirito d’invenzione lo supportano nel rievocare al meglio la tematica prescelta, instaurando un canale di contatto tra reale e irreale, tra dimensione quotidiana concreta e sfera fantastica visionaria. Emergono rimandi e richiami che vedono protagonista, seppur nella sua non presenza dentro lo scenario, l’essere umano e il suo relazionarsi con l’universo esperienziale e con la parte più intima dell’ego. Le tessiture figurali e gli scenari compositivi sono un ponte virtuale di collegamento per favorire la connessione dell’uomo con quanto lo circonda. Quella di Ciacchini è un’arte intellettuale di astrazione colta e raffinata che si avvale di un solido fondamento di formazione e preparazione, dove niente viene mai lasciato al gesto istintuale e irrazionale, ma l’atto creativo è sempre riconducibile a fonti e sorgenti percettive che riconducono a loro volta a valori esistenziali ben radicati e a ideali eterni e imperituri da trasmettere al fruitore, in nome dell’arte dell’io nella consapevolezza del proprio ruolo, che al tempo stesso si protende alla condivisione di scambio reciproco, libero e incondizionato.

Intervista a Mauro Maisel: arte, scienza e sperimentazione

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Scienze

Una nuova intervista a Mauro Maisel, originale artista autodidatta, sempre alla ricerca di sperimentazioni, a cui piace realizzare le sue opere d’arte utilizzando materiali e prodotti diversi per creare il suo stile astratto dalla forte personalità ed unicità.

D: La tua capacità creativa così guizzante deriva anche dalla costante ispirazione di ricerca sperimentale?
R: Sicuramente i miei stimoli arrivano dal testare e provare sempre nuovi prodotti e materiali, mi piace creare sculture che stupiscano, che facciano star fermo davanti a loro lo spettatore.

D: Un tuo commento di riflessione sul parallelismo tra arte e scienza; come valuti questa interazione?
R: Una non può esistere senza l’altra, l’arte è la scienza e lo studio del mixaggio dei colori e della creazione di qualsiasi opera.

D: Come valuti le teorie e le concezioni di Freud sul sogno e la componente onirica applicata al mondo dell’arte e all’interpretazione delle varie forme.
R: Penso che se certi artisti sono riusciti a creare movimenti artistici e gli stili più disparati è solo e soltanto per il novantacinque percento dei casi merito di alcool e droghe varie.

Graziano Ciacchini conclude con ottimi riscontri la mostra personale a Bolgheri

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Il pittore Graziano Ciacchini ha concluso con ottimi riscontri la recente esposizione a Bolgheri e si prepara già per la prossima mostra personale, che si terrà il 6-7-8 Settembre 2019 a Castagneto Carducci. La dottoressa Elena Gollini nel creare un interessante parallelismo con il grande maestro Tiziano ha spiegato: “Per meglio comprendere il percorso artistico di Graziano bisogna aprire una virtuale finestra di connessione con la storia dell’arte. Tiziano è il primo artista che crea una struttura spaziale tramite il colore, ottenendo l’unità pittorica con rapporti di colore, modulando e riprendendo le cromie in varie tonalità e sfumature. Questi lungimiranti insegnamenti si riscontrano nello stile espressivo di Graziano, che infonde grande armonia all’insieme compositivo, attribuendo al colore un ruolo dominante nell’impianto scenico globale. Per Graziano, l’armonia secondo la radice etimologica del termine dà l’idea di legame, di unione, di accordo e quanto più armonioso appare il dipinto, tanto offrirà agli sguardi una gradevole e proporzionata gamma tonale e chiaroscurale. Nei quadri l’armonia compositiva dipende dalla perfetta disposizione di forme e colori, che accentrano l’attenzione e attraggono la vista sull’immagine evocata, soffermandola in modo mirato. Anche l’ordine tonale sistematico è sempre voluto e calibrato a monte e orientato a produrre variegate suggestioni ottiche e a dilatare ed espandere lo spazio d’azione e il campo visivo. Il simbolismo cromatico acquista un valore aggiunto integrante per risvegliare e alimentare particolari sensazioni e sentimenti, convogliando dentro le raffigurazioni un flusso di palpitante dinamismo e movimentando l’intera sequenza strutturale con vivace imprinting“.

Dice Novalis che le evoluzioni successive sempre più crescenti sono la materia della storia. L’arte di Graziano è il completamento visivo di tale autorevole pensiero riflessivo. Nelle sue opere si trova la sintassi cromatica e rievocativa del “volo virtuale” dell’arte contemporanea. La sua arte esprime una vocazione di unione sinergica degli elementi del vivere rappresentativo, in una sintesi globale, che include tutto di essi. L’estro creativo incalzante si congiunge alla raffinata precisione esecutiva che si sofferma su ogni dettaglio e viene avvalorato dalla sapienza tecnica e dalla conoscenza della materia di lavorazione. La sua arte è una presa diretta di coscienza della missione primaria dell’arte contemporanea. Il suo pensare artistico coincide con la proiezione cerebrale e mentale e si congiunge con l’incipit scaturito dal moto dell’anima. Nell’uso del colore, con predilezione per le tonalità del blu e dell’azzurro, la fantasia di Graziano trascende nell’orchestrazione e attribuisce una polifonia di significati che attraverso le forme, le figurazioni e il tratto segnico testimoniano il suo verbo interiore.

I linguaggi emotivi nell’arte di Rosanna Gaddoni

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Nella sua formula pittorica Rosanna Gaddoni si rende portavoce di un mondo espressivo a se stante, di un concetto e modello comunicativo autonomo, indipendente e libero da vincoli e forzature stilistiche imposte. Nelle opere emerge un’indagine attenta e accurata verso l’estetica e il senso del bello, associata a contenuti sottesi e significati di valenza subliminale, che arricchiscono e completano la narrazione. La componente grafica e segnica viene sempre ideata e progettata a monte e mai lasciata alla casuale improvvisazione istintiva. Nelle orchestrazioni sceniche proposte si percepisce un afflato contemporaneo, in cui la tradizione figurativa del passato coesiste e convive con studi e sperimentazioni di innovativa proiezione e sfocia in soluzioni che appartengono anche all’immaginario fantastico e simbolista, rifuggendo dalla dimensione del reale in senso stretto pur rimanendo attinente e pertinente ad essa.

Nell’inquadrarne la poetica espressiva caratterizzante la dottoressa Elena Gollini ha dichiarato: “Rosanna realizza composizioni ricercate e raffinate, animate dalla passione e dalle suggestioni delle idee e dei pensieri. Si recepisce un’accentuata e intenzionale bidimensionalità delle immagini e degli spazi e la dimensione viene dilatata ed esce dai margini e dai contorni della tela, proiettando la visione all’esterno con dinamica vitalità. Il particolare imprinting strutturale dei dettagli narrativi immerge il fruitore dentro un’atmosfera senza tempo e fuori dal tempo. Il lavoro certosino di invenzione e di rielaborazione compiuto da Rosanna la colloca a buon conto tra gli artisti che vivono e sentono con pienezza assoluta il senso e il significato di fare arte da condividere e con cui condividere. Il processo di studio e di approfondimento la porta a sviluppare con meticolosa dovizia ogni idea, che la fervida mente creativa le suggerisce coniugandola all’incipit della sfera intima“.

Mauro Maisel artista di moderna ispirazione sperimentale

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Le soluzioni artistiche realizzate da Mauro Maisel ci indirizzano verso un approccio fortemente evocativo e ci guidano nel sentiero articolato di una formula espressiva di matrice astratta e informale, che lascia ampie opportunità di lettura interpretativa e suggerisce chiavi di accesso di impronta simbolista, concettuale e metaforica. Per certi versi Mauro si può allineare al concetto michelangiolesco di non finito e di non compiuto inteso come consapevolezza della forza e della potenza intrinseca che già l’opera d’arte possiede insita in sé ed esprime nell’atto stesso della sua creazione, senza bisogno di essere ricondotta e relegata a costrizioni figurative conformanti e convenzionali. Il particolare scenico dell’incompleto riportato nei termini dell’astrattismo e della riproduzione informale evidenzia come l’opera possa comunque sprigionare e trasmettere appieno intense e coinvolgenti emozioni capaci di penetrare nel profondo dell’anima dello spettatore e di metterlo in contatto diretto con la sfera interiore e spirituale dell’autore” così la dottoressa Elena Gollini ha spiegato il modus operandi artistico di Mauro Maisel.

Nella sua produzione artistica la versatilità compositiva spazia in tutti i territori della comunicazione visiva ed emozionale. Il pensiero e il linguaggio semantico seguono dei rimandi e dei richiami allusivi appartenenti ad una poetica visionaria colta ed elevata, di radice esistenzialista. La perizia tecnica accurata di realizzazione conferisce alla cifra stilistica un’inconfondibile ed esclusiva unicità identificativa. Il suo fare artistico possiede la qualità di saper accendere alle conclusioni concettuali senza mai fare venire meno quella pulsante tensione creativa che lo spinge e lo ispira a continuare nella ricerca. Il senso della sintesi narrativa lo porta a completare il lavoro pittorico esaltando al massimo il gioco delle forme, degli spazi, dei volumi, tramite le combinazioni materiche e le declinazioni degli equilibri cromatici. La vena narrativa è frutto di una piena e consapevole individualità artistica. La sua vocazione creativa non concede mai spazio a proiezioni e prospettive visive banali, retoriche e scontate, ma si canalizza e focalizza soffermandosi sulle potenzialità del colore, sugli effetti luminosi e sulle molteplici e variegate possibilità di intreccio e commistione. Le qualità pittoriche di Mauro scaturiscono da una meditata e ponderata riflessione sulla duttile matericità del colore e sul senso interiore e interno dell’opera. Nella registrazione del dato reale spesso la civiltà odierna tende a dimenticare ciò che rappresenta sostanzialmente. Mauro ci ricorda tramite la sua arte che il valore e l’importanza dei sentimenti non è mai superflua e attribuisce all’arte una valenza sentimentale primaria e imprescindibile da diffondere e propagare con un messaggio di portata universale.

Graziano Ciacchini in mostra personale a Bolgheri

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Si rinnova l’importante appuntamento espositivo per Graziano Ciacchini che sarà protagonista anche quest’anno di una mostra personale a Bolgheri. L’esposizione verrà allestita presso la sala del Centro Civico in Largo Nonna Lucia 5 con inaugurazione in data Giovedì 1 Agosto dalle ore 19. La mostra resterà in loco fino al 7 Agosto ed è visitabile ad ingresso libero.

Nelle creazioni di Graziano l’equilibrio irreale della sua impostazione pittorica si compenetra senza esitazioni nella concettualità del reale. Il ruolo del colore riveste una funzione primaria nel sistema narrativo d’insieme e produce lo sviluppo di un’interessante linguaggio a livello subliminale. Graziano individua la propria dinamica espressiva configurando una dimensione visionaria fantastica molto eloquente e allusiva, elaborando emozioni, idee, concetti e sensazioni intuitive. La realtà visiva e suggestionale collega il reale all’immaginario in un gioco di sintesi enigmatica, che colpisce da subito e cattura l’attenzione dello spettatore chiamato a intervenire come parte attiva dentro lo scenario e a fornire le proprie chiavi di lettura, in uno scambio interattivo aperto e vivace. Graziano evoca visioni d’impronta onirica e fantasiosa con l’originale creatività, per dare vita a rappresentazioni che oscillano in bilico tra il realismo e il fantastico simbolista. Non tralascia mai l’aspetto sostanziale e introspettivo introducendo contenuti esistenziali e psicologici tutti da scoprire e decifrare con perspicace sensibilità.

Il linguista Émile Benveniste sostiene che l’arte è un’opera particolare nella quale l’artista instaura liberamente delle opposizioni e dei valori, con cui gioca in tutta sovranità non avendo ne risposte da attendere ne contraddizioni da eliminare, ma solo una visione da esprimere secondo criteri coscienti o meno, di cui l’intera composizione porta testimonianza e diviene manifestazione. Queste riflessioni sono allineabili al percorso di Graziano nel mondo dell’arte. Lui ci offre una variegata produzione dal gusto moderno e contemporaneo, d’impronta stimolante e coinvolgente indirizzata alla ricerca di poetiche comunicative pregnanti di nuove prospettive di orizzonti stilistici con aspetti e tratti distintivi qualificanti nella loro inconfondibile riconoscibilità esclusiva. La sua ricerca si canalizza sulla figurazione e sul suo potenziale di fruizione, elaborando creazioni che tramite gli accostamenti particolari di forme, immagini e colori producono e alimentano intense sensazioni emozionali nello spettatore. Nel suo insieme la produzione diventa un processo di graduale e progressiva “spiritualizzazione” della materia pittorica che acquista una specifica valenza sostanziale e contenutistica e soddisfa quel desiderio di “infinito assoluto” uscendo dagli schemi e dai dettami predefiniti per spingersi oltre, verso dimensioni di pensiero e proiezioni esistenziali alternative.

Importanti partecipazioni e riconoscimenti per l’artista Matteo Fieno

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Matteo Fieno, conosciuto per i suoi eleganti dipinti dedicati al mondo femminile, sta ottenendo grande riscontro di pubblico e critica, grazie alla partecipazione ad importanti eventi artistici e ai numerosi incontri con noti personaggi dell’arte e della cultura italiana. Di seguito l’intervista all’artista.

D: Un tuo resoconto globale sulla recente partecipazione alle grandi mostre di Spoleto Arte e Biennale Mantova entrambe presentate da Vittorio Sgarbi.
R: Aver partecipato a questi eventi mi ha ripagato di tutti gli sforzi fatti, sia per l’esperienza stimolante, sia per la pazzesca cassa di risonanza che eventi di questo tipo sono in grado di offrire.

D: Come è nata l’occasione di rendere omaggio al famoso trio canoro “Il Volo” con le tue opere? Hai qualche aneddoto di questo incontro speciale?
R: Ho avuto questa possibilità per via della loro presenza al Festival Collisioni che si è tenuto nella mia zona e grazie a una conoscenza in comune che mi ha permesso di incontrarli. Sono rimasto colpito dalla loro semplicità e dalla loro disponibilità nonostante avessero un’agenda molto fitta. In più mi è sembrato che fossero molto interessati alla pittura e hanno voluto sapere a tutti i costi quale fosse il quadro al quale mi sento più legato e il perché.

D: Raccontaci qualche anticipazione sull’importante premio che riceverai a Spoleto il 22 Luglio e che ti porterà in mostra a Milano.
R: Ricevere il Premio Milano Art Gallery è una sensazione bellissima che mi stimola ulteriormente ad andare avanti in questo percorso. Inoltre è una gioia immensa ricevere la stima di persone come il Prof. Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes, presidente della Spoleto Arte. Il premio non è solo un attestato di merito, ma anche un bonus per poter partecipare con sei opere alla Biennale di Milano che si terrà a Ottobre e per poter disporre di una personale alla storica “Milano Art Gallery” in data ancora da stabilire.

Intervista – Riflessioni dell’artista Mauro Maisel

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Mauro Maisel è stato intervistato ancora una volta per fare alcune riflessioni sui concetti di arte spirituale e materiale e per parlare della sua ispirazione artistica.

D: Una riflessione su questi due concetti in parallelo applicati alla tua arte: spirituale/materiale;
R: La mia arte sicuramente è più deviata dal concetto materiale, certo, il mio io interiore sbatte come una pallina da flipper per cercare idee e significati di un nuovo progetto, ma il lato materiale è quello ormai che governa, realizzo in concreto, anche se è difficile aver un’idea chiara di come sarà il risultato finale, reputo il mio lavoro “estemporaneo”, nel senso che vedo l’opera prender forma man mano che creo e passano i giorni.

D: A quale artista della storia dell’arte ti senti più affine nell’espressione stilistica?
R: Qualche anno fa partecipai ad una lectio magistralis di Vittorio Sgarbi, conclusasi ci fu una mostra di un artista italiano di nome Giordano Floreancig. Vidi i suoi ritratti cosi irreali, ma reali, con schizzi di colore, molto colore, fin da uscire dalla tela… Fu un colpo di fulmine… Dapprima provai anch’io a fare dei lavori simili, ma sapevo che non era la mia strada, successivamente mi imbattei negli artisti Antony Micallef e Justin Gaffrey, tanto diversi tra loro, ma con un comun denominatore: lo Spessore. Bombe a mano di colore indefinito nei ritratti ,voluminoso e disordinato Antony; Spessore, peso e maestria nel dosare quel materiale denso creando paesaggi e nature morte Justin. Da allora si aprì il mio mondo, che muta continuamente, ma vedremo dove mi porterà…

D: Un commento su questa autorevole citazione di Marcel Proust “il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale”;
R: Stando a questa citazione, il mondo sarebbe stato creato migliaia di volte, visti gli artisti fighi che hanno attraversato la storia. È bello pensare che in qualche angolo remoto del pianeta, presto ci sarà un artista che stupirà e sconvolgerà, sta tutto nel scoprirlo ed aiutarlo ad emergere. Dio non ha avuto bisogno di nulla e nessuno per stupire…

La pittura “comunicativa” di Matteo Fieno

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Nell’evidenziare il talento artistico di Matteo Fieno la dottoressa Elena Gollini ha asserito: “Le immagini immortalate da Matteo sembrano essere spiate da una fessura virtuale, che si apre dinanzi allo spettatore con delicatezza, grazia ed eleganza. Questo spiare con grande garbo e rispetto attribuisce dignità e senso di protezione alle immagini evocate. I momenti fissati sono unici, perché le componenti della scenografia narrativa non sono più ripetibili allo stesso modo, rendendo speciale ed esclusiva ogni opera. Matteo considera la pittura come lo strumento prediletto per esprimere e condividere l’innata vena creativa e fantasiosa. Riesce a destreggiarsi al meglio con naturale dimestichezza e padronanza del mezzo strumentale e della tavolozza cromatica, garantendo risultati ottimali e una resa compositiva eccellente“.

L’attenta e accurata sperimentazione segnico-cromatica della figurazione pittorica elaborata da Matteo introduce lo spettatore in un’avvincente prospettiva di originale ed eclettica combinazione tra visione reale e irreale, tra realtà e fantasia con accenti simbolici e metaforici che aprono ad un linguaggio d’introspezione suo personale e sui generis, dove utilizza componenti ed elementi frutto di una ricerca inedita e non convenzionale. L’osservatore è chiamato e guidato a cogliere e recepire i codici insiti, interpretando l’universo sotteso di contenuti e significati sostanziali e andando oltre la pura coreografia scenica. Matteo instaura con l’opera una forte simbiosi di legame sentimentale ed emotivo, in perfetto equilibrio con l’azione creativa più razionale e pragmatica. La gamma cromatica dalle vibranti gradazioni tonali stimola l’immediata percezione sensoriale e aumenta il flusso energetico dinamico di contorno.